Un'immagine può sempre essere considerata da un'infinità di punti di vista e ad ogni pensatore è consentito scoprire un significato conforme alla logica delle proprie concezioni.Le immagini infatti sono destinate a risvegliare le idee assopite nel nostro intelletto.Esercitando una suggestione sul pensiero, lo stimolano ed in tal modo portano alla luce le verità sepolte nella profondità del nostro spirito.
Oswald Wirth
L'oracolo più famoso e celebrato dell'età classica era quello di Delfi. Esso sorgeva in una zona scoscesa nel cuore della Grecia centrale. Lì attorno al tempio ed alla roccia sacra era sorto l'importantissimo insieme di edifici collegati al sacrario e snodati lungo la Via Sacra: c'erano i "Tesori" dei vari popoli della Grecia, c'erano i loro monumenti e, salendo più in alto, il tempio di Apollo Pizio, il Teatro e infine, inerpicato sull'ultimo costone, lo Stadio. Sacerdotessa e profetessa del luogo era la Pizia, una giovane donna scelta tra le contadine del posto, una vergine che per tutta la durata della sua carica doveva mantenere la più stretta castità. Alcuni hanno pensato che per rispondere alle domande essa si limitasse a tirare a sorte delle fave e secondo il loro segno rispondesse alle domande. Queste dovevano venirle poste in modo semplice ed alternativo: cioè le si doveva chiedere se un dato fatto sarebbe o no accaduto, se era meglio fare o non fare una certa cosa e via dicendo. Secondo la fava tirata dal mucchio la risposta sarebe stata o si o no Questa era una forma di previsione del futuro molto semplice e molto usata in Grecia e corrispondeva un po' al lancio di una moneta per aria quando si vuol prendere una decisione, operazione per la quale non si dovrebbe andare a scomodare un dio. Può anche darsi che, come forma minore essa venisse praticata anche a Delfi, ma i grandi personaggi che ivi si recavano e pagavano fior di quattrini per avere risposte a complessi quesiti non si accontentavano certo di questa specie di gioco di società. Essi volevano la predizione completa, detta in versi e ispirata secondo tutte le regole, insomma la vera profezia con la Pizia seduta a vaticinare sul tripode posto nell'adyton dove nessuno salvo lei poteva entrare. La donna aiutata dalla solennità delle cerimonie e da una fede incrollabile in Apollo da cui si sentiva posseduta, finiva probabilmente col cadere in una specie di trance. Quando, sentendosi ispirata direttamente dal dio, essa si trovava in questo stato, inviava ai re e condottieri che ne avevano fatto richiesta i suoi oracoli e a questi gli antichi usavano attenersi strettamente.C'era naturalmente tutto un cerimoniale a cui sottomettersi avanti di poter accedere alla Pizia e, come sempre, la prima cosa da fare era pagare una discreta somma di denaro al tempio ed ai sacerdoti. Si trattava di versare una specie di tassa chiamata pelanos, poi si doveva offrire il sacrificio di una capra sulla quale dopo averla sgozzata si versava acqua fredda: se le carni non si contraevano non si poteva consultare l'oracolo: sarebbe stato pericoloso e persino mortale per la Pizia. Se invece si contraevano voleva dire che il dio Apollo accettava di profetare. In questo caso si procedeva con la cerimonia. La Pizia, dopo essersi recata alla fonte Castalia per purificarsi, entrava nel tempio e su un altare interno compiva alcune fumigazioni di alloro e farina di orzo, poi scendeva nella parte sotterranea del tempio che era dedicata alla divinazione ed era chiamata manteion. La seguivano tutti coloro che avevano chiesto le sue profezie. Passava prima chi aveva lo speciale diritto alla promantia, poi venivano gli altri secondo l'ordine che era loro capitato tirando a sorte. Arrivati in basso, tutti, compresi i sacerdoti, si fermavano in una sala a ciò destinata, mentre la Pizia si avviava sola verso l'attiguo adyton. dove si trovavano sia la statua di Apollo che la tomba di Dioniso. I sacerdoti e i richiedenti che affollavano la sala vicina udivano la sua voce ma non potevano vederla. La Pizia dava ordinatamente ad ognuno il proprio responso e questo, ci dicono gli autori antichi, era sempre "veridico" ed "infallibile". Ma le risposte di Apollo, che perciò era chiamato anche Loxias, cioè "l'ambiguo", si prestavano sempre a due opposte interpretazioni e a non capirne il vero significato si potevano avere molte brutte sorprese. Eugenia Salza Prina Ricotti
La vita è una strada al buio, lo scopo è di vedere la luce, il mezzo sono le nostre azioni, la guida...le nostre sensazioni. Finuccia Micalizzi
Pensieri Sciolti
Disapprovo ciò che dici,
ma difenderò alla morte
il tuo diritto di dirlo. Voltaire
Pensieri Sciolti
Se è vero che in ogni amico
v'è un nemico che sonnecchia,
non potrebbe darsi che in ogni
nemico vi sia un amico che
aspetta la sua ora?
Papini
Pensieri Sciolti
La mente intuitiva è un
dono sacro e la mente
razionale è un fedele servo.
Noi abbiamo creato una
società che onora il servo
e ha dimenticato il dono.
Albert Einstein
Pensieri Sciolti
Il nostro compito educativo
è un compito esoterico,
vale a dire una questione di iniziazione...
Rudolf Steiner
Pensieri Sciolti
Le belle parole: uguaglianza,
fratellanza, libertà, spesso
pronunciate e meno spesso
applicate. E’ bello riempirsene la bocca, scriverlo sulle bandiere, ma come sempre, come in tutte le cose, bisogna poi passare al momento pratico dell’applicazione.
Come si applicano nella realtà
questi concetti?
Penso che un termine li contenga tutti: la solidarietà.
Solidarietà vuol dire disponibilità all’ascolto di chi è stato importante,
di chi ha svolto i suoi compiti con dedizione, di chi ha o potrebbe avere problemi di solitudine intesi nei modi più svariati.
Solidarietà vuol dire proteggere la libertà degli individui, fare in modo
che tutti possano esercitare i propri diritti, di qualsiasi colore, di qualsiasi religione, di qualsiasi credo politico
o non politico siano.
La tua libertà non deve ledere la mia. E’ vero, ma è anche vero che
devo dare la possibilità a te, come diceva Voltaire, di esercitarla anche se non coincide con le mie idee.
Solidarietà è sacrificio.
Le belle parole non sono soltanto bandiere. Essere solidali vuol dire
prendersi cura, accettare il confronto, perdere del tempo per gli altri.
L’uomo egoisticamente è portato ad accumulare per sé e a non occuparsi di altro, di quello che è scomodo,
di come vive il prossimo.
La fratellanza dovrebbe insegnare almeno questo.
Non aspettare che tuo fratello ti cerchi, ti chiami, chieda il tuo aiuto.
E se te lo chiede non far finta di non aver sentito oppure non liquidarlo con
un ‘vedremo cosa si può fare’.
Fai - altrimenti che fratellanza è ?
Uguaglianza: tutti uguali, ma ognuno nei propri gradi e nelle proprie qualità.
Nei propri livelli di conquiste sociali, di posizione sociale, economica, spirituale.
Perché tutti siano uguali a volte
bisogna scendere qualche scalino,
a volte bisogna lasciare che
qualcun altro ne salga.
Claudio Nobbio
Pensieri Sciolti
Non so cosa possa sembrare
al mondo, ma a me stesso
sembra di essere stato solo
come un ragazzo, che gioca
sulla riva del mare e che si
diverte a trovare di quando in
quando un ciottolo più liscio
o una conchiglia più bella del
solito, mentre il grande oceano
della verità si stende tutto
sconosciuto davanti a me.
Isaac Newton
Pensieri Sciolti
Esistono
tre modi efficaci
per educare:
con la paura,
con l’ambizione,
con l’amore: noi rinunciamo ai primi due. Rudolf Steiner
Pensieri Sciolti
L’Arte
è eternamente
libera.
Fugge il dovere
come il giorno
la notte.
W. Kandinskij
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