2 maggio 2010

- Introduzione all’Alchimia.


La traduzione letterale del termine “Alchimia” sarebbe, in arabo, un termine composto da Al, “Dio”, e Chimia, “chimica”. Lo stesso termine tradotto dal greco suonerebbe come Sale in fusione (Als = sale, chymie = fusione). Secondo alcuni autori nell’antico Egitto sarebbe stata usata ad indicare l’equivalente di “Terra Nera”, in cui il richiamo ad una delle fasi dell’Opera è evidente.
L’Alchimia è stata definita in tanti modi. Alcuni autori la definiscono come: «…un processo riferito tanto alla materia quanto al mondo dei sentimenti e dell’immaginazione. Un processo interiore che procede anche nel cosmo». Scopo di questa scienza è quello di: SPIRITUALIZZARE LA MATERIA E CORPORIFICARE LO SPIRITO. Incuriositi, mossi all’indagine dalla grande discussione - e dalle divergenti opinioni che l’accompagnano - potremo capire che questa pseudoscienza è tuttora viva e vegeta, anzi che forse certi suoi potenziali solo oggi possono essere liberati. Approfondendo l’argomento si viene in contatto con un “deposito di conoscenze” e collegamenti che ne rivelano il carattere unitario e ubiquitario non solo come CHIMICA ANTICA ma come “processo di unificazione tra la materia e lo spirito”. Materia e spirito sono solo due delle coppie di opposti che i saggi di ogni epoca hanno definito unificabili. E’ questa l’immagine proposta dallo Yoga il cui termine significa, appunto, “unire”, “aggiogare”. Evidentemente per il Pensatore, il Filosofo, l’Artista, il Saggio, delle diverse latitudini, la dualità può essere sormontata e riconvertita, per mezzo di un’operazione adeguata, nell’Unità. Poco importa se la separazione, l’angolo d’ombra tra il “conoscibile” e l’inconoscibile” sia stata tacciato di superstizione, a ben osservare ci si rende conto che è su quella linea di confine che li separa che si generano gran parte di quei disturbi individuali e collettivi che funestano la nostra società e la nostra esistenza. Molto probabilmente l’Alchimia è conosciuta per quella strana affermazione letta o sentita da qualche parte che più o meno recita così: esiste la possibilità di trasformare un metallo vile, in genere il piombo, in oro, il metallo più nobile conosciuto. Dovremmo considerare il piombo non già come il “vile metallo” ma il mezzo attraverso cui ottenere l’oro e per cui degno di grande rispetto. Un parallelo rende bene l’idea. Se usiamo come termine di paragone “la sofferenza” quale mezzo per affrancarci dalla sofferenza stessa, ecco che il piombo così come la tribolazione “resuscitano”, per usare un simbologia alchemica, a nuova vita ad una forma più armonica.
… hai mai pensato che un dolore, una sofferenza possa essere TRASFORMATA?…
… visualizza una sofferenza, un dolore come se fosse una sfera di piombo senza farti coinvolgere troppo da quello che senti. Ora immagina un grande forno dove fai entrare il piombo …
… il forno è alimentato da un fuoco scintillante, puoi accettare in questo momento l’idea che dall’altra parte del forno la sfera di piombo esca trasformata in oro? Non preoccuparti del resto concentrati esclusivamente sulla possibilità che la sfera che entra nel forno possa essere trasformata in oro splendente. Naturalmente tale trasformazione non avviene immediatamente ma attraverso fasi che si susseguono durante la quali la materia di partenza è soggetta a vere e proprie trasformazioni di natura chimica, cromatica, peso, stato. Come vedremo in seguito il piombo è associato all’operazione alchemica della NIGREDO, durante la quale avviene la morte del Vecchio Re, cioè l’ego. Indica la discesa della coscienza verso l’inconscio, verso quella zona d’ombra che ci pungola costantemente e che ci chiede di “comprenderne” il contenuto, liberando l’adepto verso la luce (rubedo) che rappresenta l’ultima fase. È una disciplina non-duale anche se grande rilevanza viene data, nella cosmologia, alla manifestazione dei due principi, Maschile e Femminile, nel processo della creazione come ingredienti fondamentali alla realizzazione dell’Androgino. Pernety afferma: «L’Alchimia è l’Arte di lavorare in comunità con la Natura per perfezionare i misti. Essa prende per materia del suo lavoro i princìpi secondari o principiati delle cose per condurle alla perfezione, della quale sono suscettibili, adoperando mezzi e processi conformi a quelli della Natura ». Spesso ricorre negli scritti dei Filosofi (termine usato dagli alchimisti per definire se stessi, filosofi della Natura) la parola Natura, evidentemente l’accezione con cui questi la utilizzavano è diversa da quella di derivazione biologico - naturalistica. Infatti, per l’alchimista la Natura rappresenta, per analogia, l’espressione dell’Uno. In essa sono incastonati come gemme preziose tutte le facoltà e la qualità, via via più dense, del mai nato. E’ nel coacervo della Natura che il cerimoniante si adopera per assorbire lo Spirito Universale dal quale provengono tutti gli agenti, ivi compreso l’uomo. Altra definizione breve ma esaustiva è quella di ARS REGIA: «Dato che la natura è enormemente sottile e penetrante nelle sue manifestazioni non può essere usata senza l’Arte». Anche nello Yoga indiano viene usato questo termine per definire quella branca dello Yoga che maggiormente è collegato con la mente il RAJA YOGA. Che ci sia un collegamento? Che l’alchimia sia da molti definita come lo Yoga occidentale non è un segreto e che in molti testi recenti si trovino numerosi rimandi ai testi sacri indiani e altrettanto vero. In modo non del tutto chiaro l’ARS CHIMICA si sviluppò in occidente intorno al 1200, mentre già da tempo sarebbe stata praticata in Cina, India ed Egitto, secondo quanto testimoniano le ricerche sin qui portate avanti. Il suo decadimento, quale CHIMICA DIVINA, almeno in una parte del Mediterraneo, sarebbe stato sancito intorno al 1700 dall’emergere della chimica meccanicista.
L’alchimia può essere riassunta attraversa una progressione numerica

1
1 1
1 1 1
1 1 1 1
1+2+3+4 = 10

L’Uno diventa Due, il Due diventa Tre e dal Terzo ha origine l’Uno come il Quarto. In questa affermazione attribuita a Maria l’Ebrea - personaggio fondamentale per la storia dell’alchimia, vissuta nell’Egitto ellenistico intorno al 300 d.C. - è riassunto l’intero processo alchemico. La somma dei termini da il valore di 1+2+3+4 = 10. Quindi 10 sono gli attributi dell’Universo e il percorso o “Opera” li deve attraversare secondo fasi od operazioni ben precise. In questa occasione cominciamo a lavorare partendo dall’ultimo termine: il “4” che sta ad indicare i quattro elementi appunto che sono rispettivamente: Terra, Acqua, Aria e Fuoco.
I 4 elementi primordiali.
«Dovrebbe essere risaputo dagli studenti di questa arte che esistono quattro elementi, ognuno dei quali possiede nel suo centro un altro elemento che lo rende ciò che è. Questi sono i quattro pilastri del mondo. All’inizio essi furono plasmati fuori dal caos dalle mani del Creatore; è la loro azione opposta che mantiene l’armonia e l’equilibrio della macchina terrestre; sono loro che, tramite le virtù delle influenze celestiali, producono tutte le cose al di sopra e al di sotto della terra.»
Sendivogius
La Natura, per come era concepita dai nostri padri, è Una, Veritiera, Semplice, Autocontenente, creata da Dio e costituita da uno Sprito universale. La sua fine ed il suo inizio sono in Dio, la sua unicità è in Dio stesso, perché, Dio genera ogni cosa. Essa è l’unica sorgente di tutte le cose: nulla esiste al mondo al di fuori o a Lei contraria. L’identificazione della Natura con la Volontà Divina, aveva come successione spontanea, che la sua forza generatrice si sviluppasse in “semi”, “principi” o “germi” formativi chiamati ELEMENTI appunto. E’ solo tramite la loro azione che le cose possono essere create; il tutto non avviene per una forzatura ma per l’impulso spontaneo, non-causato ed intrinseco alla Natura. Il contatto tra il seme o forza generatrice della Natura, tramite gli elementi, con gli “enti” dà origine alla multiforme varietà della Creazione, a seconda della qualità o purezza dell’ente con cui viene in contatto. Ogni elemento è costantemente impegnato a produrre le “cose” in accordo con la sua sfera d’influenza, oltre ad interagire con gli altri elementi. Gli elementi vennero considerati come la causa della generazione e della corruzione (disfacimento), in modo più esteso, le cause della salute e della malattia, promotori dell’equilibrio tanto quanto dello squilibrio. Gian Battista Porta, medico napoletano del ‘500, nel suo Magia Naturale riporta il pensiero di Empedocle in cui egli ricorda che “…la concordia o la discordia delle cose va ricercata negli Elementi a causa delle diverse qualità che possono essere in accordo o in disaccordo”. In questa affermazione è racchiusa tutta la ricchezza e l’importanza degli elementi per la salute psicofisica. Possono essere considerati come veri e propri cicli di trasformazione all’interno dei quali l’energia modifica la propria pulsazione fino ad imprimere un orientamento specifico ai fenomeni naturali, mentali e spirituali. Da un certo punto di vista considerarli alla stregua di “materia rarefatta” è limitativo, in quanto gli stessi alchimisti hanno affermato che esiste una controparte “filosofica dell’elemento” che una volta interpretata conduce alla comprensione.
Vediamo ora le caratteristiche di ogni singolo elemento.
Sull’elemento Fuoco.
Caratteristiche: calore, espansione, attività, creatività, purezza, sottile, nobile, virtuoso, principio maschile, potenza, forza, volontà, generosità, altruismo.
Al negativo: distruttivo, disseccante, debilitante.
Il saggio dice che… “Il FUOCO è il più PURO E NOBILE DEGLI ELEMENTI, SATURO DI UNTUOSITÀ CORROSIVA, PENETRANTE, DIGERENTE, INVISIBILE INTERIORMENTE, FISSO, CALDO E SECCO, VISIBILE ALL’ESTERNO, TEMPERATO DALLA TERRA. Dalla sua sostanza più pura fu creato il trono dell’Altissimo, con quella meno pura gli angeli, dal fuoco di purezza inferiore furono create le stelle e i luminari celesti; da ciò che era ancora meno puro fu usato per sorreggere gli universi; ciò che era impuro e untuoso - che abbiamo nominato come il fuoco della Gehenna – è nel centro della Terra e fu incluso e imprigionato lì per mettere in movimento questo mondo. Sebbene questi fuochi differenti siano separati, essi sono congiunti dalla simpatia naturale.
Questo elemento è quello maggiormente passivo tra tutti, e somiglia ad un carro quando tira per muoversi, quando non sta tirando rimane fermo. Esiste, impercettibilmente, in ogni cosa e da ciò è modellata l’anima razionale vitale che distingue l’uomo da tutti gli altri animali e lo rende simile a Dio. Quest’anima razionale è stata infusa dal Divino nel suo spirito vitale da Dio …
… Ma nel lavoro filosofico la Natura deve eccitare il fuoco che Dio ha racchiuso nel centro delle cose create. L’eccitazione di questo fuoco è eseguita dalla volontà della Natura e alcune volte anche dalla volontà di un Artista che può rendere propensa la Natura in modo che il fuoco possa naturalmente purificare ogni specie di impurità. Tutti i misti sono purificati dal Fuoco, così come tutte le sostanze, che non sono fisse, devono la loro purificazione all’Acqua. E’ la virtù del Fuoco di dividere e separare le sostanze composite; e questa purificazione significa allontanare l’impuro dal puro. Questo elemento agisce in modo segreto, attraverso significati meravigliosi, non solo in opposizione agli altri elementi ma anche rispetto a tutte le cose”.
Sull’elemento Aria.
Caratteristiche: media tra il fuoco e l’acqua, portatrice del seme, saggezza, chiarezza, purezza, intelletto, ragione, comunicazione, ed espansione tra gli esseri.
Il saggio dice che…“La porzione più nobile dell’Aria è internamente PESANTE, VISIBILE, e FISSA, esternamente LEGGERA, VOLATILE e INVISIBILE. E’ CALDA e UMIDA, è mitigata dal Fuoco ed è più nobile della Terra e dell’Acqua. L’Aria è volatile, ma se resa fissa rende tutti i corpi penetrabili … Nell’Aria la semenza di tutte le cose è formata … essa contiene lo spirito vitale di tutte le creature, è la vita di tutti e penetra e forza il suo seme su tutti come l’uomo sopra la donna. Essa nutre, impregna e conserva gli altri elementi e l’esperienza quotidiana ci ha insegnato che è la vita non solo dei minerali, degli animali e dei vegetali ma anche degli altri elementi. Possiamo notare che l’acqua diviene maleodorante e malsana senza l’approvvigionamento di aria, senza di lei il fuoco è estinto come sanno gli Alchimisti che regolano la temperatura del fuoco fornendo aria. L’Aria conserva anche i pori della Terra. Riassumendo l’universo intero è tenuto fresco e dolce dall’Aria ed E’ L’ELEMENTO VITALE DELL’UOMO, ANIMALI, PIANTE E PIETRE. Contiene la semenza di tutte le cose che è forzata verso l’alto, nelle piante per esempio, attraverso i pori della Terra dall’azione del Fuoco, e così l’albero è costruito particella dopo particella dall’Aria congelata … così per mezzo delle pianta magnetizza ciò che è nella semenza e attira a se stessa il nutrimento del mestruo del mondo (che è acqua).
Sull’elemento Acqua.
Caratteristiche: magnetica, è considerata il “mestrum universale” e la “madre di tutte le cose”, passiva, assorbente, penetrante, è la vita, i sentimenti, l’amore per la Natura e per la grande famiglia.
Al negativo: disintegrazione, attività dissolvente conosciuta come catabolismo.
Il saggio dice che…”L’Acqua è un elemento che possiede una grande gravità specifica, abbondante di UMIDITÀ UNTUOSA. ESTERNAMENTE è VOLATILE, INTERNAMENTE è FISSA, FREDDA e UMIDA. E’ moderata dall’Aria ed è lo sperma del mondo in cui la semenza di tutte le cose è conservata … L’Acqua è in grado di mescolarsi con tutte le cose, grazie alla sua superficie volatile; essa purifica e risolve la Terra, l'Aria è coagulata in essa e quindi ad essa intimamente legata. E’ il Solvente del Mondo, perché a causa dell’azione del calore penetra l’Aria e porta con se un vapore tiepido che crea la generazione naturale di quelle cose per cui la Terra è come un utero impregnato … questo movimento costante dell’Acqua preserva dalla combustione la Terra, e distribuisce la semenza delle cose per la sua lunghezza e la sua larghezza … Le operazione della Terra e dell’Acqua sono sempre eseguite in combinazione, e sono reciprocamente dipendenti, da allora essi sono i due elementi tangibili in cui gli altri due operano in modo invisibile. Il Fuoco mantiene la Terra in una condizione in cui non viene sommersa o dissolta; l’Aria preserva il Fuoco dall’essere estinto (spento); l’Acqua preserva la Terra dall’essere bruciata. Questo è ciò che i Saggi chiamano l’equilibrio degli elementi ed illustra l’aiuto che ognuno di loro fa all’altro. Il Fuoco è associato con la Terra e l’Aria con l’Acqua”.
Sull’elemento Terra
Caratteristiche: solida, racchiude gli altri elementi, è la madre dei metalli, dei minerali, delle piante e degli animali, è la matrice delle manifestazioni materiali. Il saggio dice che…”Appurato che in essa gli altri tre, in modo specifico il Fuoco, sono latenti e che il suo compito principale è quello di sostenere e racchiudere in se tutte lo cose. Le sue qualità sono: GROSSOLANO, POROSO (come una spugna), specificatamente PESANTE ma PER NATURA LEGGERO. Da se non è in grado di produrre alcunché ma si esalta nel ricevere gli influssi dagli altri elementi e nasconde ciò che deve essere tenuto celato e porta alla luce ciò che deve essere reso manifesto. Qualunque cosa le sia affidato si PUTREFÀ per l’azione del fuoco naturale (causante), ed è MOLTIPLICATO dalla separazione dell’impuro con il puro.
Le sostanze pesanti in essa trovano dimora, mentre, quelle leggere, per azione del calore naturale che possiede, vengono portate alla sua superficie. E’ la nutrice e l’utero di ogni origine (semenza) e composto che fedelmente preserva e nutre fino alla stagione della maturità. È FREDDA e SECCA ma la sua secchezza è mitigata dall’Acqua; esteriormente è visibile e FISSA, interiormente è invisibile e VOLATILE. E’ una sostanza vergine e il residuo morto della distillazione con cui il mondo è stato creato, che Dio un giorno calcinerà, e dopo averne estratto gli umori, creerà fuori di essi un nuovo mondo cristallino. Nel suo attuale stato consiste di costituenti puri ed impuri, i primi sono usati dall’Acqua per produrre le forme naturali; i secondi rimangono dove sono. E’ anche il deposito di tutti i tesori e nel suo centro c’è il fuoco della Gahenna che conserva la macchina del mondo, grazie all’espressione dell’Acqua che il Fuoco trasforma in Aria. Questo Fuoco è prodotto dal movimento incessante e dall’influenza delle Stelle; è assistito dal calore solare, che è moderato dall’atmosfera, e questi due insieme concorrono alla crescita di tutte le cose. Per questa ragione l’elemento Terra possiede un Fuoco intrinseco e la Terra è purificata da questo Fuoco interno così come ogni elemento è purificato da ciò che contiene al suo interno.

1 commento:

Lila ha detto...

è bellissima l'idea della palla di sofferenza che entra in una fucina, per essere trasformata.
Grazie
Lila