1 In queste tematiche
è a nostro avviso importantissima la questione linguistica, non soltanto per la
diversità e spesso purtroppo per l’incompatibilità dei modi individuali di
pensiero, che si esprimono nel medium in questione ma proprio per un netto deterioramento,
caratteristico del mondo moderno, della congruenza semantica connessa al
lessico: la precisazione che segue sarà superflua per molti ma anche se ciò può
sembrare impossibile abbiamo riscontrato così grandi e fantasiose illazioni
sull’origine della parola che noi riteniamo meriti insistere.
In Italia dunque,
detta istituzione è nota come “Massoneria” mentre il piuttosto desueto “Libera
Muratoria” meglio renderebbe la stretta contiguità con l’Arte in argomento. Da
un punto di vista etimologico non ci sono però dubbi in proposito: in qualsiasi
dizionario europeo il lemma (massoneria, masonry, franc-maçonnerie,
freimauerei, frimurare, frimureri, vapaamuurari…) rimanda al lt. maceria il cui
senso tecnico per “muro di chiusura” fatto di terra argillosa stemperata in
acqua e consolidata con paglia e pietre, trova, comprensibilmente, origine nel
più ampio contesto semantico del verbo macero.
Da qui, al basso
latino medievale, machionis ® ed infine massa (da cui tanti nostri toponimi) il
passo è breve: prima è il nome del casale al centro di una tenuta, poi, si
trasferisce, intorno al X sec., alla grande fattoria fortificata e da questa
va, infine, ad indicare un intero dominio feudale. Il senso edificatorio del
vocabolo è pertanto indubitabile e quindi la Massoneria è, con certezza, il
mestiere, the Craft.
2 Mestiere deriva
dall’ant. fr. metier, questo dal lt. ministerium minister il quale fa coppia con magister dove
le due radici danno rispettivamente: un senso di subordinazione la
prima (minis- > minus) ed il suo contrario la seconda (magis-); è quindi il
minister l’esecutore delle disposizioni del magister e tale fattispecie è
appunto quella in cui, chi esercitava un mestiere si trovava nei confronti di
chi lo iniziava e lo guidava sui sentieri dell’arte. In questa prospettiva
diventa congrua l’equivalenza tra mestiere e mysterium (da mysteria ma a sua
volta da myste, l’iniziato ai misteri) che “popolare” come etimologia, non è
però meno significativa asseverando, nella propria storicità, il contesto
esoterico nel quale esso era esercitato e vissuto.
3 Aristotele, Met. IX,
6.
4 Detto termine,
nell’accezione massonica utilizzato oggi universalmente, proviene, dall’ing.
lodge, importato dai normanni nella forma di un originario fr. loge ma
derivante dall’ant. francone laubja, pergola. In origine, stava ad indicare
quella costruzione provvisoria, che, sul cantiere, era destinata al ricovero
degli attrezzi ed alla direzione dei lavori.
In Italia era
denominata, con molta più pregnanza rispetto alla ritualità che soprattutto
ospitava, “baracca”: la parola deriva dall’ebr. BeRaKaH, “benedizione” ma, in
quella lingua, è così chiamata anche l’influenza spirituale trasmessa con
l’iniziazione (cfr. ar. BaRaKT) ed essendo questa il fiat lux ordinatore per il
caos oscuro della condizione profana è anche un éclair: BaRaQ, ebr. lampo,
fulmine.
5 Le iniziazioni di
mestiere erano proprie del terzo stato, per le altre classi (nobiltà e
sacerdozio), in linea di principio, non valevano queste condizioni, potendo -
ad es. - un cavaliere creare tale chiunque ritenesse degno anche se, di fatto,
da una certa epoca in avanti, ciò non fosse più avvenuto, essendo stati
costituiti gli ordini cavallereschi con le relative cerimonie d’investitura e
la successiva regola e disciplina collettiva.
6 1527 / 1608.
7 L’adesione a tali
organizzazioni faceva i membri partecipi dei cosiddetti “piccoli misteri” e,
sia questi ultimi, sia i “grandi” (Elusi), non si ponevano in contrapposizione
con la religione pubblica (exoterica) ma ne costituivano un completamento, atto
a rispondere a rispondere alle esigenze di perfezionamento ed approfondimento
di coloro che avvertivano questa necessità.
8 Anche l’alchimia,
importante componente dell’Ermetismo, mostra chiaramente tale origine: la
parola viene dall’ar. al-kîmîa il quale, a sua volta, deriva dall’egiz. Kémi,
terra nera ovvero l’antico nome del paese. L’arrivo di queste conoscenze in
Europa, si deve agli arabi come attestano numerosi etimi della terminologia
alchemica.
9 È qui, il motivo
della presenza, nella nomenclatura massonica, o d’esplicite parole ebraiche, o,
se deformate, di un etimo che, pur sempre, a quell’idioma conduca. Inoltre, per
tutto il Cristianesimo, l’ebraico resta l’unica lingua sacra di riferimento
essendoci la Rivelazione pervenuta soltanto in traduzione greca.
Da questo stato di
cose, si comprende il rapporto contraddittorio avuto in due millenni col popolo
vettore di tale tradizione, il quale, inoltre, è stato anche un medium
indispensabile nelle fondamentali relazioni culturali e spirituali con l’Islam.
10 Questo è
particolarmente evidente nel Craft perché la “colorazione” cristiana prevale
invece negli High Degrees cavallereschi.
11 Secretum viene dal
vb. secerno, secreti, secretum, secernere; separare, dividere (sacrum ha la
stessa radice), è quindi un part. pass. ossia “separato” che, nell’accezione
esoterica, sta a sottolineare la distinzione dal mondo profano. In ultima
istanza, il vero segreto d’ogni via iniziatica sta nell’ineffabile. Il quale, è
bene precisare, è soltanto l’incomunicabile e non l’incomprensibile come il
punto di vista exoterico troppo spesso erroneamente fraintende quando, in
ordine ai misteri della fede, si rapporta a questo concetto, riducendo la
medesima ad un ben misero epifenomeno dell’infrarazionale: cfr. il “credo quia
absurdum”.
12 1561 / 1626.
13 1596 / 1650; per detto filosofo, vd. il ns.
Janua Inferni apparso nel 1° n. di Episteme.
14 1527 / 1608.
15 L’importanza di questa fama risiede, non
tanto nella persona di Dee, sebbene nel suo generale significato
d’avvertimento: lo sviluppo della magia è caratteristico della fase tarda e
comunque decadente di una civiltà, ricollegandosi, in qualsiasi ambito
conoscitivo tradizionale, le pratiche di questo tipo a svolgimenti inferiori e
lontani dal Principio. Essendo, in qualche modo, una “tecnica” sono evidenti i
rapporti della magia con la nascita del mondo moderno le cui scienze e
tecnologie sono uno speciale “sviluppo” (“progresso”, nella prospettiva
corrente) delle antiche matrici.
Nel caso individuale
di Dee, per obiettività, deve essere fatto presente che egli sempre si difese
dall’essere un mago “nero” (e non lo fu) limitandosi queste pratiche,
nell’intento, all’evocazione degli angeli. La sua personalità aveva anche
sorprendenti tratti di assoluta ingenuità e fiducia nel prossimo. Importante fu
anche la propaganda che condusse a favore del sistema copernicano. Sono infine
certe, sia la sua fede cristiana, sia la sua personale onestà, confermata da
una morte in miseria.
16 Inteso però nella sua
integralità e non nella prospettiva laicista e razionalista che si suole, oggi,
attribuire all’espressione.
17 Oggi fa parte della
Grande Londra; è a 10 km. a SW di Westminster sulla riva destra di un’ansa del
Tamigi. Sul luogo sorgono un crematorio ed un cimitero; è curioso verificarne
l’etimo: mortlake® mortal lake.
18 In Baconiana, Dec. 1983: Ewen MacDuff, After some time be past.
19 David Kahn, THE
CODEBREAKERS, 1996.
20 È nota la discussa
attribuzione dell’opera di Shekespeare a Bacone.
21 Tale considerazione
è soprattutto valida per Bacone; per Dee la valutazione è più complessa,
essendo, appunto, indubitabile la sincerità nella sempre professata fede
cristiana. Quindi, per lui il discorso, più che indirizzarsi alle intenzioni
dell’uomo, riguarderebbe piuttosto le potenzialità di un certo ordine presenti
in alcune delle sue formulazioni: è quello che è accaduto anche a Cusano ed a
molti altri intellettuali rinascimentali o tardo-medievali.
22 È l’esoterismo
islamico. Per dare appena un’idea della sua centralità in quella religione
sarebbe sufficiente fare presente come tutti i santi islamici – il loro culto è
molto popolare – siano tali giacché esponenti dell’esoterismo (pertanto dediti
ad una via di conoscenza piuttosto che meramente devozionale) mentre adesso,
nel Cattolicesimo, con la “puritana” riforma delle ricorrenze calendariali e
con l’evidente inflazione dell’elevazione a quello status, il titolo tenda
ormai, prevalentemente, a designare una condizione esemplare sul piano della
devozione e dell’impegno sociale.
23 Avendo costatato
come, da parte di alcuni, molto s’equivochi sulla natura dell’Ermetismo, sarà
bene fare presente che, praticamente, tutte le scienze tradizionali della
Cristianità ad esso, in tutto o in parte, si rifacciano e ciò proprio per il
suo carattere nettamente cosmologico: astrologia, araldica, fisiognomica,
medicina, architettura… non c’è settore che sia escluso: demonizzarlo
equivarrebbe quindi ad una condanna totale delle radici della nostra stessa
civiltà, il che da sé si qualifica.
È forse utile
ricordare che Ermete Trismegisto campeggia, in un magnifico mosaico, sul
pavimento della cattedrale di Siena; è rappresentato mentre tiene in mano una
tavola, nella quale si celebrano le lodi del Verbo fatto carne. Infine, il cattolicissimo
Filippo II possedeva all’Escorial un’intera biblioteca ermetica.
24 La famiglia, ai
tempi di Enrico VIII, era giunta in Inghilterra dal Galles, apparteneva ad una
delle stirpi più antiche di quel paese facendo risalire la propria agnazione al
Principe Roderico il Grande e sembra che avesse anche una qualche parentela con
i Tudor.
25 Il padre di Bacone
era stato fatto Baronetto mentre il figlio ebbe accesso alla peerage. Esponendo
fatti concernente la storia britannica sarà utile ricordare, per meglio
orientarsi in quella società, come l’aristocrazia inglese si divida in gentry e
nobility. La prima non è mai stata disciplinata e se ne fa parte per lenta
assimilazione e consenso sociale; è quindi lo stile di vita che fa il
gentleman. Gli appartenenti non hanno un titolo specifico; in genere al nome,
negli indirizzi, s’aggiunge, quale forma di cortesia, Esquire.
La nobility è tale per
nomina regia, ha un titolo feudale e la peerage comporta un seggio alla Camera
Alta (trattamento di Lord e Lady; quello di Honourable è riservato to the
children of peers below the rank of Marquis) mentre l’accesso a quest’ultima è
escluso soltanto per il titolo di Baronet (the lowest titled order), il quale
comporta il trattamento di Sir. Quello del knight è invece un ennoblissement ad
personam; non ne consegue quindi trasmissibilità ma è egualmente previsto il
trattamento di Sir. Fuori dall’ambito aristocratico, Mister (Mr.) è invece
rivolto a chi, appunto, non abbia altri titoli (common) ed è una variante di
Master (cfr. supra, n. 2) e pertanto equivale a riconoscere, nel destinatario,
l’eccellenza in un mestiere: ad es., per rimanere in tema, the master mason
26 Prodromi della
“cattività” avignonese: 1309 / 1377.
27 In tutto il
Medioevo, quest’espressione di S. Paolo (2Ts. 2.7, “katecwn”: “colui che
trattiene”, qui tenet, der Aufhalter) è intesa quale “forza frenante” nei
confronti dell’avvento dell’Anticristo ed era, di norma, interpretata come
profeticamente riferita al Sant’Impero. L’ordine del Tempio fu, quale
fondamentale ricetto dell’aspetto più “interno” (iniziatico) della Tradizione,
posto espressamente da San Bernardo a difesa della Respublica Christiana.
28 Nell’utopico stato
della Nova Atlantis, Bacone attribuisce la funzione di guida ad un collegio di
saggi, definito Domus Salomonis e in detta, troppo specifica denominazione, si
può già intravedere quel progetto d’infiltrazione che porterà poi alla
creazione della Massoneria speculativa.
Allo stesso modo, con
l’intenzione di stringere legami coi ricchi mercanti e banchieri ebrei di
Amsterdam ed a tutto vantaggio economico della britannica monarchia, il
suggerimento “biblico” di John Dee, il quale faceva discendere il mitico Artù
dall’altrettanto mitico Bruto – d’ascendenza troiana – e questi da Noè, servì a
più tardi epigoni (John Sadler, 1649; Dr. Abade, 1723 ed altri posteriori) che
la impostarono, sull’irrisolta vicenda delle dieci tribù perdute d’Israele, per
elaborare la teoria del British-Israelism: the British, as Abrahm’s seed, were
to inherit the earth.
Tutto ciò svolse una
funzione preparatoria per il successivo assorbimento di parte di tale
formidabile centro di know-how finanziario nella società inglese (vd. M. Freedman, J.
Parkes, H. Newstatter, A minority in Britain. Social
studies of the Anglo-Jewish community, London, 1955): le condizioni, per
annullare la cacciata degli ebrei nel 1290, si realizzarono nel clima religioso
e politico suscitato dalla rivoluzione e dalla dittatura di Cromwell e
pertanto, nel 1656, la riammissione della presenza ebraica fu un fatto compiuto
come, ancorché limitato, l’acquisizione del loro diritto di cittadinanza.
Ed anche per gli ebrei
vale quanto detto per la Massoneria: essi sono stati usati con cinismo da un -
in larga parte - invisibile establishment, che li ha esposti, facendo ricadere
su loro il risentimento di azioni da questo preparate e suscitando, anche
direttamente ma nelle maniere più subdole, quell’antisemitismo che è stato uno
degli espedienti principali per realizzare il proprio occultamento.
Un esempio per tutti,
I Protocolli dei Savi Anziani di Sion, editi per la prima volta nel 1901, in
Russia, furono tradotti in inglese e pubblicati (1919) dalla Eyre &
Spottiswoode Publishing House, stampatore di tutto ciò che d’ufficiale fosse
rilasciato dalla Royal Family: il libro vendette molto rapidamente 30.000
copie, finché non fu ritirato dal commercio su pressione dei Rothschild. In
detta circostanza, la cosa più singolare del falso, è che il modus agendi
attribuito ai supposti Savi è proprio quello caratteristico delle forze
contro-iniziatiche: letto in questo modo, il testo rivela allora prospettive di
notevole interesse.
L’aspetto paradossale
del British-Israelism è che, dall’impostazione filoebraica degli inizi sino ad
oggi, attraverso il filtro di stravaganti personalità del XIX sec., esso, in
alcuni gruppi, ha assunto una veste nettamente agli antipodi di quella
originaria versione: the adherents embrace the Anti-Semitism by claming that
those normally referred to as Jews are not God’s chosen people but the “seed of
serpent” and the “true Jews” are the Anglo-Saxons.
29 Cfr. il ns. Efficere
Deos nel n. 2 di Episteme.
30 Nell’opinione di
Dee e di Cusano, uno degli strumenti fondamentali, in senso ovviamente non
negativo, avrebbe dovuto essere la matematica; poiché, il mezzo migliore, per
penetrare nell’intima struttura cosmica, era nel possesso delle scienze de
numeris formalibus, de ponderibus misticis, de mensuris divinis. È evidente
come gli stessi procedimenti possano poi essere volti ad altri scopi. Ben
cosciente della tripartizione dell’universo, Dee si dedicava in particolare al
ruolo di un certo uso degli algoritmi nel mondo intermediario essendo da lì che
poteva giungere, in una visione utilitaristica, il maggior aiuto “for the
mechanics”. A differenza di Cartesio, egli aveva però ben chiaro che il puro
intelletto, non confuso con la ragione, era l’essenza divina presente
nell’uomo. Cfr
Ark Edition, 1987.
31 La cosa è evidente se si riflette su queste righe: “The organization
of method of trasmission he Bacon was such as to ensure that never again so
long as the world endured, should the lamp of tradition !, the light of truth,
be darkened or extinguished” (H. Pott, Francis Bacon and His Secret Society,
Kessinger Publishing Co., reprint 2000, USA). Altro
tema capovolto è quello della Prisca Religio o Religio Una o Tradizione Primordiale,
quella comune a tutta l’umanità ed alla quale gli ermetisti facevano
riferimento nella speranza di poter ricomporre le divisioni della Cristianità. La
sua parodia è riconoscibile negli “ideali” del mondialismo e della
globalizzazione, che già Dee prefigurava ipotizzando la necessità di un governo
mondiale. Tali prospettive utopiche erano condivise anche da Guillaume Postel,
matematico ed ermetista francese che Dee incontrò nei suoi viaggi sul
continente.
32 R. Guénon, Le Régne
de la Quantité et les Signes des Temps, Ch. XXVIII; Gallimard, 1962.
33 Queste sono fatte
risalire alla deviazione di una remota civiltà cui dovrebbe alludere Gen. 6. 4
con i suoi enigmatici, prediluviani protagonisti: possono quindi essere indizi
della presenza negli autori di una perfetta cognizione di causa, sia il
riferimento atlantideo nel titolo dell’utopia baconiana, sia quel singolare
British-Israelism di Dee, il quale - privo di fondamenti nel suo riferirsi a
the lost ten tribes - non sarebbe invece così inconsistente ove fosse presa in
considerazione la remota area di dominanza della “razza rossa”, tuttora ben
rappresentata per la non trascurabile incidenza del rutilismo nel british seed:
per quest’ordine di problemi vd. i ns. La Scandinavia e l’Africa, Centro studi la
Runa, 1999 e Il Nome e la Storia, in via di pubblicazione presso le stesse
edizioni.
34 Difficoltà sentita
specialmente dai teologi nella loro ricerca dell’origine del Male: “si Deus
est, unde Malum? Si non est unde Bonum”.
35 Pubblicata ad Amsterdam nel 1661.
36 Per meglio intendere quello che vogliamo dire, diamo, qui di seguito,
un breve ed efficace resumé di quest’opera nota ma poco letta: “In this romance
of the future, "New Atlantis", Bacon outlines a Commonwealth, ruled
by a powerful research institute, which thanks to its labours extending through
the centuries, solved problems and achieved philosophical understanding that
now permit the people of Bensalem to enjoy a more pleasant life. There are most
of the scientific institutions founded but today, and, what is more, also those
which do not ordinarily exist even today. Each special field of science,
geology, botany, zoology, meteorology, chemistry, mathematics, physics,
mechanics, acoustics, optics, astronomy, comparative anatomy, experimental physiology,
teratology, they all have their own house of research, laboratories,
meteorological and biological observatories, stations for agricultural
experiments, associations to promote studies for special purposes, all these
are available. This Commonwealth has known, three hundred years prior to their
invention, the submarines, the aeroplanes, the radio, the gramophone, the film
and the microphone. This land is artificially manufactured; gigantic quantities
of energy are produced in engine houses, the heat of the earth's interior is
made use of. Victuals are manufactured in a synthetic way; healing by air,
water and diet is offered in special clinics. Experiments on animals are
conducted in order to diagnose and to cure human diseases. All these inventions
were possible only, because the Commonwealth created an organisation in which
new inventions are followed up systematically, laboratories and experimental
stations govern the Commonwealth of New Atlantis in the true sense of the word.
After all, the natural philosophers, who unveil there the secrets of life and
Nature, are, at the same time, the true rulers of the country. Bacon uses this
allusion to point out the necessity that each Commonwealth should lay the
foundations of scientific institutions, conducting experiments for the benefit
of the combined population, which a single scientist, standing by himself,
could never achieve” (The Intellectual History of the 17th Century and it's
Importance for the Development of Research Methods in the Field of Exact
Sciences. Written by Dr. Helmuth Minkowski, Berlin 1937, translated from German
into English by Arthur B.Cornwall).
37 Il nome di Royal
Society apparve, di fatto, per la prima volta nel 1661 e fu ufficializzato come
Royal Society of London for Improvement of Natural Knowledge nel secondo royal
charter del 1663.
38 Come nel caso
esemplare dei Saint-Clairs of Roslin, i quali tennero la carica magistrale (ad
essa nominati da James II of Scotland: 1430 / 1460) per la Scozia, dal 1430
fino al 1736, quando William, al momento della fondazione di quella moderna
Gran Loggia, decise di lasciare l’incarico ad un Gran Maestro eletto.
39 Proprio di questo
si trattò: l’Istituzione non era per niente in crisi come invece scrivono ancor
oggi tanti massoni “laici” quanto piuttosto del fatto che “few lodges at London
finding themselves neglected”: sono parole di Anderson, che stanno a dimostrare
come la stragrande maggioranza (anche nella stessa Londra) non sentisse alcuna
necessità di un’innovazione contraria ai principi dell’Ordine. I secessionisti,
già prima, erano evidentemente emarginati dai Fratelli. Anderson poi specifica:
“…neglected by Sir Christopher Wren”, ad ulteriore riprova della posizione
nettamente contraria di quest’ultimo. Cfr. infra, n. 42 e vd. Jean Barles,
Histoire du Schisme Maçonnique Anglais de 1717, Trédaniel Éd., 1990.
40 In ordine di
fondazione:
1. “The Goose &
Grideron”, meglio conosciuta come “St. Paul Lodge”, 1691,
2. “The Crown”, 1712,
3. “The Apple Tree”, 1716,
4. “The Rummer &
Grapes”, 1716.
È evidente come le
ultime tre siano state costituite in fretta proprio per dare consistenza alla
progettata ed imminente nuova Gran Loggia.
41 Speculum, specchio;
l’etimo ben esprime quel qualcosa d’indiretto, quindi tutt’altro che positivo
rispetto all’operatività, com’è appunto la condizione dell’immagine riflessa
rispetto alla realtà e le cui limitazioni sono affermate con sicurezza da S.
Paolo nella 1Cor. 13.12.
42 1632 / 1723; era
nato in Inghilterra da nobile famiglia d’origine danese. Suo zio Matthew,
vescovo anglicano godeva del favore di Re Carlo I e per questo, per diciotto
anni, fu imprigionato come papista, da Cromwell, nella Torre di Londra. Nel
1660, alla restaurazione, ritornò alla sua sede episcopale di Ely. Noto era
dunque l’attaccamento di Christopher alla causa stuartiana ed alle tradizioni.
Egli fu professore di
matematica ad Oxford e sono sue la scoperta della rettificazione della cicloide
e che l’iperboloide di rotazione ad una falda può essere generato dalla
rotazione di una retta intorno ad un’altra ad essa sghemba. Dal 1668 al 1718 fu
Royal Architect.
43 In quella forma
anomala di Massoneria, l’ordinamento prevedeva soltanto due gradi, con
l’esclusione di quello di Maestro; a maggior ragione, mancava il Royal Arch
che, del terzo grado, è il coronamento: evidentemente la ragione dell’anomalia
risiedeva nel fatto che, i due principali promotori (Anderson e Desaguliers)
erano pastori e pertanto Massoni ma con funzioni di Cappellano; iniziati perciò
nelle speciali Logge Jakin (cfr. supra) dove il rituale era assimilabile a
quello di Compagno.
44 A riprova: nel
1663, sotto la presidenza del Re, Carlo II Stuart (il Re cattolico quindi), fu
tenuta a York l’assemblea generale dei massoni d’Inghilterra con l’elezione,
quale GM., di Lord Henry Jermyn, Earl of St-Alban.
45 Il suo favore verso
la Massoneria era reso evidente dalla carica di Gran Maestro che rivestiva nel
templare Royal Order of Scotland, fondato dal Re Robert Bruce nel 1314 a difesa
e protezione del Tempio perseguitato. Sempre in onore dei massoni che avevano
combattuto per lui, Re Giacomo ripristinò the Order of St-Andrew soppresso
dalla Riforma.
46 Erano così definiti
i filo cattolici ed i nazionalisti scozzesi fedeli ad una dinastia originaria,
appunto, di quella terra. L’interesse massonico per le vicende politiche sorge
dunque per difesa e - in contrasto con lo stereotipo corrente - in senso
nettamente anti-progressista ovvero quando la rivoluzione puritana comincia a
scardinare il vecchio mondo: è quindi dal 1650, vale a dire in epoca
pre-speculativa e dopo la decapitazione di Carlo I, che Cromwell ed i suoi, si
rivelano i temibili portatori di un’ideologia estremamente antitradizionale.
Prima di questi
tragici avvenimenti, gli “infiltrati” modernisti non erano né facilmente
individuabili, né immediatamente classificabili in senso politico. Essi
apparivano agire, infatti, su un piano prevalentemente filosofico.
47 La responsabilità,
si tende ad attribuirla ad Anderson, cappellano della St. Paul, dal 1710,
personaggio piuttosto enigmatico, che, dal 1714, cominciò a tenere riunioni
riservate ai soli gentlemen e dalle quali escluse la partecipazione di Brethren
esterni alla Loggia. Stava, con evidenza, preparando lo scisma, tant’è che, nel
1715, gli Operativi di Londra, su disposizione di Wren, lo espulsero unitamente
agli altri sette: Payne (2° GM, 1718; 4° GM, 1720), Desaguliers (3° GM, 1719),
Johnson, Stuard, Sayer (1°GM), Entick, Montagu.
Quasi tutti membri
della Royal Society. La raccolta degli antichi documenti, alcuni risalenti
all’epoca anglosassone, era stata organizzata dal GM. George Payne, che aveva
intenzione di pubblicarli almeno in parte. Sembra pertanto, sia stato il timore
che ciò avvenisse a decidere la loro distruzione: segno evidente della presenza
di posizioni interne discordi.
48 Ricostruita dopo il
grande incendio di Londra del 1666 ed il cui progetto fu affidato allo stesso
Wren.
49 In seguito,
conosciuta anche come Atholl Grand Lodge a ragione del 3° e 4° Duca di Atholl,
che ne furono rispettivamente 6° (1771) e 7° (1775) GM.
50 Succeduti agli
Orange nel 1714; a livello parlamentare il legame strettissimo dei “moderns”
era con il partito progressista dei Whigs, gli altri tenevano ovviamente per i
Thory. Nel 1714, alla morte della Regina Anna con l’avvento di Giorgio I di
Hannover, i Whigs, si chiamarono hannoveriani e mentre i Thories furono
soprannominati, con intento spregiativo, dal nome del fuggiasco Giacomo II,
giacobiti.
51 È a quest’ordine di
argomenti che la Chiesa intende riferirsi col termine storico di “machinatio”:
esso si trova anche nel divieto di aderire alla massoneria, riportato nel Codex
Iuris Canonici del 1917.
52 Lettera Apostolica
“In Eminenti”, 28 Aprile 1738.
53 Bolla “Providas
Romanorum”, 18 Marzo 1751.
54 Desaguliers era un
ottimo matematico e fisico, inventò il planetario e fu, ai suoi tempi,
scienziato di fama, intimo di Newton più anziano di lui di circa ventuno anni,
membro della Royal Society ed in ottimi rapporti con gli ambienti di Corte.
Newton lo seguì sempre e, pur se non massone, era pertanto a perfetta
conoscenza del progetto relativo alla fondazione di un’innovativa Gran Loggia.
55 Sembra in numero di
circa 250.000.
56 Sta lì la
differenza tra tradizione e tradizionalismo; gretto epifenomeno quest’ultimo di
spiriti intellettualmente timorosi, di fatto aggressivi, al fondo limitati.
57 Titolo assai
bizzarro redatto in un ebraico un po’ forzato: qualcosa come “the Brother’s
secret monitor”; il curatore della raccolta era un irlandese, il Gran
Segretario, Laurence Dermott. Nello stesso anno fu pubblicata anche la terza
edizione delle Costituzioni di Anderson, riviste da John Entick. Dermott fu
inoltre molto attivo a convincere le non poche Logge londinesi ostili agli
speculativi a stringersi nel Bund che doveva portare alla “Grand Lodge of Free
& Accepted Masons of the Old Institution”, tra queste la più antica e
famosa era “The Queen’s Head” in St. Charles Street al Covent Garden.
58 L’apparente facile
etimo del nome rimanderebbe alla zona di Como dalla quale molti di essi, in
realtà, provenivano ma le cose non sono però così semplici perché, nello stesso
modo, erano spesso chiamati anche quei maestri originari di altre aree della
penisola e forse non per semplice generalizzazione: risulta, infatti, che co-
(® lt. cum) sia qui da intendere - nel composto nominale - quale prefisso
indicativo d’unione, compagnia mentre –macini, appare, evidentemente,
l’aggettivo del basso lt. macio (cfr. supra, n. 1) a sua volta radice
dell’attuale “massoneria”.Il toponimo è, infatti, derivato da un supposto
celtico *camb-, piegato, curvato, evidentemente per la disposizione urbana
sulla costa lacustre. Como e i Comacini non sarebbero pertanto in alcuna
relazione semantica ma espressioni di un fatto linguistico di mera convergenza
fonetica.
59 La prima Loggia di
questa filiazione sembra sia stata fondata nel 1728 a Madrid (la “French
Arms”), seguono poi nel 1732 Parigi, nel 1733 Valenciennes e Château d’Aubigny
nel 1734. Per l’Italia, a Firenze, nel 1732, dov’era ambasciatore della corte
di San Giacomo, Sir Horace Mann fondò una Loggia, tra i cui membri c’era un
medico, quel Tommaso Crudeli, che ebbe poi, per questo, a subire un noto
processo inquisitoriale. Tale Loggia sotto il titolo di “Sir Horace Mann, 1732”
è ancor oggi presente, e nell’almanacco massonico internazionale List of Lodges
è segnalata come “a English speaking Lodge”.
60 “Be it known to all Men, That the Act of Union between the two Grand
Lodges of free and Accepted Masons of England, is solemnly signed, sealed,
ratified, and confirmed, and the two Fraternities are one, to be from
henceforth known and acknowledged by the style and title of The United Grand
Lodge of Ancient Freemasons of England; and may the Great Architect of the
Universe make their Union eternal!”
61 Questo in linea di
massima, perché gli Antichi imputarono ai Moderni l’abbandono, nei nuovi
rituali unificati, di ben undici elementi ritenuti di notevole rilievo: tra
questi si possono citare la soppressione di tratti nettamente cristiani nei
primi tre gradi e nel Royal Arch – di fatto ignorato dagli scismatici – e l’uso
delle spade che è invece rimasto in Italia ed in Francia dov’è, erroneamente,
reputato un lascito napoleonico. Sicuramente falsa è però l’accusa d’aver
omesse le preghiere, tuttora in uso nel rituale più diffuso - l’Emulation - e
questo con grave scandalo delle “laiche” Obbedienze “latine”.
62 Riferimento ma non
guida perché questi Riti godono tutti della più ampia autonomia.
63 Anche qui, si può
trovare una precisa smentita alle malevole fantasie che vorrebbero
l’Istituzione un organismo cripto-giudaico; una specie di B’naï B’rith
graziosamente aperto anche ai goim; in questo rito, espressamente cristiano, si
prevede il giuramento di fedeltà alla Santissima Trinità, non può pertanto
essere ricevuto cavaliere chi, evidentemente, non accetti la regola.
Quest’esclusivismo cristiano vale anche per le Massonerie scandinave e per una
delle quattro GG.LL. tedesche: quella che adotta, appunto, gli stessi rituali
delle consorelle nordiche.
64 Quello che al di
fuori del Regno Unito è conosciuto come Rito Scozzese Antico ed Accettato
(RSAA). Degli altri corpi rituali, con varianti qui non riportate per la Scozia
e l’Irlanda, si possono citare, in forma sommaria ed incompleta, i seguenti:
Royal Ark Mariner, Allied Degrees, Cryptic Degrees, Royal Order of Scotland
(templare, molto importante per la storia di Scozia, cfr. supra, n. 45), Order
of Secret Monitor…
65 Cfr. supra, n. 59.
66 Il periodo della
sua massima attività lo si può collocare tra il 1815 e il 1830.
67 Nell'Arabia saudita
il Tasawwuf è duramente perseguitato dagli ottusi esponenti dell’eresia
Wahhabiya ivi dominante: è questa, in effetti,
una forma di puritanesimo che, ossessionata dal peccato di shirk
(idolatria), reputa tale qualsiasi introduzione di nomi diversi da quello di
Allah (nomi di profeti, santi ed angeli) nelle preghiere e, di conseguenza,
condanna il culto dei santi (importante in quell’esoterismo) nonché
l’interpretazione ermeneutica (ta’wil) del Corano. I seguaci di essa sono denominati
wahbiti in Occidente – dal fondatore ‘Abd al-Wahhab; 1703 / 1787 - ma il
termine col quale si designano è: muwahhidun, unitari.
68 Esemplari quelli
avvenuti in Germania tra il 1976 ed il 1980 tra esponenti di quell’episcopato
ed i rappresentanti delle quattro GG.LL. federate del paese: cfr. La Chiesa
cattolica e la massoneria. La commissione per il dialogo ha chiarito la
decisiva questione, di Mons. Josef Stimpfle, in Quaderni di
"Cristianità", anno II, n. 4, primavera 1986, pp. 45-67.
69 Cfr. l’affannosa
ricerca in questi anni di incontri al “massimo livello” con esponenti religiosi
delle più varie estrazioni: islamici (l’Islam non ha clero, fatta parziale ed
impropria eccezione per l’eresia sciita), buddisti (fatta salva la forma
Mahayana: il Dalai Lama) o induisti (non c’è gerarchia nell’Induismo) con il
risultato della presenza, a volte anche grottesca, d’improbabili personaggi, di
sicuro bizzarramente abbigliati ma d’alcuna effettiva rappresentatività.
71 In Inghilterra la
situazione è, potremmo dire, istituzionalizzata in senso statale (anche in
Svezia) essendo la carica di GM., fin dal 1814, appannaggio di un membro della
Royal Family; dal 16 Giugno 1967 è tale, HRH the Duke of Kent (10° GM.
dall’Unione). In questi ultimi anni, il Duca ha però manifestato l’intenzione
di dimettersi e pare che il successore sarà scelto fuori dell’ambito dinastico.
Questo ed altri segni presenti anche negli USA, sembra stiano ad indicare un
certo abbandono dell’utilizzo strumentale della Massoneria, che era ormai
ritenuto consolidato da parte di quei governi.
72 Con le eccezioni
per le quali vd. supra, alla n. 59.
73 Unica possibilità
effettiva (tradizionale e non grottesca ricostruzione contemporanea) in tal
senso fruibile dall’uomo occidentale, che non voglia distaccarsi dal proprio
ambito culturale