<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873</id><updated>2012-02-12T13:00:37.151+01:00</updated><category term='Pitagora'/><category term='Simboli'/><category term='Alchimia'/><category term='Filosofia'/><category term='Pitagorismo'/><category term='Cabala'/><category term='Magia'/><category term='Esoterismo'/><category term='Astrologia'/><category term='Ermetismo'/><category term='Filosofia.'/><category term='Massoneria'/><title type='text'>Esoterismo Grafico</title><subtitle type='html'>Un'immagine può sempre essere considerata da un'infinità di punti di vista e ad ogni pensatore è consentito scoprire un significato conforme alla logica delle proprie concezioni.Le immagini infatti sono destinate a risvegliare le idee assopite nel nostro intelletto.Esercitando una suggestione sul pensiero, lo stimolano ed in tal modo portano alla luce le verità sepolte nella profondità del nostro spirito.

                                   Oswald Wirth</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>246</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-5832356776304558809</id><published>2012-02-12T12:55:00.001+01:00</published><updated>2012-02-12T13:00:37.159+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><title type='text'>- Le Donne erano considerate Creature Inferiori</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PKqoZUfY2EM/Tzeo-cOEqOI/AAAAAAAAC6Q/CuNvZlAqLD0/s1600/maggio76%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 390px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708216843395967202" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-PKqoZUfY2EM/Tzeo-cOEqOI/AAAAAAAAC6Q/CuNvZlAqLD0/s400/maggio76%255B1%255D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nel corso di tutta la storia della Chiesa, le donne sono state considerate esseri inferiori per natura e per legge.. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/inferior.asp#nature"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La filosofia Greca &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;che venne adottata dal Cristianesimo ,riteneva che le donne fossero inferiori agli uomini secondo natura.. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/inferior.asp#law"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La legge Romana &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, che diventò la base della legislazione Ecclesiastica, attribuiva alle donne uno stato di inferiorità nella società. Le donne non avevano uguali diritti nella famiglia e nella società civile. Alcuni &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/inferior.asp#fathers"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Padri della Chiesa &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;collegarono lo status di presunta inferiorità delle donne ai testi scritturali: Solo l'uomo, scrissero, è stato creato ad immagine di Dio. Inoltre, Paolo proibì alle donne di insegnare in chiesa. Anche i &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/inferior.asp#early"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;‘ Decreti Ecclesiastici’&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; del primo millennio sono tracce dimostrative della credenza nell'inferiorità delle donne. I &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/inferior.asp#theolog"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Teologi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; seguirono questa medesima linea , integrando la visione misogina dei Greci e dei Romani, nei loro discorsi teologici. I legislatori canonici formularono la &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/inferior.asp#enshrine"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Legge Ecclesiastica&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; sulla base di quella Romana, e sulle asserzioni negative dei Padri della Chiesa e dei Concili Locali. Sulla base di questo scenario, non dobbiamo sorprenderci se scopriamo che la grande maggioranza dei Padri, dei legislatori canonici, dei teologi e dei capi della Chiesa fossero dell'opinione che una 'creatura inferiore' non potesse essere ordinata sacerdote . Ma è anche chiaro che questo tipo di prevenzione sociale e culturale invalida il loro giudizio sulla opportunità dell'ordinazione delle donne.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="nature"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; La donna è ‘inferiore per natura’ secondo Platone ed Aristotele&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. Secondo Platone (427 - 347 a.c.), la donna deriverebbe da una degenerazione fisica dell'essere umano. “E solo i maschi sono creati direttamente dagli dei e sono forniti di anima .Coloro che vivono in rettitudine ritornano in cielo, ma coloro che sono 'vili' o vivono da malvagi si può con ragione supporre trasformino la loro natura in quella di donna in una seconda generazione...” Aristotele (384 - 322 a.c.) considera la donna un essere umano 'imperfetto' . Le donne sono 'maschi sterili'. “La donna, poichè non possiede sufficiente calore naturale, è incapace di 'cuocere' il suo liquido mestruale fino al punto di raffinatura, al quale diverrebbe sperma ( cioè seme). Perciò il suo solo contributo all'embrione è la materia, ed un 'campo' sul quale può crescere". L'incapacità di produrre seme è la sua insufficienza. La ragione per la quale è l'uomo a dominare nella società è la sua superiore intelligenza. Solo l'uomo è un essere umano 'completo'. “La relazione tra maschio e femmina è per natura tale che il maschio è più alto, la femmina più bassa, l'uomo domina e la donna è dominata.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="law"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; La Legge Romana attribuisce alle donne uno 'status' di inferiorità &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Secondo il codice di famiglia romano, il marito era signore assoluto e padrone. La moglie era proprietà del marito e completamente assoggettata ai suoi ordini . Poteva punirla in qualsiasi modo gli piacesse. Per quanto riguarda i beni di famiglia la moglie non possedeva nulla. Tutti i beni ereditati da lei o dai figli erano di proprietà del marito, compresa la dote che la moglie portava al suo matrimonio. Nel codice civile Romano i diritti delle donne erano limitatissimi. Le ragioni per limitare i diritti delle donne nella legge Romana sono variamente descritte come ad esempio 'la debolezza del loro sesso' o 'la stupidità del loro sesso'. Il contesto chiarisce che il problema non risiede nella debolezza fisica delle donne, ma piuttosto viene percepito come mancanza nelle donne di una corretta capacità di giudizio o incapacità di pensare in maniera logica. Le donne non potevano occupare nessun ufficio pubblico. Le donne non potevano agire in prima persona nella cause giudiziarie, nelle contrattazioni, nelle testimonianze e così via.&lt;br /&gt;Le donne erano assimilate ai minorenni, agli schiavi, ai criminali , agli incapaci e ai muti; a tutti coloro, cioè, il cui giudizio non doveva essere considerato. Per maggiori dettagli ed informazioni, leggi &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/infe_rom.asp"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il diritto delle Donne nel Codice Romano. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="fathers"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I Padri della Chiesa vedevano le donne come esseri inferiori. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La tradizione Greca e Romana concepiva la società stratificata secondo gruppi umani superiori ed inferiori. Le donne erano inferiori agli uomini per natura. Tutto questo influenzò profondamente il giudizio dei Padri della Chiesa. Lo stato di inferiorità delle donne venne semplicemente accettato . “Entrambe, la natura e la legge, mettono la donna in condizione subordinata rispetto all'uomo. ” Sant' Ireneo, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/irenaeus.asp#nature"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Frammento n° 32&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. “E' nell'ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori....E' la giustizia naturale che vuole che i meno capaci servano i più capaci. Questa giustizia diventa evidente nel rapporto tra gli schiavi ed i loro padroni ,che eccellono in intelletto, ed eccellono in potere.” Sant'Agostino, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/august.asp#order"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Questioni sull'Eptateuco, Libro I, § 153&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;.&lt;br /&gt;“Non può esserci dubbio che è più consono all'ordine della natura che l'uomo domini sulla donna, piuttosto che la donna sull'uomo. Questo è il principio che emerge quando l'apostolo (Paolo) dice, 'La testa della donna è l'uomo;' e, 'Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti'. Anche l'apostolo Pietro scrive: ' Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo padrone' " Sant'Agostino, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/august.asp#natural"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sulla Concupiscenza, Libro I, cap. 10&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. “L'Apostolo vuole che la donna sia manifestamente inferiore , in ordine che la Chiesa di Dio è pura” Ambrosiaster, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/brosiast.asp#inferior"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sulla prima lettera a Timoteo 3,11&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. “In verità, le donne sono di razza debole, indegne di fiducia , di mediocre intelligenza. ” Epifanio,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/epiphan.asp#weak"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Panarion 79, §1&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. La conferma dello stato di inferiorità delle donne si è spesso espressa nella convinzione che solo l'uomo, non la donna, è stato creato ad immagine di Dio.“Tu, donna, hai distrutto così facilmente l'immagine di Dio, l'uomo.” Tertulliano, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/tertul.asp#image"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sulla eleganze delle Donne&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, libro 1, cap. 1. “Come, allora, Dio non ha voluto fare tale concessione all' uomo (più che alla donna),sebbene sul terreno di una maggiore intimità, l'uomo sia ' a sua immagine', o lo affatica sulla terra più dura ? Ma se nulla ( è stato concesso ) all'uomo, tanto meno alla donna.” Tertulliano, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/tertul.asp#image"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il Velo delle Vergini &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, cap. 10. “ Le donne devono coprirsi la testa perchè non sono ad immagine di Dio... Come qualcuno può sostenere che la donna sia ad immagine di Dio quando si può dimostrare che essa è soggetta al dominio dell'uomo e non ha alcun genere di autorità ? Poichè essa non può insegnare, nè essere testimone in tribunale, nè esercitare la cittadinanza ,nè essere giudice , certamente essa non può esercitare alcuna autorità .” Ambrosiaster, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/brosiast.asp#image"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sulla prima lettera ai Corinti 14, 34&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. I Padri della Chiesa fecero propria anche la teoria di Aristotele secondo la quale il padre, come essere umano 'pieno', offre il seme, mentre la madre non farebbe altro che fornire il terreno sul quale il seme deve crescere. “Così il terreno, che è l'utero, accetta la radice umana, e la nutre come è suo compito dopo averla ricevuta, e mentre la nutre gli dà un corpo, e lo distingue nelle varie membra.”San Gerolamo, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/jerome.asp#soil"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lettera a Pammachio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. “Li ha chiusi da soli con le donne e giustifica il loro abbraccio peccaminoso: ‘Il padre onnipotente ha preso la terra come una moglie, versa su di lei una pioggia fertile, perchè dal suo utero nasca un nuovo raccolto." Il pregiudizio sulla inferiorità delle donne si riflette in alcune disposizioni che hanno emarginato le donne nella prassi della Chiesa. “Se 'la testa della donna è l'uomo' ed è questo ad essere designato al sacerdozio, non sarebbe giusto abolire la creazione , ed abbandonare il capo per andare verso le estremità. Perchè la donna è il corpo dell'uomo, tratto dalla sua costola e sottomesso a lui, da cui è stata separata per la generazione dei figli. E' lui, si è detto a lei, 'che sarà il tuo padrone'. E' l'uomo la parte più importante della donna, essendo il suo capo . Se in base a queste premesse , non le permettiamo d'insegnare , come le si potrebbe accordare, a disprezzo della natura , di esercitare il sacerdozio? Giacchè è l'empia ignoranza dei Greci che li ha spinti a ordinare sacerdotesse per divinità femminili. E' escluso che questo avvenga nella legislazione di Cristo. Se fosse stato necessario essere battezzati da donne, il Signore sarebbe stato senza dubbio battezzato dalla propria madre e non da Giovanni. E quando ci ha inviati a battezzare, avrebbe mandato con noi delle donne a questo scopo. Ma in nessun luogo, nessuna disposizione nessuno scritto , ha deliberato qualcosa del genere; Egli conosceva bene ciò che è conforme alla natura perchè contemporaneamente egli era il creatore della natura e l'autore della legislazione.” &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/aposcons.asp#baptize"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Costituzioni Apostoliche, III, n° 9&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. Lo stesso testo è citato in &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/statuta.asp#baptize"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Statuta Ecclesiae Antiqua cap. 41&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; ed era ben conosciuto nel Medio Evo . “Alle donne non è consentito di parlare nella Liturgia Divine ,ma secondo le parole dell'apostolo Paolo, " restino in silenzio. Non permetto loro di parlare, ma stiano in soggezione, come dice anche la Legge. E se vogliono sapere qualcosa interroghino i loro mariti a casa" .” &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/traditio/can_trul.asp#women"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Concilio Trullano, canone 70&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="theolog"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I Teologi riconobbero l'inferiorità della donna&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. I Teologi del Medio Evo accettarono la filosofia Greca, la legge Romana e gli insegnamenti dei Padri della Chiesa ed i Canoni Ecclesiastici come valide fonti delle loro riflessioni , ereditando così il pregiudizio sull'inferiorità delle donne. “Vi sono tre ragioni per le quali diciamo che è l'uomo l' immagine di Dio e non la donna. Prima fra tutte: Così come c'è un solo Dio e da lui tutte le cose sono nate, così un uomo è stato creato per primo e da lui sono stati nati tutti gli altri . Perciò è questa entità che è a somiglianza di Dio , vale a dire cioè che come tutte le cose procedono da Dio , così tutti gli altri uomini procedono da quest'uomo. In secondo luogo, così come dal corpo di Cristo mentre era addormentato nella morte sulla croce è derivata l'origine della chiesa cioè l'acqua ed il sangue attraverso i quali si esprimono i sacramenti con i quali vive la chiesa ed ha la sua origine e diviene sposa di Cristo, così dal fianco di Adamo mentre dormiva nel paradiso è stata formata la sua sposa quando le fu presa una costola, dalla quale Eva venne creata. I terzo luogo : così come Cristo è capo della Chiesa e governa la Chiesa, allo stesso modo il marito è capo della moglie e la regola e la governa. E' per queste ragioni che solo l'uomo è ad immagine di Dio, e non la donna. E' per queste ragioni l' uomo non deve avere come la donna un segno di soggezione, ma un segno di libertà e di preminenza. ” Ugguccio, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/huguccio.asp#image"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Summa, C. 33, q. 5, cap. 13.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; “Le donne non possono avere alcuna responsabilità pubblica....Le donne non possono avere nessun ufficio civile ....La Natura ha creato le donne perchè partoriscano bambini.... E' l'uomo ad immagine di Dio ... l'utero è il terreno sul quale cresce il seme..., ecc. ” Giovanni Teutonico, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/teutonic.asp"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Apparatus, passim&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. “Le donne non possono avere responsabilità maschili. Ciò si applica anche alle donne nobili ed alle badesse...Vi sono diciotto ragioni per le quali le donne sono peggiori dei maschi . .” Enrico di Sergusio, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/hostiens.asp"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Commentaria, I fol. 173r, 204v.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; “Le donne non possono ricevere l'ordinazione, perchè l'ordinazione è riservata ai membri perfetti della chiesa , da quando ad altri uomini è stata affidata la distribuzione della grazia. Le donne non sono membri perfetti della chiesa, lo sono solo gli uomini.”“Aggiungi a questo che le donne non sono ad immagine di Dio, ma solo gli uomini”. Guido de Baysio, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/theology/guido.asp"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rosarium&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, c. 27, q. 1, cap. 23. “E' conveniente che le donne non posseggano il potere delle chiavi perchè esse non sono ad immagine di Dio, ma solo l'uomo è gloria ed immagine di Dio. Questo perchè la donna deve essere assoggettata all' uomo e servirlo come una schiava, e non può esserci altra strada.” Antonio de Butrio, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/debutrio.asp"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Commentaria&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, II, fol. 89r. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/theology/aqui_gen.asp"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;San Tommaso d'Aquino&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; ha seguito Aristotele nel diffondere la concezione delle donna come risultato di un seme difettoso. Il seme maschile intende produrre un essere umano completo , un uomo, ma se per qualche ragione non vi riesce , allora produce una donna. Una donna sarebbe dunque, un mas occasionatus, un uomo mancato. Essa non è dunque pienamente creata ad immagine di Dio.&lt;br /&gt;“Cosicchè si vede come causata da una natura particolare ( dell'azione del seme maschile), una donna non sia altro che una mancanza ,o una caso negativo. Per il potere attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene generata una donna , questo può accadere perchè il seme è debole, o perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata , oppure per l'azione di fattori esterni come l'azione dei venti meridionali che rendono umida l'aria. Ma si vede anche che essendo causata dalla natura universale , la donna non viene generata fortuitamente ma è voluta dalla natura per la procreazione. Ora i progetti della natura provengono da Dio , che è il suo autore . Questo è perchè, quando ha creato la natura, egli ha fatto non solo l'uomo ma anche la donna .” &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/aqui_wom.asp#how"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Summa Teologica, 1, q. 92, art 1, r.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; “In relazione alla natura spirituale, l'immagine di Dio è nell'uomo ed anche nella donna..In relazione a qualcosa di secondario, è vero che l'immagine di Dio è nell'uomo ed in un certo senso non si ritrova nella donna. Perchè l'uomo è origine e scopo della donna, così come è Dio origine e scopo di tutta la creazione. Per questo l'Apostolo ha aggiunto le parole , ‘ L'uomo è immagine e riflesso di Dio ma la donna è a gloria dell'uomo,’ la ragione di ciò (1 Cor. 11:8f. ): ‘Perchè l'uomo non proviene dalla donna ma la donna dall'uomo . Nè l'uomo è stato creato per la donna ma la donna per l'uomo ” &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/aqui_wom.asp#image"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Summa Teologica I, q. 93 art. 4 ad 1.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="enshrine"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Legge Ecclesiastica sacralizza l'inferiorità delle donna&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La presunta 'inferiorità ' delle donne entrò nella Legge Ecclesiastica specialmente attraverso il &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/gratian.asp"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Decretum Gratiani&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; (1140), che divenne legge ufficiale della Chiesa nel 1234 , come parte vitale del Corpus Iuris Canonici che restò in vigore fino al 1916.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/gratian.asp#weakness"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;‘Donna’ significa ‘debolezza di mente’&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/gratian.asp#subject"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;In tutto una moglie è soggetta a suo marito a causa del suo stato di servitù &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/gratian.asp#image"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Donna non è stata creata ad immagine di Dio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/gratian.asp#nature"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le mogli sono soggette ai mariti per legge naturale &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/gratian.asp#office"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le Donne non possono avere uffici liturgici nella chiesa &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/gratian.asp#priests"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le Donne non possono diventare sacerdoti o diaconi &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/theology/gratian.asp#teach"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le Donne non possono insegnare &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.womenpriests.org/it/traditio/inferior.asp#baptize"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le Donne non possono battezzare&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;La situazione legale delle donne sotto il Corpus Iuris Canonici (1234- 1916 ) è stato sintetizzata come segue:&lt;br /&gt;“Secondo il principio della Legge Civile, nessuna donna può esercitare qualche ufficio pubblico. La Legge Ecclesiastica egualmente esclude le donne da tutte le funzioni e da tutti gli uffici spirituali.” “Una donna non potrà ricevere alcuna ordinazione ecclesiastica. Se ne dovesse ricevere qualcuna, essa non avrà impresso il carattere sacramentale .” “Nessuna donna, anche se santa, può predicare o insegnare .” “La moglie è sotto il potere del marito, non il marito sotto il potere della moglie. Il marito può punirla. La moglie è obbligata a seguire il marito dovunque egli decida di fissare la sua residenza .” “Una donna è tenuta alla modestia più dell'uomo.” “Una donna è perdonata più facilmente di un uomo per la sua paura . E' dispensata dal viaggio a Roma per ottenere l'assoluzione dalla scomunica.” Il Codex Iuris Canonici, promulgato nel 1916, contiene alcuni canoni che poggiano sulla presunta inferiorità delle donne. “Una moglie che non è legittimamente separata dal marito, ha automaticamente il domicilio del marito”, Canone 93, § 1.&lt;br /&gt;“Solo un chierico [maschio] può tenere il potere dell'ordine o della giurisdizione ecclesiastica , o ottenere benefici e pensioni ecclesiastiche ”, Canone 118.&lt;br /&gt;“[Con riguardo alle confraternite o alle unioni pie fondate per la promozione devozionale o delle opere caritatevoli ], le donne non possono farne parte come membri effettivi ,eccetto che per ottenere le indulgenze e le grazie garantite ai membri maschi ”, Canone 709, § 2.&lt;br /&gt;“Solo i maschi battezzati possono ricevere gli ordini sacri ”, Canone 968, § 1.&lt;br /&gt;“[Nei processi di canonizzazione] ognuno dei fedeli può chiedere che sia aperta una causa ..Gli uomini possono agire in prima persona o attraverso un procuratore , le donne solo attraverso un procuratore ”, Canone 2004, § 1&lt;br /&gt;Il nuovo Codice di Diritto Canonico (1983 ) segna alcuni miglioramenti nella condizione sociale delle donne nella Chiesa. Le discriminazioni basate sul sesso sono state rimosse riguardo al domicilio (c. 104), al luogo di matrimonio (c. 1115) o alla sepoltura (c. 1177). Inoltre : Le donne possono agire come consulenti giudiziari nei tribunali (c. 1421, § 2).&lt;br /&gt;Le donne possono essere autorizzate a predicare nelle chiese (c. 766).&lt;br /&gt;Alle donne può essere affidata la cura pastorale nelle comunità locali (c. 517, § 2).&lt;br /&gt;Comunque, la discriminazione continua ancora in altre aree: “Solo un maschio battezzato può ricevere gli ordini sacri ”, Canone 1024. Questo comporta l'esclusione dal potere di governo nella Chiesa . “In accordo con le prescrizioni della legge ,coloro che hanno ricevuto gli ordini sacri hanno la capacità di potere di governo, come esiste nella chiesa per istituzione divina e chiamato anche potere giurisdizionale ” Canone 129, § 1. “Solo i chierici possono ottenere quegli uffici per il cui esercizio è richiesto il potere dell' ordine o il potere di giurisdizione”, Canone 274, § 1.&lt;br /&gt;Conclusione&lt;br /&gt;E' un fatto che molti Padri della Chiesa , canonicisti, teologi e Capi della Chiesa erano dell'opinione che le donne non potessero essere ordinate. E' innegabile che questa opinione ha riposato, e riposi, sul pregiudizio che le donne fossero creature inferiori. E' chiaro anche che questa prevenzione sociale e culturale ha invalidato il loro giudizio sull'opportunità dell'ordinazione delle donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;John Wijngaards&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-5832356776304558809?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/5832356776304558809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=5832356776304558809' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/5832356776304558809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/5832356776304558809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/02/le-donne-erano-considerate-creature.html' title='- Le Donne erano considerate Creature Inferiori'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-PKqoZUfY2EM/Tzeo-cOEqOI/AAAAAAAAC6Q/CuNvZlAqLD0/s72-c/maggio76%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-5836069305352847240</id><published>2012-02-08T18:32:00.003+01:00</published><updated>2012-02-08T18:38:24.634+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia.'/><title type='text'>- Considerazioni della donna nella filosofia e nella letteratura greca</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-f0XbQQiTVq8/TzKx6HDjtsI/AAAAAAAAC6A/KLuM_axRbK8/s1600/donna.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 333px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5706819289716340418" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-f0XbQQiTVq8/TzKx6HDjtsI/AAAAAAAAC6A/KLuM_axRbK8/s400/donna.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Nella filosofia e nella letteratura greca esistono due opposte considerazioni della donna, l’una presentata da Socrate, l’altra da Aristotele e Esiodo. Socrate offre una valutazione positiva della donna, Aristotele ed Esiodo invece rappresentano il pensiero che svaluta la figura femminile, subordinandola alla famiglia e alla società. Ambigua e ambivalente è invece la posizione di Platone, che, nella Repubblica e nelle Leggi, offre due diverse considerazioni della donna.&lt;br /&gt;Come scrive Eva Cantarella ne “L’ambiguo malanno”, “Socrate […] era particolarmente ben disposto verso le donne e non si limitava a riconoscere astrattamente le loro capacità, ma ascoltava i loro consigli giungendo ad ammettere senza difficoltà che alcune di esse avevano saggezza superiore alla sua”. Si dice infatti che Socrate avesse appreso il cosiddetto metodo “socratico” proprio da Aspasia, concubina di Pericle, che padroneggiava con “rara maestria la tecnica del discorso”. Socrate, anche se non affermava la completa parità tra uomo e donna, era tutt’altro che misogino; infatti per esempio, benché considerasse particolarmente duro il carattere di Santippe, sua moglie, tuttavia davanti ai figli maltolleranti, lo giustificava, affermando che la durezza di quella era dovuta all’ amore che aveva per loro. Quando nel “Simposio” Aristippo gli chiede come mai si sia messo con “la più bisbetica delle creature”, Socrate risponde in modo scherzoso affermando che per diventare buoni cavallerizzi sia necessario esercitarsi con i cavalli più focosi e non con i più docili, perché “se essi pervengono a domare tali cavalli, potranno governare facilmente gli altri”. Una visione opposta della figura femminile è offerta invece dal filosofo Aristotele, convinto della naturale disuguaglianza dei sessi e della superiorità maschile sulle donne, anche nella riproduzione. Egli infatti nella “Riproduzione degli animali” scrive che la riproduzione è comune ad entrambi i sessi: “il maschio è portatore del principio del mutamento e della generazione”, “la femmina di quello della materia”. Tuttavia il maschio e la femmina sono dotati di “una diversa facoltà”, il primo è “attivo” in quanto “atto a generare nell’altro”, la seconda è “passiva” in quanto “è quella che genera in se stessa e dalla quale si forma il generato che stava nel genitore”. Poiché “[…] la prima causa motrice cui appartengono l’essenza e la forma è migliore e più divina per natura della materia, il principio del mutamento, cui appartiene il maschio, è migliore e più divino della materia, a cui appartiene la femmina”. Quest’ultima infatti sia nelle piante, dove non ha esistenza separata dal maschio, sia negli animali, in cui ha esistenza separata, ha bisogno del maschio e non può generare da sé. Il motivo è che l’animale è diverso dalla pianta perché percepisce attraverso la facoltà dell’anima, la cui produzione costituisce lo stesso esser maschio. Se la femmina perciò generasse da sè compiutamente, il maschio sarebbe inutile e, dice Aristotele, “la natura non fa nulla di inutile”. Egli perciò, servendosi di questo principio‐base della scienza, secondo il quale ciò che accade ha sempre una causa, afferma il primato maschile nella riproduzione, estendendolo anche in ambito sociale: l’uomo, attivo per natura, è portato al comando, nella famiglia l’uomo è superiore alla moglie e la comanda. Secondo Aristotele perciò l’inferiorità della donna si fonda su basi biologiche e il rapporto uomo‐donna è interpretato attraverso due delle categorie più importanti della sua filosofia, quella di forma e di materia. L’uomo‐forma fa di ogni cosa ciò che è, e in quanto portatore del seme, è attivo e trasforma la passiva materia femminile naturalmente e ontologicamente inferiore. Nella letteratura Esiodo, sia nella “Teogonia” sia nelle “Opere e i Giorni”, qualifica la donna come colei che, creata dopo l’uomo per volere divino, segna, con la sua venuta, l’inizio del male nel mondo. Nel mito esiodeo la nascita della prima donna è presentata come conseguenza di un dissidio tra Zeus, dio giusto ma inesorabile, e l’astuto Prometeo, sfrontato orditore di inganni. Per punire Prometeo, che ha rubato il fuoco agli dei per darlo agli uomini, Zeus invia tra gli uomini Pandora, la prima donna, come “dono” rovinoso per i mortali. Esiodo offre due versioni di questo mito, una nella “Teogonia”,l’altra nelle “Opere”. Nella Teogonia infatti, la donna è anonima e non si chiama ancora Pandora, essa è l’iniziatrice della stirpe femminile ed è di per sé l’origine di un male, il “bel male”, a cui l’uomo non può sottrarsi. Alla costruzione del flagello, ordita da Zeus, collaborarono Efesto e Atena per mano della quale Pandora venne ornata di attributi femminili, come una veste splendente e fresche corone di fiori intorno al capo. Tuttavia la donna è portatrice di disagio, “grande flagello per i mortali”, “compagna”, per gli uomini, “di imprese penose” e “[…] non di rovinosa indigenza ma d’abbondanza”, in quanto la donna, nella società di Esiodo, non produce ricchezza ma la dissipa. Inoltre, parlando di matrimonio nei versi 602‐13 dice che l’uomo che non vuole sposarsi sarà privo di assistenza da vecchio e lascerà i suoi averi a parenti lontani, chi invece sarà destinato a sposarsi con una donna saggia avrà per tutta la vita in ugual misura bene e male. Ma chi si imbatterà in una donna funesta vivrà un dolore senza fine. Nelle Opere la donna ha un nome, Pandora, la quale dà origine al male non di per sé ma con un gesto colpevole, l’apertura del piqos (l’orcio che contenere tutti i mali del mondo). Nella formazione della donna, Zeus ordina ad Ermes di darle “animo senza pudore” : letteralmente “animo di cane”, infatti, presso i Greci, il cane rappresentava la sfrontatezza e l’indecenza),e “disposizione all’inganno”. Pandora è definita “sciagura per gli uomini che si nutrono del pane” poiché offerta in “dono” da Zeus ad Epimeteo, aprendo il piqos fa disperdere per il mondo quei mali di cui gli uomini erano privi nel tempo precedente,e “versò agli uomini dolorosi affanni”.&lt;br /&gt;Platone assume una posiziona ambigua ed ambivalente riguardo le donne: infatti, se nella&lt;br /&gt;Repubblica egli offre alla donna la possibilità di un ruolo di primo piano e ne riconosce quasi l’eguaglianza con gli uomini, nelle Leggi, invece, sembra fare marcia indietro, in quanto fa emergere un atteggiamento di diffidenza nei confronti delle donne. Nella Repubblica tratta del modello ideale di stato e parte dalla funzione della donna; egli afferma che l’uomo e la donna sono di nature diverse, ma questa differenza è rilevante solo per la parte che riguarda la generazione dei figli. Essa, invece, non ha affatto rilevanza nello svolgimento delle funzioni sociali, se non per la minore forza fisica delle donne; la differenza quindi è solo di tipo quantitativo (la minor forza) e non qualitativo. Inoltre, poiché “le facoltà sono state distribuite in maniera uniforme tra i due sessi, la donna è chiamata dalla natura a tutte le funzioni, proprio come l’uomo”. Vi sono infatti donne dotate per la medicina, per la musica, per l’atletica e perché no, anche per custodire la città, le quali potrebbero condividere l’educazione e i privilegi dell’uomo. Platone perciò nella sua città ideale considera di far accedere la donna ai due campi che sono da sempre solo appannaggio degli uomini: la guerra e la politica. La rivoluzionaria immagine della donna che Platone propone nella Repubblica sicuramente si applica soltanto alle mogli del gruppo dominante della città, mentre le altre mogli, come quelle dei lavoratori, non sono nemmeno menzionate. Nelle Leggi Platone si allontana dal modello ideale per concepire, invece, una città realizzabile e, benché rinunci al comunismo della Repubblica, tuttavia non smette di considerare la figura femminile anche perché “le donne costituiscono la metà della popolazione cittadina”. Affermando la necessità per cui “[…] la donna nella misura del possibile, condivida i lavori dell’uomo, sia nell’educazione, sia in tutto il resto”, Platone ripropone la sue convinzioni sulla condivisione della attività maschili da parte della donne anche nel suo “secondo” modello di Stato, pur con un arretramento complessivo. Anche se partecipano all’educazione e alla vita della città, non ricevono la stessa educazione dell’uomo e, benché si riconosca alla donna il diritto ad un’attività pubblica e della magistrature femminili (ispettrici dei matrimoni, ispettrici dell’educazione infantile) tuttavia non accedono alle stesse funzioni degli uomini. In guerra hanno una parte, ma si tratta di una parte passiva in quanto possono dedicarsi all’attività bellica ma non partire per delle spedizioni militari. Inoltre, con il ristabilimento della monogamia, la donna è sottoposta all’autorità del marito, le cui cure mirano soprattutto ad assicurare la nascita, nelle migliori condizioni, di figli legittimi. Infine, se nella città ideale della Repubblica la donna custode era dispensata da qualsiasi attività domestica, nella “seconda” città, quella delle Leggi, la donna è essenzialmente la padrona di casa. Nonostante tutto questo, Platone rompeva con i valori tradizionali e, benché sia teorico di una città “totalitaria”, è anche il primo che assegna alla donna un posto nella città, cessando di farla appartenere completamente e solamente alla sfera privata. Nonostante le varie, divergenti considerazioni dei più noti filosofi e letterati della Grecia classica sulla figura femminile, nella mentalità greca collettiva non è prevalsa la posizione più o meno positiva di Socrate e Platone, bensì quella sostanzialmente misogina di Aristotele, che infatti trovava maggior corrispondenza nella coscienza sociale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giulia Ghidini,&lt;br /&gt;Alessandra Garioni&lt;br /&gt;Stefano Devoti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-5836069305352847240?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/5836069305352847240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=5836069305352847240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/5836069305352847240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/5836069305352847240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/02/considerazioni-della-donna-nella.html' title='- Considerazioni della donna nella filosofia e nella letteratura greca'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-f0XbQQiTVq8/TzKx6HDjtsI/AAAAAAAAC6A/KLuM_axRbK8/s72-c/donna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-321801501057981493</id><published>2012-02-07T10:50:00.001+01:00</published><updated>2012-02-07T11:01:29.098+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Astrologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alchimia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Magia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cabala'/><title type='text'>- Identità Del Grande Oriente D’Italia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-iZ7z-LlfCBg/TzD0MbzRiiI/AAAAAAAAC5w/UrmI47ynO1c/s1600/COMPASSO%2B1.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5706329222336842274" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-iZ7z-LlfCBg/TzD0MbzRiiI/AAAAAAAAC5w/UrmI47ynO1c/s400/COMPASSO%2B1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Massoneria del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani è un Ordine iniziatico i cui membri operano per l’elevazione morale e spirituale dell’uomo e dell’umana famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La natura della Massoneria e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. Essa lascia a ciascuno dei suoi membri la scelta e la responsabilità delle proprie opinioni religiose, ma nessuno può essere ammesso in Massoneria se prima non abbia dichiarato esplicitamente di credere nell’Essere Supremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Massoneria non è una religione né intende sostituirne alcuna: non pratica riti religiosi, non valuta le credenze religiose, non si occupa di nessun tema teologico, non consente ai propri membri di discutere in Loggia in materia di religione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Massoneria lavora con propri metodi, mediante l’uso di Rituali e di simboli coi quali esprime ed interpreta i princìpi, gli ideali, le aspirazioni, le idee, i propositi della propria essenza iniziatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa stimola la tolleranza, pratica la giustizia, aiuta i bisognosi, promuove l’amore per il prossimo e cerca tutto ciò che unisce fra loro gli uomini ed i popoli per meglio contribuire alla realizzazione della fratellanza universale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Massoneria afferma l’alto valore della singola persona umana e riconosce ad ogni uomo il diritto di contribuire autonomamente alla ricerca della Verità. Essa inizia soltanto uomini di buoni costumi, senza distinzione di razza o di ceto sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Lavori di Loggia sono di natura strettamente riservata ma non segreta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Massone è tenuto ad osservare scrupolosamente la Carta Costituzionale dello Stato nel quale risiede o che lo ospita e le leggi che ad essa si ispirino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Massoneria non permette ad alcuno dei suoi membri di partecipare o anche semplicemente di sostenere od incoraggiare qualsiasi azione che possa turbare la pace e l’ordine liberamente e democraticamente costituito della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Massoneria è apolitica. Essa impone ai suoi membri i doveri di lealtà civica, riserva loro il diritto di formarsi la propria opinione riguardo agli affari pubblici, ma né in Loggia né in qualsiasi altro momento dell’attività massonica è consentito loro discutere in materia di politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Massoni hanno stima, rispetto e considerazione per le donne. Tuttavia, essendo la Massoneria l’erede della Tradizione Muratoria operativa, non le ammette nell’Ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni membro, al fine di rendere sacri i propri impegni, deve aver prestato Solenne Promessa sul Libro della Legge da esso ritenuta Sacra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-321801501057981493?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/321801501057981493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=321801501057981493' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/321801501057981493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/321801501057981493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/02/identita-del-grande-oriente-ditalia.html' title='- Identità Del Grande Oriente D’Italia'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-iZ7z-LlfCBg/TzD0MbzRiiI/AAAAAAAAC5w/UrmI47ynO1c/s72-c/COMPASSO%2B1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-1746344324250915252</id><published>2012-02-06T17:04:00.001+01:00</published><updated>2012-02-06T17:07:56.741+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><title type='text'>- LEUCIPPO DI MILETO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-j-nRTssKHm4/Ty_6LMyD04I/AAAAAAAAC5g/bjvvo-AHh4M/s1600/atom.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5706054323218404226" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-j-nRTssKHm4/Ty_6LMyD04I/AAAAAAAAC5g/bjvvo-AHh4M/s400/atom.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;"Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità".&lt;/span&gt; Si può parlare di un "caso" Leucippo, dal momento che di questo filosofo si sono dati riferimenti, non solo di natura biografica, contrastanti tra loro. Aristotele, quando parla di Leucippo, lo pone sempre in coppia col suo "collega" Democrito, col quale sarebbe stato il fondatore dell’atomismo: da ciò sembra che Leucippo – già presso Aristotele – fosse figura dai contorni molto sfumati. Secondo quanto afferma Diogene Laerzio (Vite dei filosofi X 13), Epicuro mise in dubbio l’esistenza stessa di Leucippo, mentre Aristotele in più opere (Metaphysica, De generatione et corruptione, De caelo, De anima) e Teofrasto (370-287 a.C.), la cui dossografia è la fonte per lo stesso Diogene Laerzio in IX 30 sgg., attestano sia la dottrina che la storicità della figura di Leucippo. Hermann Diels in Die Fragmente der Vorsokratiker, II, 80, raccolse le opinioni divergenti degli autori antichi e spiegò tale problematicità verificativa con la formazione nel IV secolo a.C. del corpus democriteum, la raccolta dell’insieme degli scritti di Democrito, in cui furono incluse anche le opere di Leucippo, ingenerando da allora in poi una confusione fatale tra le dottrine rispettive di Leucippo e Democrito, confusione che mise in dubbio l’esistenza stessa di Leucippo. Riunificando i dati tratti da Diogene Laerzio, Aristotele e Simplicio (Physica), pare che Leucippo sia stato più giovane di Parmenide, scolaro di Zenone, maestro di Democrito e contemporaneo di Empedocle e Anassagora. Per ciò che concerne l’opera scritta di Leucippo, abbiamo il Papyrus Herculanensis (un papiro greco scoperto a Ercolano nel 1752 contenente testi filosofici epicurei) che, nell’edizione del 1768 (coll.alt. VIII 58-62) fr. 1, sostiene: "... scrivendo che... le stesse cose erano già state dette in precedenza nella Grande Cosmologia, che dicono essere opera di Leucippo. Ed è deplorato per essersi attribuito talmente le altrui dottrine, non solo ponendo nella Piccola Cosmologia le dottrine che si trovano anche nella Grande..."; e abbiamo Aezio, ed. Diels, I 25, 4 (Doxographi graeci 321), il quale dichiara: "Leucippo dice che tutto avviene secondo necessità e che questa corrisponde al fato. Dice infatti nel libro Dell’intelletto: Nulla si genera senza motivo, ma tutto con una ragione e secondo necessità". Dalla testimonianza di Aristotele e Teofrasto si evince che Leucippo sia stato il primo a formulare le teorie atomistiche che Democrito in seguito sviluppò, soprattutto tramite l’uso di certi termini, attribuiti dagli studiosi all’opera Grande Cosmologia mai citata da Aristotele, quali "atomi", ossia parti indivisibili, grande vuoto, corpi solidi), scissione, misura, contatto reciproco, direzione, rimescolamento, vortice. Riassumendo, Leucippo avrebbe considerato la natura legata alla matematica, l’essere come un composto molteplice e materiale di atomi infiniti, ma non infinitamente divisibili, e il non essere come il vuoto in cui vengono a muoversi gli atomi. La visione leucippea sarebbe quindi deterministica e meccanicistica, da qui la spiegazione dell’origine dei mondi attraverso il vortice, che determinerebbe la scissione degli atomi più pesanti dai più leggeri, e la formazione della Terra in seguito alla forza centripeta che raccoglierebbe questi atomi pesanti. Circa l’ordinamento degli astri, Diogene Laerzio (IX, 33) riepiloga così la teoria di Leucippo: "L’orbita del sole è la più esterna, quella della luna è la più vicina alla terra, mentre quelle degli altri astri sono in mezzo a queste due".&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;I PRINCIPI DELL’ATOMISMO DEMOCRITEO E LEUCIPPEO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Anche gli atomisti, come già Anassagora, assumono come struttura della realtà invisibile ad occhio nudo un’infinità di principi, ancorché questi non siano infinitamente divisibili: se infatti tutto fosse divisibile all’infinito, allora il mondo avrebbe dovuto cessare di essere già da tempo. I principi primi della realtà come li intendono gli atomisti debbono essere pieni e privi di parti: tali sono quelli essi definiscono, ovvero – letteralmente - "corpi non ulteriormente tagliabili", costituenti la struttura profonda del reale. Questi "atomi", per potersi muovere e per consentire la generazione e la corruzione dei composti, devono avere uno spazio entro cui muoversi ed è per questa ragione che gli atomisti introducono come secondo principio il vuoto, condizione imprescindibile del moto atomico. Gli stessi aggregati non sono che unioni di atomi e vuoto: il che è provato dal fatto che, consumandosi, i corpi cedono atomi e, perché ciò possa avvenire, dev’esserci il vuoto. Con terminologia eleatica, Democrito chiama gli atomi e il vuoto rispettivamente "essere" e "non essere"; egli asserisce poi – riprendendo l’antitesi sofistica - che la conoscenza intellettuale (avente come oggetto gli atomi e il vuoto) è (secondo natura), mentre quella degli aggregati è (secondo convenzione). Sicchè secondo natura conosciamo gli atomi e il vuoto, secondo convenzione il bianco, il profumato, ecc. Le cose che costantemente esperiamo non sono dunque la verità, ma mera parvenza. Essendo gli atomi infiniti, infiniti saranno anche i mondi che dalla loro aggregazione trarranno origine, cosicché gli atomisti possono relativizzare la vita che conduciamo sul nostro e possono inoltre evitare di far ricorso a cause extra-materiali. Incarnando in sé l’essere parmenideo (ed essendo dunque immutabili, eterni, incorruttibili), gli atomi come si distinguono fra loro? Per Empedocle e Anassagora, i principi si differenziano qualitativamente, il che tra l’altro spiega perché i corpi composti presentino qualità; per Democrito (e forse per Leucippo) invece – stando a quel che riferisce Aristotele – gli atomi si differenziano fra loro per caratteristiche quantitative. Per far luce su questo punto della dottrina atomistica, Aristotele esemplifica servendosi delle lettere dell’alfabeto, che egli chiama: e sono anche gli "elementi", con la conseguenza che gli atomi sono un po’ come le lettere dell’alfabeto e il mondo che ne risulta si presenta come una sorta di libro le cui lettere sono gli atomi. Per forma gli atomi si distinguono fra loro come la A si distingue dalla N; per ordine come AN da NA; per posizione come Z da N. Si tratta evidentemente di differenze puramente geometriche, con caratteristiche misurabili. Tuttavia gli atomisti si spingevano oltre: pare infatti che, poste queste tre differenze di base, essi asserissero che gli atomi sono dotati di un numero incalcolabile di differenze, a tal punto che essi finiscono col riconoscere – il che costerà loro la derisione da parte dei suoi avversari – l’esistenza di atomi di forma uncinata. Il problema cui l’atomismo è chiamato a rispondere è che, se gli atomi sono quantitativamente connotati, come si spiega che poi noi percepiamo qualitativamente i composti? Perché, se la rosa non è che un aggregato di quantità, noi la percepiamo rossa, profumata, ecc? Per render conto di ciò, l’atomismo spiega le qualità come epifenomeni delle quantità, cosicché il bianco deriverebbe da un assetto casuale dato dall’unione di atomi: la rosa non è che un aggregato di atomi quantitativamente connotati che però, colpendo i nostri organi di senso, generano impressioni qualitative (il profumo, il colore rosso, ecc). Un altro problema su cui l’atomismo deve affaticarsi riguarda la natura stessa degli atomi: se essi sono corpi invisibili e indivisibili, allora non avranno parti e saranno come enti geometrici; ma allora come è possibile ch’essi, privi di parti, si aggreghino e formino corpi divisibili costituiti da parti? Come possono muoversi? L’atomismo sostiene che gli atomi sono ab aeterno dotati di moto (il che implica il vuoto in eterno) e, più precisamente, si muovono in qualunque direzione senza tregua, con la conseguenza che possono casualmente incontrarsi e aggregarsi (ciò nel caso in cui le forme siano compatibili, come ad esempio quando si incontrano atomi ad uncino e atomi ad anello). A regolare il moto degli atomi non è una forza esterna o una divinità: l’unica legge (se in questo caso di legge si può parlare) regolante il loro movimento è il caso, non già nel senso ch’essi si muovano senza causa, bensì nel senso che il loro è un moto spontaneo, scevro di finalità e non extra-naturale: è un moto che tiene conto della legge per cui il simile attira il simile. Tutto risponde ad una ragione e ad una ferrea necessità. Oltre a negare la causa finale, l’atomismo nega quella efficiente – nota Aristotele -, giacchè essa non è se non una proprietà della materia. Per l’atomismo nulla avviene a caso, tutto avviene secondo una ragione. Questa osservazione può essere provata: a questo scopo non basta accontentarsi dell'osservazione della molteplicità dei fenomeni, ma occorre risalire mediante un procedimento intellettuale alla conoscenza di ciò che non è visibile. Gli oggetti che noi percepiamo ci appaiono caldi o freddi, amari o dolci, ma queste qualità appartengono alla sfera di quello che la cultura del v secolo a.C. raggruppava sotto la categoria del ossia di ciò che è variabile, convenzionale, instabile, contrapposto al piano stabile e immutevole della natura.&lt;br /&gt;www.filosofico.net&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-1746344324250915252?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/1746344324250915252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=1746344324250915252' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/1746344324250915252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/1746344324250915252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/02/leucippo-di-mileto.html' title='- LEUCIPPO DI MILETO'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-j-nRTssKHm4/Ty_6LMyD04I/AAAAAAAAC5g/bjvvo-AHh4M/s72-c/atom.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-7694738958774504655</id><published>2012-01-29T18:00:00.002+01:00</published><updated>2012-01-29T18:10:40.889+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alchimia'/><title type='text'>- L’Accademia segreta del Ruscelli a Napoli</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tQc7QHhuQmQ/TyV7XOtVQtI/AAAAAAAAC44/se0mHQT424g/s1600/filosofia.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 380px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5703100142150042322" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-tQc7QHhuQmQ/TyV7XOtVQtI/AAAAAAAAC44/se0mHQT424g/s400/filosofia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Il poligrafo cinquecentesco Girolamo Ruscelli fornisce una serie di parametri riconoscibili in buona parte delle iniziative accademiche, non solo partenopee, dandoci un'idea calzante delle motivazioni e delle organizzazioni interne a quei fenomeni associativi. Tali elementi, in seguito, sarebbero stati mutuati dai sodalizi massonici che nella Napoli del settecento ebbero tanta parte.&lt;br /&gt;L'Opera è la Secreti nuovi (*), ultimata nel 1566 e pubblicata in unica edizione a Venezia l'anno successivo, nel 1567. L'avventura partenopea del Ruscelli inizia verso il 1542 quando, reduce da un soggiorno romano, si trasferisce a Napoli al servizio di Alfonso d'Avalos, Marchese del Vasto, con varie funzioni, tra le quali quelle di ambasciatore e poeta di corte. Alla morte del d'Avalos il Nostro, rimasto senza mecenate, parte per Venezia dove inizia a collaborare con l'editore Valgrisi come scrittore e correttore di bozze. Proprio a Venezia, abbiamo visto, pubblica i Secreti Nuovi, riversandovi in parte alcune esperienze maturate nella città partenopea.&lt;br /&gt;La Accademia Segreta appartiene proprio a quest'ambito napoletano. Comprendere l'oggetto misterioso di cui ci parla il Ruscelli è particolarmente importante, in quanto si tratta dell'unica descrizione coeva di quelle strutture che sia giunta fino a noi, ed in particolare di quelle napoletane tra il XVI ed il XVII secolo. Quello di cui parliamo, appare un progetto chiuso, con una sua vita ed un obbiettivo ben preciso da perseguire. La qualità di segretezza, ricordata dal Ruscelli, aveva nella mente degli organizzatori una funzione ben precisa: consentire agli sperimentatori una tranquillità operativa in itinere e difenderli da assalti esterni di curiosi e detrattori. Un'eccezione al principio di segretezza era stabilito a favore dei 'dottori' della città, i quali - se debitamente invitati dai sodali - con la loro esperienza avrebbero potuto contribuire in modo fattivo alle attività accademiche. Una volta giunti al termine della ricerca, l'uscita dall'anonimato e lo scioglimento del segreto sui lavori svolti avrebbe consentito di mettere i frutti ormai maturati della ricerca al servizio dell'intera umanità senza distinzione di razza, sesso, censo, religione, età, possibilità economiche ed istruzione.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La ricerca e la sperimentazione Strumenti per la conoscenza di sé&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il modo in cui la pratica operativa dell'Accademia avrebbe potuto agire a beneficio dell'umanità ci è tramandato dallo stesso Ruscelli, che ne evidenzia la duplice valenza, verso l'esterno e verso gli sperimentatori. Quanto al primo aspetto, fulcro dell'attività accademica appare la sperimentazione empirica delle formule che riguardavano la composizione di medicamenti, così come riportate negli antichi trattati. Sarebbe poi stata cura dell'Accademia - dopo aver 'purgato' l'argomento da fallaci 'ricette' - mettere quelle realmente efficaci a disposizione dell'umanità. Dopo procedimenti di selezione articolati in un triplice ordine di prove (troveremo ancora questo numero tre, la cui valenza mistico filosofica permeò il concetto stesso dell'Accademia Segreta), i preparati così selezionati venivano destinati a lenire e curare malattie infettive, lebbra, infiammazioni oculari, epilessia, ustioni, ascessi ed una serie di altre jatture sanitarie che affliggevano l'umanità del tempo. Il secondo aspetto dichiarato, quello rivolto ad uno strumentale beneficio degli Accademici, perseguiva la conoscenza di se stessi. Particolare attenzione merita questo aspetto, poiché, se il primo appare solo eventuale in un'analisi trasversale del fenomeno accademico napoletano, quest'altro aspetto, della Conoscenza di sé, costituisce invece un elemento tipico ed inalienabile, almeno fino ad un certo punto (inizi XVIII sec.), della quasi totalità dei fenomeni accademici operanti nella realtà partenopea.&lt;br /&gt;Nel testo di William Eamon (La Scienza e i Segreti della Natura – Ecig 1999) si attribuisce grande rilevanza, in tal senso, all'impatto avuto dalla Accademia Cosentina, ed in particolare dalla concezione telesiana della natura, su tutta la costruzione teorico-sapienziale del fenomeno accademico napoletano. L'aspetto della conoscenza di sé, come abbiamo detto, aveva un significato strumentale. Questa 'presa di coscienza' dell'accademico ricercatore, era infatti preordinata ad un effetto ulteriore, se vogliamo molto più spinto e socialmente pericoloso per l'accademico stesso, che pescava generosamente dalla costruzione filosofica telesiana del De rerum Natura Iuxta Propria Principia.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;L’Opus Alchemicum per svelare i Segreti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Con la sperimentazione si perseguiva la conoscenza approfondita della natura, e dei procedimenti utilizzati dalla natura stessa nelle fasi creative ed evolutive. Quale modo migliore per realizzare ciò, se non riprodurre in laboratorio quei procedimenti? Il lettore si sarà reso conto che siamo scivolati apertamente sul piano dell'alchimia operativa, e potrà, quindi, anche immaginare il genere di procedimenti messi in atto per il raggiungimento dello scopo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. Orbene, riprodurre in vitro, o in laboratorio, quegli stessi procedimenti applicati dalla natura nel laboratorio dell'intero Creato, è un chiaro voler riproporre il rapporto ermetico-alchemico tra Macrocosmo e microcosmo. E' noto a tutti che il fine ultimo, la nascita dell'uomo nuovo, culminava nella riproduzione in vitro dell'homunculus alchemico, dell'uomo rigenerato e ricreato dall'Arte, indenne da difetti e da sofferenze di sorta. È il rebis, l'androgine partecipe di tutto quanto esistente in natura ed oltre, soprattutto rappresentante il compendio e la coesistenza di tutte le opposte forze che - nell'uomo non purificato - agiscono invece come forze disgregatrici. Ora noi sappiamo, dalla concezione ermetica, che un uomo siffatto è posto per sua natura al di fuori e al di sopra delle passioni, delle imperfezioni corporee, del bene e del male, della concezione e dello scorrere del tempo, rispetto al quale passato presente e futuro non hanno motivo di distinzione. E' quindi eterno, rappresentando inoltre tutto quanto esiste ed il suo perfetto opposto. È, insomma, egli stesso la Natura.&lt;br /&gt;Il Panpsichismo di Bernardino Telesio giunge proprio a queste conclusioni. Come ci ricorda proprio l'Eamon, "il soggetto e l'oggetto, conoscitore e conosciuto, possiedono la stessa natura, quindi conoscere una cosa significa diventare una parte di essa".&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Rebis&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ma né la sperimentazione alchemica, né tantomeno la dottrina telesiana si fermano qui. Il Rebis, contenendo tutto, è la materia primordiale 'purgata', quindi da utilizzare come punto di partenza per il perseguimento di ulteriori obbiettivi (L'Oro alchemico, in tutte le sue accezioni simboliche e non). Ci dice infatti ancora l'Eamon: "Se, come sosteneva Telesio, la natura fosse unitaria e capace di assumere molte forme, se la consapevolezza di sé e la conoscenza della natura fossero una cosa sola, ne conseguirebbe che il conoscente, comprendendo la natura, agirebbe su di essa alterandola".&lt;br /&gt;E poi: "Le operazioni della natura, consistono in forze attive che agiscono sulla materia passiva, ma sensibile".&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Le Accademie e la nobiltà napoletana&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;L'analisi dell'Eamon non si ferma qui, puntando il dito su un altro aspetto fondamentale dell'intero fenomeno accademico, che in qualche modo ne decretò la rovina.&lt;br /&gt;I consessi accademici, come risulta dalla descrizione del Ruscelli, comparivano sull'onda di una spontanea esigenza associativa, ma, per mantenersi in vita, necessitavano dell'appoggio carismatico e finanziario di un personaggio dotato per sua natura di autorevolezza e mezzi. Il fenomeno era dunque in buona misura affidato al mecenatismo e, d'altra parte, la più alta carica dell’Accademia era quella di 'Principe'.&lt;br /&gt;Le accademie attecchirono grazie alla volontà ed all'interessamento di una parte della nobiltà napoletana. Ora, il rapporto tra questa nobiltà ed il viceregno era andata con il tempo deteriorandosi, a causa della originaria avversione manifestata proprio dai viceré spagnoli nei confronti della nobiltà e dei poteri da essa acquisiti nel tempo.&lt;br /&gt;Inoltre, l'idea del riscatto umano dalla brutalità della sua natura doveva necessariamente passare per un processo di metamorfosi più complesso, che finiva per abbracciare sia l'aspetto politico che quello mistico della vita umana. Si pensi alla produzione Campanelliana, che preconizzava la caduta del regime vicereale, ed agli stretti collegamenti esistenti tra gli intellettuali dell'epoca ed una serie di movimenti neoereticali, collegati ad un'evoluzione anche spirituale di un'umanità riscattata. I fantasmi cui dette corpo l'introduzione della dottrina del mistico Juan de Valdés a Napoli ed il largo seguito da essa conseguito negli ambienti intellettuali napoletani dell'epoca, finirono per rappresentare una motivata preoccupazione per il potere costituito, circa la valenza eversiva del fenomeno.&lt;br /&gt;L’editto del Viceré, la chiusura delle Accademie napoletane e la fuga del Ruscelli a Venezia&lt;br /&gt;L'epilogo maturò quando don Pedro de Toledo, per verificare la fondatezza dei suoi sospetti, chiese in proposito il parere di un illustre ospite alla corte napoletana di quel tempo: l'aristotelico fiorentino Benedetto Varchi. Il parere chiesto dal Toledo al Varchi, siamo nel 1544, concerneva l'argomento se “secondo i principi di Aristotele, l'alchimia potesse essere messa alla prova per confermare sperimentalmente la sua possibilità o impossibilità". Varchi rispose (Questiones sull'Alchimia) distinguendo tra l'alchimia utilizzata dagli artigiani, sostanzialmente ritenuta valida, e quella 'sofistica' tesa alla fabbricazione dell'Oro alchemico, di rimedi portentosi, di panacee o dell'Elisir di Lunga Vita. Tale pratica, secondo l'illustre interpellato, "promuove ogni sorta di malvagità". Scrive ancora il Varchi che tutte le forme di questo particolare genere di alchimia dovrebbero essere "più che meritatamente bandite da tutti i prìncipi buoni e da tutte le repubbliche ben organizzate, e perseguitate con il fuoco". Era stata centrata in pieno l'attività dell'Accademia Segreta del Ruscelli. Conseguenza fu la triste e nota risoluzione vicereale di dichiarare sciolti in massa tutti i consessi accademici operanti a quel tempo a Napoli, che travolse almeno altre sei illustri analoghe iniziative.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Vi è però dell'altro&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Nella descrizione che il Ruscelli fa del mecenate, si è voluto da più parti riconoscere quel Ferrante Sanseverino, Principe di Salerno e personalità tra le più influenti del tempo.&lt;br /&gt;Bisogna sapere che tra costui (tra i Sanseverino in genere) ed il viceregno c'era guerra dichiarata, combattuta anche sul fronte diplomatico: il Sanseverino lavorò a lungo per mettere in cattiva luce il Viceré Pedro Alvarez de Toledo nei confronti dell'Imperatore Carlo V. La cosa non gli riuscì, portando a fallimento anche quella che pare fosse la sua mira principale: divenire a sua volta Re di Napoli. La sua caduta in disgrazia travolgerà anche eminenti rappresentanti della cultura partenopea: la destituzione di Scipione Capece dalla carica di direttore dell'Università e lo scioglimento dell'Accademia Pontaniana della quale a quel tempo egli era a capo, ne sono manifestazioni evidenti. Anche l'Accademia segreta del Ruscelli, caduto il Mecenate Sanseverino, dovette soccombere. Il Ruscelli fu costretto ad abbandonare precipitosamente il regno di Napoli nel timore di ritorsioni spagnole e si rifugiò a Venezia, dove dette alla luce il suo "Secreti nuovi". Il timore che suoi ulteriori scritti danneggiassero i vecchi compagni d'Accademia rimasti a Napoli, lo spinse a celarsi sotto lo pseudonimo di Alessio Piemontese. 'Alessio' Girolamo Ruscelli continuò dunque in modo anonimo l'attività di ricercatore spagirico esercitando la propria militanza nelle piazze, dove spesso si offrì di curare pazienti occasionali da gotta ed altri problemi, al fine di dare prova tangibile della bontà dei suoi composti. La sua figura non avrebbe avuto più la rilevanza che gli aveva donato quella sua creatura napoletana, l'Accademia Segreta.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;Da Opus minimum&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Paolo Izzo&lt;br /&gt;Editore della Stamperia del Valentino, Napoli&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn1" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=29857873#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-7694738958774504655?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/7694738958774504655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=7694738958774504655' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/7694738958774504655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/7694738958774504655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/01/laccademia-segreta-del-ruscelli-napoli.html' title='- L’Accademia segreta del Ruscelli a Napoli'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-tQc7QHhuQmQ/TyV7XOtVQtI/AAAAAAAAC44/se0mHQT424g/s72-c/filosofia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-3342020965833622783</id><published>2012-01-21T13:35:00.002+01:00</published><updated>2012-01-21T13:42:20.641+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alchimia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- L’archetipo dello Spirito – Anima</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-2gwFqgtFicw/TxqxRfQBqkI/AAAAAAAAC4o/GmWMm1CM3fE/s1600/bubu.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700063192395393602" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-2gwFqgtFicw/TxqxRfQBqkI/AAAAAAAAC4o/GmWMm1CM3fE/s400/bubu.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; L’archetipo junghiano dello Spirito è un bisogno energetico della psiche che si attiva quando si presenta una situazione in cui la conoscenza personale, la razionalità o la semplice volontà non si rivelano sufficienti a risolvere l’esperienza che si prospetta, che potrà essere superata solo grazie ad un ampliamento di coscienza.&lt;br /&gt;Di solito, si tratta di situazioni limite, spesso giudicate impossibili da risolvere perché prospettano la perdita obbligata di un qualcosa che è sentito come irrinunciabile da chi sta vivendo l’esperienza e che si trova come di fronte ad un bivio, ad un momento di dubbio o di paura, in cui appare difficile fare una scelta senza entrare in una dinamica psicologica paradossale. Ricordiamo infatti che gli Archetipi, così come li ha definiti Jung, contenendo in sé i contrari, sono polivalenti e paradossali perché prospettano “una pienezza di tali riferimenti che rende impossibile ogni univoca formulazione” e proprio perché la psiche va automaticamente verso la completezza, diventa anche necessario il lavoro d’integrazione per trovare quel punto di mezzo che consenta di dare comunque significato e profondo valore all’esperienza difficile che si sta vivendo. Lo Spirito infatti viene attinto direttamente dall’inconscio che, proprio perché atemporale ed aspaziale, è l’unico a poter fornire la risposta arcaica, istintiva ed immediata di come potrà essere risolta una situazione o uno stato d’animo che appaiono incomprensibili, ma soprattutto non gestibili facendo ricorso soltanto a parametri razionali.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Differenze tra Spirito e Anima. Interazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Potrebbe essere interessante riflettere sulla notevole differenza che esiste tra l’archetipo dello Spirito e l’altro grande archetipo junghiano dell’ Anima, l’immagine della donna nell’uomo, così come l’Animus è l’immagine dell’uomo nella donna; precisa Jung: “L’Anima è la figura che compensa l’energia maschile. L’Animus quella che compensa l’energia femminile”.&lt;br /&gt;Spirito ed Anima sono entrambi collegati all’emisfero destro del cervello, quello preposto ad elaborare i contenuti collegati alla percezione delle emozioni e di ciò a cui rimandano i sensi. Infatti, se l’emisfero sinistro elabora le connessioni logiche e verbali, attraverso la ragione e la linearità della mente conscia, quello destro è inconscio, analogico e simbolico; è collegato alla fantasia, al mito, alla poesia, alle attitudini artistiche e musicali, all’intuizione. L’Anima è quindi la parte ricettiva della psiche che ha connotazioni prettamente femminili: è attenta al flusso emotivo, alle atmosfere, i ricordi, i sogni e l’immaginazione, ma anche in stretto contatto col mondo notturno e quanto esso rimanda, non esclusa l’irrazionalità. Scrive Jung: "Tutto quello che l’Anima tocca diventa numinoso, cioè assoluto, pericoloso, soggetto a tabù, magico; in quanto vuole la vita, l’Anima è conservatrice e si attiene in modo esasperante all’umanità antica”.&lt;br /&gt;A differenza dell’ Anima, invece, lo Spirito è un archetipo dinamico con connotazioni essenzialmente maschili che aspira all’Unità. E’ un principio attivo che scuote e vivifica la mente, facendola entrare in contatto col potenziale intuitivo che scavalca non solo le statiche suggestioni dell’Anima, ma anche le strategie razionali che l’Io pone a difesa di se stesso, ed offre la risposta più appropriata all’esperienza inedita che si sta vivendo. Infatti, di solito ciò che attiva lo Spirito è il rivelarsi di situazioni improvvise ed estreme che portano la mente “fuori dal seminato”; portano l’individuo in un territorio inesplorato di emozioni e sensazioni sconosciute che non possono essere affrontate né con le soluzioni della mente conscia, né col quelle proposte dall’Anima, senza il rischio di trascinare l’individuo in una fase di stallo da cui non riuscirà ad uscire. Ricordo infatti che gli Archetipi dell’inconscio collettivo hanno in sé tutto il bene e tutto il male possibile dell’esperienza umana nei secoli e solo l’incontro della coscienza con l’inconscio personale può dare all’individuo la possibilità di disciplinare le irruzioni spontanee dell’inconscio collettivo, riconoscere quando servirsi della parte luce archetipica e quando visualizzare la parte ombra, perché possa essere illuminata e, solo dopo questo atto d’accettazione ed integrazione, trascesa. E, nella sua parte luce, l’Anima è davvero l’unica via per metterci in contatto con la nostra ispirazione creativa, le nostre profondità emotive, le passioni intense, per farci partecipare del flusso delle emozioni e delle percezioni, aprendo la porta ad un mondo immaginativo più sensibile ma proprio per questo più aderente alla totalità della realtà. L’archetipo, infatti, se pur strettamente femminile, non è un dato acquisito per la donna, così come scrive James Hillman, psicologo junghiano, nel suo “Anima”: “Ma la psiche, il senso dell’anima, non è data alla donna solo perché è nata femmina. Essa non ha un’anima già congenitamente salva e non è quindi privilegiata in questo rispetto all’uomo, che sul destino dell’anima deve arrovellarsi per tutta la vita. Come l’uomo, non è esonerata dal compito di coltivare l’anima; trascurare l’anima per lo spirito è per la donna non meno biasimevole dal punto di vista psicologico di quanto lo sia per l’uomo, al quale la psicologia analitica non si stanca di predicare il sacrificio dell’intelletto, della Persona e dell’estroversione a favore dell’Anima”. Possiamo comunque dire che la donna è più incline a restare in contatto con la sua Anima, perché se, come teorizza Jung, l’Animus è collegato al principio di Logos, messo in relazione alla capacità che c’è nell’uomo di risolvere ogni situazione della vita attraverso l’azione ragionata ed il pensiero, l’Anima è collegata al principio femminile di Eros e quindi alla capacità di entrare in empatia, di riconoscere il valore dei sentimenti e l’importanza di scambiare amore, ma anche di saper cogliere il senso profondo della vita. E nel suo “Fuochi Blu”, parlando dell’incontro tra Spirito ed Anima, così scrive Hillman : “È possibile avere esperienza dell’interazione tra l’anima e lo spirito. Nei momenti di concentrazione intellettuale o di meditazione trascendentale, è l’anima che invade con impulsi naturali, ricordi, fantasie e paure. In momenti di nuove intuizioni o esperienze psicologiche, lo spirito vorrebbe immediatamente estrarre da esse un significato, metterle all’opera, concettualizzarle in regole. L’anima resta aderente al regno dell’esperienza e alle riflessioni entro l’esperienza. Si muove indirettamente, con ragionamenti circolari, dove le ritirate sono altrettanto importanti delle avanzate; preferisce i labirinti e gli angoli, dà alla vita un senso metaforico servendosi di parole come chiuso, vicino, lento e profondo. L’anima ci coinvolge nella massa confusa dei fenomeni e nel flusso delle impressioni; è la parte «paziente» di noi. L’anima è vulnerabile e soffre; è passiva e ricorda. Essa è acqua per il fuoco dello spirito”. Ma se nel suo lato luce l’Anima fa accedere a sfumature più sottili e sensibili dell’esperienza, se riesce ad arricchire la coscienza di quella “competenza dei sentimenti” che non può trovarsi in una mente solo razionale, nel suo lato ombra può essere un principio destabilizzante che irrompe nella coscienza sommergendola come un’onda gigantesca e facendole perdere in un attimo l’aderenza alla realtà e quindi impedendole quella lucidità di pensiero e presenza a se stessi che la stessa condizione terrena esige. Leggiamo invece quanto scrive Hillman sullo Spirito: ”Lo Spirito è pieno di immagini sfolgoranti, di fuoco e di vento. Lo Spirito è rapido e rende vivo quello che tocca. La sua direzione è verticale ed ascendente; è diretto come una freccia, affilato come un coltello, arido come la polvere. E’ maschile, è il principio attivo che produce forme, ordine e distinzioni chiare. Sebbene vi siano molti Spiriti e molti tipi di Spirito, la nozione “spirito” è venuta concentrandosi nell’archetipo apollineo, nella sublimazione delle discipline superiori e astratte, nella mente intellettuale, negli stati di raggiunta perfezione e purificazione”. E’ per questo che, tanto quanto un’Anima ancora prigioniera dell’Ego può far indulgere la mente in fantasie e ricordi quasi ripiegandosi su se stessa per paura dell’ignoto; tanto quanto preferirebbe ritirarsi nei suoi territori antichi, che sembrano rassicurare e proteggere la mente dall’imprevisto e dall’imponderabile, altrettanto lo Spirito irrompe come un fulmine a ciel sereno che squarcia la coscienza e trascina la mente in un mondo tanto sconosciuto quanto affascinante; la chiama imperiosamente e le impedisce di sostare, la spinge a squarciare il velo protettivo dei ricordi e la proietta verso l’inesplorato, impedendole di elaborare l’esperienza sempre con le stesse modalità che non fornirebbero quella risposta lucida, logica ed immediata, che resta anche la migliore per risolvere l’esperienza stessa. Scrive ancora Hillman: “Se l’anima è un “cavernoso deposito di tesori”, per usare un’immagine di sant’Agostino, è confusione e ricchezza insieme, lo Spirito, al contrario, sceglie la parte migliore e si sforza di ricondurre tutto all’Uno. Guarda in alto – dice lo Spirito – distanziati; c’è qualcosa al di là e al di sopra e quello che sta sopra è da sempre e per sempre, ed è sempre superiore”. E’ per questo che lo Spirito è anche la parte immortale dell’essere umano: tanto quanto l’Anima ha il terrore della mortalità, altrettanto lo Spirito è l’unica via che può spalancare per lui la visione sull’Eterno, sulla sua spiritualità.&lt;br /&gt;L’archetipo, con la sua linearità e verticalità, si innalza sopra i labirinti circolari dell’Anima e guida la mente nel futuro; dopo che l’Anima ha strutturato le sue basi emotive e i suoi attaccamenti, li ha riconosciuti, apprezzati ed amati come si ama la culla, lo Spirito prospetta un mondo nuovo, un balzo in avanti, un ampliamento in consapevolezza e verità. In più, tanto quanto le soluzioni soggettive dell’Anima potrebbero rivelarsi irrazionali, arbitrarie ed incoerenti, altrettanto quelle intuitive dello Spirito si presentano logiche e lineari nella loro semplicità; l’energia che si contatta è fortissima, la prospettiva da confusa si fa chiara. E’ quindi anche un archetipo che spinge a rintracciare e conoscere il senso superiore della vita e d’unione col Creato, perché libera l’individuo dai pregiudizi e convinzioni soggettive, lo libera dalle paure personali e quelle che derivano dai condizionamenti del collettivo, facendolo aprire ad una visione globale e più allargata dell’esistenza; gradualmente lo introduce a riflettere sull’arbitrarietà delle proprie conclusioni mentali e sulla necessità di lasciare andare le rigidità di pensiero che inevitabilmente chiudono al nuovo, quando è solo nel nuovo che si può trovare la risposta inedita e risolutiva all’inatteso che si prospetta, al mistero della vita. Lo Spirito chiama l’uomo “dal futuro”, anticipando per lui quella risposta ricca di senso che non potrà essere trovata né negli intellettualismi della mente razionale, né nel ripiegamento su se stessi, su un nostalgico e sterile passato. Solo dall’integrazione tra Spirito ed Anima, può nascere una nuova prospettiva di vita, quella che assicura all’individuo, sia uomo che donna, di mantenere il contatto con le sue radici emotive, ma contemporaneamente gli permette di dispiegare le sue ali verso la Verità.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Lo Spirito personificato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Una personificazione esatta di questo bellissimo archetipo junghiano è certamente il “Vecchio Saggio”, o “Il Mago”, che ritroviamo nei miti, nelle leggende e nelle fiabe di tutti i tempi come figura di sostegno, che compare quasi sempre all’improvviso e si materializza dal nulla per fornire all’eroe, schiacciato da una condizione drammatica e spaventosa, la soluzione che gli permetterà di superare ciò che lo sta mettendo alla prova e che ferma in qualche modo il suo viaggio.&lt;br /&gt;Lo Spirito è il dio Mercurio che si materializza ad Ulisse per esempio, quando gli dona “l’erba moli” perché si difenda dagli incantesimi dell’Anima Circe; lo Spirito è anche lo sconosciuto che incontrerà il protagonista della bellissima fiaba di H. C. Andersen “Il compagno di viaggio” e che lo aiuterà ad indovinare gli enigmi della spietata principessa e infine lo Spirito è il vecchio Matara che accompagna Karain nel racconto “Karain, un ricordo” di Joseph Conrad e che gli darà un amuleto, simbolo del bisogno di Karain stesso a ritrovare la fede. La figura del “Vecchio Saggio” è quindi una costante delle fiabe, che contengono riferimenti puntuali agli archetipi, così come leggiamo in Jung: “Le fiabe sono l’espressione più pura dei processi psichici dell’inconscio collettivo e rappresentano gli archetipi in forma semplice e concisa”. Il Vecchio Saggio è di solito un personaggio maschile che compare all’eroe per dargli dei suggerimenti: gli indica per esempio un’altra via da seguire (non passare di là) o gli dona un qualcosa (una noce, un amuleto, una monetina) che gli permetterà il superamento della prova stessa, rimettendo l’eroe in contatto con la sua forza originaria e con la certezza di potercela fare. Solo seguendo questo personaggio e quanto gli suggerirà, o gli donerà, o farà balenare in lui grazie a una qualsiasi forma d’aiuto, l’eroe sarà costretto a riconoscere che, nonostante la sua forza e il suo coraggio, nonostante lui goda di conoscenza, sapienza e scaltrezza, nonostante lui sia munito di tutte le armi possibili per potersi difendere e nonostante le strategie razionali che escogiterà la sua mente, non potrà contare solo sulle sue forze, non potrà risolvere da solo la prova. E’ proprio l’attimo di sgomento ed il riconoscimento consapevole della propria fragilità che smuoverà ed attiverà quasi immediatamente nella mente la visualizzazione di quest’archetipo, che traghetterà l’eroe oltre il momento critico che sta vivendo. Secondo Jung, l’eroe può definirsi tale non solo se le sue azioni andranno oltre il tornaconto personale, ma soprattutto se passerà attraverso quest’atto di riconoscimento, attraverso l’accettazione della sua fallibilità e della necessità di ricercare un aiuto all’esterno, di un qualcosa che sia posto “fuori” di lui e cioè fuori dalla sua sfera di controllo. E’ chiaro che l’aiuto “esterno” non è altri che lo specchio dell’accettazione interna della sua capacità di resa; non è altri che il riconoscimento che sia possibile un fallimento, una rimessa in discussione delle proprie certezze, che l’hanno sostenuto, forse per una vita intera e che è tempo di rivedere. E’ l’individuo/eroe stesso che, raccogliendo tutte le sue forze e pescando dal “pozzo fondo” del suo inconscio personale, in stretto contatto col grande mare dell’inconscio collettivo, ma anche riconoscendo i limiti del suo essere uomo, potrà agganciare attraverso lo Spirito liberato una nuova energia che si rende disponibile perché non più bloccata dall’ostinazione, dall’orgoglio e dalla presunzione di poter risolvere solo con la volontà, col sapere e col potere personale ciò che sta vivendo. Ma neanche bloccato dalle ombre della sua Anima, dove sedimentano le sue più antiche paure. Questa figura magica può anche animare il mondo dei sogni, che è il tesoro più bello del mondo dell’Anima. La buona volontà e disposizione ad accedere a queste dimensioni più sottili della percezione, quella che gli orientali chiamano “la seconda attenzione” per distinguerla dalla “prima attenzione” legata solo ai sensi e a risposte prettamente mentali, può permettere all’individuo di entrare in contatto con un ricco mondo onirico ed immaginativo in grado di traghettarlo in un viaggio di conoscenza, dove incontrare personaggi e figure simboliche, che possano fornirgli la motivazione di ciò che lo affligge nella vita ordinaria, permettendogli di contattare lo straordinario che c’è dentro di lui, il soprannaturale, il trascendentale, la sua spiritualità. Un vero e proprio “balzo di fede”, dove il termine “fede” non è certo collegato a questa o quella confessione religiosa, non è solo un credo dogmatico in cui riconoscersi e potersi identificare, ma piuttosto una filosofia di vita che permetta all’individuo di rintracciare in se stesso il senso superiore della sua esistenza, quello spirituale, in sinergia perfetta non solo col proprio destino, ma con quello dell’intero Creato; è un invito ad avere fiducia e a “guardare lontano”, mantenendo però il contatto col proprio “vicino”, col proprio centro interiore, il Sé junghiano, che è anche la totalità; solo così l’uomo scoprirà la sua religiosità, dal latino “religere” e cioè “riunire” gli opposti interni, i dualismi, i paradossi e le ambivalenze che coabitano nella sua natura, riuscendo a trovare quel punto d’incontro che gli permetterà di elaborare i contenuti rimossi ed appianare le sue tensioni, ma soprattutto di conoscere chi è, cosa vuole davvero il suo cuore e come fare per raggiungerlo. “Vocatus atque non vocatus deus aderit, cercato o no il dio verrà”, farà scrivere Jung sul frontone della sua casa. Una volta interrogato sul significato di questa citazione, Jung spiegherà in un’intervista: “Non è una dichiarazione di fede cristiana. Risale all’oracolo di Delfi e la parola dio va intesa come “domanda ultima”. Misi quell’iscrizione per ricordare ai miei pazienti e a me stesso che il timore di Dio è l’inizio della sapienza; tutti i fenomeni religiosi, che non siano meri rituali della Chiesa, sono strettamente intrecciati con le emozioni”. Lo Spirito è quindi il bisogno imprescindibile di ogni creatura di “voler credere” in se stessa e nella vita, prima che in qualcosa posto fuori di lei; è il riconoscimento non passivo ma collaborativo col fluire stesso della vita, che diventa così l’unica depositaria della Verità superiore. Leggiamo ancora Jung: “Il vecchio Saggio appare nei sogni come medico, mago, sacerdote, maestro, professore o persona comunque autorevole. L’archetipo dello Spirito in forma di uomo anziano o gnomo o animale si presenta sempre in una situazione in cui perspicacia, intelligenza, senno, decisione, pianificazione ecc. sarebbero necessari, ma non possono provenire dai propri mezzi. L’archetipo compensa questo stato di carenza con contenuti capaci di colmare la lacuna”. E’ per questo che l’attivazione dello Spirito va spesso di pari passo con il manifestarsi di tappe evolutive obbligate e momenti molto particolari dell’esistenza, spesso accompagnati da stati di confusione o di perdita di certezze o in quelle fasi di passaggio in cui “non si è più quello che si era, ma non si è ancora diventati quello che si sarà”: dall’infanzia all’adolescenza innanzitutto, dalla giovinezza alla maturità, nei momenti in cui si diventa madre o padre, nei momenti in cui c’è una scelta importante da fare, una malattia o una perdita da affrontare, fino allo stadio conclusivo della vecchiaia e del declino. Ma come tutti gli archetipi, anche quello dello Spirito ha un’ombra che può farsi altamente pericolosa e fuorviante; è quando l’archetipo si distorce e spinge l’individuo verso idee fisse, ostinazioni mentali, idealizzazioni ed illusorie visioni che indulgono in fantasie utopiche e senza senso; è quando lo fa smarrire nel deserto dell’intellettualismo, dell’Animus più negativo, dove vagherà in cerca di luce; lo Spirito diventa “Il Briccone” o “Il Mago folle” che lo inganna e lo induce a pensare che può contare sulla sua scaltrezza e potere della mente per perseguire scelte individualistiche e solo personali, oppure che lo illude a negare la realtà immanente per potersi rifugiare in un mondo irreale ed artefatto, il mondo delle ombre dell’Anima… dove non sarà costretto ad affrontare il complesso delle proprie paure, ma dove anche non avverrà nemmeno l’incontro con se stesso e con la propria essenza più vera. Solo la luce dello Spirito può spingere all’incontro con se stessi, può farci dubitare che possiamo essere molto diversi da quello che pensiamo, da come ci vediamo o vogliamo ci vedano gli altri, ma può anche farci comprendere che possiamo essere molto di più. Ma se è troppo forte la paura della verità su se stessi, se è troppo forte la sensazione di non essere all’altezza di questa “chiamata”, sarà la parte negativa dell’Anima e le sue seduzioni antiche a vincere sullo Spirito; e l’acqua spegnerà il fuoco e il fuoco farà terra bruciata; “la porta sulla vita” rimarrà chiusa e sarà come impantanarsi per antiche vie, un tornare indietro perché andare avanti presupporrebbe anche un atto di coraggio che non si è ancora tanto forti da poter fare.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La Grande Madre – La Sophia&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Lo Spirito, che è presente indifferentemente nell’uomo e nella donna, non è solo rintracciabile nell’archetipo del “Vecchio Saggio”, del “Mago” o di altri personaggi spiccatamente maschili, lo si può infatti facilmente individuare anche nella sua forma femminile, presente tanto nell’uomo quanto nella donna: è l’archetipo della “Magna Mater”, la “Grande Madre”, la “Madre Terra”.&lt;br /&gt;Anche quest’archetipo, così come quello dello Spirito ha due facce da illuminare; infatti, se nella sua forma luce, è riassuntivo della totalità del femminile e della sua capacità di esprimere una completa integrità; se è l’espressione più bella del senso materno e della capacità di nutrire, proteggere ed amare le proprie creature attraverso la compassione e l’accettazione incondizionata del loro essere; “amarle per come sono”, senza pretendere che diventino “altro”, il suo lato ombra è oscuro e terrificante, è quello che genera maggiore angoscia ed inquietudine, quello che sottrae tranquillità, anziché aggiungere sostegno e comprensione. E’ il “drago divorante” simbolo di un contenuto femminile avido e bramoso di trovare identità attraverso le conferme che arrivano dall’esterno, spesso da un ruolo, che viene usato per colmare non solo le proprie inadeguatezze, ma anche la mancanza di coraggio di offrirsi ad un’esperienza di vita partecipata e soprattutto personale. Infatti, tanto quanto lo Spirito può diventare visionario e velleitario nell’attimo in cui l’individuo si fa prendere da conclusioni arbitrarie e soggettive, altrettanto la “Grande Madre” si fa divorante e castrante di una individualità a cui viene impedito di esprimersi in autonomia, di scegliere cosa fare della propria via, quando solo lo scegliere in prima persona può insegnare a prendersi la responsabilità, nel bene e nel male, delle scelte fatte. Una volta invece che l’archetipo sia stato illuminato nelle sue parti ombra, una volta che si sia stato trasformato e “reso sacro” dal rispetto per l’altrui individualità; una volta che abbia incontrato l’altro e lo abbia rispettato come creatura di Dio; una volta che non venga più proiettato all’esterno, soprattutto da parte dell’uomo, delegando alle figure femminili un ruolo che le mortifica nella loro interezza, può mettere in luce l’aspetto più evoluto del femminile, quello della Madre dispensatrice di vita che, dopo aver generato a livello fisico, garantisce una nascita anche a livello psicologico alla sua creatura; è lei che permette allo Spirito di potersi manifestare, perché è lei stessa Spirito che fa elevare da una condizione solo materiale ad uno stadio mistico e trascendentale, è lei che può fornire all’individuo la risposta intuitiva e contemporaneamente saggia per scoprire la sua spiritualità.&lt;br /&gt;E’ così che la donna e l’uomo, onorando da dentro la radice femminile che vibra in entrambi e quindi restando in contatto con la propria Anima, possono diventare “madri di se stessi”, senza aspettare o pretendere che arrivi qualcun altro da fuori, uomo o donna che sia, a farlo al posto loro. Una volta che si abbia la buona volontà e la disposizione coraggiosa dell’animo a quest’analisi, che si sia disposti ad accettarsi, perdonarsi e rassicurarsi in prima persona, ma anche migliorarsi in ciò che va cambiato perché non più in linea con la naturale tensione al Divino, la Grande Madre può trasformarsi in Sophia, l’archetipo della Saggezza e dello Spirito femminile, l’emblema dell’autotrasformazione, uno dei simboli più potenti che s’incontri nell’Arte alchemica. Erich Neumann in Die grosse Mutter (La Grande Madre) parla così di Sophia: "Nella parte femminile dell’inconscio che genera, nutre, protegge e trasforma, agisce una saggezza infinitamente superiore alla saggezza della coscienza diurna, che interviene nella vita degli uomini come origine di visione e simbolo, rito e legge, poesia e contemplazione della verità, liberatoria e orientativa, spontanea. Questa saggezza femminile-materna è una saggezza di amorevole simpatia, non una scienza astratta e incapace di interesse. Così come l’inconscio reagisce e risponde, così Sophia è viva, presente e vicina, una dea che ama ed è sempre accanto a noi, cui ci si può sempre rivolgere e che è pronta ad intervenire, non una dea che si mostra irraggiungibile, nella sua lontananza luminosa e solitaria. Perciò Sophia, come forza spirituale, è piena d’amore e salvifica, il suo cuore generoso porta contemporaneamente sapienza e nutrimento." La Sophia, prendendo vita dalla “Grande Madre”, proprio perché ingloba dentro di sé il materno, non rischia mai di diventare pura astrazione o farci perdere nei meandri di un sapere freddo ed interessato, né ci costringe dentro i confini di un Logos che si fa sterile e lontano, ma è presente e vicina, andando oltre il materno, è fonte di vera vita, è colei che conduce verso la liberazione e la piena espressione del Sé interiore.&lt;br /&gt;E’ quindi un archetipo specifico dell’Anima cognitiva dell’uomo e della donna; una custode delle verità nascoste e dei principi universali, collegati ai valori etici e alla ricerca spirituale a cui aspira ogni creatura e che possono emergere ed essere affinati soltanto intraprendendo un viaggio, quello di ricerca verso il proprio Sé.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;L’Immaginazione attiva&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Jeffrey Raff, che è stato alunno di Jung a Zurigo, nel suo “Jung e l’immaginario alchemico”, attraverso l’elencazione dei vari emblemi alchemici, insiste sulla necessità di approfondire l’importanza del simbolo come strumento di riconnessione tra il razionale e l’irrazionale, tra il conscio e l’inconscio, tra Animus ed Anima, servendosi di quella che Jung chiamava “Immaginazione attiva”, una tecnica molto diversa da quella delle “libere associazioni” creata da Freud. Il metodo dell’Immaginazione attiva infatti, applicato al mondo onirico per esempio, punta su un dialogo immaginale tra l’Io ed i contenuti dell’inconscio, non rifiutando ciò che emerge come irrazionale, ma accogliendolo ed interagendo con lui. Assumendo una posizione attiva che permetterà di raggiungere un piano intermedio di confronto immaginale, non del tutto conscio né solo inconscio, si potranno anche visualizzare e dipanare i contenuti opposti che provocano tensione. Attraverso l’immaginazione attiva, alla quale si può accedere anche attraverso la meditazione e l’incontro con la propria interiorità, ci si può sintonizzare sull’ascolto di alcune parti inconsce che stentano ad entrare in contatto con la coscienza; si possono approfondire lati della propria natura collegati ai vari archetipi e la capacità di riconoscere quale attivare in quel momento dell’esperienza e quale mettere a tacere. Attraverso il confronto etico tra l’Io e l’inconscio, si può trascendere la tensione che si genera tra gli opposti (Funzione Trascendente) e permettere un ampliamento di coscienza che ricomponga i contrari in una sintesi completamente nuova. Solo attraverso la Funzione Trascendente, si può giungere ad una visione “alta” che permetta anche di operare una scelta che non sia collegata solo a valutazioni razionali o a schemi collettivi, che imprigionano la tensione innata verso l’individuazione. E’ molto bella a questo proposito la distinzione che Raff fa tra fantasia ed immaginazione attiva, così come leggiamo dal libro: “L’immaginazione, trascendendo l’Ego, è il mezzo col quale l’anima fa esperienza di Dio e partecipa dell’espressione creativa del Divino. La fantasia invece non trascende mai l’Ego; in quello che si fantastica (il raggiungimento di ricchezze o il successo nel lavoro, ecc.) non si contatta lo Spirito interiore, c’è solo la messa in scena di desideri dell’Ego, di un’immagine dopo l’altra per trastullarsi, divertirsi o anche spaventarsi: l’Ego è sempre la star dello spettacolo. Nell’esperienza immaginativa, invece, l’Ego incontra “l’Altro”, deve trascendere le proprie idee ed avventurarsi nell’ignoto. E’ per questo che, se la fantasia dà spesso luogo a delusione, inflazione e stagnazione, l’immaginazione dà vita ad intuizioni, a trasformazioni vere e proprie. Senza l’aiuto delle forze immaginative, non c’è alcun modo per arrivare al Sé”. Questo era anche il pensiero di Jacob Bohme, mistico del XVI secolo che, se pur non dedito all’alchimia, utilizzò la terminologia ed i simboli alchemici per chiarire meglio il suo pensiero. L’ “Immaginazione Divina”, così come lui definiva la Sophia, aveva un ruolo fondamentale nel suo pensiero, come simbolo guida per condurre alla redenzione e alla partecipazione col Divino. In questo emblema alchemico, l’Atalanta Fugiens di Michael Maier (1618), la Saggezza guida l’alchimista attraverso le orme sulla sabbia che lascia al suo passare; è un femminile ricco d’abbondanza e creatività, simboleggiato dai fiori e dai frutti che regge in mano, mentre l’alchimista la segue, sorreggendosi sul suo bastone, alla luce della sua lanterna. Si tratta quindi di una forza transpersonale, compassionevole e creativa, ma anche “principio ordinatore”, in astrologia si direbbe “di Terra”, perché strettamente collegato al riconoscimento dell’importanza da dare ai cicli della vita, il rispetto da dare alla natura, perché solo così per l’uomo ci può essere salvezza. E se nel mondo occidentale e nel mito giudaico cristiano il valore/archetipo di un femminile-Spirito si è perso perché si è voluto riconoscere nella Madonna solo un potenziale essenzialmente materno, di soccorso e rifugio nelle prove, nel mondo orientale la Sophia è viva e ben rappresentata dalla Tara Verde del buddismo tibetano (dal sanscrito: “colei che conduce sull’altra sponda”), che si impone come forze energetica primordiale della totalità del femminile, perchè simboleggia la forma più evoluta della tensione della trasformazione energetica verso l’unità, risolvendo il dualismo degli opposti, a tal punto che, come Prajnaparamita – Saggezza intuitiva e conoscenza perfetta – è ritenuta avere priorità persino sul Buddha stesso. “Benchè per sua natura Tara sia pacifica ed il suo viso, attraente come un loto sbocciato, esprima dolcezza e serenità, al fine di sottomettere e sconfiggere le forze del male assume un’espressione fiera, corrucciata ed accigliata per l’ira e lo sdegno contro le negatività. In realtà, le apparizioni pacifiche e furiose di una medesima divinità non sono che due aspetti di una sola ed identica realtà : pace e furore non si escludono a vicenda, ma sono debitori l’un dell’altro, perché se ci si aggrappasse solo alla bellezza e si escludesse il terrore dalla propria mente non si potrebbe pervenire alla non-dualità”. Secondo la filosofia orientale quindi, la dea è vista come artefice dell’illuminazione stessa, quando si diviene intuitivamente consci della Shunyata, la vacuità che ingloba e trascende i contrari, al punto che Tara si identifica col Nirvana stesso e la possibilità di estinguere la Samsara, il doloroso ciclo di nascite e rinascite cui, secondo gli orientali, è legato il destino terreno.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La Sophia nel cinema&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Solo per fare un esempio, la personificazione di Sophia nel cinema si potrebbe trovare nel bellissimo film del 2003 “Ritorno a Cold Mountain”, di Antony Minghella, nella figura della vecchia eremita che il soldato Inman incontra nel suo viaggio di ritorno verso Cold Mountain, dove l’aspetta l’amata Ada, simbolo della sua Anima da ricontattare. E’ una vecchia saggia, che vive solitaria all’interno di un bosco, in un mondo selvaggio ma ospitale, e che accoglie senza timori Inman e lo soccorre, curandolo e conservandolo in vita con le sue erbe medicamentose, mentre riversa su di lui un grande senso materno che non la fa interrogare se sia un amico da aiutare o un potenziale nemico da cui difendersi; la vecchia saggia esprime contemporaneamente la compassione della Grande Madre per ogni creatura e la saggezza della Sophia, di colei che, come donna, “sa” della vita; infatti, dopo averlo curato e nutrito, lo mette in guardia sui possibili pericoli che potrebbe incontrare nel viaggio verso casa e gli infonde un coraggio nuovo, perché lo fa rientrare in contatto col suo coraggio, con la sua saggezza, col suo potere intuitivo, col suo credere in se stesso e quindi gli fornisce la soluzione giusta che lui non avrebbe potuto trovare in se stesso per superare quel momento di paura. Per concludere, penso che in questa frase dell’analista junghiano Aldo Carotenuto (1933-2005): “Incoerenza ed ambivalenza rappresentano la regola e non l’eccezione”, possa essere importante riflettere sulla naturalezza del manifestarsi nella psiche di sentimenti e bisogni contrastanti, da non rifiutare ma accogliere come strettamente collegati alla natura umana, alla dialettica tra spirito e materia, tra ragione e sentimento. Solo il riconoscimento di questa ambivalenza come molla evolutiva della propria crescita spirituale ed il successivo impegno al miglioramento di ciò che deve essere modificato, può essere giudicato “progresso” e cioè la possibilità di andare avanti sulla strada evolutiva ed accogliere il viaggio terreno come una Grazia di Dio che può rendere sacro il cammino di ogni creatura.&lt;br /&gt;Francesca Piombo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-3342020965833622783?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/3342020965833622783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=3342020965833622783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/3342020965833622783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/3342020965833622783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/01/larchetipo-dello-spirito-anima.html' title='- L’archetipo dello Spirito – Anima'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-2gwFqgtFicw/TxqxRfQBqkI/AAAAAAAAC4o/GmWMm1CM3fE/s72-c/bubu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-7079873949148920782</id><published>2012-01-09T13:29:00.002+01:00</published><updated>2012-01-09T13:33:37.207+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- Roghi fatui</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WXiiLeA_t1E/Twrd-43hIZI/AAAAAAAAC4U/ti7plMasVQ0/s1600/02.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 254px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5695608751250284946" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-WXiiLeA_t1E/Twrd-43hIZI/AAAAAAAAC4U/ti7plMasVQ0/s400/02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-d_oHa3c28cg/Twrd1IDZj2I/AAAAAAAAC4M/EnrtpX4VRqU/s1600/01.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5695608583527960418" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-d_oHa3c28cg/Twrd1IDZj2I/AAAAAAAAC4M/EnrtpX4VRqU/s400/01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L’Occidente fu animato da ciò che gli storici di ogni cultura oggi definiscono, a seconda, “bisogno del mondo”, “brama dell’oro”, “brama delle spezie”; di pari passo una forza uguale e contraria – cerchez l’église! - ha costantemente e addirittura scientificamente ostacolato questa vitalità irresistibile e complessa, fatta di scienziati, inventori, filosofi e uomini di ingegno. La leggenda nera che vuole una Chiesa ignorante, superstiziosa e incapace di intuire le potenzialità del “nuovo”, non coglie nel segno: essa ha sempre compreso, prima e meglio degli altri, ogni proposta intellettualmente valida, sapendo di volta in volta occultarla al volgo. Talvolta commettendo omicidio, talvolta, semplicemente, tacendo. Applicava così il peggiore dei dispotismi: quello intelligente. Roghi fatui di Adriano Petta pone la questione del progresso europeo, avventuroso e tormentato, nei termini di un “giallo culturale”: una trama segreta unisce, attraverso cinque secoli, i Catari occitani, il filosofo Bacone, il cardinale Nicola Cusano, l’artigiano Gutenberg, l’astronomo Copernico, l’eretico Giordano Bruno e il padre della scienza Galileo. Alcuni manoscritti scampati ai roghi delle biblioteche e custoditi in gelide abbazie ne sono il filo rosso. Ma non solo: Petta ci mette di fronte all’impressionante coerenza indiziaria che lega tra loro una serie di omicidi illustri, storicamente documentati ma mai spiegati, dietro cui si staglia l’ombra della Chiesa di Roma.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Introduzione&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Re, imperatori, principi, papi e vescovi per poter dominare i popoli hanno sistematicamente tenuto il Sapere ben lontano dalla massa, perché un uomo che non conosce la forza della Ragione e i segreti del mondo che lo circonda, potenzialmente è uno schiavo. Solo attraverso la conoscenza si può veramente essere liberi di valutare e di scegliere, e ci sono stati molti uomini che hanno studiato e indagato al fine di offrire al genere umano mezzi e strumenti di libertà. Questi uomini – inclusi alcuni preti, principi, papi, re e imperatori – che hanno promosso lo studio della filosofia e della scienza o che hanno dedicato la loro vita all’indagine e alla diffusione del Sapere, si sono trovati però a dover lottare tenacemente, e sono stati spesso costretti all’estremo sacrificio.&lt;br /&gt;Per quasi due millenni si è dibattuto sulle origini del cosmo. Il dio del pensiero aristotelico – inteso come pensiero che pensa se stesso, come motore immobile, sostanza immutabile ed eterna che non crea ma è causa prima di ogni movimento – non era assolutamente identificabile con il dio cristiano, con colui che dal nulla crea l’intero universo e al centro vi pone l’uomo, plasmato a sua immagine e somiglianza. D’altra parte il concetto stesso di creazione, proprio delle religioni monoteistiche, era del tutto estraneo al mondo greco. Non era dunque possibile conciliare le due concezioni se non stravolgendo il senso stesso del pensiero aristotelico e identificando in quel “motore” l’immagine stessa del dio creatore.&lt;br /&gt;Operazione questa che, in effetti, una certa Scolastica portò avanti. Quando il cristianesimo si affermò, a partire dal IV secolo, impose – quasi sempre con la violenza e il terrore – il suo credo, la sua visione del mondo. In seguito, dai primi decenni del 1600 fin quasi ai nostri giorni, i suoi sacerdoti e vescovi, anche quando erano perfettamente consapevoli del progredire della scienza – come nel caso delle nuove teorie sulla struttura del sistema solare –, continuarono sistematicamente a tradire il messaggio di verità e d’amore del Messia che aveva detto: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv., 14,6). I detentori del potere, infatti, hanno sempre agito per tener bloccata la mente degli uomini, per poterli così dominare e sfruttare più facilmente: liberare la scienza voleva infatti dire liberare l’uomo.&lt;br /&gt;Roghi fatui vuol essere un excursus sullo scontro senza tregua tra chi si è nutrito della libertà di pensiero e chi invece ha sistematicamente tentato di impedire il progresso della scienza. Questo scontro ha portato successivamente alla supremazia scientifica del nord dell’Europa che si liberò della pesante zavorra dell’oscurantismo cattolico. Per scrivere questo libro ho scavato nella cenere dei roghi delle biblioteche e di tutti i martiri della ragione e della scienza, di tutti coloro che immolarono la loro vita per lasciare a noi quel patrimonio di verità scientifiche e filosofiche che oggi ci offre la possibilità di scegliere liberamente il nostro destino.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-7079873949148920782?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/7079873949148920782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=7079873949148920782' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/7079873949148920782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/7079873949148920782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/01/roghi-fatui.html' title='- Roghi fatui'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-WXiiLeA_t1E/Twrd-43hIZI/AAAAAAAAC4U/ti7plMasVQ0/s72-c/02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-8556630231480330273</id><published>2012-01-08T12:25:00.002+01:00</published><updated>2012-01-08T12:29:48.443+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pitagorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- LA MISSIONE DEL MASSONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-PN7-la-bFzs/Twl9TOhYqtI/AAAAAAAAC34/5tAykSb0EMY/s1600/P1060965.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 382px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5695220973055814354" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-PN7-la-bFzs/Twl9TOhYqtI/AAAAAAAAC34/5tAykSb0EMY/s400/P1060965.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Uno dei più grandi filosofi, Emanuele Kant, ha lasciato scritto : “la legge morale dentro di me, il cielo stellato sopra di me. In una mirabile sintesi egli ha espresso l’essenza di quell’imperativo categorico del dover essere che lo ha reso famoso.&lt;br /&gt;E proprio al cielo esortava a rivolgere sempre il nostro sguardo l’altro filosofo Pitagora, forse il più grande che sia apparso su questa Terra.&lt;br /&gt;In sostanza, questi formidabili pensatori hanno indicato agli uomini di buona volontà la necessità di uniformare il loro comportamento ai canoni dell’etica universale che dalla Natura, eterna maestra di infallibile saggezza, trae origine ed alimento.&lt;br /&gt;Il termine etica fu infatti introdotto da Aristotele nel linguaggio filosofico ad indicare quella parte della filosofia che studia la condotta dell’uomo, i criteri in base ai quali si valutano i comportamenti e le scelte. Più tardi l’etica passò anche a fornire indicazioni su quali criteri e valori debbano essere rispettati da chi agisce.&lt;br /&gt;In questo secondo aspetto il richiamo all’insegnamento della Natura, immutabile e perciò indiscutibile in ogni tempo e luogo, appare il più idoneo a fornire all’Uomo un perenne punto di riferimento specie nei momenti in cui valori ritenuti eterni vengono messi in discussione oppure quando ci si imbatte in morali diverse, le quali, come è noto, possono variare da un’epoca all’altra, da un’aggregazione di individui ad un’altra.&lt;br /&gt;Possiamo allora rifarci all’insegnamento di Hegel che distingueva tra moralità ed eticità ritenendo la prima come indice dell’aspetto soggettivo della condotta (ad es. l’intenzione del soggetto, la sua posizione interiore), assegnando invece alla eticità il ruolo di indice dell’insieme dei valori morali effettivamente realizzati nella storia.&lt;br /&gt;Sicchè la riflessione della filosofia sui problemi etici si sviluppa soprattutto nei momenti di crisi dell’eticità in senso Hegeliano, quando cioè la compattezza e continuità di un mondo di valori si incrina, le norme che parevano ovvie vengono messe in discussione mentre non funzionano più i criteri consueti di legittimazione, i principi riconosciuti per stabilire ciò che è bene e ciò che è male.&lt;br /&gt;Ecco dunque presentarsi alle nostre coscienze l’imperativo categorico del dover essere in armonia con le leggi della Natura, prima tra tutte quella della sacralità della vita, bene inestimabile, che va favorita e garantita durante tutto l’arco dell’esistenza fisiologica di un individuo.&lt;br /&gt;La Natura è impegnata ad assicurare la continuità della vita sul nostro pianeta, apprestando ogni tipo di protezione e di sviluppo sin dal primo momento della penetrazione del seme maschile nell’ovulo femminile ed è imperativo categorico dell’Uomo raccogliere tale messaggio per sublimarlo in un linguaggio di fratellanza, di Amore Universale che trascenda il presente per proiettarsi addirittura nel futuro.&lt;br /&gt;Ci piace a questo punto ricordare uno tra i più profondi cultori degli insegnamenti della Natura da lui tramandati ai suoi discepoli attraverso i “Versi aurei” a lui attribuiti: in uno di essi Pitagora, il grande filosofo greco stabilitosi a Crotone ove diede vita alla famosa “Schola Italica” ammoniva: “Soprattutto abbi rispetto di te stesso”.&lt;br /&gt;E’ questa un’intuizione che tocca nel profondo ciascun individuo rendendolo cosciente della propria dignità di essere umano creato dal soffio divino e, come tale, destinato ad una missione di pace che oltrepassa la vita terrena.&lt;br /&gt;Ed è in questa ottica che si inquadra l’etica della responsabilità che abbraccia due aspetti, quella verso se stessi e quella verso gli altri.&lt;br /&gt;Del nostro corpo e del nostro spirito dobbiamo essere rispettosi e intransigenti custodi perché depositari di quell’essenza divina che ci accomuna a tutti gli altri esseri umani.&lt;br /&gt;Ma, al tempo stesso, e per gli stessi motivi, dobbiamo essere rispettosi e leali collaboratori dei nostri simili, al pari di noi impegnati nella ricerca del Vero, del Bello, del Buono a glorificazione dell’Essere Supremo da cui proveniamo ed al quale ritorneremo.&lt;br /&gt;Una responsabilità dunque che – nella mia piena condivisione del pensiero di Jonas, ancor più esplicito di quello di Max Weber - ritengo debba estendersi a quel futuro che il nostro egoismo tende a confinare in una dimensione colpevolmente indistinta.&lt;br /&gt;Dobbiamo tutti considerarci titolari di una missione esaltante, quella di vegliare con amorevole attenzione sulla società odierna per creare le condizioni perché i mali del nostro mondo vengano circoscritti ed eliminati, così da garantire ai posteri il godimento di un’esistenza più libera, più rispettosa della dignità umana, in una parola più felice.&lt;br /&gt;Ma, se siffatta etica del dovere e della responsabilità dovrebbe essere patrimonio di tutti gli uomini di buona volontà proiettati verso una visione escatologica della vita, per un Massone che abbia interiorizzato e sofferto il dramma dell’Iniziazione il dovere e la responsabilità si pongono come il sostrato necessario ma appena sufficiente per l’adempimento della missione alla quale egli si è irreversibilmente votato.&lt;br /&gt;Sarà a questo punto ineludibile una serie di interrogativi che raramente noi Massoni abbiamo il coraggio di affrontare e che, personalmente, dopo oltre mezzo secolo di appartenenza a questa straordinaria Istituzione, mi pongo con sempre maggiore e per certi versi angosciosa insistenza.&lt;br /&gt;Nei drammatici anni della mia Gran Maestranza, contrassegnati da una strenua battaglia, alfine vittoriosa, contro pregiudizi, ignoranza, malafede mi è stato spesso chiesto: “Cosa è la Massoneria? Perché vi ha aderito? Cosa fate nelle Logge? Sono ancora oggi valide le motivazioni della Sua scelta di vita?”&lt;br /&gt;E, prima ancora di aprire un dialogo con i miei interlocutori, ho interrogato senza indulgenza la mia coscienza per riceverne una risposta dal sapore non celebrativo o di maniera ma che corrispondesse al mio modo di essere Massone, agli insegnamenti acquisiti nel tempo ed ai tormenti che tuttora e, forse, fino al termine dei miei giorni, mi attanagliano.&lt;br /&gt;Le vicende di cui, insieme a Voi tutti, sono stato protagonista mi hanno infatti portato a constatare che, per essere credibile bisogna credere: guai a rifugiarsi dietro paroloni, citazioni di rituali, pensieri o azioni di illustri Massoni. Era lo scrigno della nostra coscienza che andava spalancato con coraggio senza barare con noi stessi ed anche a rischio di dover incrociare sguardi di compatimento o di irrisione.&lt;br /&gt;E la nostra battaglia è stata vinta perché siamo stati umili, non abbiamo mai presunto di insegnare qualcosa ad alcuno, ma siamo stati sempre aperti al dialogo con tutti alla ricerca di una Verità che poteva disvelarsi anche dall’intuizione del meno dotato dei Fratelli, di ciascuno dei quali abbiamo sempre rispettato la dignità e l’intelligenza.&lt;br /&gt;Abbiamo spiegato che, così come il segreto massonico, tanto enfatizzato e criminalizzato, è una conquista ineffabile e incomunicabile della nostra ricerca iniziatica, così la Massoneria, al di là delle definizioni che ne danno i nostri testi sacri, è anch’essa ineffabile perché si sublima in quello che i francesi definiscono mirabilmente come état d’ésprit, una sorta di stato d’animo, di condizione dello spirito.&lt;br /&gt;E quella condizione si acquisisce e si mantiene soltanto se si comprende il significato vero e più profondo della levigatura della pietra grezza: la scoperta della nostra anima nuda, dell’essere noi stessi emendati da ogni vizio, dell’essere coscienti della nostra autenticità e della nostra semplicità messe al servizio di una ricerca inesausta delle scaturigini del nostro essere, del suo proiettarsi nel futuro del pianeta Uomo dalle immense lande da esplorare sulla via del Bene universale.&lt;br /&gt;E posso testimoniarVi che questo linguaggio semplice, ancorché implicante riflessioni profonde, è riuscito a farci considerare con maggiore rispetto e sotto la giusta luce: quella stessa Luce che, per uno straordinario effetto rifrattivo, si è riflessa benefica e consolante nel mio animo spronandolo in assoluta libertà a nuovi cimenti col mio Io, perpetuamente bisognoso di perfezionamento per poter aspirare al ricongiungimento con l’Essere Supremo.&lt;br /&gt;Ecco spiegata l’essenza della Massoneria, dell’essere e del permanere Massone, perché consci della perennità del nostro messaggio iniziatico tradizionale che si pone ben al disopra di qualsiasi credo religioso o dottrina politica.&lt;br /&gt;Nella mia lunga ultracinquantennale esperienza attraverso il variegato pianeta della Massoneria universale sono infatti giunto ad una conclusione che può sembrare solo in apparenza superficiale: la Massoneria, come Istituzione a carattere iniziatico che tende all’elevazione morale e spirituale dell’Uomo, non ha passato né futuro: ESSA E’.&lt;br /&gt;Taluno potrebbe scandalizzarsi di fronte a simile affermazione così categorica quasi che la Massoneria possa essere paragonata a COLUI CHE E’.&lt;br /&gt;Ma, a ben riflettere, dal momento in cui la Libera Muratoria operativa ha perduto le caratteristiche tipiche di una Corporazione di Maestri esperti nelle regole dell’arte del costruire per sublimare quelle regole, tramandate da bocca ad orecchio, in metodiche sempre più rigorose e formative, tali da condurre alla catarsi dell’adepto, reso cosciente dell’avvenuto abbandono della propria corporea vulnerabilità e della conquistata bellezza della Verità, la nostra Istituzione, al pari di tutte le Scuole iniziatiche alle quali si ricollega, si è venuta a fondare su principi anche inespressi e ineffabili, come, ad esempio, il c.d. “segreto massonico”, che non hanno tempo.&lt;br /&gt;Essi si collocano in una sorta di Iperuranio, di categorie del pensiero che si rifanno a concetti astratti, e perciò universali, di Bellezza, Bontà, Verità, Tolleranza, Giustizia, Fratellanza, Uguaglianza, Libertà, peculiari al nostro essere tutti creature di quel soffio divino dal quale proveniamo ed al quale torneremo.&lt;br /&gt;Lasciamo ai filosofi ipotizzare se quelle categorie di pensiero, le famose Idee Innate, esistano come entità a se stanti indipendentemente dall’Uomo: indubbiamente però la straordinaria creatura che popola questo pianeta, non appena ha l’uso di ragione, percepisce che tali Idee esistono o, almeno, debbono esistere, perché ad esse egli deve tendere per non rimanere prigioniero del buio freddo e angoscioso del nulla.&lt;br /&gt;Le tre domande tradizionali: chi sono?, donde vengo?, dove vado? attanagliano la coscienza di ognuno di noi e tanto più penetranti e struggenti arrovellano la nostra coscienza quanto maggiore sia la nostra sensibilità, la nostra cultura, la nostra capacità di introspezione.&lt;br /&gt;E, quando abbiamo la ventura di varcare come Iniziati la soglia di un Tempio massonico, la Sapienza contenuta in quei Rituali, così densi di significati esoterici, ci rivela poco per volta che quello e non diverso poteva essere il nostro approdo nel periglioso viaggio alla ricerca della Verità.&lt;br /&gt;Ed abbiamo allora coscienza che soltanto la Massoneria, con la libertà assoluta da dogmi o integralismi da essa garantita e pretesa, può aiutarci a sciogliere gli enigmi che da sempre e per sempre urgono nel nostro intimo assetato di Luce.&lt;br /&gt;Ecco perché la Massoneria non può soffrire paragoni con qualsiasi altra aggregazione umana e si colloca in una dimensione atemporale alla quale soltanto coloro che sono riconosciuti veri Illuminati possono accedere, pervasi da quel carismatico état d’ésprit cui facevo cenno e che li rende degni di porsi, come incrollabili punti di riferimento, alla guida di un’Umanità da salvare dai mali che da sempre la contaminano.&lt;br /&gt;Ecco la missione del Massone nel senso più alto e ad un tempo più umile, se ne sappiamo cogliere l’essenza e la responsabilità.&lt;br /&gt;L’immagine, tramandataci dalle Scritture, del primo uomo fatto di fango e vivificato dal soffio divino deve renderci coscienti della ineliminabile presenza, in misura diversa, in ciascuno di noi, dei cromosomi negativi e, perciò, della tendenza generale a divenire homo homini lupus ove non frenati dalle leggi e dall’autoeducazione.&lt;br /&gt;L’eterna contrapposizione tra bene e male scandisce i vari periodi della storia dell’Umanità in un’alternanza positiva o negativa intrisa di eventi sublimi o abietti, ma non siamo finora – e forse non lo saremo mai – riusciti a trovare una formula per estirpare radicalmente il male dall’animo umano.&lt;br /&gt;Vano e velleitario sarebbe allora il tentativo di chiunque intendesse attribuire alla Massoneria in quanto tale la capacità di risolvere i problemi dell’Umanità, poiché la trasformazione della nostra essenza è opera squisitamente individuale e ad essa potremo gradualmente avvicinarci soltanto macerando e purificando noi stessi giorno dopo giorno in un’ansia di sacro che unicamente il Lavoro esoterico compiuto nel Tempio di una Loggia sovrana può aiutarci a raggiungere per riversarne i frutti benefici nel mondo profano.&lt;br /&gt;Ecco perché il Massone è chiamato ad una missione ben più alta ed impegnativa di quella cui tutti gli uomini di buona volontà si votano.&lt;br /&gt;Ecco perché la scelta di vita che il profano compie chiedendo la Luce massonica deve essere seria e sofferta e giudicata sincera dai Fratelli presentatori e da quelli tegolatori ai quali spetta il delicatissimo compito di intravvedere se nel profano esista realmente quella pietra grezza da sgrossare, in difetto della quale vano e dannoso per l’intera Istituzione sarebbe ammettere chi sia destinato a rimanere informe materia giammai plasmabile.&lt;br /&gt;La storia della Massoneria non solo italiana ma universale ci insegna che il fallimento della sua missione è fatalmente connesso, da un lato ad un malinteso e frettoloso proselitismo e dall’altro ad una cattiva scelta dei suoi reggitori ai vari livelli perché non eletti secundum lucem, come gli Antichi Doveri e la Tradizione impongono, ma con tecniche prettamente e pericolosamente profane non di rado idonee a privilegiare non veri Iniziati ma profani travestiti da Massoni.&lt;br /&gt;Per la sopravvivenza stessa della Massoneria in un mondo così assetato di ideali, bisognoso di guide credibili perché incrollabilmente credenti, è dunque vitale che ciascuno di noi - specie gli Apprendisti ed i Compagni - rifletta responsabilmente sulle motivazioni che lo hanno spinto a chiedere la Luce massonica e su quelle che lo rendano cosciente della propria missione a servizio non del proprio Ego ma del proprio reale perfezionamento per porsi con umiltà al servizio dell’Umanità con linguaggio di Amore.&lt;br /&gt;Nella mia ripetuta nel tempo esperienza di Maestro Venerabile, incomparabilmente più formativa e difficile di quella di Gran Maestro e, perciò, da me più intensamente vissuta, mi sono spesso chiesto se fossero sempre valide le spinte ideali che mi condussero a chiedere la Luce massonica e se esse corrispondessero ancora a quelle di coloro che mi hanno preceduto nella storia della Massoneria Universale.&lt;br /&gt;Mi è allora venuto sotto gli occhi il testo del canto del tenore che, sulle arie sublimi create dal nostro divino Wolfgang Amadeus Mozart per la Eine kleine Freimaurerkantate, così canta la gioia:&lt;br /&gt;“Per la prima volta, nobili Fratelli, ci accoglie questa nuova sede della saggezza e della virtù. Noi consacriamo questo luogo come santuario del nostro lavoro, dove si deve decifrare il grande segreto. Dolce è la sensazione del Massone in una giornata festosa come questa che salda di nuovo la catena della fratellanza più stretta; dolce il pensiero che l'Umanità ha trovato di nuovo un posto fra gli uomini; dolce il ricordo del luogo ove ogni cuore di Fratello decide quello che era, quello che è e quello che sarà, dove l'esempio lo istruisce, dove il vero amore fraterno ha cura di lui e dove la virtù più sacra, la prima, la regina delle virtù, la benevolenza regna nel suo splendore silenzioso.”&lt;br /&gt;La forza della Tradizione continuerà a sorreggere questa insostituibile, perché unica, Istituzione della quale l’Umanità ha vitale bisogno per sopravvivere perché essa, ispirandosi all’insegnamento, perennemente valido, di tanti sapienti del passato, e, in particolare, del grande Pitagora che esortava ad una visione panoramica di tutti i problemi dell’Umanità, ha rappresentato, rappresenta e continuerà a rappresentare nel futuro quella malta preziosa che unirà sotto ogni latitudine tutti gli Uomini di buona volontà migliorandone la condizione ed elevandoli verso il cielo al quale, ancora una volta, Pitagora esortava a guardare almeno al termine della nostra giornata.&lt;br /&gt;Se i Massoni di tutto il mondo sapranno offrirsi ai propri simili mondati di tutte le loro imperfezioni ed animati dal sacro fuoco dell’Amore universale come guida sicura, come veri e propri sacerdoti di un Ideale di purezza, di bontà, di lealtà, di reale fraternità, la salvezza del genere umano sarà assicurata ed il nostro mondo, attualmente sprofondato nella terribile era del Kali Yuga, potrà riconquistare la mitica Età dell’oro.&lt;br /&gt;Ma dovremo volerlo fortissimamente con la stessa granitica volontà del Fratello Vittorio Alfieri, senza lasciarci distrarre da chimere di vantata potenza dispensate da abili imbonitori, dovendo il vero Iniziato avere sempre coscienza che l’autentica potenza è soltanto quella che si conquista giorno dopo giorno con l’autorevolezza, parola dalla radice latina di “augere” il cui significato di “aggiungere” impone una lenta ma costante opera di perfezionamento interiore che, col tempo, divenga percepibile da tutti fino a rappresentare dovunque ed in ogni tempo un sicuro punto di riferimento a presidio “della regina delle virtù, la benevolenza, che regna nel suo splendore silenzioso”. &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;LA MASSONERIA E’.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Maggio 2005 E.’. V.’. VIRGILIO GAITO&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-8556630231480330273?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/8556630231480330273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=8556630231480330273' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/8556630231480330273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/8556630231480330273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/01/la-missione-del-massone.html' title='- LA MISSIONE DEL MASSONE'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-PN7-la-bFzs/Twl9TOhYqtI/AAAAAAAAC34/5tAykSb0EMY/s72-c/P1060965.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-975281547896475594</id><published>2012-01-06T10:10:00.004+01:00</published><updated>2012-01-06T10:31:57.554+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alchimia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pitagorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- Quinta combinazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9O38U8_BYEs/Twa61o7l6pI/AAAAAAAAC3o/5XV9mtGhmWU/s1600/solido.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694444209539771026" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-9O38U8_BYEs/Twa61o7l6pI/AAAAAAAAC3o/5XV9mtGhmWU/s400/solido.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Intorno al 600 a.C., un uomo di nome Talete di Mileto, inventò ciò che chiamiamo scienza”. Prima di Talete, gli studiosi, invece di cercare i principi celati dietro gli eventi insoliti che la natura poneva loro di fronte, ritenevano che la natura operasse in seguito alle vicende fantastiche di personaggi ultraterreni, gli Dei.In particolare, Talete introdusse l’astrazione in geometria, ossia in quella disciplina che fino ad allora era stata studiata per misurare (metrein) la terra (geo) ed in cui le figure erano oggetti particolari, come recinti o campi. Egli invece concepì la geometria come un’attività puramente speculativa, cosicché analizzando le regole pratiche e le formule empiriche tramandate da Egizi e Babilonesi, vi scoprì un ordine, ossia notò che alcuni fatti geometrici erano deducibili a partire da altri. Le teorie scientifiche di Talete diedero l’avvio allo studio, da parte degli antichi greci, della matematica come chiave di lettura della natura, cosicché, già nel V secolo a.C., i matematici avevano elaborato lunghe serie di teoremi geometrici in cui ogni teorema veniva dedotto, in modo non formale, da quelli precedenti. La prima costruzione dei cinque poliedri è dovuta, quasi sicuramente alla scuola Pitagorica. Lo storico Proclo (410 - 485 d.C) nel suo Commento al primo libro degli Elementi di Euclide, meglio conosciuto come Riassunto, osserva che "Pitagora trasformò questo studio in una forma di insegnamento liberale, investigando dall'alto i suoi principi, e, indagando i teoremi astrattamente e intellettualmente, egli scoprì il fatto degli irrazionali e la costruzione delle figure cosmiche (i poliedri regolari)." E’ nel dialogo di Platone che si trova la prima descrizione giunta sino a noi dei cinque solidi regolari, noti per questo motivo anche con il nome di solidi Platonici. Dal punto di vista storico sembra che solo tre dei cinque solidi regolari siano dovuti a Pitagora e alla sua scuola (VI sec. a.C.); sarebbe stato il matematico Teeteto, contemporaneo di Platone (IV sec. a.C.), a scoprire gli altri due, probabilmente l'ottaedro e l'icosaedro. Inoltre sembra che Teeteto sia stato il primo a scrivere un trattato sistematico sui cinque solidi regolari, ma l'opera è comunque andata persa. Una delle prime opere in nostro possesso in cui, oltre a molte altre nozio¬ni di matematica, si discorre sui cinque poliedri regolari è il "Timeo" di Platone. In questo dialogo il "demiurgo", il Dio di Platone, nella sua opera di generazione dell'universo, modella da uno "sostrato" visibile e in moto disordinato i quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco; e da questi tutte le altre cose.&lt;br /&gt;Platone descrive quindi i cinque poliedri regolari e le loro proprietà; quindi li assume come forme dei quattro elementi. Quindi parlando del "tetragono equilatero" lo associa al fuoco perchè: "di tutte queste forme, quella che ha il minor numero di basi è necessariamente la più mobile per natura, perché è la più tagliente e in ogni sua parte la più acuta di tutte, ed è anche la più leggera". Platone associa poi l'ottaedro all'aria e l'icosaedro all'acqua. Va sottolineato da un lato quanto sia suggestiva l'associazione proposta da Platone, dall'altro il fatto che Platone vede un legame quasi necessario fra le forme geometriche "perfette" e la natura: "perciò conserviamo la verosimiglianza, attribuendo questa forma [il cubo] alla terra, e poi all'acqua la forma meno mobile delle altre, al fuoco la più mobile, e all'aria l'intermedia: e così il corpo più piccolo al fuoco, il più grande all'acqua, e l'intermedio all'aria, ed inoltre il più acuto al fuoco, il secondo per acutezza all'aria, il terzo all'acqua". Per quanto riguarda il quinto solido regolare, il dodecaedro, nell'Epinomide, sembra che Platone lo identifichi con il quinto elemento, l'etere. Infatti troviamo scritto: "com'è giusto, bisogna parlare anche di cinque corpi solidi, da cui si possono plasmare le più belle e le più perfette figure" e inoltre: "se cinque sono, dunque, i corpi, bisogna dire ch'essi sono il fuoco, l'acqua, e terza l'aria, quarta la terra, quinto l'etere, e che in questi cinque domìni si formano, numerosi e vari, i singoli esseri viventi". Nel Timeo invece, si nega che l'etere sia un elemento, perchè non è altro che la parte più pura dell'aria; Platone parla invece del dodecaedro in questi termini: "restava una &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;quinta combinazione&lt;/span&gt;, e Dio se ne giovò per decorare l'universo".&lt;br /&gt;Nella storia dei poliedri non si hanno nuovi risultati per lungo tempo; sino alla riscoperta della matematica greca ed in particolare degli Elementi di Euclide (323-285 a.C.) alla fine del Medio Evo. Lo sviluppo assiomatico degli Elementi di Euclide&lt;br /&gt;Il nome di Euclide (circa 300 a.C.) è associato alla sua opera più famosa, gli Elementi, opera che, per la sua diffusione, sia nella lingua originale che in varie traduzioni, segue a ruota soltanto l’Antico e Nuovo Testamento e, forse, la Divina Commedia. L’opera è divisa in 13 libri e i Libri XI, XII e XIII riguardano proposizioni di geometria solida; in particolare l’ultimo libro è dedicato interamente alle proprietà dei cinque poliedri regolari e termina con una proposizione (Prop.18) in cui si dimostra che non vi possono essere poliedri regolari oltre questi cinque. Quasi 1900 anni più tardi l’astronomo Keplero rimase talmente colpito da questa circostanza che costruì tutta una cosmologia su di essi, ritenendo che tali poliedri avessero “ispirato” il Creatore per la costruzione dell’universo. L'importanza che Platone dava alla Geometria e alle scienze esatte è sintetizzata dalla scritta che campeggiava all’ingresso della sua Scuola " Nessuno digiuno di Geometria varchi queste porte". Lo stesso Platone , nel Timeo, dice a proposito dei poliedri regolari o platonici, "non accorderemo a nessuno che vi siano corpi visibili più belli di questi". E' abbastanza naturale che, nel Rinascimento, in piena riscoperta della filosofia platonica questi poliedri abbiano goduto di grande popolarità presso gli artisti dell’epoca, tanto è vero che da quel momento risulta difficile distinguere la storia artistica e quella scientifica dei poliedri. I più importanti libri rinascimentali sulla teoria e pratica della prospettiva sono spesso delle sequenze di solidi nello spazio visti sotto diverse angolature. Dopo Euclide, Archimede si occupa dei poliedri, ma non di quelli strettamente regolari. Egli richiede che: • le facce siano dei poligoni regolari, anche diversi tra loro ( ad esempio: triangoli equilateri, quadrati).• le facce poligonali devono essere disposte nello stesso modo intorno ad un vertice.Si parla in tal caso di poliedri semiregolari o Archimedei. Anche per questi solidi c'è un numero limitato di possibilità: in tutto 13. Anche Apollonio si occupa di poliedri. Si attribuisce a lui una proprietà relativa al dodecaedro e all'icosaedro inscritti nella stessa sfera, proprietà sfuggita ad Euclide. Dobbiamo anche tenere conto del fatto che non avevano la possibilità di scrivere le formule in modo così "compatto": infatti non era nata ancora l'algebra e tutto veniva raccontato in modo discorsivo, (come se si dovesse eseguire un tema). Nel II sec. d.C. in tutto il mondo greco-romano si accentuano gli atteggiamenti irrazionali, proliferano la magia, l'astrologia, e l'alchimia. Troviamo i poliedri regolari come simboli per gli elementi sotto i quali si può presentare la materia. Gli alchimisti parlano oltre che di terra (cubo), fuoco (tetraedro), acqua (icosaedro), aria (ottaedro) anche di Quintessenza (etere) simboleggiata da dodecaedro che trova così anch'esso una giusta collocazione.&lt;br /&gt;Verso il III sec. dopo C. c'è una rinascita della matematica con gli studi di Pappo e di Diofanto. Pappo affronta il problema dei poliedri inscritti in una sfera in modo nuovo cioè attraverso la ricerca delle sezioni circolari. Alcuni autori contemporanei di Proclo scrivono un XV libro degli Elementi in cui compare il calcolo del numero dei vertici, degli spigoli e delle facce dei cinque solidi regolari. Nel XV° secolo con il Rinascimento, dopo un periodo di stallo, troviamo condizioni che favoriscono la ripresa degli studi in campo geometrico. L'arte si avvicina ad un metodo scientifico e usa come strumenti di osservazione la geometria, l'ottica, la teoria della luce e dei colori, l'anatomia e la fisiologia. (Leonardo è un esempio di questo modo di lavorare). Con la caduta dell'Impero Romano di Oriente, nel 1453 giungono in Italia molti studiosi bizantini portando con sé testi antichi. Nel 1505 viene pubblicata a Venezia una traduzione degli " Elementi " di Euclide e le " Coniche " di Apollonio. La vera molla per riprendere gli studi geometrici sono gli artisti attraverso la formulazione delle regole per la prospettiva centrale e della teoria delle ombre: studi che condurranno alla Geometria Proiettiva.&lt;br /&gt;Furono soprattutto Piero della Francesca tra il 1482 e il 1492 nel suo De quinque Corporibus regolaribus e il suo allievo, il frate matematico ( e forse plagiatore) Luca Pacioli (1445-1514) nel suo De divina proportione a stendere le basi teoriche della prospettiva mentre si deve a Paolo Uccello (Mosaici di S.Marco a Venezia), a Leonardo , che probabilmente fornì l’iconografia per il trattato di Pacioli, ad Albrecht Dürer , oltre che allo stesso Piero, l’applicazione di quei principi nelle loro immortali creazioni artistiche. La regolarità e bellezza dei solidi platonici non lasciò insensibile neanche il grande astronomo e matematico Keplero (1571 - 1630), che , oltre a scoprire la nuova serie dei solidi stellati, come il dodecaedro che porta il suo nome e sulle cui facce è costruita una piramide regolare, propose un modello del sistema solare basato sui solidi platonici: benchè rivelatosi errato, questo modello è comunque "il risultato di complessi calcoli, ben dettagliato e provocante", secondo la descrizione che ne fornisce lo scrittore A. Koestler. Ritroviamo quindi i poliedri con Keplero che abbraccia la teoria eliocentrica e si impegna a rafforzarla. Secondo Keplero l'universo è ordinato secondo un piano matematico ed egli ricerca le leggi matematiche nei moti dei pianeti. Nell'opera giovanile "Misterium cosmograficum" Keplero afferma che Dio nel creare l'universo tenne presenti i cinque poliedri regolari egli perciò fissa , in accordo con le dimensioni di tali poliedri, il numero dei cieli, le loro proporzioni e le relazioni tra i loro movimenti.Keplero cerca di mettere in relazione il raggio dell'orbita intorno al sole di ciascun pianeta con lo spigolo di uno dei cinque poliedri regolari. Realizza così un modello di sistema solare eliocentrico molto particolare, in cui i pianeti descrivono orbite circolari e le sfere generate dalla rotazione di queste sono inscritte o circoscrivono i cinque solidi regolari. Inoltre Keplero riprende il significato che l'astrologia attribuisce a ciascun pianeta e lo mette in corrispondenza con le caratteristiche dei poliedri. Ad esempio, nel suo modello, tra l'icosaedro e l'ottaedro si trova Venere: questi due solidi sono i meno stabili e rappresentano bene, secondo Keplero, le caratteristiche della femminilità, instabilità e volubilità. ( Si può anche non essere d'accordo!) Mercurio veloce viene accostato all'ottaedro che ruota come una trottola intorno ad un suo asse.Più tardi Keplero si accorge che il suo modello non corrisponde ai risultati dell'osservazione ed è costretto ad abbandonare le sue ipotesi: che lezione per tanti nostri politici che perseguono la loro strada nonostante l'evidenza di errori alla base della loro teoria, e spesso le loro idee non sono poi neppure così "armoniose" come quelle del grande scienziato!In realtà calcolando le distanze dei pianeti dal sole d'accordo con il modello di Keplero, si può trovare che tali distanze differiscono da quelle reali con errori fino al 40%.Verso una nuova geometria.Lo studio della geometria classica prende in esame le proprietà metriche delle figure cioè le misure di angoli e di lati che restano invariate se la figura stessa viene sottoposta a movimenti rigidi cioè traslazioni, rotazioni e ribaltamenti. Sottoponendo le figure ad un diverso tipo di trasformazione si giunge ad una nuova geometria.E' quello che è accaduto a partire dal '500 con la teoria della prospettiva. Il problema di quali siano le proprietà geometriche della figura reale che si conservano passando alla sua immagine mediante proiezione, viene sollevato per la prima volta la Leon Battista Alberti. Ad esempio nella prospettiva due linee che nella realtà sono parallele vengono rappresentate in modo da incontrarsi in un punto, le lunghezze e gli angoli perciò si alterano. Nel '600 prendono avvio i primi studi di geometria proiettiva ad opera di Desargues e Pascal. Un concetto curioso ed importante nella geometria proiettiva è il principio di dualità.Consideriamo i due assiomi relativi al piano proiettivo:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;1. Due punti distinti determinano una ed una sola retta.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;2. Due rette distinte determinano uno ed un solo punto.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ebbene, partendo dal primo assioma è possibile ottenere il secondo scambiando fra loro i termini punto e retta e viceversa. Questo accade per tutti i teoremi della geometria proiettiva e si dice che punto e retta sono elementi duali. Così due figure sono duali tra loro quando una è ottenibile dall'altra sostituendo ad ogni elemento l'elemento duale. Anche per la geometria proiettiva nello spazio vale il principio di dualità. Tale principio applicato ai poliedri fa corrispondere facce a vertici ed implica così che da ogni poliedro possiamo ottenere il suo poliedro duale scambiando fra di loro il numero delle facce con il numero dei vertici e lasciando inalterato il numero degli spigoli. I poliedri regolari non convessi sono quattro. Due di essi, i così detti poliedri di Keplero hanno come facce poligoni regolari stellati; altri due, i così detti poliedri di Poinsot, dal nome del matematico francese Louis Poinsot, (1777 - 1859): sono costruiti in modo che le facce possano interpenetrarsi.Sono poliedri di Keplero: Il piccolo dodecaedro stellato che ha come facce 12 pentagoni stellati, ha 12 vertici e 30 spigoli Il grande dodecaedro stellato che ha ancora come facce 12 pentagoni stellati, ha 20 vertici e 30 spigoli Sono poliedri di Poinsot il grande dodecaedro che ha 12 facce a forma di pentagoni regolari, ha 12 vertici e 30 spigoli; il grande icosaedro ha che ha 20 facce a forma di triangoli equilateri, ha 12 vertici e 30 spigoli Recentemente uno di essi, l’icosaedro troncato formato da esagoni e pentagoni è assurto a grande popolarità in campo scientifico per la scoperta di una molecola , il fullerene C60, terza forma allotropica del carbonio, costituito da 60 atomi di carbonio che formano esagoni e pentagoni uniti tra loro, con una struttura che ricorda un pallone da calcio. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-975281547896475594?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/975281547896475594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=975281547896475594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/975281547896475594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/975281547896475594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/01/intorno-al-600-ac-un-uomo-di-nome.html' title='- Quinta combinazione'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9O38U8_BYEs/Twa61o7l6pI/AAAAAAAAC3o/5XV9mtGhmWU/s72-c/solido.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-5229209342192861245</id><published>2012-01-03T17:52:00.001+01:00</published><updated>2012-01-03T18:00:32.369+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- Il Percorso d'Amore</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZTc34BhDHEM/TwMyhyBCndI/AAAAAAAAC3Y/mdpSN1QvA8g/s1600/amore.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693449909869649362" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZTc34BhDHEM/TwMyhyBCndI/AAAAAAAAC3Y/mdpSN1QvA8g/s400/amore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;E allora che cosa vuol dire amore? Siamo ormai subissati da un abuso di tale sacra parola. Ma si dà il caso che l’uomo o la donna che dicono: “Io ti amo”, sottintendono, in genere, un ben più modesto “ti voglio per me, o per il mio piacere, o per la mia consolazione, appoggio, compagnia ecc.”.&lt;br /&gt;Amore è confuso con bisogno di compagnia, con presenza, con desiderio carnale di fruizione dell’oggetto desiderato. E ciò innesta il circuito (notissimo nell’ascesi buddista) del desiderio, soddisfacimento del desiderio (piacere), assenza o perdita dell’oggetto desiderato (oppure ansia per la conservazione dell’oggetto), dolore (perdita dell’oggetto desiderato o dello stato di piacere). Torniamo, infatti, in braccio alla nota catena karmica desiderio-possesso-piacere-dolore che nulla ha a che vedere con l’Amore. Amore, per i pochi che lo hanno realmente conosciuto, è illimitatezza, totalità. E’ la Porta verso l’Eterno.&lt;br /&gt;Non è possibile, pertanto, eliminare completamente i desideri, a meno di distruggere noi stessi. Ma è necessario che la coscienza abbia chiaro che il desiderio è un ponte, uno strumento, e che il piacere, connesso al soddisfacimento del desiderio, è anch’esso uno strumento fugace, un elemento transitorio e quindi, per la coscienza reintegrata, un elemento illusorio. Ma per il nostro percorso terreno viviamo e ci alimentiamo nel mondo delle forme; e il limitato mondo delle forme è fatto di desiderio. Il mondo del desiderio è il drago di ogni tradizione iniziatica. E’ la precipitazione dell’Eros nella moltiplicazione delle forme. Per tale ragione S. Giorgio trafigge il drago senza distruggerlo e la Vergine poggia i piedi sul crescente lunare ed il tallone sul serpente senza ucciderlo. Viaggiare sul desiderio senza esserne schiavi, domare il mondo delle passioni senza accanirsi contro le forme (come è invece accaduto ad alcuni pseudomistici cristiani). Fruire della forma orientati verso la sostanza. Questo è il cammino di coloro che sfidano il drago; dei praticanti la segreta Arte Regale e dei grandi mistici. Quindi colui che sa cosa vuol dire amare, difficilmente pronuncerà questa abusatissima parola. In realtà Amare è totale disidentificazione. &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Un’esplosione stellare&lt;/span&gt;. Cedere ogni difesa dell’ego. Morire a se stessi e vedere solo il bene dell’altro. E’ un atto terribile, eroico, tutt’altro che sdolcinato, che comporta, fra l’altro, la capacità di sapere cosa sia il bene dell’altro e nostro. E quando il nostro piacere, confuso per bene, rischia di prevaricare o invadere il bene dell’altro, vuol dire sapersi sacrificare. Al Kasciani, mistico sufi della scuola del grande Ibn’Arabi, parlando dell’amore dice: “Nascendo dalla contemplazione della bellezza, l’amore è riservato a che è bello e veggente. E’ raro che colui che contempla la bellezza nel mondo sensibile, si salvi dalla tentazione, perché la natura e la concupiscenza finiscono per prevalere su di lui, togliendogli l’amore vero. Questa forma di contemplazione riesce solo a pochissime persone, dalle anime pure e dai cuori mondi, in cui è spento il fuoco della concupiscenza”. E poi aggiunge:&lt;br /&gt;L’amore e l’essere amato sono due aspetti dell’Amore che sussiste in se stesso e in cui soltanto amante e amato possono congiungersi. Perché &lt;span style="color:#000000;"&gt;quando l’amore, che è un attributo essenziale dell’amante diventa amato, si realizza l’unione e vien tolto il contrasto fra i due aspetti, con l’estinguersi dell’amante nell’amore dell’amato&lt;/span&gt;. A ciò allude il detto dei vecchi mistici che&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; l’amante e l’amato e l’amore sono una cosa sola&lt;/span&gt;.” Tali parole che non necessitano di alcun commento, ricordano il grande tributo che la gnosi medievale e rinascimentale deve alla mistica sufi. La Rosa di Al Ghazali e quella di Dante e dei Fedeli d’Amore hanno lo stesso profumo! Per ciò chi ama davvero, non fa merce di scambio del suo amore. La caduta d’ogni difesa comporta rendersi permeabili ad ogni incontro. Per questo chi ama realmente è facilmente vulnerabile ma, pur se ferito, non cesserà d’amare anche chi ricambia con aridità o malanimo un dono preziosissimo. Ma colui che davvero sa amare in tal modo (e questo è difficilissimo da comprendere e quasi impossibile da mettere in pratica) sa amare tutti gli uomini e tutte le cose, nello stesso modo. E chi è in grado di far ciò è ad un elevato grado di realizzazione anche se sarà difficile poterlo riconoscere. Perché chi ama realmente è umile e non fa mostra di sé.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;C.Lanzi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-5229209342192861245?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/5229209342192861245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=5229209342192861245' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/5229209342192861245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/5229209342192861245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/01/il-percorso-damore.html' title='- Il Percorso d&apos;Amore'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZTc34BhDHEM/TwMyhyBCndI/AAAAAAAAC3Y/mdpSN1QvA8g/s72-c/amore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-6734217704079589448</id><published>2012-01-03T10:46:00.001+01:00</published><updated>2012-01-03T10:53:34.191+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Astrologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><title type='text'>- Nicola Cusano</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-E8H83yMGzfk/TwLOnFuMH4I/AAAAAAAAC3I/mf6uVU-xOkU/s1600/015.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 345px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693340049895858050" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-E8H83yMGzfk/TwLOnFuMH4I/AAAAAAAAC3I/mf6uVU-xOkU/s400/015.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Se c’è la natura è implicito che ci sia Dio, che è la possibilità di tutto ciò che è. Tutto quello che vediamo deriva da Dio, lo implica ed è un suo effetto.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La vita e le opere&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Niccolò da Cusa, o Nicola Cusano, dal latino Nicolaus Cusanus, dal tedesco Krebs von Cues, è nato a Cusa presso Treviri nella Mosella nel 1401 e morto a Livorno nel 1464. Fu educato a Deventer, alla scuola dei Fratelli della Vita Comune. Studiò ad Heidelberg, a Padova, a Colonia e divenne nel 1426 segretario del Cardinale Giordano Orsini. Fu ordinato sacerdote e nel 1432 partecipò al concilio di Basilea dove si schierò a favore della tesi della supremazia papale. Nel 1437 fu inviato dal papa a Costantinopoli; qui riuscì a convincere l’imperatore Giovanni VIII Paleologo a partecipare al concilio di Ferrara. Nel 1448 fu ordinato Cardinale e Vescovo di Bressanone nel 1450. Fu chiamato a Roma da Pio II come suo vicario generale nel 1459, partecipò all’elaborazione di riforme amministrative oltre che ecclesiali. Nicola Cusano si occupò di teologia, di filosofia, di matematica, di cosmologia, di politica civile ed ecclesiastica. Numerose sono le sue opere&lt;br /&gt;pubblicate: il “De concordantia catholica”(1433); il “De Pace fidei”(1453); il “De docta ignorantia”(1440); il “De coniecturis”(1440); il “De Beryllo”(1458); il “De Visione Dei”(1458);il “De Quadratura circuli”;il “De non aliud”(1462);il “De ludo globi”.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Il pensiero&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;L’ampia cultura di Cusano, in cui sono visibili i caratteri della nuova epoca, fu soprattutto orientata verso problemi filosofici e teologici. Egli si distaccò completamente dalle correnti aristoteliche e scolastiche, riprendendo temi dalla teologia mistica, e contribuì molto alla rinascita del platonismo o neoplatonismo che diverrà la filosofia umanistica per eccellenza. Nel quadro del neoplatonismo si interessò pure di matematica, intendendola quale scienza eminentemente speculativa, atta a fornire simboli per rappresentare il nucleo più profondo della realtà. Il punto di partenza del pensiero di Cusano è costituito da un netto rifiuto della via razionale per giungere a Dio. Ad essa egli contrappone una via che si ricollega esplicitamente alla grande tradizione del misticismo medievale ma con profonde modifiche: &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;la via della Dotta Ignoranza&lt;/span&gt;. Secondo Cusano la conoscenza sta nella “proporzione” tra l’ignoto e il noto; ma tra l’infinito, Dio, e il finito non c’è proporzione. Dio sfugge pertanto alla conoscenza dell’uomo, cui non resta che riconoscere la propria ignoranza. Questo riconoscimento, che Cusano ricollega alla sapienza di Socrate, è la “Dotta Ignoranza”. Cusano ammette che la descrizione della conoscenza eterna può avvenire solo per simboli i quali possono essere forniti dalla matematica, la quale diventa così di grande ausilio per la teologia.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La cosmologia&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Quando l’universo fisico e laico di Aristotele incontra il modello spirituale della religione dominante in Europa, nel corso di tutto il Medioevo non si parla più di cosmologie alternative, né di altri mondi. Il dibattito che aveva animato le Scuole di Atene e i salotti di Roma viene dimenticato. La centralità della Terra e l’unità dell’uomo che sono il progetto del Creato, comportano il modello tolemaico. Nicola Cusano nel XV secolo, respinge la cosmologia tolemaica, e propone l’immagine di un universo “interminato”, cioè senza limiti, privo di un involucro esterno. Egli non fa alcun riferimento a Lucrezio né ai classici greci e così il suo progetto dell’universo è una vera scoperta, è una nuova costruzione logica. Il Cusano spiega nel “&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;De docta ignorantia&lt;/span&gt;” che l’universo interminato, benché non infinito, non può avere un centro; e che la Terra si muove, benché non appaia. La Terra oltre che stella mobilis è anche stella nobilis; come il Sole o come la Luna, irradia nello spazio la sua propria luce. La Terra, nella cosmologia di Nicola Cusano, perde la sua centralità e la sua unicità, perde la sua perfezione e diventa un luogo come gli altri. Nicola Cusano elabora un progetto di un universo “interminato” e senza gerarchie, popolato da una pluralità di mondi, tutti uguali anche se tutti differenti, e, quindi, ovunque abitato.&lt;br /&gt;In questo progetto il Cusano ammette che non tutte le intelligenze sono uguali, ma vi è una grande diversità fra loro; per esempio gli abitanti del Sole e della Luna, sono più in alto degli uomini nella scala della perfezione. Essi, essendo meno materiali e meno pesanti, hanno più spiccate capacità intellettuali e una più profonda spiritualità. Cusano, tuttavia non disprezza gli abitanti della Terra, infatti egli afferma che anche se esistono sulle altre stelle abitanti di altro genere, con doti spirituali superiori, l’uomo sulla Terra non desidera altra natura, ma soltanto di essere perfetto nella propria. Nicola Cusano, ultimo grande filosofo del morente Medioevo, riapre il dibattito sui molti mondi, e anticipa molti degli argomenti utilizzati oggi a favore dell’esistenza di intelligenze extraterresti.&lt;br /&gt;Il Cusano, come molti studiosi contemporanei, sostiene che queste civiltà aliene devono essere più progredite delle civiltà terrestri, anche se il metro con cui egli misura il grado di sviluppo è la spiritualità, mentre i contemporanei utilizzano il metro della Tecnologia. Nicola Cusano è una voce rara, ma non isolata nella cultura europea che si appresta ad uscire dal Medioevo. Ci sono altri che iniziano a maturare e ad ampliare le sue idee. Marcello Stellato Palingenio nel 1534 pubblica lo “Zodiacus Vitae” in cui ammette l’infinità dell’universo e afferma che, ovunque, in esso vi è vita e intelligenza; le singole stelle sono le città del cielo, colà si trovano Re e popoli. Il successo che queste nuove idee incontrano in tutta l’Europa dimostra che i tempi sono maturi per la prima vera spallata all’angusto universo geocentrico per la nascita di una nuova cultura, una cultura scientifica. Questa dirompente novità giunge da Norimberga nel 1543 con la pubblicazione del “De Rivolutionobus orbium coelestium” di Copernico; anche se il mondo di Copernico era finito.&lt;br /&gt;Giunge nel 1584 con la pubblicazione di due opere “La cena de le ceneri” e “De l’infinito universo et mondi” di Giordano Bruno, nelle quali è presente una commistione di temi attinti al platonismo di Cusano e al materialismo di Lucrezio.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Conclusione&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Nel XX secolo il problema dei molti mondi cambia radicalmente aspetto. Da un lato si scopre che l’universo è in espansione, dall’altro, gli astronomi scoprono che l’universo non è confinato nei limiti della nostra galassia, ma si estende in uno spazio interminato. In questo spazio sono ospitate centinaia di miliardi di galassie, ciascuna delle quali contiene a sua volta, centinaia di miliardi di stelle. I molti mondi dell’età classica greca e romana e i molti mondi di Nicola Cusano escono dal regno delle ipotesi razionali e diventano realtà. Anche il problema della vita intelligente fuori dalla Terra cambia natura: da problema logico e teologico, diventa un problema statistico, ma non solamente statistico.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Antonio Tropeano&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-6734217704079589448?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/6734217704079589448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=6734217704079589448' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6734217704079589448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6734217704079589448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/01/nicola-cusano.html' title='- Nicola Cusano'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-E8H83yMGzfk/TwLOnFuMH4I/AAAAAAAAC3I/mf6uVU-xOkU/s72-c/015.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-6406208418093373128</id><published>2012-01-02T16:28:00.003+01:00</published><updated>2012-01-02T16:36:16.821+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Astrologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alchimia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Magia'/><title type='text'>- Contemplare il Sole</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gVnjvqHIL4s/TwHNwsMtgJI/AAAAAAAAC24/xqOLg81OV5E/s1600/sole.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693057640354906258" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-gVnjvqHIL4s/TwHNwsMtgJI/AAAAAAAAC24/xqOLg81OV5E/s400/sole.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-L-1ugWi89rk/TwHNiN-F7fI/AAAAAAAAC2s/UHwP7U7rfFQ/s1600/P1050985.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693057391722360306" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-L-1ugWi89rk/TwHNiN-F7fI/AAAAAAAAC2s/UHwP7U7rfFQ/s400/P1050985.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-j63OTyhRCk0/TwHNW1AW9HI/AAAAAAAAC2g/BBvrJIc3bBw/s1600/P1050962.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693057196042417266" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-j63OTyhRCk0/TwHNW1AW9HI/AAAAAAAAC2g/BBvrJIc3bBw/s400/P1050962.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cosmosdream.it/cosmos/?p=2426"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Guardando il sole, la nostra anima ne assume la forma.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="more"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il sole è all’origine di tutti i pianeti, essi sono usciti da lui, pertanto possiamo dire che tutto ciò che esiste qui sulla terra come elementi chimici, come sostanze minerali o vegetali esi&amp;shy;ste già allo stato sottile, eterico, nel sole. Occorre tuttavia sa&amp;shy;pere come captare gli elementi che il sole ci manda per porre rimedio a tutte le debolezze del nostro organismo. Dobbiamo abituarci ad attingere dai piani sottili ciò che ci manca, in quanto, se si ricorre sempre a un rimedio disponibile sul piano fisico, se non si fa alcuno sforzo per elevarsi, non si conquista nulla sul piano spirituale, si diventa pigri, ci si indebolisce per&amp;shy;ché si ha tutto a portata di mano; non ci si sposta nemmeno, si telefona o si manda qualcuno in farmacia. È molto più profi&amp;shy;cuo invece fare lo sforzo di smuovere tutto il proprio essere per andare a cercare in alto, nel piano eterico, tutti gli elemen&amp;shy;ti, ovvero le quintessenze di cui abbiamo bisogno. La medicina ufficiale non conosce ancora gli elementi che sono al tempo stesso più sottili, ma anche più importanti di quelli finora scoperti. Secondo la medicina, le ghiandole en&amp;shy;docrine governano tutto l’organismo con le loro secrezioni. No, non sono le ghiandole endocrine ad avere un ruolo essen&amp;shy;ziale; sul piano astrale e sul piano mentale esistono altri fatto&amp;shy;ri e precisamente quelli che le comandano e provocano il loro funzionamento. Infatti se una ghiandola endocrina secerne troppo o troppo poco, provocando delle anomalie nell’organi&amp;shy;smo, necessariamente deve esserci una causa. Ma dove si tro&amp;shy;va questa causa? La scienza iniziatica risponde: nel campo dei pensieri e dei sentimenti. Io non sono d’accordo con la medicina materialista quando afferma che la salute dell’uomo dipende esclusivamente dalla quantità di vitamine e di ormoni che il corpo assorbe. Sui pia&amp;shy;ni astrali e mentali esistono in realtà altri fattori più potenti che eccitano o perturbano l’organismo ed è là che bisogna in&amp;shy;tervenire per armonizzare tutto, invece di occuparsi unica&amp;shy;mente del corpo e di cercare sempre la causa delle malattie sul piano fisico. Queste regioni, in cui si formano i sentimenti e i pensieri non sono state ancora né esplorate né dominate. È da quelle regioni che si proiettano elementi che vanno poi a turbare gli altri apparati, le ghiandole endocrine oppure il si&amp;shy;stema nervoso, il gran simpatico, i gangli. Bisogna dunque cercare più in alto le cause delle malattie e i loro rimedi. Poco a poco la scienza le scoprirà.Vi ricordate quando si diceva: "Se prendete una certa dose di protidi, di lipidi, di glucidi, di sali minerali otterrete una determinata quantità di calorie e, di conseguenza, di energia". E si credeva che questo fosse sufficiente per essere in buona salute, fino al giorno in cui la medicina iniziò a parlare di elementi più sottili e impondera&amp;shy;bili, le vitamine. Allora tutti cominciarono a imbottirsi di vita&amp;shy;mine! Gli Iniziati non hanno bisogno di occuparsi di calorie o di vitamine; per i loro lavori spirituali, salgono molto in alto e captano ben altri elementi ancor più sottili e fondamentali che si incaricano di equilibrare l’organismo e mettere a posto tut&amp;shy;to, compresa l’assimilazione delle stesse vitamine. D’altronde, la scoperta delle ghiandole endocrine dimostra già che, nella medicina, vi sono campi ancora più sottili da esplorare. Ecco perché insisto sulla qualità dei pensieri, dei sentimen&amp;shy;ti; infatti i pensieri e i sentimenti sono forze che fanno scatta&amp;shy;re certi apparati, i quali agiscono a loro volta sull’organismo, sulle ghiandole endocrine, sul sistema nervoso e così via e da loro dipende lo stato di armonia o disarmonia, di ordine o disordine. Vi sono attualmente alcuni ricercatori che lavorano in que&amp;shy;sta direzione, senza però essere ascoltati ma verrà il giorno in cui la medicina accetterà ufficialmente le loro teorie e si stu&amp;shy;dieranno solo i fattori sottili, ovvero il pensiero e il sentimen&amp;shy;to, si creeranno nuovi indirizzi di studio, con laboratori e tec&amp;shy;niche speciali. Allora, tutti riconosceranno che la scienza eso&amp;shy;terica aveva un fondamento solido e veritiero. Nel frattempo, però, ci si burla di essa. Ora vi spiegherò come si possono assimilare le particelle eteriche che il sole invia a profusione ogni mattina. È molto semplice e non serve nemmeno conoscere quali sono gli ele&amp;shy;menti che dovranno ristabilire la vostra salute, perché ciò non ha alcuna importanza. Sforzatevi unicamente di salire col pensiero fino ai mondi più sottili e una volta là, attendete aprendovi semplicemente al sole. Allora la vostra anima e il vostro spirito che sono chimici e medici molto competenti e che conoscono esattamente la natura di tutte le sostanze eteri&amp;shy;che, potranno captare gli elementi sottili necessari all’organi&amp;shy;smo, trascurando tutto il resto. Concentratevi, attendete nel&amp;shy;l’amore, nell’umiltà, con gioia, con fiducia e, a poco a poco, sentirete che qualcosa in voi si ristabilirà, si calmerà, si rinforzerà. Ecco qual è l’atteggiamento da assumere. Poco importa se, per ora, non conoscete la natura di tali elementi. Ciò che posso dirvi in poche parole è che si trovano nel prana. Il prana è una forza vitale, è la vitalità che viene dal sole, la respiriamo con l’aria e l’assorbiamo attraverso tut&amp;shy;te le nostre cellule. Se volete, il prana è paragonabile all’ac&amp;shy;qua, un’acqua che scende dalle alte montagne, un fiume che porta con sé molti elementi nutritivi per i pesci e anche per gli animali e per gli uomini che vivono lungo le sue rive. Il prana è un fiume che, provenendo dal sole, giunge fino a noi e dal quale dobbiamo attingere gli elementi di cui abbiamo bisogno tramite la respirazione e la meditazione. Coloro che preferiscono la comodità, cioè aprire la bocca e inghiottire pastiglie, sappiano che si tratta di una soluzione nociva e discutibile, in quanto impedisce loro di sviluppare la volontà. Per di più, questo modo di curarsi arreca solo un sol&amp;shy;lievo momentaneo e superficiale, certamente non un miglio&amp;shy;ramento profondo e duraturo. Comprendetemi bene, non dico che non bisogna prendere delle medicine, dico solamente di non farlo mai senza aver prima captato gli elementi vitali e spirituali contenuti nel prana. Perché lo sforzo che questa pra&amp;shy;tica richiede rinforza psichicamente e spiritualmente la vostra volontà, vi mette in comunicazione con le regioni superiori, vivifica, stimola e fa scattare i centri che preparano il terreno per la guarigione; quando poi prenderete il rimedio fisico, l’effetto sarà molto più potente e duraturo. Quindi sostengo entrambi, sia il farmaco sia il rimedio spirituale, anche se pre&amp;shy;ferisco il rimedio spirituale. È naturale che i farmaci conten&amp;shy;gano le medesime sostanze del mondo vegetale e minerale provenienti dal sole, e se Dio le ha poste nella natura, lo ha fatto indubbiamente per metterci nelle condizioni di servirce&amp;shy;ne ma credere che tutto sia contenuto in esse e che solo il ri&amp;shy;medio fisico possa ridarvi la salute, è in contrasto con la scienza esoterica. A che cosa servirebbero allora il pensiero, il sentimento, la volontà? Quindi vedete miei cari fratelli e sorelle, non è privo d’im&amp;shy;portanza contemplare il sole con amore, comprensione e ricono&amp;shy;scenza. Direte: "Sì, ma le particelle che si raccolgono sono im&amp;shy;ponderabili". È vero, sono imponderabili, ma si tratta della quintessenza della vita che il sole manda in tutto l’universo. Il fatto che la medicina omeopatica abbia scoperto che più un ri&amp;shy;medio viene diluito e più è efficace, dimostra la veridicità di ciò che vi sto dicendo. Perché allora, non assorbire queste particelle molto diluite, imponderabili, questa specie di vitamine di natura molto sottile che ci manda il sole attraverso i suoi raggi? In avvenire il sole sarà la principale sorgente di energia. Già parecchi anni fa vi dissi che le fonti di energia come il petrolio e il carbone, prima o poi si esauriranno. Quando ciò accadrà, gli uomini dovranno ricavare energia dall’acqua, dal&amp;shy;l’aria, ma soprattutto dal sole, che è una sorgente inesauribile da cui si può attingere tutto, assolutamente tutto. In questo campo si sono già fatti alcuni esperimenti. Noi che andiamo ad attingere nel sole la vitalità, la salute e anche l’amore, la saggezza e la pace, precediamo l’evoluzione dell’umanità di parecchi secoli. Alcune persone mi hanno detto: "Con le vo&amp;shy;stre idee siete in anticipo di parecchi secoli". È vero, in avve&amp;shy;nire il mondo intero penserà ciò che noi pensiamo oggi. Ora vorrei presentarvi un altro aspetto del sole. Questa mattina vi ho fatto notare quanta importanza abbia come cen&amp;shy;tro del nostro universo e vi ho detto anche che, andando ogni mattina a guardarlo, ci avviciniamo al nostro centro interiore in modo naturale e automatico. Sapete che cosa accade quan&amp;shy;do si guarda un quadro, un viso, un uccello, una montagna o il sole? Che cosa avviene in quell’istante? Lo sguardo non c’è nulla di più vasto, di più profondo, di più significativo dell’atto del guardare; sembra semplice, senza segreti, ma studiate che cos’è lo sguardo, provate a decifrarlo, tutto l’uni&amp;shy;verso vi si svelerà. Si tratta della più alta magia. Quando guardate un oggetto, non sapete se può rappresen&amp;shy;tare un pericolo o un momento di felicità. Infatti, ciò dipende dalla natura dell’oggetto, dalla sua forma, dalle sue irradia&amp;shy;zioni e anche dal vostro stato interiore, poiché tutto il vostro essere può prendere la forma, le dimensioni e le qualità del&amp;shy;l’oggetto stesso. Direte: "Ma l’uomo non cambia forma". Esteriormente rimane lo stesso, ma interiormente, sul piano psichico, si identifica con ciò che guarda, è una legge natura&amp;shy;le, biologica. Osservate certi animali, come per esempio il camaleonte, la mantide religiosa, le farfalle, le rane, i serpenti, gli orsi e così via. Continuando ad abitare in un certo ambiente naturale, hanno finito per mimetizzarsi assumendone i colori e le forme per confondersi con esso. Guardate l’orso polare, è bianco come la neve nella quale vive. La natura è riuscita a fargli assumere quel colore bianco che lo circonda. Mi dire&amp;shy;te: "E per ragioni strategiche, economiche, politiche". È ve&amp;shy;ro, la natura vuole salvaguardare le specie animali e dà loro modo di confondersi nell’ambiente circostante per passare inosservate e sentirsi al sicuro. Un giorno ho visto una medu&amp;shy;sa che cambiava colore secondo la tinta della sabbia; se la sabbia era rosa, verde, blu o grigia, la medusa cambiava colo&amp;shy;re. Era un fenomeno veramente straordinario. La mantide reli&amp;shy;giosa assomiglia a un ramoscello o a un filo d’erba. È nell’er&amp;shy;ba e non è possibile distinguerla; essa si mimetizza per due ragioni, per meglio sopravvivere e per meglio cacciare. Il mi&amp;shy;metismo è una legge naturale, innegabile e neppure l’uomo vi sfugge. Se abita in luoghi sporchi e tetri, anch’egli nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti, diventerà a poco a poco triste, malinconico e pessimista. Non è il suo corpo, naturalmente, ma la sua anima che si adatta poiché avviene una specie di osmosi, di penetrazione dell’ambiente. In un altro luogo, in&amp;shy;vece, pieno di fiori, di piante, di ruscelli, accorreranno poeti, pittori e musicisti influenzati dall’incanto, dalla luce e dai co&amp;shy;lori. Ora, quando guardiamo il sole, pur senza rendercene con&amp;shy;to, la nostra anima prende la forma del sole stesso, diviene una sfera incandescente e luminosa. È la stessa legge magica che entra in azione, guardando il sole, tutto il nostro essere comincia a diventare simile a lui. Attraverso lo sguardo, l’uo&amp;shy;mo si associa all’oggetto o all’essere a cui è rivolto, si pone al suo livello di vibrazione, lo imita, anche se inconsciamente. Quando si vede qualcuno fare smorfie o gesti, si ha la tenden&amp;shy;za a imitarlo. Guardate i bambini; scimmiottano tutto ciò che vedono fare dinanzi a loro! E quando vedete una persona che soffre, non cominciate forse a provare anche voi lo stesso suo dolore o gli stessi suoi dispiaceri? La cosa è contagiosa. Ed è ancor più vero per i medium, che vanno in trance; essi prova&amp;shy;no esattamente le stesse sofferenze delle persone malate o in&amp;shy;felici che si trovano davanti a loro e, a volte, occorre persino svegliarli perché danno segni di un’eccessiva sofferenza. Dunque, a seconda della sensibilità, della medianità e dello sviluppo delle facoltà psichiche, guardando qualcuno se ne prendono le sue malattie o le sue debolezze, i suoi dolori op&amp;shy;pure le sue qualità o le sue virtù. La legge è assolutamente ve&amp;shy;ra. Anche quando l’uomo guarda il sole, entra in azione que&amp;shy;sta legge magica e così comincia ad assomigliargli. Voi tutti che vi recate a guardare il levar del sole, un giorno diventerete come lui, a condizione che lo sappiate guardare nella maniera giusta. Per diventare come il sole bisogna guardarlo con mol&amp;shy;to amore, con molta fiducia; così diverrete più luminosi, più amorevoli, più vivificanti e quando vi troverete fra la gente, diffonderete intorno a voi luce, calore e vita. Se per anni con&amp;shy;tinuerete ad andare consapevolmente verso il sole, questa leg&amp;shy;ge si manifesterà con grande potenza e ognuno di voi diverrà veramente un sole. Vedete cari fratelli e sorelle quanto è importante andare ogni mattina a contemplarlo con una coscienza illuminata, co&amp;shy;noscendo il significato e il valore di ciò che fate soprattutto sapendo che, poiché il sole è il centro del suo sistema, guar&amp;shy;dandolo, vi avvicinate al vostro centro di cui avete perduto consapevolezza sebbene sia sempre presente in voi. È il sole che rianimerà il vostro centro, lo risveglierà magicamente, poiché egli stesso è un centro. Quando lo avrete ritrovato, po&amp;shy;trete ristabilire l’armonia con le correnti di energia e di vita che vi attraverseranno. Ecco dunque perché è importante es&amp;shy;sere presenti al suo sorgere. Se continuate a venire ogni mattina con molto amore e molta devozione, capirete che il sole è veramente una perso&amp;shy;na a modo! Ve lo assicuro; una persona molto distinta. Aggiungerei persino che è un tipo simpatico! Penserete che questo è un modo buffo per parlare del sole. Forse, ma sto usando tutti i mezzi che’ ho a disposizione per farmi capire. Lo sapevate che anche il sole pratica lo yoga? Sì, pratica tutti gli yoga. Per esempio, il Karma-yoga, lo yoga dell’azione disinteressata; egli dona, dona senza attendersi alcuna ricom&amp;shy;pensa, non vuole né denaro né ringraziamenti, dona gratuita&amp;shy;mente. D’altronde, gli Iniziati hanno scoperto il Karma-yoga proprio osservando che il sole dona tutto gratuitamente e fa germogliare e crescere tutto, nutre il mondo intero e trova fe&amp;shy;licità nella sua generosità. Ora spetta a noi praticare nella stessa misura questo grande e straordinario yoga, il Karma-yoga. Il sole pratica anche lo Jnani-yoga, lo yoga della conoscen&amp;shy;za. Egli guarda, osserva, conosce tutto; nulla gli è celato, per&amp;shy;ché manda i suoi raggi ovunque illuminando tutto ciò che esi&amp;shy;ste, proprio come la luce di un faro straordinario che brilla da 150 milioni di chilometri di distanza e ci osserva. Egli si dedica inoltre al Bhakti-yoga, lo yoga dell’amore e della devozione, poiché è adorando il suo Creatore che svolge bene il proprio compito. Il sole è in un continuo stato di tale adorazione e di tale effervescenza, che il suo amore, la sua lu&amp;shy;ce e tutta la sua riconoscenza per l’Eterno non possono fare altro che espandersi attraverso lo spazio e giungere fino a noi. Per quanto concerne il Kriya-yoga, lo yoga della luce, chi lo potrebbe praticare meglio del sole? Luminoso e irradiante, il sole non fa che proiettare luce intorno a sé! E poiché ha ot&amp;shy;tenuto il massimo successo, è diventato maestro in questo yo&amp;shy;ga e occorre andare da lui per impararlo. E l’Agni-yoga, lo yoga del fuoco? Il sole stesso è fuoco e lo distribuisce a tutti coloro che lo vogliono per accendere il proprio cuore, la propria candela. Egli è la perfetta personifi&amp;shy;cazione dell’Agni-yoga. E che dire riguardo allo Chabda-yoga, se non che il sole è il Verbo? Ciò che ancora non si è compreso è che canta; sì, canta, parla, insegna, ma non si è ancora riusciti a sentirlo. Solo qualche tempo alcuni scienziati si sforzano di decifrare le onde sonore che emana; con i loro apparecchi hanno già captato certi suoni, ma non sono ancora riusciti a inter&amp;shy;pretarli. Sì, c’è una musica che viene dal sole, la più bella di tutte; il sole parla, canta, crea. Verrà il giorno in cui gli scienziati potranno registrare la sua musica e quella dei pianeti. Mi chiederete se il sole pratica lo Hatha-yoga. Sembra in&amp;shy;fatti che abbia trascurato questo yoga e che abbia lasciato agli uomini la pena di curvarsi, di contorcersi, di piegarsi. Tuttavia, si dice che il sole sorge e tramonta. Non lo fa rapi&amp;shy;damente, non ha fretta, ma si tratta lo stesso di piccoli esercizi di Hatha-yoga. Ecco quello che volevo dirvi oggi, cari fratelli e sorelle; è breve, ma molto importante. Quando guardate il sole, la vo&amp;shy;stra anima ne assume la forma. In seguito vi spiegherò come guardarlo e vi dirò in dettaglio che cos’è il sole poiché è un mondo abitato da creature, con case, palazzi, alberi, città, oceani. Un mondo con una cultura che supera l’immaginabi&amp;shy;le! È la terra più bella, la Terra dei Viventi di cui parlano i Salmi, dove è detto: "Io camminerò davanti all’Eterno nella Terra dei Viventi". I viventi sono gli esseri immortali, eterni, coloro che abitano già nella luce. Essi abitano nel sole e sono loro che ci mandano la luce. Il sole è un mondo straordinario, popolato da angeli, arcangeli e da divinità. Partendo dal sole, quegli esseri vanno a visitare altri pianeti per lavorare e aiuta&amp;shy;re le creature; poi ritornano. È un’organizzazione meravi&amp;shy;gliosa e, sovente, creature molto intelligenti, molto belle e molto potenti vengono fin qui per visitarci. Voi credete che l’universo sia una macchina assurda, priva di anima e di intelligenza. Tutto è intelligente nell’universo, tutto è vivo, tutto è colmo di significato, tutto è bello! Come faccio a saperlo? Non ho il dono dei veggenti o delle carto&amp;shy;manti per dirvi ciò che contengono la vostre tasche, quanti bambini illegittimi avete o quanti debiti. Non domandatemi queste cose, non ne so nulla e nemmeno mi interessa. Vedo invece un universo popolato da creature molto intelligenti, molto belle, molto potenti; creature che vengono, che vanno, che trasmettono informazioni e messaggi, che portano aiuto. Ovunque, sulle pietre, sulle piante, sugli animali, sulle acque, sulle stelle, vi sono esseri che non smettono mai di lavorare. In avveni&amp;shy;re, il mondo intero andrà ad attingere dal sole forza, calore, amore e coraggio. Si abbandoneranno le altre fonti di energia, che già cominciano a esaurirsi e ci si dirigerà verso la sorgen&amp;shy;te inesauribile: il sole. Si illumineranno le città, ci si scalderà, si faranno viaggi grazie all’energia solare e persino ci si nu&amp;shy;trirà con la luce del sole, poiché se ne faranno degli alimenti.&lt;br /&gt;Cercate di pensare al sole piuttosto che a tutte quelle cose che vi trascinano verso la periferia, dove siete sempre tormentati, schiacciati. Dirigetevi verso di lui, verso l’unità, verso la semplicità, ver&amp;shy;so la chiarezza!&lt;br /&gt;Omraam Mikhaël Aïvanhov&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-6406208418093373128?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/6406208418093373128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=6406208418093373128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6406208418093373128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6406208418093373128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2012/01/contemplare-il-sole.html' title='- Contemplare il Sole'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gVnjvqHIL4s/TwHNwsMtgJI/AAAAAAAAC24/xqOLg81OV5E/s72-c/sole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-8271930280019319750</id><published>2011-12-29T18:56:00.002+01:00</published><updated>2011-12-29T19:20:35.745+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><title type='text'>- Eresia Pura</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-HL1zV3n1Z9I/TvyqBilOKVI/AAAAAAAAC2Q/0L-kTsJA_Z0/s1600/eretica.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 279px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691610972528978258" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-HL1zV3n1Z9I/TvyqBilOKVI/AAAAAAAAC2Q/0L-kTsJA_Z0/s400/eretica.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L’eresia dei Catari, o “puri”, fu l’incubo del papato agli albori del secondo millennio. Risoluta a diventare il primo potere del mondo occidentale, la Chiesa Cattolica decise con&lt;br /&gt;fredda determinazione di occultare il Sapere – religioso, filosofico, scientifico – e di sterminare chiunque si opponesse al suo progetto. In questo romanzo storico, sullo sfondo della tragedia dei Catari e del genocidio occitano tra il XII e il XIII secolo, si svolge la lotta di un uomo per la libertà di pensiero. La tragica vicenda di Giordano Nemorario (il predecessore di Leonardo da Vinci), la cui vera identità fu volutamente occultata anche dalla storia ufficiale della Scienza, viene ricostruita percorrendone le tracce e inseguendone il mistero. Il gigantesco rogo che il 16 marzo 1244 arse vivi gli ultimi martiri catari, non riuscì a bruciare tutte le “chiavi del sapere”: e ora finalmente, è possibile ricucire un percorso che conduce alle radici stesse della cultura occidentale.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Adriano Petta&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;romanzo storico pubblicato da «STAMPA ALTERNATIVA – Nuovi Equilibri»&lt;br /&gt;nel dicembre 2005&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;È la calda notte del 24 luglio dell’anno 1207. Siamo a Nemi, in una capanna attaccata al castello (residenza estiva dei monaci cistercensi del monastero di Sant’Anastasio alle Tre Fontane in Roma). Spossati dall’afa e dalla fatica, due conversi – addetti alla cura delle terre e del castello durante l’intero anno – si attardano a chiacchierare. Il vecchio Girolamo detesta e maledice preti, monaci, abati, vescovi e papi. Il giovanissimo Giordano, invece, è tutto preso da studi di meccanica e matematica. Entrambi – durante l’inverno – hanno libero accesso alla grande biblioteca del piano terra del castello, ma i libri più rari sono probabilmente nascosti in un grosso armadio tenuto sempre chiuso a chiave e sito al secondo piano della torre saracena. È da un libro di quell’armadio che Girolamo copiò parecchie pagine in greco passandole poi al giovane Giordano che – grazie alla sua naturale predisposizione per i numeri – le aveva elaborate componendo il suo primo libro, Il mio piccolo abaco, nel quale illustrava il sorprendente e sconosciuto uso della nuova numerazione indo-arabica. Il testo era stato poi venduto a un giovane mercante pisano (amico dell’abate di Sant’Anastasio e di Nemi Raniero Capocci), Leonardo figlio di Bonaccio, che a sua volta lo aveva rielaborato dando vita al primo grande trattato sui nuovi numeri indiani, il Liber abaci che avrebbe segnato una svolta nella storia della scienza.&lt;br /&gt;Ma come erano andate a finire le pagine greche in quel libro? E qual era il testo in questione? E perché Giordano già alcune volte si era inspiegabilmente recato nella basilica di S. Pietro in Vincoli a Roma affascinato dal mosaico di S. Sebastiano? E cosa venivano a fare a Nemi il Generale dell’Ordine Cistercense Arnauld-Amaury e papa Innocenzo III il giorno dopo? Durante la notte Giordano rivive in sogno una terrifica storia accaduta il 22 luglio di oltre cinque secoli prima. Il grande astronomo e matematico armeno Anania di Shirak – perseguitato dalla chiesa e dalla legge per le sue idee rivoluzionarie – ha affidato a tre suoi allievi (David, Eznik ed Aser) le chiavi del sapere affinché le portino in Occidente. È l’anno 662: gli Arabi s’impadroniscono di tutto e bruciano ogni libro che trovano sulla loro strada. Le chiavi del sapere sono scoperte scientifiche rivoluzionarie che possono mutare il cammino dell’uomo e della storia, frutto degli Indiani e dei Cinesi: ma ormai l’Oriente non è riuscito ad imprimere una svolta alla storia. Tocca all’Occidente. I tre allievi seguono strade diverse. Aser lascia la sua comunità cristiana dei pauliciani di Kibossa e raggiunge Roma assieme all’imperatore di Bisanzio Costante II: in una borsa di pelle che non abbandona mai, conserva due manoscritti apparentemente senza valore, le epistole di uno sconosciuto scrittore bizantino – Teofilatto Simocatta – e un palinsesto con commedie di Plauto abrase per far posto all’antico Testamento. Inserite nei due manoscritti, molte pagine in greco con le chiavi del sapere. Dopo aver fatto sistemare l’icona musiva di S. Sebastiano nella basilica di S. Pietro in Vincoli, Aser si reca al lago di Nemi assieme a un dotto prelato romano – proprio dove una volta sorgeva il tempio di Diana – per osservare uno strano fenomeno nel terreno. Ma viene stordito, legato e bruciato vivo dal suo accompagnatore, che gli ruba i due manoscritti nascosti nella borsa di pelle chiusa con la fibbietta di bronzo dai disegni dorati. Giordano si sveglia e racconta – in preda all’angoscia – l’incubo appena vissuto. Il vecchio Girolamo dopo un’iniziale incredulità, intuisce che qualcosa di strano sta realmente accadendo. Il libro da cui aveva copiato le pagine in greco con le rivoluzionarie cifre indiane era proprio un testo contenente commedie di Plauto. Il presagio di sventura è certamente legato all’incontro di Nemi tra il papa e il Generale dell’Ordine e legato papale in Provenza Arnauld-Amaury. Giordano si nasconde nella torre saracena, in un incavo del secondo piano, dietro scaffali colmi di libri. È proprio là – dove c’è la piccola e misteriosa biblioteca – che si svolge l’incontro. Parlano della falsa Donazione di Costantino. Poi Innocenzo III sentenzia lo sterminio degli eretici catari e del popolo occitano. Quindi toglie dall’armadio chiuso a chiave tre manoscritti contenenti “il succo della scienza profana e rivoluzionaria, il sapere che potrebbe mettere in pericolo il futuro del regno della Chiesa” e li consegna al legato Arnauld-Amaury affinché li porti con sé in Francia e li faccia custodire da frate Elia. Quegli straordinari codici – le epistole di Teofilatto Simocatta e due libri con commedie di Plauto – non sono più al sicuro nella torre saracena perché già una parte del loro contenuto è stata divulgata. Chiama il suo consigliere-confessore abate Raniero Capocci e gli mostra Il mio piccolo abaco di Jordanus de Nemore… che era stato venduto proprio al suo amico pisano Leonardo sette anni prima da un giovinetto “di corporatura agile, piccolo di statura e con folta capigliatura nera e riccia…” Giordano viene scoperto, ma riesce a fuggire e – attraverso l’emissario che&lt;br /&gt;collega il lago di Nemi alla valle Aricina – raggiunge Ostia, s’imbarca e approda a Marsiglia; s’incammina, quindi, verso la prima città menzionata da Arnauld Amaury: Béziers, il covo del Diavolo, la Sinagoga di Satana. Da questo momento in poi la vita del giovane studioso Giordano Nemorario (che d’ora in avanti si farà chiamare Palis Jordanus), cambia: la sua perenne dedizione allo studio si appanna. Cerca di seguire le tracce dei tre preziosi manoscritti, ma ciò che la Chiesa sta per attuare con l’aiuto interessato di alleati quali i re di Francia – ovvero lo sterminio di un intero popolo libero e ribelle – lo coinvolge sempre più. Viene accolto dalla tollerante gente di Béziers, il cui senso dell’ospitalità, gusto della vita e amore per la giustizia lo convincono a restare, a dividere con essa il proprio destino. Giordano conosce e s’innamora di Jolanda, da lei ricambiato. Lavorano presso Shimon, mercante ebreo padre di Sara e David che si legano affettivamente ai due giovani. Poi si trasferiscono nel quartiere della libertà, quello della Maddalena, nella casa dei catari dove Giordano apre una scuola per insegnare, ai fanciulli della città, lettere e numeri. Il 14 gennaio del 1208 il legato papale Pierre de Castelnau viene assassinato da uno scudiero del conte Raymond VI di Tolosa, padrone delle terre occitane. Il grave fatto di sangue permette al papa di suonare subito le trombe della guerra. Giordano – nel frattempo – a Béziers assiste alla predica di Guilhabert de Castres, il futuro vescovo cataro che tanta importanza avrà nella sua vita. Assieme a Shimon riesce a rintracciare – a Beaucaire – l’uccisore del legato papale: è Jacopo, costretto ad usare il pugnale da un uomo dai capelli rossi, voce cavernosa e cicatrice a forma di croce sul lato sinistro della bocca, Arnauld-Amaury. L’abate bianco aveva infatti rapito e consegnato a Daniel (capo di una banda di briganti-lebbrosi nascosti sopra le montagne) la giovanissima figlia Beatrice e la moglie Elena. Jacopo e Giordano si recano sulle montagne con la speranza di far breccia nell’animo ormai indurito di Daniel per la restituzione di Elena ancora prigioniera, ma tutto risulta vano. Jacopo non accompagnerà Giordano a Roma per raccontare l’accaduto e tentare di scagionare il conte Raymond VI di Tolosa. La guerra non sarà rinviata. Giordano spera almeno di trovare i manoscritti fra quelli affidati a Daniel dal ferove abate bianco, ma anche di questi nessuna traccia. Mentre hanno inizio i preparativi della guerra, Giordano non abbandona la speranza di trovare i manoscritti, ma all’abbazia madre dei cistercensi – Cîteaux – non si può nemmeno avvicinare. Continua così i suoi studi di matematica e di meccanica. Ama Jolanda e da lei attende un figlio: ella è certa che sarà una bambina dai lunghi capelli biondi. La chiameranno Esclarmonde. Il comando della possente armata di Cristo (forte di oltre cinquecentomila uomini) viene assegnato ad Arnauld-Amaury. Il 21 luglio del 1209 l’esercito crociato assedia Béziers. La cittadinanza, compatta, respinge la richiesta avanzata dall’«abate bianco» di consegnare le 223 persone (e, fra essi l’astronomo e matematico Palis Jordanus del borgo della Maddalena) e si prepara a difendere la sua libertà. Ma durante la notte una parte dei briganti assassini al soldo dei crociati, si nasconde nelle cisterne d’acqua a ridosso delle mura, attraversando cunicoli costruiti da alcuni traditori. Il giorno dopo, festa di S. Maria Maddalena e della libertà di Béziers, mentre i traditori danno spettacolo sotto le mura della cattedrale di Saint-Nazaire distraendo l’attenzione di tutti, all’altra parte della città i briganti-assassini penetrano all’interno delle mura proprio dalla porta di S. Guglielmo aprendo varchi e porte: in poche ore l’intera popolazione viene sterminata. Le possenti armi da guerra costruite da Palis Jordanus non sono servite a nulla. Fra migliaia di cadaveri che coprono il pavimento della chiesa di S. Maria Maddalena, Giordano (vestito da crociato da Shimon prima che questi morisse) scorge David, la piccola Sara e la sua Jolanda con il ventre squarciato. La sua piccola Esclarmonde, cavata dal seno materno, è stata massacrata prima di vedere la luce del sole. Giordano – in preda alla disperazione – mantiene comunque la promessa fatta al suo amico e capo della guarnigione Bernard de Servian, a Shimon e Jolanda, e abbandona la città attraverso un cunicolo che dal castello lo porta sino al di là delle mura, in un piccolo bosco. Raccoglie i suoi libri nascosti da Jolanda nel vecchio mulino e si dirige verso il rifugio del vescovo cataro Guilhabert de Castres, sui Pirenei: l’imprendibile castello pentagonale di Montségur. Mentre la crociata contro il ribelle popolo occitano continua e l’«armata di Cristo» distrugge campagne, città, raccolti e popoli interi, Giordano viene esortato da Guilhabert ad abbandonare l’Occitania, a continuare i suoi studi altrove, a non rinunciare mai alla speranza di poter strappare – un giorno – le chiavi del sapere al feroce abate bianco. Giordano lascia Montségur e punta al nord, verso una nuova vita. Mentre la tragica epopea occitana e catara – rogo dopo rogo – continua, il 9 aprile del 1229 nell’Aula Magna dell’Università di Parigi si riuniscono tutti i maestri dell’Università. Sono stati massacrati – dalla polizia – molti studenti. Mancano soltanto i teologi. Si lotta per la libertà d’insegnamento, per la libertà di pensiero. L’ultimo a parlare è il matematico e astronomo Giovanni de Sacrobosco, la più eminente personalità. Con un discorso avvincente anch’egli si dichiara a favore dell’abbandono dell’università. Quando lascia l’aula, stringe con forza la cintura con la fibbietta di bronzo e i disegni dorati. Giordano Nemorario, infatti, fuggito in Scozia ha assunto il nome di Giovanni de Sacrobosco. Entrato nell’ordine dei Trinitari e compiuti gli studi ad Oxford, è giunto infine a Parigi entrando nel convento dei Maturini, a pochi passi dall’università. Come Giovanni de Sacrobosco scrive appena tre opere: Algorismus, De anni ratione, e un’opera di astronomia che resterà per secoli la più usata nelle università dell’intera Europa, Il trattato della sfera. Come Giordano Nemorario scrive invece moltissime opere di matematica e di meccanica che sembrano scaturire dal nulla, quali Aritmetica, De numeris datis, Algorithmus demonstratus, De triangulis ed Elementa Jordani de ponderibus. Abbandona l’università di Parigi, parte per un lungo viaggio alla ricerca dei tre preziosi manoscritti, ma a Cîteaux non li trova. Visita tutte le abbazie e le biblioteche cistercensi compresa Fontfroide, dove Arnauld-Amaury aveva lasciato in donazione dei libri prima di morire. Ma tutto è vano. Torna quindi a Montségur dove incontra la terza figlia del signore del castello, Esclarmonde de Perella, una bellissima creatura di dodici anni dai lunghi capelli biondi. È cieca e vive quasi sempre al castello assieme alla nonna. In Giordano sgorga un affetto profondo per la fanciulla che per lui rappresenta la sua piccola Esclarmonde, uccisa a Béziers. Si trattiene alcuni mesi facendosi avvincere dalla pace del castello, ma collaborando anche con Guilhabert de Castres a migliorare la biblioteca di Montségur che ospita i libri più importati di religione, filosofia e scienza. Un gruppo di perfetti trascrive continuamente testi che vengono poi portati in mezzo alla gente. Da Aristotele al Vangelo vengono fatte migliaia di copie e quindi diffuse per tutta l’Occitania in guerra: i vescovi catari sanno che non basta la diffusione della parola di Cristo per far ribellare il popolo, ma anche quella del sapere, quella della forza della ragione. Poi Guilhabert lo esorta a tornare all’università di Parigi, a proseguire la sua lotta come scienziato, a continuare a cercare le chiavi del sapere. A non tralasciare la sua missione per l’affetto della piccola Esclarmonde. Giordano torna a Parigi dove continua ad insegnare sempre sotto mentite spoglie e così il monaco maturino – nonché&lt;br /&gt;astronomo e matematico Giovanni de Sacrobosco – segue da lontano la guerra in Occitania che si sta ormai per concludere. È quasi l’estate del 1243. L’Occitania è vinta, lacerata, sottomessa, rasa al suolo. Resta solamente un nugolo di ribelli arroccato nel piccolo castello di Montségur, assieme agli ultimi predicatori catari scampati ai roghi. È l’ultima fiammella di speranza e di libertà per la cristianità intera. Nel castello è prigioniera anche Esclarmonde. Giordano corre in Inghilterra dal suo amico scienziato Ruggero Bacone. Lo incontra nella piana di Salisbury, fra le rovine del tempio preistorico di Stonehenge perché sta per aver inizio il solstizio d’estate. È la mattina del 21 giugno. Quando studiava a Parigi, Ruggero Bacone gli aveva confidato che stava facendo degli esperimenti sulla polvere nera la quale forse poteva essere usata anche nelle battaglie. Purtroppo ancora non ha fatto alcun progresso. Ma proprio al sorgere del sole nella mente di Giordano torna dapprima il ricordo dei raggi che attraversano le feritoie del castello di Montségur posandosi sugli occhi senza luce di Esclarmonde, poi sente la loro forza spingerlo verso un altro ricordo, un’altra torre quella saracena di Nemi, alcune parole dimenticate, una frase di Arnauld-Amaury a Innocenzo III. Frate Elia perfetto custode di libri preziosi, anno1207… quale abbazia può essere? E Ruggero Bacone gli fa capire l’errore commesso in tutti quegli anni: non si trattava di un’abbazia cistercense bensì benedettina! E frate Elia era stato appunto abate dell’abbazia benedettina di Santa Colomba a Sens, a poche ore di cammino da Parigi! Le chiavi del sapere potevano trovarsi&lt;br /&gt;veramente lì. Giordano lascia Ruggero Bacone, che ormai ha intuito la doppia identità dell’amico. Giordano torna in Francia e corre a Sens e finalmente nell’abbazia di Santa Colomba riesce ad impossessarsi delle epistole di Teofilatto Simocatta e soltanto di uno dei due libri con le commedie di Plauto: non può cercare l’altro in quanto viene scoperto e deve fuggire precipitosamente. Torna al convento dei maturini, ma già alcuni inquisitori lo attendono. Lascia a frate Tommaso due lettere e fugge per sempre da Parigi. Ma ormai viene braccato senza tregua. Tenta il tutto per tutto. Cerca di giocare d’astuzia. Si dirige verso Montségur. Nella grotta vicino Tarascon copia le pagine greche contenute nei due manoscritti e nasconde gli originali in una fessura della roccia. Poi giunge ai piedi dell’erto poggio assediato da un esercito di oltre diecimila uomini, ma scopre che nel vallone del Porteil – dove la parete sembra impossibile da scalare – ogni tanto qualcuno entra ed esce dal castello. Riesce a raggiungere la sommità con l’aiuto di Guilhem Montanhagol (poeta e patriota occitano) e finalmente riabbraccia Esclarmonde. Vuole però fare molte copie delle chiavi del sapere e quindi abbandonare il castello per sempre assieme alla fanciulla, per rifugiarsi oltre i Pirenei, all’ospitale cittadina di Berga. Ma Esclarmonde è malata – oltre che cieca – e non può più camminare. Giordano prepara ugualmente molte copie de La via del Sole che contengono le rivoluzionarie scoperte scientifiche partite dall’Armenia nell’Anno 662 ed inizia l’evacuazione della preziosissima biblioteca di Montségur. Ma non fugge più, chiamato a grandi destini come la sua Esclarmonde e gli ultimi catari. Durante i mesi d’assedio all’imprendibile rocca, incomincia una lotta fra la feroce astuzia dell’inquisitore frate Ferrier che comanda l’esercito crociato, e Giordano. Frate Ferrier non vuole soltanto il castello ed i catari: vuole anche Giordano e le chiavi del sapere. La sera prima di capitolare quattro uomini con una copia ognuno de La via del Sole si calano dalla terribile parete e fuggono. Il mattino del 16 marzo 1244, ai piedi di Montségur viene eretto un gigantesco rogo e vengono bruciati vivi oltre 210 catari. Abbracciati allo stesso palo, la nonna di Esclarmonde – Marquesia –, la madre Corba, Esclarmonde e Giordano. Prima di gettarlo sulle fiamme frate Ferrier comunica a Giordano che i quattro fuggitivi sono stati presi, e così tutti i libri e tutte le copie de La via del Sole con le chiavi del sapere. Non ci sarà alcuna rivoluzione scientifica. Il mondo proseguirà il suo docile cammino. E la storia ignorerà chi è stato Giordano Nemorario: sarà confuso col primo grande inquisitore della storia, Giordano di Sassonia. Giordano muore bruciato vivo assieme alla gente con cui ha lottato, e alla fanciulla che ha amato come la sua vera figlia. Ma frate Ferrier non ha vinto. Giordano gli ha dato il suo corpo in pasto per placarlo, mentre Guilhem Montanhagol – con una copia delle chiavi del sapere nascosta nella sella del cavallo e vestito da crosciato – abbandona l’Occitania e si dirige verso Oxford, alla ricerca di Ruggero Bacone. Ma viene catturato poco prima di compiere la missione e di lui non resterà più traccia. Giordano aveva aperto un altro varco ancora, forse l’ultima speranza. La notte prima della capitolazione ha istruito la piccola Perella, serva del castellano di Montségur e amica di Esclarmonde. La coraggiosa fanciulla si nasconde in una fessura della roccia fuori dal castello. Poi, quando lo spaventoso rogo è ormai spento e l’esercito crociato ha tolto le tende, Perella esce e – facendosi passare per lebbrosa – raggiunge le grotte vicino Tarascon. Lì raccoglie i due preziosi manoscritti originali e si mette in cammino verso una nuova terra, un altro paese ove poter gettare le basi per consegnare – un giorno – le chiavi del sapere a qualcuno che possa finalmente far vedere loro la luce del sole.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-8271930280019319750?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/8271930280019319750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=8271930280019319750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/8271930280019319750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/8271930280019319750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/12/eresia-pura.html' title='- Eresia Pura'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-HL1zV3n1Z9I/TvyqBilOKVI/AAAAAAAAC2Q/0L-kTsJA_Z0/s72-c/eretica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-8660208334372824126</id><published>2011-12-27T17:00:00.001+01:00</published><updated>2011-12-27T17:02:52.110+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><title type='text'>ROMA PRIMA DI ROMA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lT7yLB6Tmnc/Tvnrts1JlJI/AAAAAAAAC2A/pgEUZAmtjks/s1600/COPERTINA%2BROMA.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 281px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690838774520059026" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-lT7yLB6Tmnc/Tvnrts1JlJI/AAAAAAAAC2A/pgEUZAmtjks/s400/COPERTINA%2BROMA.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; PAOLO GALIANO “ROMA PRIMA DI ROMA”&lt;br /&gt;pagg. 205, 52 illustrazioni nel testo in b/n&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed. Simmetria, Roma dicembre 2011 (www.simmetria.org)– prezzo 25 €&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi tre secoli una poco conosciuta schiera di Autori italiani, che ha in Giambattista Vico il suo illustre predecessore, ha affrontato il tema della precedenza storica della civiltà degli antichi popoli italici rispetto a quelle del bacino del Mediterraneo, civiltà a cui questi scrittori dettero il nome di Saturnia Tellus o Terra di Saturno, rifacendosi alla mitica Età dell’Oro di Saturno, di cui gli scrittori classici, sia latini che greci, avevano parlato nelle loro opere.&lt;br /&gt;Anche se essi ci possono far sorridere per la loro ingenuità, per le idee talora difficili da comprendere e per certe false etimologie che creano per giustificare la loro opera, ciò non toglie che si avverta la presenza di “ambienti” che li hanno sicuramente ispirati, “ambienti” che si possono far risalire a Centri esoterici più o meno ben individuabili, quale quello legato al Principe Raimondo De Sangro o ad alcune società segrete patriottiche delle guerre del Risorgimento.&lt;br /&gt;La loro opera è la testimonianza di un mondo arcaico: la Tirrenide scomparsa con i grandi cataclismi che seguirono la fine dell’ultima Era Glaciale e la fase vulcanica che ne fu la conseguenza.&lt;br /&gt;E dalla Tirrenide giungono, tramite questi Autori, le tracce di una sapienza antica, a volte presenti nei miti e a volte fissate nella pietra dei più arcaici monumenti di Roma, la cui lettura consente, secondo la loro interpretazione, di risalire ad un’antichità ben maggiore rispetto a quella attribuita alla civiltà romana dalla scienza moderna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-8660208334372824126?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/8660208334372824126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=8660208334372824126' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/8660208334372824126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/8660208334372824126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/12/roma-prima-di-roma.html' title='ROMA PRIMA DI ROMA'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-lT7yLB6Tmnc/Tvnrts1JlJI/AAAAAAAAC2A/pgEUZAmtjks/s72-c/COPERTINA%2BROMA.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-3824447238909060023</id><published>2011-12-20T17:04:00.000+01:00</published><updated>2011-12-20T17:06:19.101+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-I7Fw8E9zAfM/TvCyTLcccVI/AAAAAAAAC1w/BcehuDgslNI/s1600/pergamena.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; 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HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685347182645324178" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-aXV8d6haSjo/TuZpI-5XqZI/AAAAAAAAC1E/H-JtEY348ks/s400/03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-YSG4n44pYz0/TuZo_pG0QsI/AAAAAAAAC04/8BPneQuTjqs/s1600/02.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685347022177321666" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-YSG4n44pYz0/TuZo_pG0QsI/AAAAAAAAC04/8BPneQuTjqs/s400/02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-KwrffBvQLOM/TuZo0zXzilI/AAAAAAAAC0s/3IIXPsIXbbs/s1600/01.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685346835954371154" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-KwrffBvQLOM/TuZo0zXzilI/AAAAAAAAC0s/3IIXPsIXbbs/s400/01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; Per informazioni e abbonamenti contattare:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:lab.ermetico.filosofico@gmail.com"&gt;lab.ermetico.filosofico@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-2417856221728340189?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/2417856221728340189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=2417856221728340189' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/2417856221728340189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/2417856221728340189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/12/per-informazioni-e-abbonamenti.html' title='- Opus Minimum - Volume 2011'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-hrF-JT4G5AA/TuZpizrN0tI/AAAAAAAAC1c/zqwlGOJH7hY/s72-c/05.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-3121998502270832165</id><published>2011-12-11T12:15:00.002+01:00</published><updated>2011-12-11T12:25:48.046+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- Sintesi della Cena de le Ceneri</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5-hPKvjsA8w/TuSQ-vacBKI/AAAAAAAAC0c/cpaJgQSg5fU/s1600/Ceneri.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; 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Con il tono cerimonioso ed enfatico d'uso in queste occasioni, il Nolano invita il suo protettore ad un banchetto particolare, quello tenuto alla sera del primo giorno di quaresima del 1583 (appunto detto "delle ceneri" perché vi si celebra un apposito rito penitenziale dopo le festività del carnevale) nella casa londinese del nobiluomo Fulke Greville. Segue una breve ma vivace ed ironica esposizione del contenuto dei cinque dialoghi di cui si compone l’opera, nonché la contestuale presentazione dei personaggi partecipanti alla discussione. Bruno avverte che il dialogo è "istoriale", e che quindi vi si intrecciano vari motivi oltre quello scientifico: poesia, commedia, insegnamento, lode, dimostrazione, matematica, fisica, morale. Tutti però sono ugualmente importanti, in particolare le polemiche perché consentono d’imparar a l’altrui spese". E qui naturalmente Bruno ha modo di lanciare una frecciata contro i &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;professori di Oxford&lt;/span&gt; che, chiamati ad ascoltare e a discutere le idee di Bruno si sono mostrati &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;tanto presuntuosi quanto ignoranti&lt;/span&gt;: dunque una cornice questa indegna delle dottrine ivi sostenute e certo non all’altezza del livello speculativo che Bruno avrebbe voluto tenere. La lettera si conclude con l’elogio di Enrico III, che Bruno aveva conosciuto nel precedente soggiorno a Parigi e a cui aveva dedicato il "De umbris idearum".&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Dialogo primo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;I personaggi di questo primo dialogo sono, oltre a Teofilo, il discepolo testimone degli avvenimenti che espone la teoria bruniana, Smitho, un personaggio certamente reale ma di difficile identificazione, certo un amico inglese (forse John Smith o il poeta William Smith) uomo di buon senso e privo di pregiudizi, Prudenzio, che rappresenta il tipo del pedante, e Frulla, anch'esso un personaggio di fantasia che, come suggerisce il nome, incarna la figura comica dell’uomo da poco ma dotato di ironia e di spirito che prende in giro il padrone per la sua noiosa cavillosità. Il dialogo si apre con Smitho che interroga Teofilo sull’incontro del Nolano con due professori dell’università di Oxford sulla nuova filosofia cosmologica cui egli ha assistito. Nel suo racconto Teofilo traccia un ritratto alquanto mediocre dei suoi interlocutori, che risultano ignoranti e di modi poco raffinati, dilungandosi anche in una lunga disquisizione con Frulla sul significato del numero due e con Prudenzio su quello del termine "tetralogo" (dialogo a quattro) e sul valore degli studi grammaticali. Dopo una rituale invocazione alle muse, Teofilo racconta come alcuni giorni prima fossero giunti presso il Nolano i messi di un nobile inglese che era desideroso di apprendere la sua interpretazione della teoria di Copernico e la nuova filosofia. Il Nolano rispose rivendicando la propria autonomia di pensiero rispetto a Copernico come a qualsiasi altro. Tuttavia, pur riconoscendo l’importanza del contributo matematico dell’astronomo polacco, egli paragona il suo lavoro a quello dei traduttori che traducono le parole da una lingua all’altra senza capire il senso complessivo del testo; o a quello dei contadini che fanno rapporto ad un ufficiale sulle manovre degli eserciti durante una battaglia, senza conoscere i principi dell’arte militare e quindi senza spiegarsi i motivi della vittoria dell’uno sull’altro. Così le apparenze dei fenomeni fisici e astronomici non possono essere intese se non dalla ragione. Nella risposta ad una precisa domanda di Smitho, Teofilo dichiara di ritenere Copernico meritevole per aver dissolto gli errori dell’antica concezione aristotelico-tolemaica (e come astronomo è stato perciò superiore a qualsiasi altro del passato e del presente), pur non essendosene molto allontanato in quanto si è mostrato più matematico che fisico e quindi non ha investigato i principi "costanti e certi" su cui edificare la nuova teoria del cosmo. Malgrado ciò gli deve essere riconosciuto il merito di essere andato contro corrente e di essersi opposto all’opinione generale, benché fosse privo di "vive raggioni" e possedesse solo alcuni frammenti delle antiche idee eliocentriche. Ad ogni modo la lode massima va al Nolano che ha liberato l’animo umano dall’ignoranza e dal vizio, egli "ch'ha varcato l’aria, penetrato il cielo, discorse le stelle, trapassati gli argini del mondo fatte svanir le fantastiche muraglie de le ..sfere". A lui "che al cospetto di ogni senso e raggione, co' la chiave di solertissima inquisizione aperti que' chiostri de la verità, che da noi aprir si posseano, nudata la ricoperta e velata natura", viene dedicato un lungo e accorato elogio. Lui ha rinnovato infatti l’immagine della natura, mostrando la somiglianza degli altri corpi celesti con la nostra terra, aprendo i nostri occhi "a veder questo nume, questa nostra madre, che nel suo dorso ne alimenta e ne nutrisce, dopo averne produtti dal suo grembo, al qual di nuovo sempre ne raccoglie, e non pensar oltre lei essere un corpo senza alma e vita, ad anche feccia tra le sustanze corporali". Egli ci insegna come non vi sia che un unico cielo e "un' eterea raggione immensa" che regola il movimento degli astri; e così siamo indotti "a scuoprir l’infinito effetto dell’infinita causa, il vero e vivo vestigio de l’infinito vigore; ed abbiamo dottrina a non cercar la divinità rimossa da noi, se l’abbiamo appresso, anzi di dentro, più che noi medesimi siamo dentro a noi". La celebrazione di Bruno culmina con una lunga citazione da un poema di L. Tansillo che si conclude con l’esortazione "lasciate l’ombre e abbracciate il vero; / non cangiate il presente col futuro". Dunque in tal modo prosegue Teofilo "uno solo, benché solo, può e potrà vincere, ed al fine avrà vinto, e trionferà contra l’ignoranza generale ... co' la forza del regolato sentimento, il qual bisogna che conchiuda al fine". Quanto alla moltitudine, non solo non bisogna tenerne in conto né l’approvazione né il biasimo, ma non bisogna neppure ritenerla degna, lei che è sciocca, ignorante e presuntuosa, di comunicarle la verità per non incorrere nell’inconveniente già denunciato dal Vangelo di offrire perle ai porci. Del resto l’esperienza insegna che coloro che si ritengono "&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;dotti e dottori&lt;/span&gt;" &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;si adirano se qualcuno scopre la loro ignoranza e intende istruirli, mentre vogliono ostinatamente perseverare nell’errore di quello che una volta hanno pur malamente appreso&lt;/span&gt;. Solo a coloro che hanno "libero l’intelletto, terso il vedere e son prodotti dal cielo" è destinato il messaggio del Nolano. All’ostinazione ottusa di Prudenzio che dichiara di volersi attenere comunque all’autorità degli antichi perché "nell’antiquità è la sapienza", Teofilo ribatte "che noi siamo più vecchi ed abbiamo più lunga età, che i nostri predecessori", come peraltro dimostra lo stesso Copernico nei confronti degli astronomi antichi. Del resto ogni opinione, ancorché falsa, prima di essere antica era nuova all’epoca in cui fu espressa. Quanto all’ignoranza presuntuosa degli avversari, l’unico modo di combatterli è quello di confutare con opportune argomentazioni le loro false dottrine demolendo in tal modo la loro autostima e rendendoli semplici uditori della verità e, secondo l’uso della scuola pitagorica, senza il dirittto di interrogare. Gli ingegni più liberi e dotati potranno sì interrogare ma non esprimere giudizi sulla nuova filosofia prima di aver percorso tutti i gradi di essa, persuasi che le difficoltà cesseranno una volta che essa sia stata appresa nella sua interezza. Smitho non può trattenere a questo punto una perplessità: dato il grande numero di ignoranti che riempiono le accademie e le università, come sarà possibile a lui, che non sa nulla ed è indotto, distinguere il vero sapere dall’impostura, ciò che è degno da ciò che è indegno? La risposta di Teofilo è tutt'altro che rassicurante: "questo è dono degli dei, se ti guidano e dispensano la sorte da farte venir a l’incontro un uomo, che non tanto abbia l’estimazion di vera guida, quanto in verità sia tale, ed illuminano l’interno tuo spirto al far elezione de quel ch'è migliore". Smitho osserva che per lo più si segue il giudizio comune in modo che, in caso di errore, si sarà in compagnia e si godrà del favore generale. Perciò, ribatte Teofilo, i saggi sono pochi e ciò che è comune e generale è di scarso pregio, per cui "è più sicuro cercar il vero e conveniente fuor de la moltitudine". Persuaso, Smitho chiede di udire finalmente la filosofia del Nolano.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Dialogo secondo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Teofilo racconta come il Nolano fosse interpellato un giorno da Fulke Greville circa la ragioni da lui sostenute in favore del movimento della terra. Il Nolano rifiuta di rispondere perché non conosce il grado di preparazione del suo interlocutore, cui propone piuttosto di farlo incontrare con esponenti della concezione opposta alla sua per potersi confrontare con loro. "Con questo modo si potesse veder la virtù de' fondamenti di questa sua filosofia contra la volgare tanto megliormente, quanto maggior occasione gli verrebbe presentata di rispondere e dichiarare". Il Grivelle accetta di buon grado e fissa l’appuntamento "per mercoledì ad otto giorni, che sarà delle ceneri" (quindi per il 14 febbraio 1584). Il Nolano, mentre dichiara la sua disponibilità, si raccomanda al suo ospite, che gli fornisce ampie assicurazioni in proposito, di non farlo dialogare con "persone ignobili, mal create e poco intendenti in simili speculazioni". In giorno convenuto, il Nolano attende fin dopo pranzo l’invito, ma non essendo giunto si reca a visitare alcuni amici italiani residenti a Londra per affari; tornato verso sera, trova davanti alla porta di casa messer Florio (cioè Giovanni Florio, oriundo senese, nato a Londra da famiglia valdese rifugiatasi in Inghilterra per sfuggire alle persecuzioni religiose, insegnante di italiano e letterato) e maestro Guin (cioè Matteo Gwinne, medico e filosofo inglese) che lo stanno aspettando per accompagnarlo al luogo dell’incontro dove è atteso da "tanti cavalieri, gentilomini e dottori". "Orsù, disse il Nolano, andiamo e preghiamo Dio, che ne faccia accompagnare in questa sera oscura, a sì lungo camino, per sì poco sicure strade". In effetti il tragitto fino alla casa del Greville si rivela denso di peripezie: per fare prima, i tre cercano innanzitutto un battello per scendere lungo il Tamigi, ma "passammo tanto tempo, quanto avrebbe bastato a bell’agio di condurne per terra al loco determinato, ed aver spedito ancora qualche piccolo negozio"; trovatolo, si imbattono in un barcaiolo che sembra Caronte con una barca le cui parti "ti rispondevano ovonque la toccassi, e per ogni minimo moto risuonavano per tutto". Invece di affrettare la corsa, i tre vengono fatti approdare per forza presso il Tempio (cioè la sede dei Templari), quindi in un punto ancora lontano dalla meta: non c'è modo naturalmente di fare intendere ragioni al barcaiolo, che per di più pretende di essere pagato per intero. Avviatisi a piedi, si trovano in mezzo al fango e al buio e in queste condizioni devono procedere per un bel pezzo sbuffando, sospirando e bestemmiando. Finalmente giungono ad una strada ma fatti pochi passi si accorgono di essere vicini al punto in cui erano sbarcati. Stanchi, pensano di rinunciare e di tornare a casa, ma li trattiene il pensiero di essere attesi da una così nobile compagnia e di aver assicurato la loro presenza. "Venca dunque la perseveranza, perché, se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre. Tutte le cose preziose son poste nel difficile. Stretta e spinosa è la via de la beatitudine". Segue un lungo intermezzo in cui Teofilo tesse l’elogio di Elisabetta e del suo regno illuminato, nonché degli uomini più in vista della sua corte (dal conte di Leicester, cancelliere dell’Università di Oxford, a suo nipote Sir Philip Sidney, al potente Sir Francis Wolsingham) e dei circoli culturali ruotanti attorno ad essa; ad essi si contrappone il resto della società inglese, inospitale, rozza, sordida, ai limiti della bestialità. Il racconto riprende con il Nolano che, dopo le ultime peripezie del tragitto, giunge finalmente alla porta della casa di Greville, malamente accolto dalla servitù. I tre entrano nella sala dove gli altri si erano già seduti a tavola e prendono posto. Della disposizione dei commensali Teofilo fornisce una precisa descrizione: il Nolano siede avendo a destra lo stesso Teofilo, a sinistra il dottor Torquato, e di fronte il dottor Nundinio, che rappresentano il corpo docente oxoniense. Anche il comportamento dei commensali durante il pasto si rivela in linea con il profilo generale dei costumi evidenziati dagli inglesi in altre occasioni: tutt' altro che educato e del tutto privo di raffinatezze.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Dialogo terzo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Il dialogo si apre con Nundinio che domanda al Nolano se comprende l’inglese: un'occasione ulteriore per lanciare una bordata polemica contro l’ignoranza dei professori oxoniensi che non conoscono se non il loro idioma e un po' di latino. Dunque si converserà in quest'ultima lingua. Nundinio interroga il Nolano sulla teoria eliocentrica di Copernico, ma già dalla formulazione della domanda si capisce che non ne possiede una conoscenza di prima mano. In ogni caso ciò offre lo spunto a Teofilo per citare un lungo brano della lettera premessa da A. Osiander al "De revolutionibus", quale esempio di fraintendimento palese e di ignoranza scientifica, che induce il teologo luterano a ridurre la teoria copernicana a "suppositione" (ipotesi) buona "solamente per la facilità mirabile e artificiosa del computo", ma certo non a considerarla una oggettiva descrizione della struttura del cosmo. Quanto al Nolano, egli è stato certamente preceduto da molti altri nella sua concezione dell’universo (in particolare "il divino Cusano"), ma "lui lo tiene per altri proprii e più saldi principii, per i quali, non per autoritate ma per vivo senso e raggione, ha cossì certo questo come altra cosa che possa aver per certa". In ogni caso poichè Osiander ha creduto di individuare in Copernico un errore riguardante la distanza di Venere dal sole in dipendenza "dal movimento suo ne l’epiciclo", Teofilo gli oppone l’argomento secondo il quale "da l’apparenza de la quantità del corpo luminoso non possiamo inferire la verità de la sua grandezza né di sua distanza; perché, sì come non è medesima raggione d'un corpo men luminoso ed altro più luminoso e altro luminosissimo, acciò possiamo giudicare la grandezza o ver la distanza loro." Infatti una testa d'uomo non è visibile a due miglia di distanza mentre lo è una lucerna, che è più piccola, a sessanta miglia, " come da Otranto in Puglia si veggono al spesso le candele d' Avellona (Valona), tra quai paesi tramezza gran tratto del mare Jonio". Dunque, sostiene Teofilo, vi è un rapporto direttamente proporzionale tra l’intensità della luce e la distanza da cui è percepita "perché più presto da la qualità e intensa virtù de la luce, che da la quantità del corpo acceso, suole mantenersi la raggione del medesimo diametro e mole del corpo; (..) [per cui non è possibile] concludere, che a tanta distanza, quanta è il diametro de l’epiciclo di Venere, si possa inferir raggione di tanto diametro del corpo del pianeta, ed altre cose simili". Peraltro lo stesso accade quando noi osserviamo la terra da una certa altezza e lo guardo abbraccia un determinato orizzonte: quest' ultimo aumenta in proporzione dell’aumento del punto di osservazione, per cui "è da credere che, discostandosi più l’orizzonte, sempre si diminuisca" il modo con cui ci apparirà la terra. "E cossì oltre, attenuandosi l’orizzonte, sempre crescerà la comprensione de l’arco, insino alla linea emisferica ed oltre. Alla quale distanza, o circa quale posti, vedreimo la terra con quelli medesimi accidenti coi quali veggiamo la luna aver le parti lucide ed oscure, secondo che la superficie è acquea e terrestre. Tanto che, quanto più se stringe l’angolo visuale, tanto la base maggiore si comprende de l’arco emisferico, e tanto ancora in minor quantità appare l’orizzonte (..). Allontanandoci dunque, cresce sempre la comprensione de l’emisfero e il lume; il quale, quanto più il diametro si diminuisce, tanto d'avantaggio si viene a riunire; di sorte che, se noi fussemo più discosti da la luna, le sue macchie sarebbero sempre minori, sin alla vista d' un corpo piccolo e lucido solamente". Smitho trae facilmente le logiche conclusioni di questo discorso di Teofilo: un corpo luminoso più grande, irradiando con la sua luce un corpo opaco più piccolo, "de l’ombra conoidale produce la base in esso corpo opaco, ed il cono, oltre quello, ne la parte opposita: (..) la conclusione di questa raggione è, che il sole è corpo più grande che la terra, perché manda il cono de l’ombra di quella sin appresso alla sfera di Mercurio, e non passa oltre". Nello stesso modo, incalza Teofilo, "un corpo luminoso minore può illuminare più della mittà d'un corpo opaco più grande".&lt;br /&gt;Il dialogo prosegue riportando un'ulteriore obiezione di Nundinio: il movimento della terra è impossibile perché si trova al centro dell’universo e quindi è "fisso e costante fundamento d' ogni moto". La risposta del Nolano è semplice: "questo medesimo può dir colui che tiene il sole essere nel mezzo de l’universo, e per tanto immobile e fisso, come intese il Copernico ed altri molti, che hanno donato termine circonferenziale a l’universo"; ma questo argomento non è valido per chi concepisce l’universo come infinito, e dunque senza che vi sia alcun corpo che occupi il centro o la periferia. Ne consegue che, per quanto riguarda i moti, "non è alcuno, che di gran lunga non differisca dal semplicemente circulare e regolare circa qualche centro". Per cui "noi che veggiamo un corpo aereo, etereo, spirituale, liquido, capace loco di moto e di quiete, sino immenso e infinito, (..) sappiamo certo che, essendo effetto e principiato da una causa infinita e principio infinito, deve, secondo la capacità sua corporale e modo suo, essere infinitamente infinito". Di fronte a questo argomento Nundinio resta attonito e stupito, come se gli fosse apparso un fantasma. Incomincia allora a "dimandar fuor di proposito" sulla materia dei vari pianeti che ora sono creduti formati di etere (o quinta essenza), materia incorruttibile di cui le stelle costituiscono la parte più densa. Il Nolano risponde che "li altri globi, che son terre, non sono in punto alcuno differenti da questo in specie; solo in esser più grandi e piccioli (..); ma quelle sfere, che son foco come è il sole, per ora, crede che differiscono in specie, come il caldo e freddo, lucido per sé e lucido per altro". Rivolgendosi a Smitho che si meraviglia della prudenza del Nolano, Teofilo gli spiega che "dal svanimento delle parti oscure ed opache del globo e dalla unione delle parti cristalline e lucide si viene sempre alle reggioni più e più distante a diffondersi più e più lume. Or se il lume è causa del calore, (..) avverrà che la terra co' gli raggi, che ella manda alle lontane parti de l’eterea reggione, secondo la virtù della luce venghi a comunicar altrettanto di virtù di calore. Ma a noi non costa che una cosa per tanto che è lucida sii calda, perché veggiamo appresso a noi molte cose lucide, ma non calde". A queste affermazioni Nundinio si mette a ridere e cita Luciano che nella "Storia vera" immagina e racconta di altre terre con le stesse proprietà della nostra. Al che il Nolano spiega che lo scrittore antico stava polemizzando con quei filosofi che affermano appunto che vi siano molte terre; in realtà "se ben consideriamo, trovarremo la terra e tanti altri corpi, che son chiamati astri, membri principali de l’universo, come danno la vita e nutrimento alle cose che da quelli toglieno la materia, e a' medesimi la restituiscano, cossì e maggiormente hanno la vita in sé; per la quale, con una ordinata e natural volontà, da intrinseco principio se muoveno alle cose e per gli spacii convenienti ad essi." Non vi sono altri tipi di movimento ed ogni essere "si muove al suo principio vitale, come al sole e altri astri; (..) e finalmente va a trovar il simile e fugge il contrario". Tutto avviene secondo un principio interno alla natura stessa che agisce in modo differente sui diversi corpi in relazione alle specifiche qualità di ognuno. Questo principio intero è detto "anima", ed è sensitiva e intellettiva come la nostra, e "forse anco più". La terra è dunque come "un grande animale" che possiede sensibilità, membra, carne, sangue, nervi, ossa, vene, cuore ma certo non simili alle nostre; e come negli animali, anche in lei le varie parti sono " in continua alterazione e moto, ed hanno un certo flusso e reflusso, dentro accogliendo sempre qualche cosa dall’estrinseco e mandando fuori qualche cosa da l’intrinseco". Per cui "essendo che ogni cosa participa de vita, molti ed innumerevoli individui vivono non solamente in noi, ma in tutte le cose composte; e quando veggiamo alcuna cosa che se dice morire, non doviamo tanto credere quella morire, quanto che la si muta, e cessa quella accidentale composizione e concordia, rimanendono le cose che quella incorreno, sempre immortali".&lt;br /&gt;Infine Nundinio, irritato e ormai sconfitto, propone un'ultima questione: se fosse vero che la terra gira verso oriente, le nuvole dovrebbero scorrere verso il lato opposto "per raggione del velocissimo e rapidissimo moto di questo globo, che in spacio di ventiquattro ore deve aver compito sì gran giro." Il Nolano gli risponde che nuvole e venti fanno parte della terra, la quale comprende "tutta la machina e l’animale intero, che consta di sue parti dissimilari", dai mari ai monti ai sassi ai fiumi; dunque le nuvole si muovono in sintonia con la terra e insieme con "tutti gli accidenti, che son nel corpo de la terra." A questo punto Smitho interrompe il racconto di Teofilo per porre lui stesso una domanda: "onde avviene, che noi veggiamo l’emisfero intiero, essendo che abitiamo ne le viscere della terra?" Pacatamente Teofilo risponde che essendo la terra un globo in tutte le sue parti, "accade che alla vista de l’orizonte cossì una convessitudine doni loco all’altra"; si tratta dunque di una situazione del tutto diversa da quella in cui tra i nostri occhi e una parte del cielo si interpone un monte a impedire la vista del circolo dell’orizzonte. "La distanza dunque di cotai monti, i quali siegueno la convessitudine de la terra, la quale non è piana ma orbicolare, fa che non ne sii sensibile l’essere entro le viscere de la terra." Incalza ancora Smitho domandando se questo impedimento tocca anche coloro che sono vicino alle alte montagne. Risponde Teofilo che tocca solo coloro che sono vicino ai monti più piccoli, "perché non sono altissimi gli monti, se non sono medesimamente grandissimi in tanto, che la loro grandezza è insensibile alla nostra vista", precisando però che per altissimi non si deve intendere la dimensione delle Alpi o dei Pirenei, ma quella ad es. dell’intera Francia posta tra l’Oceano e il Mediterraneo. Del resto Alpi e Pirenei sono state in passato "la testa d'un monte altissimo. La qual, venendo tutta via fracassata dal tempo (..) forma tante montagne particolari, le quale noi chiamiamo monti." In conclusione, afferma Teofilo, "con la terra dunque si muoveno tutte le cose che si trovano in terra. Se dunque dal loco extra la terra qualche cosa fusse gittata in terra, per il moto di quella perderebbe la rettitudine." Si può provare quanto detto con qualche semplice esperienza: se uno da una riva vorrà lanciare un sasso verso una nave in corsa lungo un fiume, fallirà il bersaglio; se quello stesso sasso varrà lanciato da un marinaio posto sulla cima dell’albero maestro, lo si vedrà cadere in linea retta alla base dello stesso albero. Se dunque vi saranno due persone, una dentro la nave in corsa e l’altra fuori, ed entrambi " abbia la mano circa il medesimo punto de l’aria", lanciando contemporaneamente una pietra, "senza che gli donino spinta alcuna, quella del primo, senza perdere punto né deviar da la sua linea, verrà al prefisso loco, e quella del secondo si trovarrà tralasciata a dietro." La ragione di questo sta nel fatto che "le cose, che hanno fissione o simili appartinenze nella nave, si muoveno con quella; e la una pietra porta seco la virtù del motore il quale si muove con la nave, l’altra di quello che non ha detta participazione." Da questa esperienza si può dunque concludere che il moto rettilineo non dipende né dal punto di partenza, né da quello d'arrivo, né dall’aria, "ma da l’efficacia de la virtù primieramente impressa, dalla quale depende la differenza tutta." E con ciò il dialogo si chiude.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Dialogo quarto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Però "la divina scrittura (..) in molti luoghi accenna e suppone il contrario": questa la domanda di Smitho che apre il dialogo. Teofilo risponde che "nelli divini libri in servizio del nostro intelletto non si trattano le demostrazioni e speculazioni circa le cose naturali, come se fusse filosofia"; il fine della Scrittura è pratico, e concerne il senso morale delle nostre azioni. Dunque il divino legislatore quando tratta quelle questioni non parla sacondo verità "ma di questo lascia a gli uomini contemplativi, e parla al volgo in maniera che, secondo il suo modo di intendere e di parlare, venghi a capire quel ch'è principale". Smitho acconsente e a conferma di questa tesi cita la posizione di Al-Gazali secondo il quale "il fine delle leggi non è tanto di cercar la verità delle cose e speculazioni, quanto la bontà de' costumi, profitto della civiltà, convitto di popoli e prattica per la commodità della umana conversazione, mantenimento di pace e aumento di republiche." Anzi il sapiente non giudica cosa opportuna divulgare la verità presso il volgo ignorante che non ne capirebbe il valore e ne equivocherebbe il senso. "Parlar con i termini de la verità dove non bisogna, è voler che il volgo e la sciocca moltitudine, dalla quale si richiede la prattica, abbia il particular intendimento; sarebbe come voler che la mano abbia l’occhio, la quale non è stata fatta dalla natura per vedere, ma per oprare e consentire alla vista." Dunque la Scrittura usa un linguaggio consono alle "paroli e sentimenti comoni". Dunque nelle questioni naturali che hanno come oggetto la verità, le parole della Scrittura non devono essere usate come autorità "e prender per vero quel che è stato detto per similitudine". In ogni caso Teofilo precisa che questa distinzione tra verità e metafora (come si dimostra in seguito con un lungo esempio tratto dal libro di Giobbe) "non tocca a tutti di volerla comprendere, come non è dato a ogniuno di posserla capire". Del resto si può giudicare della rilevanza e del significato della metafora nel linguaggio religioso, osservando come la Scrittura venga usata in questo senso da ebrei, cristiani e musulmani con risultati tanto diversi e persino contrari. Piuttosto, osserva Smitho, questo valore metaforico e pratico della Scrittura fa sì che essa ben si possa conciliare con la filosofia del Nolano. Teofilo risponde che non si devono temere le obiezioni degli "onorati spirti, veri religiosi e, ed anco naturalmente uomini da bene, amici della civile conversazione e buone dottrine"; costoro infatti non tarderanno a rendersi conto che questa filosofia non solo contiene la verità, ma favorisce la religione più di qualsiasi altra che ponendo il mondo finito limita l’efficacia della potenza divina o che fissando la provvidenza sopra le azioni umane ne svilisce l’effetto rimuovendola dalle cause prime e universali.&lt;br /&gt;Dopo queste considerazioni Smitho chiede a Teofilo di tornare al racconto della conversazione del Nolano, riferendo dell’intervento del dottor Torquato, presentato come molto più ignorante e arrogante di Nundinio. Costui in verità non porta argomenti ma apostrofa il Nolano accusandolo di pretendere di arrogarsi il titolo di maestro dei filosofi al posto di Aristotele. Il Nolano si volge agli astanti ridendo per queste sciocchezze e lo invita ad entrare più propriamente in argomento. Al che Torquato pone la seguente questione: se la terra si muove, come mai la stella di Marte appare talvolta più grande e talvolta più piccola? Il Nolano gli risponde che "una delle cause principali (..) è il moto della terra e di Marte ancora per gli proprii circoli, onde aviene che ora siino più prossimi ora più lontani." Alla richiesta di Torquato di descrivere la proporzione dei moti della terra e dei pianeti, il Nolano risponde di essere venuto per rispondere e non per insegnare, che questa è nozione conosciuta dagli antichi e dai moderni, "e che lui non disputa circa questo, e non è per litigare contra gli matematici, per toglier le loro misure e teorie, alle quali sottoscrive e crede; ma il suo scopo versa circa la natura e verificazione del soggetto di questi moti." In ogni caso, sollecitato dai presenti, il Nolano in una pagina densissima presenta un quadro completo della sua filosofia ribadendo l’infinità dell’universo, che consta di un immenso e unico spazio o cielo in cui sono collocati la terra e gli altri astri in quantità innumerevole, dei quali alcuni sono caldi e altri sono freddi; "questi, per comunicar l’uno all’altro, e partecipar l’un da l’altro il principio vitale, a certi spacii, con certe distanze, gli uni compiscono gli lor giri circa gli altri, come è manifesto in questi sette, che versano circa il sole." La terra è uno di questi, e il suo moto, che procede in 24 ore "dal lato chiamato occidente verso l’oriente, caggiona l’apparenza di questo moto de l’universo circa quella, che è detto mundano o diurno." Dopo questa esposizione del Nolano, seguono momenti di grande confusione con Torquato che si scalda e inveisce contro il filosofo dandogli del pazzo. Anche il Nolano alza il tono di voce e ribalta l’accusa apostrofando il professore oxoniense che non valeva più dei suoi abiti accademici i quali avrebbero dovute essere spolverati a suon di bastonate data l’asinità che aveva dimostrato nella discussione. Questo esito fornisce l’occasione a Frulla per lamentare la decadenza degli studi filosofici in Inghilterra a favore di quelli umanistici e grammaticali con la conseguente diffusione di quella pedanteria di cui fece le spese il Nolano "nato e allevato sotto più benigno cielo" durante le pubbliche dispute con i teologi di Oxford, come quella tenuta alla presenza del principe polacco A. de Lask e di altri membri della nobiltà. Riprendendo il racconto Teofilo riferisce come il Nolano si fosse ricomposto presto dal precedente scatto d' ira, rivolgendo parole amichevoli a Torquato e ricordando di aver sostenuto le stesse posizioni aristoteliche in gioventù, quando era più ignorante. Perciò augura a Torquato che Dio gli conceda di accorgersi della propria cecità per poter diventare più civile e cortese, meno ignorante e temerario. Questo naturalmente non riesce a smuovere i dottori inglesi che dichiarano di fondare la loro certezza sull’autorità di Aristotele e di altri grandi filosofi. Al che "il Nolano soggionse, che sono innumerabili sciocchi, insensati, stupidi ed ignorantissimi, che in ciò sono compagni non solo d'Aristotele e Tolomeo, ma di essi loro ancora; i quali non possono capire quel che il Nolano intende, con cui non sono, né possono essere consenzienti, ma solo uomini divini e sapientissimi, come Pitagora, Platone e altri.". Quanto ad Aristotele, essi possono essergli vicino solo nell’ignoranza, ma non certo nel sapere, perché "dove quel galantuomo fu dotto e giudicioso, credo e son certissimo, che tutti insieme ne sete troppo discosti." E a riprova di ciò milita il fatto che non sono riusciti a portare un solo argomento valido contro Copernico e contro di lui, che invece ne ha fornito molti e persuasivi. Torquato allora torna alla carica domandando la posizione dell’auge del sole. "Il Nolano rispose che lo imaginasse dove gli piace, e concludesse qualche cosa, perché l’auge si muta e non sta sempre nel medesimo grado de l’eclittica. (..) Questa interrogazione de l’auge del sole conchiuse in tutto e per tutto, che costui era ignorantissimmo di disputare." Infatti "la prima lezione, che si dà ad uno che vuole imparar di argumentare, è di non cercare e dimandar secondo i propri principi, ma quelli che sono concessi da l’avversario", la cui validità si deve cercare di demolire e confutare con apposite prove. Ovviamente gli oxoniensi non si danno per vinti: Torquato stende sulla tavola carta e calamaio, vi disegna il sistema planatario secondo i due sistemi, tolemaico e copernicano, in tal modo pretendendo di dare una lezione al Nolano. Ma sbaglia tutto, dimostrando di aver frainteso Copernico, affermando come suo "quel che il Copernico non intese, e più tosto s'arrebbe fatto tagliar il collo, che dirlo o scriverlo." Infatti portato il libro di Copernico il Nolano smaschera la loro ignoranza. Allora Torquato e Nundinio, vistisi sconfitti, se ne vanno. Anche gli altri cavalieri lasciano la sala, dopo aver pregato il Nolano di scurase la scortesia dei due e di aver compassione dell’ignoranza inglese in materia di filosofia e matematica. Così la serata era finita e anche il Nolano e i suoi amici lasciano la casa di Greville facendo ritorno alle rispettive dimore senza incontrare le difficoltà del viaggio d'andata. Così termina il racconto di Teofilo, ma Smitho lo prega di concedergli ancora del tempo per capire meglio la dottrina del Nolano.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Dialogo quinto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Il dialogo si apre subito con un lungo discorso di Teofilo che espone la cosmologia bruniana: le stelle e la terra sono tutte fisse nello stesso firmamento "che è l’aria". Si devono quindi eliminare le sfere della teoria tolemaica, "perché in una medesima eterea reggione, come in un medesimo gran spacio o campo, son questi corpi distinti e con certi convenienti intervalli allontanati gli uni dagli altri". Quanto al fatto per cui si è a lungo creduto che i cieli fossero sette per i pianeti e uno per le stelle fisse, il motivo consiste nel "vario moto, che si vedeva in sette, ed uno regolato in tutte l’altre stelle, che serbano perpetuamente la medesima equidistanza e regola", per cui a queste ultime sembra "convenir un moto, una fissione ed un orbe". Ma se noi consideriamo il movimento della terra e rapportiamo a questo movimento quello degli altri corpi nell’aria, "potremo prima credere, e poi demostrativamente concludere il contrario di quel sogno e quella fantasia". Lo stesso accade a noi che guardando le cose entro un certo giro di orizzonte ci parranno nella loro proporzione, ma oltre una determinata distanza sembreranno tutte ugualmente lontane; "cossì, alle stelle del firmamento guardando, apprendiamo la differenza de' moti e distanze d'alcuni astri più vicini, ma gli più lontani e lontanissimi ne appaiono immobili, ed equalmente distanti e lontani, quanto alla longitudine". Se dunque noi non vediamo i moti di quelle stelle, non è perché non vi siano, poiché non c'è ragione che non si verifichino negli astri gli stessi fenomeni presenti nelle altre porti del cosmo. "E però non denno esser chiamate fisse perché veramente serbino la medesima equidistanza da noi e tra loro; ma perché il loro moto non è sensibile a noi." Lo stesso accade quando una nave che procede molto distante da noi ci sembra ferma. Lo stesso si deve pensare di quei corpi grandissimi e luminisissimi come il sole, di cui è possibile ipotizzare l’esistenza in gran numero. Altri filosofi nell’antichità (Pitagora, Melisso, Eraclito, Democrito, Epicuro, Parmenide) nutrirono la stessa concezione in proposito, "onde si vede, che conobbero un spacio infinito, regione infinita, capacità infinita di mondi innumerabili simili a questo, i quali cossì compiscono i loro circoli, come la terra il suo." In questo universo sono eliminate "la virtù trattiva o impulsiva ed altre simili", così come non ha senso la distinzione tra moti naturali e violenti, ma è necessario ammettere che " questo moto sii naturale da principio interno e proprio appulso senza resistenza. Questo conviene a tutti i corpi, che senza contatto sensibile di altro impellente o attraente si muoveno." Se questo è vero se ne deve dedurre che è impossibile che la luna muova il mare, fecondi i pesci e altre cose simili: essa non è causa ma "segno ed indizio..[di un certo] ordine e corispondenza de le cose, e le leggi d'una mutazione che son conformi e corrispondenti alle leggi de l’altra." Molte filosofie cadono in questo tipo di errori, scambiando le cause con gli effetti: questo accede perché si cercano le cause dei fenomeni in modo estrinseco, mentre "il vero non repugnante è il naturale; e il naturale, o vogli o non, è principio intrinseco, il quale da per sé porta la cosa dove conviene." Quanto a coloro che non riescono a pensare che un corpo cosi grande e pesante come la terra possa muoversi, non si comprende perché poi ammettano questo moto per il sole, la luna e gli altri pianeti intorno alla terra. Ora nessun corpo è pesante o leggero nella posizione occupata, ma queste qualità e differenze "convegnono alle parti, che son divise dal tutto, e che se ritrovano fuor dal proprio continente, e come peregrine: queste non meno naturalmente si forzano verso il loco della conservazione, che il ferro verso la calamita". Perciò pezzi di terra cadono verso di noi dall’aria, "perché qua è la lor sfera"; allo stesso modo l’acqua non è pesante nel suo luogo naturale, e anzi consente ai corpi il galleggiamento; così le braccia non sono pesanti se collocate in posizione corretta nel busto. Dunque pesantezza e leggerezza non sono qualità intrinseche e assolute delle cose, ma dipendono dalla loro posizione nel cosmo in relazione estrinseca con gli altri elementi. "Ogni cosa dunque, che è naturale, è facilissima; ogni loco e moto naturale è convenientissimo. Con quella facilità, con la quale le cose che naturalmente non si muoveno persistono fisse nel suo loco, le altre cose che naturalmente si muoveno, marciano per gli lor spacii." Dunque la terra non è più pesante del sole, purché ciascuno resti nel suo spazio, e lo stesso dicasi per gli altri elementi che possiedono ciascuno una propria sfera d'appartenenza, fuor dalla quale si muovono per raggiungerla e consistervi. Quanto all’aria, essa è "generalissimo continente", è il firmamento dei corpi celesti, "da tutte parti esce, in tutte parti entra, per tutto penetra, a tutto si diffonde".&lt;br /&gt;Smitho resta meravigliato dopo questo discorso, ma ancora non riesce ad avere ben chiaro come possa giustificarsi la natura (quale corpo infuocato e fonte di calore) e, date le apparenze offerte dai nostri sensi, la posizione fissa del sole mentre gli altri pianeti, compresa la terra, sono erranti attorno a lui. Infatti stando al ragionamento di prima "le parti del foco, quando non hanno facultà di montare in alto [come nelle fornaci], si svolgeno e ruotano in tondo": dunque il moto conviene più al sole che alla terra. Teofilo risponde che si potrebbe concedere che il sole si muova attorno al proprio centro e non attorno ad altro, ma bisogna considerare che esso è assai caldo, denso ed eterogeneo a proprio interno: dunque quello che noi vediamo muoversi è "aria accaso, che si chiama fiamma, come il medesimo aria alterato dal freddo della terra si chiama vapore." Tuttavia Smitho non si ritiene ancora soddisfatto poiché considera quanto detto finora piuttosto un argomento a favore della sua tesi, dato che il vapore è più simile al fuoco, che è elemento mobile, mentre l’aria è più simile alla terra. Teofilo risponde che "la caggione è, che il fuoco più si forza di fuggire da questa reggione, la quale è più connaturale al corpo di contraria qualità"; in ogni caso assicura che il Nolano non ha "determinazione alcuna circa il moto o quiete del sole", e dunque quel movimento della fiamma "ch'è ritenuta e contenuta nelle fornaci, procede da quel, che la virtù del foco perseguita, accende, altera e trasmuta l’aria vaporoso, del quale vuole aumentarsi e nodrirsi, e quell’altro si ritira e fugge il nemico del suo essere e la sua correzione." Alla successiva domanda di Smitho circa il moto locale della terra, Teofilo risponde che la sua causa è il rinnovamento e la rinascita continua di questo corpo, "il quale, secondo la medesima disposizione, non può essere perpetuo". Perciò come le cose che essendo caduche si perpetuano nella specie, così "le sustanze che non possono perpetuarsi sotto il medesimo volto, si vanno tutta via cangiando di faccia." Infatti la materia è certamente eterna e incorruttibile e deve accogliere e produrre in tutte le sue parti tutte le forma, affinché ovunque "si fia tutto, sia tutto", ovviamente non nel medesimo istante ma in tempi diversi, "in varii istanti d'eternità successiva e vicissitudinalmente". Dunque questa massa, di cui è costituito il nostro globo, non si dissolve e non si annichila, ma muta e si rinnova continuamente, "cangiando le sue parti tutte" secondo una precisa successione "ognuna prendendo il loco de l’altre tutte." Poichè la massa è omogenea, questo dinamismo tocca tutte le sue parti indistintamente, sia all’interno che alla superficie "chè nel grembo e viscere della terra altre cose s'accoglieno, ed altre cose da quelle ne si mandan fuori." In tutto ciò l’uomo non ha alcuna condizione privilegiata: noi stessi andiamo e veniamo, passiamo e ritorniamo, "e non è cosa nostra che non si faccia aliena e non è cosa aliena che non si faccia nostra". Le componenti del nostro essere andranno a formare altri esseri, così come il nostro essere è composto di elementi derivati da generi diversi. In questo processo evolutivo spirito e materia si mescolano e si trasfondono l’uno nell’altra e viceversa tanto che non si può dire se sono due generi diversi o due componenti dello stesso genere. "Cossì tutte le cose nel suo geno [genere] hanno tutte vicessitudine di dominio e servitù, felicità e infelicità, de quel stato che si chiama vita e quello che si chiama morte, di luce e tenebre, di bene e male". Nulla è eterno, tranne la materia che però è in continua evoluzione. Ne consegue che "la causa del moto locale (..) è il fine della vicessitudine, non solo perché tutto si ritrove in tutti luoghi, ma ancora perché con tal mezzo tutto abbia tutte disposizioni e forme". Il moto locale è dunque il solo esistente e costituisce il principio di ogni mutamento e ogni forma. Di questa processualità dinamica si possono fornire molti esempi tratti dall’esperienza della natura (il mare non è sempre stato tale, molti luoghi della terra hanno mutato forma, ciò che è terra non lo è stato e non lo sarà sempre, le fonti si seccano, i fiumi ingrossano e si assottigliano, un tempo Micene era fertile e Argo secca mentre oggi è il contrario, le pietre sparse nei campi in Provenza mostrano che un tempo erano battute dalle onde, la località chiamata Porto vicino a Nola testimonia che il mare un tempo arrivava fino alle porte della città, ai tempi di Cesare la terra di Francia non era adatta alla coltivazione della vite come invece lo è oggi - il che significa che il Mediterraneo si è ritirato verso la Libia lasciando la terra più secca e calda- ecc.), che in alcuni casi lo stesso Aristotele conobbe e tenne presente, anche se poi non ne seppe trarre le debite conclusioni, rimanendo invischiato nei suoi schemi fallaci. Richiesto ancora da Smitho di precisare "i moti, che convengono a questo globo", Teofilo prosegue specificando che il movimento della terra esige la compresenza degli opposti "a fin che ogni parte venghi a partecipar ogni vita, ogni generazione, ogni felicità". Di conseguenza i moti della terra sono di quattro tipi: a) il primo, al fine di fornire la vita a sé e alle cose in essa contenute, e dare "come una respirazione ed inspirazione col diurno caldo e freddo, luce e tenebra", consiste nel girare attorno al proprio asse in ventiquattro ore per esporre al calore e alla luce de sole tutta la propria superficie; b) il secondo consiste nel girare intorno al sole nell’arco di trecentosessantacinque giorni "per la rigenerazione delle cose, che nel suo dorso vivono e si dissolveno"; c) il terzo è quello per il quale la relazione che ha questo emisfero superiore della terra rispetto all’universo, si trasmetta all’emisfero inferiore e viceversa; d) vi è infine un quarto moto per cui la tendenza del vertice della terra ad orientarsi verso l’artico si trasforma nella tendenza dell’altro vertice verso il polo antartico. Di ogni moto è naturalmente possibile fornire la misura in base a determinati e adeguati criteri. In ogni caso Teofilo precisa che: benché quatto i moti "tutti concorreno in un composto"; benché siano detti circolari, questi moti non sono effettivamente tali; che questi moti non sono regolari e perciò non rappresentabili geometricamente. Data la loro connessione (Teofilo li rappresenta tutti nel moto di una palla lanciata in aria), "uno che non sii regolato, è sufficiente a far che nessuno de gli altri sia regolato; uno ignoto fa tutti gli altri ignoti". Malgrado ciò essi hanno un certo ordine in base al quale si avvicinano o si allontanano dalla regolarità, che risulta inversamente proporzionale alla vicinanza al centro, per cui la terra "prima ha il moto del suo centro, che è annuale, più regolato che tutti, e più che gli altri simile a se stesso; secondo, men regolato, è il diurno; terzo, l’irregolato, chiamiamo l’emisferico; quarto, irregolatissimo, è il polare over colurale." Dopo questa esposizione, Teofilo ingiunge a Frulla di non divulgare la sapienza perché non cada in orecchie indegne di persone che potrebbero recare danno al Nolano e ai suoi amici; quindi, annunciata la fine della cena e del dialogo, prega Prudenzio di fare un epilogo morale alla loro riunione. Questa si risolve a) in un augurio al Nolano di trovare un uditorio consono alla sua sapienza e di conservarsi l’amicizia del signor di Mauvissier; b) in un invito agli uomini e ai cavalieri di buoni costumi di accogliere nelle loro case il Nolano e di difenderlo da cattivi incontri; c) in una preghiera a Nundinio e Torquato a farsi risarcire dai loro pessimi maestri per il tempo sprecato; d) a tutti, nel caso di un prossimo dialogo, la richiesta di dar miglior prova di sé o di tacere.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Maurizio Pancaldida Il Giardino dei Pensieri - "Studi di Storia della Filosofia"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-3121998502270832165?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/3121998502270832165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=3121998502270832165' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/3121998502270832165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/3121998502270832165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/12/sintesi-della-cena-de-le-ceneri.html' title='- Sintesi della Cena de le Ceneri'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5-hPKvjsA8w/TuSQ-vacBKI/AAAAAAAAC0c/cpaJgQSg5fU/s72-c/Ceneri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-2490331967224783160</id><published>2011-12-08T18:52:00.001+01:00</published><updated>2011-12-08T18:58:22.230+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pitagora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- L’Universo E’ Lo Spartito di Dio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZABPMelH3-U/TuD5ua3T3VI/AAAAAAAAC0M/iYXVCUjDXzQ/s1600/Spirale.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683817305622175058" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZABPMelH3-U/TuD5ua3T3VI/AAAAAAAAC0M/iYXVCUjDXzQ/s400/Spirale.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“ &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;la geometria è musica solidificata&lt;/span&gt;” Pitagora&lt;br /&gt;Il modo di concepire la realtà come basata sul suono è comune a molte visioni cosmologiche, le quali vedono la materia come un insieme di vibrazioni. Non solo, anche l’uomo è visto come tale, se pensiamo al termine per-sona , ad esempio, il cui significato è: “attraverso il suono”. Vi sono pratiche spirituali che utilizzano il suono, come i “Mandala Sonori”, che si rifanno al Nada Yoga e al Canto Armonico, inoltre la musica come strumento di guarigione è usata sin dall’antichità. Se ne trovano testimonianze tra i Greci, nella Bibbia e nei Veda indiani. Recentemente abbiamo la musicoterapia, che negli ultimi decenni ha avuto un notevole impulso grazie a studi nel campo medico, fisico e musicale, tanto da rendere la sua conoscenza necessaria anche ai musicisti che vogliono avere una qualità espressiva più consapevole. Tutte queste conoscenze, sembrano però legate al mondo spirituale, quasi esoterico, più che alla realtà di tutti i giorni, per cui sono considerate in modo superficiale da molti individui. Questi ultimi, potrebbero trovare interessanti gli studi descritti nel seguito di questo articolo. Siamo nel diciottesimo secolo quando E. Chaldini, un fisico tedesco, scoprì che la sabbia appoggiata su una lamina di metallo applicata a un violino, si dispone in figure geometriche differenti a seconda delle note prodotte, dimostrando così che il suono influisce veramente sulla materia. Nacque la &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Cimatica&lt;/span&gt;. In seguito, nel ventesimo secolo, H. Jenny continuò le ricerche sperimentando le vibrazioni sonore su vari tipi di materiali e scoprì che a determinati suoni corrispondono altrettante precise figure geometriche. Inoltre, e questo è molto affascinante a mio parere, vide che i suoni di antichi linguaggi, come il sanscrito o l’ebraico, producono la figura stessa del simbolo alfabetico che si pronuncia. Altrettanto interessante è la scoperta che alcuni disegni corrispondono a strutture cellulari di organismi viventi e che perciò ogni cellula è caratterizzata da una vibrazione specifica, cioè una nota precisa! Tutta la creazione è una sinfonia di suoni, di vibrazioni, in cui le singole parti s’inseriscono attratte dalla risonanza con i suoni simili.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Cimatica&lt;/span&gt;: interazione tra corpo e suono Secondo il dottor Victor Beasley – appartenente al gruppo di ricerca presso la statunitense University of the Trees, “ogni cellula ha un campo magnetico che interagisce con quelli delle cellule simili vicine, dando così origine al campo magnetico di un sistema particolare all’interno del corpo umano”. Le vibrazioni dei vari atomi creano così una risonanza e si aggregano nelle cellule con atomi simili. Può accadere che per una qualsiasi causa, queste nostre note di risonanza interiore si siano stonate, generando un malessere. Noi possiamo ridare il “LA” al nostro corpo attraverso la meditazione e la musica. In questo modo ristabiliamo l’ordine nell’organismo. Metaforicamente il corpo umano è proprio uno spartito, direi una sinfonia, tanto è perfetto, che Dio o la natura, se preferite, ha scritto. Perciò può accadere che alcune note stonate turbino la perfezione della scrittura musicale. Abbiamo quindi bisogno di un accordatore, di un direttore, di una guida, chiamatelo come volete, comunque qualcosa che riporti l’ordine nell’orchestra. Diversi studi che dimostrano che il corpo umano ha una vibrazione di base che va dai 7,8 agli otto cicli al secondo, quando è in stato di rilassamento. La terra vibra alla frequenza fondamentale di circa otto cicli al secondo (detta risonanza Schumann). Il sistema nervoso di tutte le forme di vita è sintonizzato su tale frequenza. Le onde del cervello quando sono in alfa (stato di serena vigilanza) sono intorno agli otto cicli al secondo. La frequenza di otto Hz e i suoi multipli armonici, sono quindi alla base di processi importanti per la vita e la natura. Una musica con un perfetto potere curativo, e rilassante, dovrebbe facilitare l’entrata nelle onde alfa del cervello. Non finisce qui il rapporto tra musica e uomo. Altre ricerche hanno scoperto che il corpo umano risponde alle frequenze del suono anche quando non è consapevole. Un ricercatore e professore di musica R.Murray Schafer ha scoperto che per gli studenti statunitensi e canadesi la nota più facile da ricordare è ciò che corrisponde al “si naturale”, mentre per gli europei è il “sol diesis”. Questo deriva dal fatto che in Canada la corrente alternata è a 60Hz (60 cicli al secondo), una frequenza in risonanza con il SI, mentre in Europa è a 50Hz, in risonanza con il SOL#. È appurato che i suoni hanno il potere di influire su: la respirazione, il battito cardiaco, la pressione arteriosa, la tensione muscolare, la temperatura della pelle, le secrezioni interne, le onde cerebrali. Anche i suoni che l’uomo non può avvertire (le onde ultrasonore) possono influenzare profondamente gli esseri umani. Conseguenza di ciò è che tutte le onde elettromagnetiche alle quali siamo esposte sono influenti sul corpo umano e sulle sue funzioni. Per riportare un equilibrio che magari si è incrinato, la musica può essere un buon metodo. Comunque è consigliabile difendersi dalle onde che non sono in risonanza con la vita.&lt;br /&gt;by Wenz&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-2490331967224783160?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/2490331967224783160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=2490331967224783160' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/2490331967224783160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/2490331967224783160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/12/luniverso-e-lo-spartito-di-dio.html' title='- L’Universo E’ Lo Spartito di Dio'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZABPMelH3-U/TuD5ua3T3VI/AAAAAAAAC0M/iYXVCUjDXzQ/s72-c/Spirale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-5216629337507818289</id><published>2011-12-06T18:50:00.003+01:00</published><updated>2011-12-06T19:03:11.885+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- L'OCCHIO di HORUS (DIO UOMO - UOMO DIO)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qYKQcbKPa6s/Tt5WR477m7I/AAAAAAAACzw/-TCoi010cTU/s1600/rosone.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683074645129665458" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-qYKQcbKPa6s/Tt5WR477m7I/AAAAAAAACzw/-TCoi010cTU/s400/rosone.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IQoWdcipWjY/Tt5V9WvNwhI/AAAAAAAACzk/YJsvkSlgr1U/s1600/horus%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683074292352139794" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-IQoWdcipWjY/Tt5V9WvNwhI/AAAAAAAACzk/YJsvkSlgr1U/s400/horus%2B1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Uno dei simboli più famosi e conosciuti del Mito Osirideo resta indubbiamente l’Occhio di Horus, che Osiride, una volta reintegrate le membra disperse da Seth, grazie all’opera di Iside e Neftis, dona al figlio Horus allorquando, emergendo dal mondo della luce velata, la Duat, lo abbraccia trasmettendogli il potere della &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;conoscenza&lt;/span&gt;,della &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; e della &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;trasformazione&lt;/span&gt;. Simbolo, il cui nome significa essere sano, ebbe grande importanza e diffusione nella civiltà egizia e venne posto, di regola, all'interno dei bendaggi che avvolgevano il corpo del defunto, oltre che su amuleti, rilievi, incisioni e papiri, e in quanto simbolo di rigenerazione e di rinascita rappresentava altresì i 5 &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;sensi&lt;/span&gt; più conosciuti: &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;vista&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;udito&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;olfatto&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;tatto&lt;/span&gt; e &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;gusto&lt;/span&gt;, anche se l'occhio di Ra simboleggia pure quei sensi sconosciuti che permettono di accedere a quella chiamata "&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;energia oscura&lt;/span&gt;".Il simbolo dell'occhio di Ra, "colui che tutto vede", fu rinvenuto sotto il dodicesimo strato di bende della mummia di Tutankhamon, essendo considerato un amuleto di aiuto per una nuova vita, ma soprattutto per la &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;rinascita&lt;/span&gt;. Graficamente è costituito da un occhio sovrastato da un sopracciglio mentre sotto le ciglie è disegnata una spirale, che scivola da destra a sinistra verso il basso. Per alcuni rappresenterbbe il tratto residuo del piumaggio del falco, animale del quale Horus prende le sembianze. Le leggende relative a questo simbolo profondamente esoterico risalgono alle prime fasi della storia egizia ed hanno subito notevoli cambiamenti nel corso dei secoli. La tradizione più antica lo mette in relazione con il Dio Horo, i cui occhi erano ritenuti essere il &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Sole &lt;/span&gt;e la &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Luna&lt;/span&gt;. Comprendiamo quindi chi fosse quel dio “nascosto nelle braccia del sole” evocato nella celebrazione dei Due Occhi di Horus, come riferisce Plutarco: “Negli inni sacri di Osiride viene invocato – colui che sta nascosto nelle braccia del sole – e il trenta del mese di Epifisi (27 maggio - 26 giugno, quindi al solstizio) si festeggia la nascita degli Occhi di Horus: in questo giorno, infatti, anche la luna e il sole si trovano sulla stessa retta, e per gli egiziani non solo il sole, ma anche la luna sono Occhio e luce di Horus” (Iside e Osiride 52).Che questa simbologia egizia sia rintracciabile trasversalmente nel cammino dei riti lo dimostra la sua persistenza teologica nella Stele di Metternich (IV secolo a.C.). In essa sono espresse alcune chiavi iniziatiche d’accesso alla simbologia del Dio Horus, che indirettamente danno luce al simbolo della Fenice inquadrandolo nella sua valenza cosmologica:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- La protezione di Horus è colui che è nel suo disco ( Ra), che illumina la terra con i suoi Due Occhi.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- La protezione di Horus è il Leone della Notte che viaggia nella Montagna di Manu (l’Occidente)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- La protezione di Horus è la Grande Anima Nascosta che circola nei suoi Due Occhi.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- La protezione di Horus è il Grande Falco che attraversa volando il Cielo ,la Terra, l’Aldilà.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- La protezione di Horus è lo Scarabeo Sacro, il Grande Disco Alato che è nel Cielo.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- La protezione di Horus è l’Aldilà, il paese dove i visi sono rivolti indietro, dove le cose sono invisibili.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- La protezione di Horus è la Divina Fenice che risiede nei suoi Due Occhi.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nella Stele di Metternich il segreto di queste attribuzioni si fa infatti esplicito: una “Grande Anima Nascosta” si sottende e circola all’interno dei periodi luni-solari rappresentati dai “Due Occhi di Horus”. Essa, attraverso la palingenesi delle forze celesti nel periplo retrogrado, si manifesta prima come “Falco”, poi come “Scarabeo”, infine si codifica come “Divina Fenice”, che “risiede” nei Due Occhi di Horus.Il lascito di questa tradizione simbolica è attestato da Orapollo, che così si esprime: “La Fenice è simbolo del Sole e nulla nell’universo è più grande di esso; il Sole infatti sovrasta e scruta ogni cosa ed è per questo che viene chiamato dai molti occhi” di Horus".Da qui l’Occhio della Fenice inteso come illuminazione consapevole di Osiride che rinascendo incarna il rinnovamento dei cicli celesti. Parimenti Orapollo attesta: “Gli Egiziani quando vogliono simboleggiare il grande rinnovamento ciclico degli astri, raffigurano un Bennu” (I geroglifici II, 57), l’uccello dalle brillanti piume rosse, sacro ad Heliopolis, identificato con l’Airone, per il suo becco lungo e diritto e la testa adorna di due piume, che i Greci più tardi chiamarono Fenice.Grande uccello purpureo - Fenice in greco significa appunto rosso- con le sembianze a metà fra un’aquila e un airone. di grande fascino, messaggera della luce e incarnazione di divinità immortali. Il suo colore e le sue modalità ne fanno un’immagine solare per eccellenza, associata com’è al rosso e al fuoco. Era considerata levarsi con l’aurora sulle acque del Nilo, come un Sole. Come il Sole quindi si levava e come il Sole si spengeva nelle tenebre della notte per rinascere dalle sue stesse ceneri. Lo avevano perfettamente compreso i Faraoni della XVIII dinastia Amenophis III e IV - il famoso Akhenaton, che valorizzarono il culto del Dio Unico Solare - Lunare al contempo, identificandolo con il Dio Atun, che prese il posto del Dio Amon-Ra , che, grazie alla casta sacerdotale tebana, aveva progressivamente preso il sopravvento sulle molteplici divinità del composito Pantheon egizio. A differenza delle altre divinità egizie Aton non è rappresentato in forma antropomorfa, ma sempre come un Sole i cui raggi sono braccia terminanti con mani, alcune delle quali reggono l’Anck , il simbolo della vita Il monoteismo del culto di Aton, racchiudeva comunque in sé, senza rinnegarlo, il complesso politeismo egizio in cui ogni città era legata a diverse divinità e, spesso, la divinità della città che prendeva il sopravvento diventava la divinità principale (almeno fino a quando quella città continuava a detenere il potere). Quando la città di Heliopoli ebbe il sopravvento religioso su Menfi Horo fu assimilato a Ra e il Sole venne associato all'occhio di quest'ultimo, lasciando ad altra divinità l'occhio lunare, divinità, che alcuni egittologi ritengono sia Thot divinità egizia della Luna, della sapienza, della scrittura, della magia.Al Duplice Occhio di Horus è connessa una numerazione e una simbologia iniziatica.&lt;br /&gt;In base alle antiche tecniche di misurazioni egiziane, il disegno dell’occhio è composto da differenti frazioni ognuna con un suo significato:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- ½ rappresenta l’odore ( forma di naso al lato dell'occhio) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- ¼ rappresenta la vista e la luce (pupilla) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- 1/8 rappresenta il pensiero(sopracciglio)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- 1/16 rappresenta l’udito (freccia sul lato dell’occhio che punta verso l’orecchio)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- 1/32 rappresenta il gusto, il germogliare del frumento (coda curva)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;- 1/64 rappresenta il tatto (piede che tocca terra) . &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il racconto egizio riferisce che un allievo scriba della Casa della Vita, facendo notare al suo maestro che il totale delle frazioni ottenute sommando i valori dell’Occhio di Horus si dava nell’espressione 1/2 + 1/4 + 1/8 + 1/16 + 1/32 +1/64 = 63/64 ebbe per risposta che il sessantaquattresimo mancante a completare l’unità sarebbe stato donato dal dio Thoth allo scriba che si fosse messo sotto la sua protezione. Thot le sue qualità di mago le dimostrò allontanando da Horus il veleno letale di Seth,riuscendo a farsi restituire dal Dio del male - l’occhio sinistro - di Horus strappatogli in combattimento ed ad inserirlo nuovamente nell’orbita vuota. Questa leggenda nasconde il segreto del cammino iniziatico, che Akhenaton ebbe l'ardire di "svelare" e i Suoi successori di "ri-velare", come attestano "le immagini criptate" del cammino seguito dalla Regina Nefartari, la moglie del Faraone Ramsete II, cammino inciso sui quattro pilastri, posti ai quattro lati del suo sepolcro.Ma che rapporto simbolico c'è tra l'occhio destro e quello sinistro? &lt;br /&gt;OCCHIO SINISTRO - L’occhio cieco di Horus - DIO Uomo- Uomo DIO Ma cosa vediamo nel complesso degli occhi di Horus ed in particolare nell’Occhio sinistro ? Vediamo che il Suo Occhio destro, il sano, l’Occhio divino, resta suo, mentre l'altro, quello sinistro 'imperfetto, è destinato all'uomo. Occhio che, nella leggenda, Horus perde nello scontro con Seth, il Dio del male, che vive ed opera sulla terra, avendo usurpato il potere al suo legittimo Re - Osiride, ucciso e tagliato in 14 pezzi. Occhio Sinistro, che Horus, nel corso del suo passaggio terreno, deve assolutamente trovare e reimpiantare nel bulbo oculare vuoto. Infatti nel Libro dei Morti, cap.LXVI si legge: “ Io sono Horus, il figlio primogenito di Osiride, che dimora nel mio occhio destro. Giungo dal cielo e rimetto Maat ( la Dea della verità e della giustizia) nell’occhio di Ra (il Dio Sole)”,che, per gli egiziani, è appunto "il sinistro".&lt;br /&gt;La riconquista della vista dell’occhio sinistro può avvenire quindi solo se l’uomo o la donna, nel loro cammino terreno, hanno praticato le 42 prescrizioni indicate dalla Dea Maat e valutate, nella cerimonia di pesatura del cuore, dal Dio Thot, che assume una veste altrettanto importante durante l’esperienza che ogni individuo compie nel Suo tragitto terreno, soprattutto quando decide di intraprendere un cammino iniziatico teso alla conquista della Vera Vista:&lt;br /&gt;- apertura del Terzo occhio secondo lo schema scelto nel mondo orientale.- apertura dell’occhio sinistro secondo l’insegnamento misterico egizio, che rappresentava questo stato psicofisico con il simbolo dell'occhio destro, da cui sgorga l'energia del serpente, rappresentato da un cobra femmina, che è la manifestazione della dea che personifica l'occhio ardente di Ra - l'ureo -. L’ureo, posto sul copricapo dei Faraoni da solo o più spesso insieme ad un avvoltoio, ovvero un grifone, rapprentava, agli occhi dei sudditi,il simbolo vivente del potere divino dei Faraoni e indicava appunto il possesso della Terza Vista. Il cobra, la cui coda forma il simbolo dell'infinito, ripetuto per tre o più volte,si solleva verso il cielo oltre l’infinito. Posto sulla fronte del Faraone mostra che si è svegliato dal letargo terreno per raggiungere il mondo ultraterreno. L'ureo, posto non a caso sul copricapo della regina Nefertiti, moglie del Faraone Amenophi IV detto Akenathon, voleva indicare che anche Lei possedeva questo potere. Questo occhio appare disegnato anche sul braccio della Regina Nefartari, su uno dei quattro piloni della stanza dove era stato posto il suo sarcofago funerario, con un chiaro signicato misterico e segreto del tutto incomprensibile anche ai più esperti eggittologi.Si tratta infatti dell’occhio sinistro in comune tra Horus e l'Uomo, occhio che è stato reso cieco alla visione del mondo degli Dei e che solo con l’aiuto di un Dio, appunto Thot, potrà tornare a “vedere” “simile ad un falco d’oro dalla testa di Fenice - Dio Uomo- Uomo DIO -&lt;br /&gt;E’ infatti in questa differenza di comportamento in vita che si rivela la natura dell'annunciata magia di Thot, il Sacro Ibis dalle piume purpuree, come quelle dell’Airone che aiuta l’iniziando a compiere “il miracolo” di riuscire nuovamente a vedere durante l’esistenza terrena con ambedue gli occhi il mondo terreno e quello celeste, in modo da superare brillantemente e senza difficoltà la prova della pesatura del cuore e spiccare il volo – nuovamente -verso il cielo” &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alla ricerca dell'elefante Bianco &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-5216629337507818289?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/5216629337507818289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=5216629337507818289' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/5216629337507818289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/5216629337507818289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/12/locchio-di-horus-dio-uomo-uomo-dio.html' title='- L&apos;OCCHIO di HORUS (DIO UOMO - UOMO DIO)'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qYKQcbKPa6s/Tt5WR477m7I/AAAAAAAACzw/-TCoi010cTU/s72-c/rosone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-2985352798559527105</id><published>2011-12-03T12:32:00.001+01:00</published><updated>2011-12-03T12:39:58.155+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- A proposito, ricordiamoci che dobbiamo morire</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rz2phrCDpts/TtoJJycIgoI/AAAAAAAACzU/jrIORGF3gg4/s1600/mort.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681863943644545666" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-rz2phrCDpts/TtoJJycIgoI/AAAAAAAACzU/jrIORGF3gg4/s400/mort.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cosa c’è di più spaventoso della morte? Cosa succederebbe, se s’immaginasse realmente l’orrore della propria morte? Potete immaginare il vostro spavento? È impossibile, lo ripeto, immaginare la propria morte, anche se lo si vuole, ma è possibile immaginare quella degli altri. Oltre a quella paura della morte, c’è un gran numero di paure di realtà di cui la gente non prende coscienza e che non può vedere. Se le persone ne prendessero coscienza, se le vedessero, tutti sarebbero pieni d’orrore. Ma nessuno lo vede. Perché?&lt;br /&gt;Forse la nostra volontà ci difende dal vedere degli orrori? Ma allora, perché non ci difende dalle nostre piccole paure?&lt;br /&gt;Immaginate di rientrare a casa; vi svestite, vi coricate nel letto. Qualcosa esce da sotto il cuscino e va a nascondersi tra le coperte. Alzate le coperte alzando le ginocchia e vedete che si tratta di un topo. Immaginando questa scena rabbrividite. Ma è solo un piccolo topo domestico! Uno degli animali più inoffensivi! Non sentite la paura per la vostra morte inevitabile e temete il topo, temete le mille piccole cose che possono capitarvi. Quelle paure per le quali non ci si ammazza, la natura le ammette come cose inoffensive per la vostra vita, poiché sono necessarie alla &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;produzione delle emozioni&lt;/span&gt;, delle gioie e dei dolori, che formano la vostra vita. Da lì viene un gran numero di guai, di amarezze, di sforzi, una quantità d’amor proprio e di vanità, che obbligano un essere umano ad agire, ad andare fino in fondo; il &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;disincantamento&lt;/span&gt; e l’&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;incantamento&lt;/span&gt;. È questo che tesse la vita. La stessa cosa produce il sogno, l’illusione, il fenomeno immaginario e la stessa cosa risveglia i diversi &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;desideri&lt;/span&gt; nell’uomo.&lt;br /&gt;L’uomo è continuamente riempito da queste cose. Esse gli danno delle pulsioni e riempiono la sua vita in modo che non abbia il tempo di vivere la realtà. Molto spesso i suoi scopi sono impossibili, inaccessibili, ma l’essere umano non lo vede e fa continuamente degli sforzi. Quando un gruppo di problemi è passato, ne subentra un altro. La macchina umana deve funzionare senza fermarsi. Ma se si sente che tra un mese si morirà, e ci si pensa! Proprio tra un mese! Cosa resterà allora di ciò che costituisce la nostra giornata? Tutto ciò che si possiede perde il suo senso e tutto ciò che si fa non serve a niente. E il giornale col caffè al mattino, e i saluti gentili del vicino sulla scala, e il lavoro, e gli oggetti, e il teatro alla sera, e il riposo e il sonno, per cosa tutto questo? E anche se la morte non deve arrivare che tra un anno o due? In ogni caso, queste cose non avranno più il &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;senso &lt;/span&gt;che si è sempre dato loro. Allora nasce una domanda: se è così, perché vivere?&lt;br /&gt;È lì la risposta: non perché la tua vita ti appartiene, ma perché qualcuno ha bisogno della tua vita: chi la ama teneramente, chi se ne preoccupa perché sia almeno sopportabile.&lt;br /&gt;Noi curiamo la vita dei nostri montoni e dei nostri maiali. Facendo così agiamo per il loro interesse? No, offriamo loro una vita felice e confortevole perché, una volta abbattuti, ci diano della buona carne bella grassa. Nello stesso modo probabilmente, qualcuno ha bisogno che si viva, che non si vedano cose orribili e che non ci si impicchi, ma anzi che si viva a lungo perché chi ha bisogno di noi ci sgozzi molto dolcemente.&lt;br /&gt;Non vedere, non sentire la realtà così com’è, questa è la forma principale della nostra schiavitù. Subiamo molti tipi di schiavitù, ma questo è il primo e il più importante.&lt;br /&gt;È la legge della natura. Sono i grandi che hanno bisogno dell’esistenza dell’umanità e di tutto ciò che è vivente. Esiste nella vita uno scopo importante che giustifica la sua ragione d’essere. Noi dobbiamo servire come schiavi, è il nostro destino.&lt;br /&gt;Ma nello stesso tempo la natura ha permesso, ha previsto una possibilità per noi, ma non per tutti, di abolire questa schiavitù. Questa abolizione è la prima liberazione.&lt;br /&gt;“&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Se non si muore, non si risuscita&lt;/span&gt;”. Non si dice della morte corporea, da quella morte non c’è bisogno di resuscitare. Se l’anima esiste e se è immortale, allora può accadere che resusciti da questo corpo, la cui perdita si chiama morte. La resurrezione è indispensabile, ma non perché ci dobbiamo presentare a Dio per il Giudizio Universale, come ci insegnano i moderni Padri della Chiesa. Perfino Gesù Cristo e tutti gli altri parlano della morte che può avvenire durante la vita. Si tratta della morte del tiranno che ci ha portato alla schiavitù, della morte da cui dipende la prima e principale liberazione dell’uomo.&lt;br /&gt;Ciò che sto per dire può sembrare, a prima vista, il delirio di un pazzo; e può rimanerlo per alcuni. Ma lo dirò. E tuttavia, secondo le mie convinzioni, considero un grande peccato parlarne. Se avessi commesso peccati, allora il mio maggior peccato sarebbe quello che ora sto per dire.&lt;br /&gt;Tutte le guerre, tutte le discordie, tutti i malintesi, le disgrazie e i tormenti che sembrano orribili, una volta passati, si rivelano, come possiamo vedere, non valere un soldo bucato. Nel senso che, a partire da una mosca se ne è fatto un elefante e che poi da un elefante si è rifatta una mosca.&lt;br /&gt;Il motivo di tutto questo è sempre la capacità umana di riflettere la realtà al contrario. Durante questo genere d’avvenimenti, tutti sono schiavi, tutti si trovano in un’ipnosi generale. Dov’è la dignità che si attribuisce all’uomo? Dov’è l’uomo col suo libero arbitrio? E’ stato così in tutti i tempi e sarà sempre così per le masse, perché se non ci fossero schiavi, non ci sarebbero Signori e non ci sarebbe vita. E nello stesso tempo per le persone isolate, la possibilità di sbarazzarsi di quell’ipnosi di massa esiste.&lt;br /&gt;Le persone sono incoscienti di quell’ipnosi di massa a tal punto chi se ne è più o meno liberato è un essere inferiore.&lt;br /&gt;Così, ciò che è considerato coraggio in guerra, in realtà non è che l’espressione di quell’ipnosi. Nazioni intere considerano altre nazioni vili; è così che i russi considerano gli ebrei. Ma il tamburo giudaico che, secondo l’immaginazione dei russi, si nasconde nel fossato durante la battaglia, è in realtà un uomo più normale e più libero di loro. Lui ha qualcosa di personale, mentre gli altri non hanno niente di proprio; non gli resta che l’ipnosi di massa. Lui è schiavo delle proprie particolarità, mentre loro sono doppiamente schiavi. Se si sottraessero all’uomo tutte le illusioni, cioè tutto ciò che gli impedisce di vedere la realtà com’è, tutti gli interessi, le emozioni, le attese e le speranze, scomparirebbero tutte le sue aspirazioni e tutto diventerebbe deserto; gli impulsi psichici si fermerebbero e non resterebbe che un essere vuoto, un corpo vuoto, che vive come una unità fisiologica. Quella è la morte del me e di tutto quello che ne faceva parte, l’annientamento di tutto ciò che è falso, ammassato per ignoranza e inesperienza. Tutto questo resterebbe in lui come materiale, ma non come lui stesso.&lt;br /&gt;Allora è possibile, se restano ancora delle forze, cominciare a radunare nuovi materiali, ma questa volta secondo una scelta. In questo caso, l’essere umano prende lui stesso delle cose, non più come prima, quando si depositava in lui ciò che si voleva.&lt;br /&gt;È difficile. Del resto, questa parola non è appropriata. E nemmeno la parola impossibile perché, come principio, è possibile. Ma è mille volte più difficile che diventare miliardario partendo dal niente e con il proprio lavoro.&lt;br /&gt;G. I. Gurdjieff&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-2985352798559527105?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/2985352798559527105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=2985352798559527105' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/2985352798559527105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/2985352798559527105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/12/proposito-ricordiamoci-che-dobbiamo.html' title='- A proposito, ricordiamoci che dobbiamo morire'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rz2phrCDpts/TtoJJycIgoI/AAAAAAAACzU/jrIORGF3gg4/s72-c/mort.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-1081494726571355128</id><published>2011-11-27T12:42:00.004+01:00</published><updated>2011-11-27T13:01:36.000+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pitagora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- La  Loggia  come  Agorà</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IYPiIsPCmy4/TtIiWGyeauI/AAAAAAAACzE/i51lAzuRcQM/s1600/agor%25C3%25A0.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679639843242404578" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-IYPiIsPCmy4/TtIiWGyeauI/AAAAAAAACzE/i51lAzuRcQM/s400/agor%25C3%25A0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Può sembrare risibile, nell’epoca attuale, che qualcuno definì “eticamente neutra”, richiamare l’immagine dell’Agorà ateniese; se non addirittura provocatorio e offensivo, per un’Europa che vive la sua crisi senza sbocco, che è crisi di Valori e quindi di identità. Valori filtrati da troppi nazionalismi, tali che sfugge l’idea di “Patria Europea”, fra le mine vaganti degli “ismi”, diaframmi spessi che ne impediscono l’approdo presso i popoli. Valori adottati, ma non “adattati”, quindi non riconosciuti, non accolti, non socializzati, non condivisi, non partecipati, in breve non storicizzati; memorie di un ieri lontano e diverso, che nulla dicono all’uomo d’oggi, salvo che prestarsi all’uso strumentale della retorica. E siccome ogni epoca forma ed è formata dai suoi contemporanei, la diaspora etica dell’Occidente non può non ripercuotersi, pesantemente, anche in quella che è la punta avanzata dei suoi fondamenti, morali ed esoterici, la Massoneria del postmoderno, appunto. Che senso ha allora riesumare la polvere dell’Agorà e accostarla al luogo dove i F.lli s’incontrano, se non chiaramente provocatorio?&lt;br /&gt;Nessun senso, se non abbiamo l’agilità che ci consenta di “uscire” dal contingente, secondo la metodica pesantezza di una consuetudine adattativa ereditata per pigrizia, che ci porta a credere che “si sta bene così”. Un senso ampio e profondo, se serbiamo un barlume di memoria di chi fummo e conseguentemente di chi siamo chiamati ad essere, nell’ambito di una continuità metafisica che non conosce il logorio del tempo, né i limiti dello spazio. Nel caso che scegliamo di compiere il salto, l’invito è a percorrere un breve tratto, che potrebbe dirsi contemporaneamente archeologico, etico, artistico, filosofico e – perché no? – religioso.&lt;br /&gt;Non i fantasmi, ma le evidenze di una trasmissione antica rimasta inalterata nell’ambito dell’Ordine Massonico appariranno senza sforzo, al massimo, retrodatando la nostra età anagrafica. Si discuterà, si scriverà sempre, sulle origini presunte della Libera Muratoria, sulla sua filiazione, vera o presunta dai Templari, o dagli Egizi e oltre, secondo le teorie del grande Lessing. Un Valore non nasce con la sua presa in considerazione, né nel suo momento applicativo: la sua natura è preveniente e latente nei Sentimenti condivisi anche di epoca arcaica. Tale è la natura dell’Archetipo.&lt;br /&gt;Così, ad esempio, in epoca Carolingia, per l’affermazione di una “chevalerie”, che implicava i valori morali di pietà, di lealtà, di giustizia, su una preesistente “cavalerie”, arte della guerra equestre, comprensiva di razzia, saccheggio e tortura. Quei valori c’erano già, come le leggi astronomiche dell’Universo, che precedono la loro scoperta da parte dei fisici. Per certo, nel corredo simbolico ai suoi Rituali, ove nulla è lasciato al caso e persino le sfumature hanno spessore e sottendono ulteriori significati, la Libera Muratorìa ha inserito riferimenti espliciti all’Ethos della Grecia di Pericle, intorno al V secolo a.C.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;La Grecia classica&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;La Grecia antica è una melagrana composita, articolata, un sistema intricato di libertà e schiavitù, pace e guerra, filosofia e metafisica, arte e matematica, espresse ai massimi livelli, tale che anche il passo pesante delle legioni romane ne fu irretito. Ma l’Epoca classica fu soprattutto Atene che, grazie a Pericle, conobbe un tempo mai più ripetuto, in cui La Bellezza, la Forza e la Sapienza, furono insieme la sostanza e la manifestazione non di una oligarchia o di qualche privilegiata aristocrazia, ma del “&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;demos&lt;/span&gt;”, dèmos, di tutto il popolo, che partecipò attivamente e si riconobbe nella sua cultura, della quale, tutt’ora, l’Occidente è pervaso.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Tutti i cittadini della città-stato avevano gli stessi diritti e doveri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Liberamente e pubblicamente eleggevano i propri magistrati, ai migliori dei quali si ergevano sculture, ma solo da morti, ad evitare il culto della persona e il rischio della tirannide. Ancora oggi, la collina dell’Acropoli, pur senza la fantasmagoria di colori che l’abbellivano ai tempi di Pericle, è l’iperbole della ricerca della Perfezione, da cui nacque il concetto di “Classico”. I riferimenti estetici sono appena accennati, perché quel che importa, al fine dell’analogia, è la “sostanza”, la “palpitazione” del Simbolo di una civiltà che non ebbe confronti, a cui è appena accostabile la Firenze del Rinascimento.&lt;br /&gt;Pochi i dettagli, ma significativi, riferiti alla magnificenza del Partenone, tempio dedicato ad Atena Parthenos (cioè vergine). Si racconta di una statua della dea alta 12 metri, ad opera del grande Fidia, in oro e avorio, poi scomparsa e ricordata da una modesta copia in scala ridotta, oggi, al Museo Nazionale. Questo richiamo solo per evidenziare la geniale intuizione di Pericle nell’aver concepito e realizzato in Atene il punto d’incontro fra l’umano e il divino.&lt;br /&gt;La Grandezza, la Bellezza, la Forza, che a noi ancora perviene, non fu quella delle statue e dei monumenti, bensì quella dei &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;VALORI &lt;/span&gt;, religiosi, civili, comportamentali. L’humus radicato e attecchito della prima grande idea di Democrazia, in cui umani e divini condividevano l’impronta della Vita. Non durerà a lungo, perché, scomparso Pericle, il suo successore, Alcibiade, introduce pesantemente il culto della personalità, e tutto cambia.&lt;br /&gt;Ma nel V secolo era nato uno spazio, nella parte bassa di Atene, dove il popolo fu davvero sovrano: l’&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Agorà&lt;/span&gt;. L’Agorà era il luogo in cui si esercitava la democrazia, non la perfezione. Era l’ambito in cui il rapporto duale fra il “bianco” ed il “nero” tentava una sintesi. Era la grande piazza in cui Socrate insegnava e in cui fu condannato a morte. È utile ricordare che Socrate è morto per la Legge, non per la Giustizia. Per la Giustizia Socrate non sarebbe morto, anche se proprio l’applicazione della legge ne ha sancito l’immortalità. Personaggio controverso e scomodo, come tutti gli uomini veramente liberi (la “Vespa”), fu anche ottimo combattente. Si racconta che riuscisse a dormire in piedi, negli intervalli della battaglia, appoggiato alla sua lancia e i nemici, che lo riconoscevano, ne rispettassero la grandezza. “è Socrate”, si bisbigliava e nessuno osava ferirlo. Ma in quel luogo si tentava il salto verso l’Etica.&lt;br /&gt;Il popolo, di buon grado, si riconosceva nell’&lt;br /&gt;”&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Isonomìa&lt;/span&gt;”, &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;uguaglianza di fronte alle leggi&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;“&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Isegorìa&lt;/span&gt;”, &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;uguaglianza nel diritto alla parola&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;“&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Isokratèia&lt;/span&gt;”, &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;uguaglianza nell’esercizio del potere&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Gli eroi che vegliavano sulla Polis erano accostati agli dei e con essi figuravano sul Partenone. Insieme costituivano la forza della Legge, espressione della collettività, che quasi superava la devozione al divino. Alla morte di Pericle, la guerra del Peloponneso stende una caligine progressiva sulla massima espressione dell’Arte elevata a Regola Democratica nella vita pubblica e privata di Atene. Niente sarà mai più come prima, ma ciò che è stato non può cancellarsi, perché oltre il tempo, fu costruito sulla percezione e la spinta della Trascendenza.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Oggi come ieri&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Non c’è altro periodo, nella storia dell’umanità, che possa rapportarsi, per quanto riguarda l’Occidente, in linea così diretta con la filosofia antropologica della Massoneria, che la Grecia di Pericle, in quel lontano V secolo a. C. Definita anche l’arte delle arti o Arte Reale, la Libera Muratoria fu invisa, sin dalle origini, a tutti i potentati, religiosi e civili, perché, proclamando la libertà individuale come base del confronto democratico, invertiva la rotta univoca di ogni potere costituito. A ben guardare, l’ammettere e l’applicare tale libertà crea una breccia attraverso cui passano carovane di possibilità, molte delle quali presentano l’asperità degli imprevisti. Data la regola, infatti, difficile è codificarne e limitarne l’interpretazione, circoscritto ciascuno all’ambito ristretto del proprio punto di vista. In certa misura è inevitabile l’intervento “automatico” del principio di “tolleranza”, in quanto una ipotetica libertà va necessariamente applicata verso se stessi: libertà dal proprio Ego e quindi condizione di disponibilità al Dubbio e ad accettare come possibile un altro punto di vista. Da fattori così apparentemente minimi, si sviluppa una sorta di “progressione esponenziale”, per cui&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;una Loggia non è più definibile come la somma dei suoi singoli membri, ma è molto più: è un Organismo a se stante, che ha un suo battito e una cadenza cardiaci&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;È un luogo dello Spirito dove la diversità è un’acqua benefica per la sete di conoscenza di ciascuno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;Un luogo dove si impara l’uso della Parola come semplice veicolo del proprio pensiero, mezzo per comunicare e non per convincere di alcunché.&lt;br /&gt;Un luogo in cui si aprono e si chiudono i nostri Lavori, alla presenza di Simboli che meriterebbero, forse una maggiore considerazione e approfondimento, secondo l’auspicio delle tre Luci: “l’illuminazione della sapienza” (Pallade Atena), la presenza della “Bellezza” (Afrodite) e della “Forza” (Eracle).&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;E qui comincian le dolenti note…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Nel senso che si è necessariamente costretti a prendere atto di quanto si navighi in superficie intorno ai Rituali a partire dal 1° Grado della Camera di Apprendista. A fronte della mole di testi che analizzano, spiegano, scavano, intorno alla filiazione Giudaica della Libera Muratoria, quasi nulla emerge (con poche autorevoli eccezioni: Pike, Reghini, Porciatti e più recentemente Alberto Cesare Ambesi) nella divulgazione contemporanea, circa la Tradizione Greco-Romana, di cui la Massoneria latina è portatrice da sempre.&lt;br /&gt;Maggiormente grave, in una fase storica di regressione per l’Occidente.&lt;br /&gt;Visti da vicino, i simboli di Minerva-Atena, Venere-Afrodite, Ercole-Eracle, sono tutt’altro che semplicemente allegorici.&lt;br /&gt;Per la Massoneria delle origini, la Saggezza, la Bellezza e la Forza, loro attribuite, erano i pilastri della Loggia, e non princìpi invocati dalle tre Luci. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Erano i cardini Spirituali ed Etici intorno a cui ruotava il Lavoro degli Iniziati.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Oggi questo è semplicemente scomparso, nella sua sostanza; inciampiamo su tre allegorie, in apertura, catalogabili fra le “romanticherie”. Ciò in conseguenza di un automatismo di trasmissione, nel tempo, dei riti, come fatti puramente cerimoniali, mentre &lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;SI CONTINUA&lt;/span&gt; &lt;em&gt;a &lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;VAGHEGGIARE&lt;/span&gt;&lt;em&gt; di “&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;AMPI ORIZZONTI&lt;/span&gt; &lt;em&gt;”, in altre &lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;CAMERE &lt;/span&gt;&lt;em&gt;o altri &lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;GRADI&lt;/span&gt;&lt;em&gt;.&lt;br /&gt;Sarebbe urgente il recupero, lo studio e l’approfondimento di tutta la simbologia, non limitandosi all’esaltazione della buona convivenza e della tolleranza, con cui, da parte di molti, si ritiene raggiunto lo scopo.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Il Mito ci parla&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Intanto, c’è da dire che nel Tempio Massonico è presente l’archetipo del femminile, attraverso le due divinità Minerva e Venere, unitamente a quello maschile di Ercole. A significare che la “perfezione” ricercata nello svolgimento del Lavoro, passa inevitabilmente attraverso l’equilibrio, l’armonia, di tali forze congiunte. Si può discutere sulla capacità evocatrice, ma ciò dipende da quanto siamo coinvolti mentalmente e sentimentalmente, già dal momento in cui il Maestro delle Cerimonie traccia il quadro di Loggia,&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; segni e cifre che evocano entità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Tale è ogni Rituale: un insieme di invocazioni-evocazioni tendenti a produrre la Vibrazione, che la si percepisca o meno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Né ci sarebbe da stupirsi di trovare la menorah accanto alla statuaria greco-romana, se si rammentano e si distinguono i tre filoni portanti: l’ebraico-alessandrino, il pitagorico-pagano e il cristiano-cavalleresco.&lt;br /&gt;Alla base della apparente complessità, c’è la semplicità di un percorso costante, che il tempo e le culture hanno reso articolato, ma in questo risiede la nostra “diversità”. Fra i simboli del Tempio, Minerva-Atena è all’Oriente. Nelle Obbedienze latine, rappresenta la Saggezza (sullo scranno del MV è infatti presente una colonnina dorica, definita “colonna della Saggezza”). È un simbolo “pulsante”, senza la cui irradiazione nulla potrebbe svolgersi.&lt;br /&gt;Una “Sapienza armata”. Atena nacque, secondo il mito, con le armi in pugno, dalla testa di Zeus. E’ sì guerriera, ma senza la crudeltà di Marte; ha un suo “stile” che la rende inconfondibile e l’avvicina al “mentale” dell’uomo. Lo dice la radice del suo nome, Minerva, con antichi riferimenti sia alla Luna che alla “mente” (in sanscrito “manas”, in latino “mens”, in inglese “mind”).&lt;br /&gt;Protettrice delle città, operatrice di giustizia, ispiratrice della Filosofia, sostenitrice del lavoro artigiano (la più grande nave dell’antichità, l’Argo, fu costruita sotto la sua direzione, si racconta). In questa veste, attiva e operante, concretizza l’Archetipo fondamentale, in Loggia. E mentalmente, non possiamo che ritrovarla, nella Cattedrale gotica di Notre Dame de Paris, in un bassorilievo dedicato all’Alkimia, esotericamente chiamata “Theos-Sophia”, la sapienza mistica ed esoterica, seduta sul trono dell’Altissimo a rappresentare la Shekinah, o parte immanente e femminile del Dio assoluto e trascendente; la Grande Madre delle culture “primitive”; l’Eterno femminino, la Madre senza nome degli Gnostici; la “Bianca Signora”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Altro che allegoria!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Né si può sottacere il canone della Bellezza di Venere-Afrodite, così lontano dal nostro stereotipo dell’immagine consumistica. La bellezza afroditica è rapportabile ad uno “&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;stato di grazia interiore&lt;/span&gt;”, a una modalità del femminile diversa dalla precedente dea. Rappresenta la seduzione della solarità, la fecondità dell’amore, del riso e della &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Gioia&lt;/span&gt;, elemento tanto invocato in Loggia, quanto chimerico e irraggiungibile, se non si sa spiccare il volo verso un’altra dimensione, che sta, inevitabilmente più in alto.&lt;br /&gt;Ercole, dio della forza e del coraggio, non casualmente appoggiato alla sua clava e parzialmente coperto da una pelle di leone, ancora non a caso, a significare la vittoria del “Sé” sulla componente animale dell’uomo.&lt;br /&gt;Memorabili le sue dodici Fatiche, una delle quali, la X, ce lo rende particolarmente vicino, quasi un Massone ante litteram. Nella X Fatica, dopo un lungo viaggio per mare, giunge a Tartesso, dove erige due Colonne, per limitarne lo stretto e poi prosegue per Gades, sperduta isoletta in mezzo al mare. Queste colonne erette in prossimità della biblica Tarsis, a separare il mondo dei viventi dalle isole occidentali dei morti, sono ricordate anche da Dante come landmarks, limite destinato a perdurare nel tempo, come vero e proprio tabù: “Le colonne d’Ercole”, fino alla scoperta dell’America. Ercole gettò le due colonne, al ritorno dalla Libia, per proteggere il suo mare, il Mediterraneo, da eventuali mostri che potevano arrivare dall’oceano. Quelle due colonne le ritroviamo nel Tempio, a proteggere la sua Sacralità dalla profanità circostante. Non è una forzatura né una “spiritosa invenzione”, se un Massone della levatura del Porciatti le pone direttamente in relazione con quelle “Conosciute nell’antichità come Colonne di Melquart o di Ercole, quale limite oltre il quale muore lo spirito umano”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Poche righe, per concludere&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Confido che questo salto, non lungo, non breve, abbia dato ai F.lli un “taglio diverso” della Triade divina in mezzo a noi, con noi, come progressione che ci spinga ad essere più leggeri e meno vincolati ai nostri pesi, nelle nostre tre componenti: &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Corpo&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Anima&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Spirito&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Confido anche che possano venirne spunti per ulteriori ricerche,nella prateria sconfinata della Massoneria Simbolica del V e VI secolo, dove, gli “Operativi” sapevano di greco e di latino e possiamo sentirli a noi più vicini.&lt;br /&gt;Per quanto sia spesso ripetuto, è vero che ogni parola, ogni gesto, nel Rituale, ha precisi e indelebili significati, alcuni palesi, altri più velati. Da ogni Tornata dovremmo andar via almeno impercettibilmente diversi, e migliori. Tale è il senso di un cammino. Ma come e dove si colloca, nel nostro intimo, quell’ultimo: “ &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Tutto è giusto e perfetto&lt;/span&gt; ”?&lt;br /&gt;Lascio ai miei Fratelli questo interrogativo come fatto personale, nel rispetto dell’interpretazione che ciascuno vorrà attribuirgli. Tutto l’argomento è racchiuso, in fondo, in queste poche righe finali. L’idea di una Loggia come Agorà non deve spaventare. Come ovunque, c’è chi cammina e chi preferisce sostare. Nessuno ha titolo per giudicare ciò che è meglio, confidando che chi preferisce la stasi, non impedisca ad altri di proseguire il cammino.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Opus Minimum&lt;br /&gt;Gian Carlo Lucchi&lt;br /&gt;R\L\ "Goffredo Mameli" 1192 GOI, Sassari&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-1081494726571355128?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/1081494726571355128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=1081494726571355128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/1081494726571355128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/1081494726571355128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/11/la-loggia-come-agora.html' title='- La  Loggia  come  Agorà'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-IYPiIsPCmy4/TtIiWGyeauI/AAAAAAAACzE/i51lAzuRcQM/s72-c/agor%25C3%25A0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-6824793474191504742</id><published>2011-11-25T17:00:00.002+01:00</published><updated>2011-11-25T17:05:09.065+01:00</updated><title type='text'>- EVOLUZIONE SÌ, MA SENZA SELEZIONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-jYtCguIhmLM/Ts-7q0Onf_I/AAAAAAAACy0/AgbPrfwBNTQ/s1600/com.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678963999386337266" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-jYtCguIhmLM/Ts-7q0Onf_I/AAAAAAAACy0/AgbPrfwBNTQ/s400/com.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le Scienze Biologiche, Fisiche e Matematiche stanno svelando un percorso evolutivo della realtà ina&amp;shy;nimata (mondo minerale) e animata (mondo vegetale e animale) che esclude il caso e il caos dai loro processi formativi (nulla è a caso). C’è una precisa determinazione originaria dell’architettura vivente. Essa è stabilita da regole geometri&amp;shy;che che si susseguono dall’infinitamente piccolo (particelle subatomiche, atomiche, molecolari) fino ai sistemi viventi più evoluti (ad esempio l’organismo umano). Non è quindi la casualità (salti evoluzionistici) o la selezione naturale (prevale il più adatto o il più forte) a stabilire le forme e le funzioni biologiche sempre più evolute, ma la &lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;&lt;em&gt; che le singole par&amp;shy;ti hanno tra loro in base ad un progetto architettonico già inscritto in essa (&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Simmetrie Architettoniche&lt;/span&gt;&lt;em&gt;).&lt;br /&gt;La combinazione di particelle e schemi più semplici in strutture e funzioni sempre più complesse sono possibili tramite dei messaggeri molecolari che interscambiano lo schema del progetto (autoassemblag&amp;shy;gio). Più gli organismi sono complessi più sono evidenti le simmetrie architettoniche che vi sottendono.&lt;br /&gt;L’esempio più evidente è la formazione dell’embrione umano: se le cellule embrionali vengono se&amp;shy;parate tra di loro possono continuare a dividersi, ma, senza informazioni reciproche, sono incapaci di procedere nello sviluppo organizzativo finale e perdono di specificità, non hanno, cioè, comunicato chiaramente tra loro che appartengono ad un progetto originario comune. E’ così impossibile la for&amp;shy;mazione di organi strutturati con una gerarchia cellulare (cervello, cuore,…) e quindi successivamente di organismi complessi, cioè formati da una gerarchia sensata di organi (il corpo umano vivente e completo).&lt;br /&gt;Nell’embrione, poi nel feto e ancora nel neonato possiamo così vedere l’evoluzione spontanea dal semplice al complesso solo tramite la comunicazione tra le unità elementari, in base a un progetto già inscritto in essa. L’ologramma, ovvero il tutto, è già nella singola parte. L’ordine e le simmetrie da una parte e le gerarchie dei sistemi, dai meno ai più complessi, dall’altra permettono, quindi, l’evolvere della realtà fisica che percepiamo. In tutto ciò non esiste lotta o com&amp;shy;petizione che seleziona il migliore. Tutto esiste necessariamente e non casualmente, cioè in base alla necessità di una forma che soddisfi una funzione. L’interrompersi di questo ordine e di questa armonia evolutiva crea l’involuzione e la distruzione del sistema in questione. E tutto ciò è visibile nelle Costellazioni Familiari, dove gli Ordini dell’Amore sono il rispetto gerarchico di chi viene prima (i grandi) rispetto a chi viene dopo (i piccoli). Nasce, così, un ambiente interno cellulare sempre più fortemente organizzato e costante ed un ambien&amp;shy;te esterno dove tutto fluttua ed è variabile.&lt;br /&gt;E nelle Costellazioni Familiari è visibile un’altra analogia con la Biologia. Organismi viventi unicellulari infettano (“vengono ospitati da”) altri organismi viventi con una differente storia evolutiva, per meglio rafforzare e stabilizzare il proprio ambiente interno, contro la variabilità dell’ambiente esterno. In altre parole è una unione di stirpi diverse. Reciprocità, mutuo sostegno, fedeltà al progetto comune sono i mezzi con i quali questi organismi viventi garantiscono lunga vita alla propria specie-progenie. E que&amp;shy;sto è riscontrabile nelle Costellazioni Familiari, dove la fedeltà di branco, di tribù è spesso la chiave per osservare con chiarezza quel sistema familiare.&lt;br /&gt;Quello che Bert Hellinger, con le Costellazioni Familiari, ha reso evidente è che le scale dimensionali dei vari piani di realtà assumono tutte la loro struttura in base a quei principi organizzativi che la na&amp;shy;tura stessa ha sviluppato al fine di sostenere la Rete della Vita (la Teoria della Complessità dei fisici o la Dinamica Non-lineare dei matematici).&lt;br /&gt;E proprio la dimensione umana, tra quelle che conosciamo, è la più vicina all’energia primaria, che è il Progetto Architettonico Sistemico Originale.&lt;br /&gt;Ciò che non è al suo posto nell’Ordine Sistemico è in dissonanza con il processo dinamico (autoevolu&amp;shy;zione continua) che è la Vita stessa. Vita che è l’istante dello spazio infinito sotteso tra i due poli di una situazione temporale in permanente antitesi: nascita-morte, maschile-femminile, vuoto-pieno, positivo-negativo, forma-funzione, simmetria-assimetria.&lt;br /&gt;Nelle Costellazioni Familiari l’osservatore facilita il ritorno alla simmetria (la forma originaria del pro&amp;shy;getto architettonico) dall’asimmetria, che rende necessaria la funzione, cioè la Reazione Biologica Sen&amp;shy;sata (disordine o malattia), ben descritta da Ryke Geerd Hamer nelle sue “Leggi Biologiche”.&lt;br /&gt;In parole più semplici: se in un albero genealogico qualcuno si mette in un posto sbagliato, ad esempio il grande al posto del piccolo o viceversa, l’asimmetria così generata ha bisogno di una crisi funzionale, ad esempio una cosiddetta malattia, per ripristinare la simmetria del sistema e la sua evoluzione, cioè il ritorno, su una scala a spirale, alla forma del Progetto Architettonico Sistemico Originale.&lt;br /&gt;È così che la funzione è generata dalla asimmetria e la forma dalla simmetria, in perpetua costante alternanza in tutto l’Universo. E la&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Pura Energia&lt;/span&gt; &lt;em&gt;(Ordine, Tutto, Architettura Originaria, Unità, Divino o comunque si voglia chiamare) è ciò a cui tende l’evoluzione del mondo reale.&lt;br /&gt;Leopoldo Mancaniello&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-6824793474191504742?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/6824793474191504742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=6824793474191504742' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6824793474191504742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6824793474191504742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/11/evoluzione-si-ma-senza-selezione.html' title='- EVOLUZIONE SÌ, MA SENZA SELEZIONE'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-jYtCguIhmLM/Ts-7q0Onf_I/AAAAAAAACy0/AgbPrfwBNTQ/s72-c/com.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-1557087232000556731</id><published>2011-11-19T10:40:00.009+01:00</published><updated>2011-11-19T11:04:21.551+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alchimia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- Il solstizio, una porta Verso la vita e la sapienza</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-V3uAaWxIRMM/Tsd6te6rVwI/AAAAAAAACyk/e-HSH2icvmM/s1600/06.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 198px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676640777135675138" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-V3uAaWxIRMM/Tsd6te6rVwI/AAAAAAAACyk/e-HSH2icvmM/s400/06.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aTtAlXmQ4sQ/Tsd6c-b-3oI/AAAAAAAACyY/wOV5bMPv7nk/s1600/05.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 387px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676640493539090050" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-aTtAlXmQ4sQ/Tsd6c-b-3oI/AAAAAAAACyY/wOV5bMPv7nk/s400/05.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-92tZTQwixtw/Tsd6UIjAGtI/AAAAAAAACyM/NWhNNhT1l_U/s1600/04.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 389px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676640341634063058" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-92tZTQwixtw/Tsd6UIjAGtI/AAAAAAAACyM/NWhNNhT1l_U/s400/04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-u6oKP8gx3qc/Tsd6HuCLxOI/AAAAAAAACyA/sghrgqygYCY/s1600/03.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 305px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676640128358663394" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-u6oKP8gx3qc/Tsd6HuCLxOI/AAAAAAAACyA/sghrgqygYCY/s400/03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-wvj1pl865ao/Tsd58VeghkI/AAAAAAAACx0/3zJuSkhzhL4/s1600/02.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 294px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676639932788016706" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-wvj1pl865ao/Tsd58VeghkI/AAAAAAAACx0/3zJuSkhzhL4/s400/02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-1eyJdAgRw3o/Tsd54MqRQcI/AAAAAAAACxo/5yW4oXULl08/s1600/01.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 394px; DISPLAY: block; HEIGHT: 326px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676639861701951938" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-1eyJdAgRw3o/Tsd54MqRQcI/AAAAAAAACxo/5yW4oXULl08/s400/01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ringrazio il direttore di Opus minimum per aver suggerito, a commento visivo del tema delle “Nozze mitiche”, oggetto di uno splendido contributo di Bent Parodi &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1&lt;/span&gt; l’immagine di una mia scultura realizzata lo scorso anno, nell’occasione delle celebrazioni del 3° centenario del principe Raimondo di Sangro. Grato per questo immeritato accostamento, devo confessare che mai avrei osato sperare in una più fedele interpretazione, aderente ai veri intenti che ispiravano quest’opera. La mia personale rivisitazione del Cristo velato, infatti, rappresentato in un accorato dialogo di forme plastiche con la Pudicizia, immagini emblematiche delle più intime aspirazioni spirituali del Sansevero, tentava di rendere in forma visibile l’anelito a realizzare l’ambita e irrinunciabile meta dell’Opera, quell’alchemica coniunctio, che ho tentato di rendere tangibile, imprimendo un moto di morbida spirale al velo che imbozzola entrambi, e finisce per riannodarsi intorno al simbolico Albero della Vita. Approfitterò dell’opportunità offertami dalla pubblicazione, allo scopo di rendere in queste pagine più trasparente l’intero progetto del gruppo scultoreo, soffermandomi sui dettagli che fanno cornice alla stele: simboli geometrici e cartografici nei quali, forse, soprattutto i miei concittadini napoletani, non avranno difficoltà a riconoscere un noto riferimento paesaggistico, stagliato sull’orizzonte della nostra città. Si tratta del Colle sant’Elmo, ripreso in uno scorcio non dissimile da quegli sfondi scenografici che impreziosivano le mappe del ‘700. &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Il Solstizio d’Inverno a Neapolis&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il mattino del 21 dicembre, a Napoli, si annunciava con un insolito spettacolo di luce. Il sole, insinuandosi nel dedalo di vicoli di Spaccanapoli, aveva inondato da parte a parte la via Raimondo di Sangro. Ridiscendendo via del Sole, che ne è il prolungamento, non potevo non pensare alla storia e alla speciale vocazione di quel sito, alla sacralità “solare” cui fu destinato fin da principio, fin dalla fondazione di Neapolis. Dalla zona santuario del rilievo di Sant’Aniello a Caponapoli, in funzione di “acropoli”, quel percorso privilegiato immetteva verso l’area consacrata al culto dei Dioscuri, per una porta ad hoc contrassegnata dalla statua del Nilo, il Corpo di Napoli.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;La nascita della città solare&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Per sincerarmi dell’affidabilità della mia percezione, e fugare vane suggestioni, mi affrettai a verificare l’esattezza di questa inaspettata congiuntura astronomica, affacciandomi in piazza San Domenico Maggiore. Dall’ombra gettata sul selciato, non sarebbe stato difficile intuire l’angolo di incidenza della luce deducendolo dalla Guglia, assunta a gnomone di riferimento, quasi raffigurandomi l’intera piazza come una grande meridiana.&lt;br /&gt;Che l’anima antica di Napoli sia attraversata, fin dalla notte dei tempi, da miti e riti, che ne attestano la divina origine solare, è noto da sempre.&lt;br /&gt;Gli appunti di Goethe nel suo Viaggio in Italia mettono in evidenza lo stretto legame tra le tradizioni del territorio partenopeo e le sempre riaffioranti testimonianze di culti solari, quali quelli che dovevano trovare luogo nel Mitreo nella &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Crypta Neapolitana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crypta_Neapolitana"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Crypta Neapolitana&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, sita nella Grotta di &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Pozzuoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pozzuoli"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Pozzuoli&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; a &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Posillipo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Posillipo"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Posillipo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; (IV secolo d.C.), la misteriosa, interminabile galleria che la leggenda vuole scavata nella roccia dalla magia di &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Virgilio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Virgilio"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Virgilio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; nell’arco di una sola notte, col ricorso ad oscure arti di necromante.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;Questa sera ci siamo recati alla grotta di Posillipo nel momento in cui il sole, tramontando, passa con i suoi raggi fino alla parte opposta. Ho perdonato a tutti quelli che perdono la testa per questa città.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Johann Wolfgang von Goethe" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Wolfgang_von_Goethe"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Johann Wolfgang von Goethe&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, Viaggio in Italia 1787&lt;br /&gt;Torna di grande fascino, a riguardo delle origini solari della nostra città, un passo di Dicearco da Messina che ne restituisce la cronaca puntuale, articolata nei diversi momenti in cui il sacro vomere dei fondatori solcò da principio il tracciato urbanistico, introdotta dal rito degli auspici officiato sullo sfondo dello scenario naturale dispiegato ai piedi dell’altura, oggi identificabile col Colle Sant’Elmo, ove affaccia la stupenda Certosa di San Martino.&lt;br /&gt;Seguiamo la descrizione del filosofo messinese &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2 &lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;"Nell' inverno del primo anno della settantasettesima Olimpiade – il nostro cronista intende l’anno 472 a. C. –, al cominciare del giorno nel quale il sole, sorgendo, irradia dal punto dell'orizzonte più vicino al mezzogiorno (cioè nel solstizio d'inverno), … noi cittadini e soldati di Cuma, sotto la guida del nobile e saggio Ileotimo, figlio di Timanore, esperto nella sapienza di Pitagora, abbiamo risalito all'alba il sovrastante colle fino alla sua vetta, allo scopo di prendere gli auspici per la fondazione della nuova città in un sito più ampio ed agevole di quello … ove è ristretto l'abitato di Partenope.”&lt;/span&gt; Neapolis, appunto.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;“Il punto medio della plateia di mezzo sarà il luogo dell'agorà&lt;/span&gt; (oggi piazza S. Gaetano), &lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;presso la quale sarà eretto un altare ai figli di Zeus, signori della luce e delle tenebre. Da tal punto come centro, infatti, se si conduce un cerchio toccando all'interno i quattro lati della città, su esso lo scostamento dello gnomone dalla linea di mezzogiorno segnerà luce e tenebre nel giorno degli auspici.”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;Uno scarto SOLSTIZIALE nella pianta di Neapolis.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I decumani sono orientati secondo il solstizio d’estate&lt;br /&gt;I cardini principali AB - via Atri, via Nilo, via Paladino - e CD - via Duomo - seguono l'inclinazione di 22,5 gradi rispetto al meridiano BC &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;3&lt;/span&gt; . Il segmento OE insiste sulla via S. Gregorio Armeno. Il punto medio della "plateia" di mezzo O segna il luogo dell' "agorà", identificabile con l’attuale piazza San Gaetano, in corrispondenza della quale fu eretto l’altare ai Dioscuri, “signori della luce e delle tenebre”. La Y di Forcella FG è sovrapponibile alla Y preesistente in Partenope, e divarica dall’asse viario formando un angolo di 36 gradi. In effetti, seguendo l’originaria, sofisticata ricostruzione dell’impianto urbanistico, sia pure espressa in questo linguaggio volutamente oscuro, come era costume dell'esoterismo pitagorico, proprio in quel punto, che funge da epicentro, la circonferenza inscritta nel disegno planimetrico della città, si divide in due parti diseguali - di 135 e 225 gradi &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;4&lt;/span&gt; - proporzionali alla durata del dì (la minore) e della notte (la maggiore) nel giorno degli auspici &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;5&lt;/span&gt; . Cioè quello del solstizio d'inverno. A Napoli, effettivamente, in quel giorno, il rapporto tra dì e notte – dal sorgere al tramonto astronomico del Sole – è di 9 ore a 15, ossia eguale a 135°/225°. Al solstizio d’estate questo rapporto si inverte. Il sito speciale, cui fa riferimento Dicearco, parlando dell’ara destinata al culto di Castore e Polluce, ospita oggi la chiesa di San Paolo Maggiore, sorta appunto nel luogo di una chiesa paleocristiana, proprio dalle spoglie del tempio dei Dioscuri (I secolo d.C.). Le vetuste colonne dell’originario tempio dei Dioscuri impiegate nella maestosa facciata di San Paolo Maggiore, hanno egregiamente assolto alla loro funzione statica, cedendo solo sotto le scosse del disastroso terremoto del 1688. Perché perdurasse nella posterità l’indelebile memoria delle sacre origini solari della città di Napoli, il nostro cronista conclude:&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;“La strada che, così come il regolo, si disgiungerà dalla plateia sia sigillo impresso nel corpo stesso della città dall'oracolo che ha consacrato Neapolis alla divinità misuratrice del cosmo”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Intende riferirsi a via Forcella che altera di fatto, con un’anomala biforcazione, l’allineamento delle strade ordinate a scacchiera. Così, divaricando, ricalca la perfetta geometria della lettera sacra di Pitagora, la “Y”, e acquista, nel contesto speciale della fondazione della nostra città, un valore ancor più significativo.&lt;br /&gt;L’angolo di 36 gradi, disegnato da via Forcella nella planimetria complessiva, misura la figura pitagorica consacrata al Grande Architetto dell’Universo e che dell’universo intero riassume le auree, ineffabili proporzioni. Cioè il decagono, ottenuto reiterando 10 volte la traccia di quell’angolo lungo i raggi della figura geometrica. Se solo ci avventurassimo alla ricerca di una traccia di quell’antica anima “solare”, nell’intricato dedalo di vicoli di Spaccanapoli, adiacente alla chiesa di San Paolo Maggiore, nel sito una volta consacrato all’ara di Castore e Polluce, scopriremmo oggi, la “Scarabattola”. Così si chiama la bottega dei fratelli Scuotto. Singolari scultori, unici nel nostro secolo, all’altezza delle magiche, ineguagliate trasparenze dei veli del Cristo del principe-alchimista Raimondo di Sangro. Non è certo per un’inspiegabile coincidenza, che una delle loro più provocatorie opere, intitolata i Di-Oscuri, pur riproponendo allusioni esoteriche che richiamano l’analoga installazione di Rebecca Horn in Piazza Plebiscito, non indugiano in scontate citazioni di quegli abituali scenari funzionali ad enfatizzare un compiaciuto folklore partenopeo alquanto incline al macabro, alle superstiziose frequentazioni di ossari, alle feticistiche adozioni di capuzzelle e di altre innocenti reliquie di bimbi. Gli Scuotto si spingono al di là delle facili, abusate speculazioni pseudo-esoteriche. Sono aperti a cogliere la solare creatività dentro l’irrequieta vitalità dionisiaca, l’irriducibile mai domato &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;daimon del popolo napoletano&lt;/span&gt;, in eterno fermento dietro tradizioni, purtroppo incomprensibili ai più, a torto fraintese e condannate come espressioni ora di degenerata superstizione, ora di lugubri culti pagani, sopravvissuti ostinatamente all’accanito dissenso della Chiesa.&lt;br /&gt;Resuscitando gli archetipi ancestrali della memoria storica, l’artista napoletano avverte, e con lui la società civile di questa grande città, l’intimo bisogno di evolversi verso il proprio luminoso destino, ahimè, interdetto dalla miopia del potere, nel solco di un recupero delle radici fondanti del proprio territorio di appartenenza.&lt;br /&gt;È significativo, a tal proposito, che proprio l’emblema toponomastico del rione Forcella, prescelto a denotare un forte segnale di riscatto sociale – lo scudo troncato con la forcina “Y” e il motto &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;“siamo nati per fare il bene”&lt;/span&gt; –, andrà disegnato sul pavimento della struttura polifunzionale aperta ai giovani di “Piazza Forcella”, proprio nella via oggi funestata dal degrado ambientale, nel luogo preciso che dieci anni or sono, fu teatro dell’efferato assassinio camorristico della giovanissima Annalisa Durante.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;La Luce pitagorica nel progetto del Principe&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come un fiore caparbiamente rinato a sfidare l’arido deserto, ecco riaffacciarsi all’orizzonte del nostro terzo millennio, la virtù del geroglifico di quell’antica, immortale sapienza pitagorica, in forza della sua perenne palingenesi nel corso del destino del mondo.&lt;br /&gt;Tornai a rileggere allora, con occhi nuovi la postura, tante volte già ammirata, della Pudicizia. Mi soffermai sullo studiato rituale, concertato d’intesa dal Corradini e il Sansevero, ch’ella inscena allo sguardo devoto dell’iniziando e che non manca di destare curiosità anche agli occhi profani di un visitatore occasionale.&lt;br /&gt;Era impossibile non raccogliere il trasparente messaggio racchiuso nel gesto dalla mano destra della dama velata, tra le cui dita si schiude un significativo bocciolo di rosa.&lt;br /&gt;Potrebbe mai passare inosservata l’allusione al sigillo inequivocabile della sacra lettera? Di certo non sarebbe passata inosservata all’iniziando-Teseo. Dopo aver ritualmente smarrito i suoi calcolati passi sul pavimento labirintico, egli si sarebbe giudiziosamente interrogato sull’autenticità dell’intima vocazione, volta alla virtù che lo elegge ad artefice nonché arbitro assoluto della propria sorte. Sì, sulle orme di Ercole giunto al bivio dell’irrevocabile scelta morale che destina l’uomo al luminoso firmamento degli eroi. Mi parve naturale interpretare il gesto della Dama come un invito, tutt’altro che un’ammonizione, ad aprirci ai nobili principi ispirati alle virtù di marmo.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Come è terribile questo luogo!&lt;br /&gt;E nientemeno è la casa di Dio&lt;br /&gt;e questa è la porta del cielo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Genesi (XXVIII, 10-17)&lt;br /&gt;Non susciteremo certo meraviglia nel lettore, constatando come quel raggio luminoso che solca longitudinalmente l’affresco della Gloria del Paradiso affrescata da Francesco Maria Russo nella volta della Cappella Sansevero, partecipi intimamente al significato simbolico assunto dalla Luce nel progetto del principe. Indubitabilmente, l’origine della Luce dovette essere in cima ai suoi pensieri fin dalla prima ispirazione. L’inclinazione del raggio devia alquanto dall’asse geometrico della cappella posizionata ortogonalmente rispetto al tracciato urbanistico. Più precisamente, esso è orientato con un modesto scarto che permette di allinearsi verso il fondo dell’altare maggiore ove siede uno dei due angeli di Paolo Persico. Quello che mostra il titolo della croce: il cartiglio con la scritta INRI. Tornando a contemplare la volta, ci accorgiamo che simmetricamente, il globo stesso sorretto dagli angeli, recante la legenda “Mater pietatis”, di riflesso anch’esso raggiante della luce emanata dalla mistica Colomba, è decentrata dal culmine dell’arco che corona l’abside. Di fronte a tale non fortuito assetto simbolico, ritengo, da un canto, indispensabile ricorrere al prezioso insegnamento di Fulcanelli per intendere il percorso del nostro raggio di Luce. Necessario a rianimare alla radice l’anima del mondo, esso incarna la scintilla vitale comunicata dal Creatore attraverso il suo Fuoco creatore, il Deus absconditus dietro il velame della parola INRI. Ma finiremmo col confondere l’organico disegno iconologico di Raimondo se omettessimo, per un atto di imperdonabile superficialità, l’interpretazione di un dettaglio a torto passato come un ininfluente orpello decorativo. L'ostensione del globo orifiamma emerso dal ribollente crogiolo dei cori angelici, sciolti nel vortice della loro frenetica danza, ci mostra il vero vaso spirituale chiamato a raccogliere l'acqua ignea dell'Opera alchemica; il geroglifico che meglio esprime il concetto dello Spirito della Creazione, eternamente quiescente dentro la ganga della materia inerte. Proprio quella sfera raggiante che consacra la Cappella alla Mater pietatis ci esorta a soffermarci ulteriormente, in ragione del ruolo chiave ch’essa assume nel transito dell’immortale raggio igneo dello spirito attraverso l’universo del Tempio della Luce del Sansevero. La porta solstiziale rappresentata dal nostro aureo globo è il vero punto di sutura tra i Mondi; l’imprescindibile varco attraverso il quale s’invera l’armoniosa coniunctio tra Cielo e Terra. Questo dettaglio dell’affresco sembra tradurre eloquentemente nel linguaggio delle immagini, invocazioni ricorrenti nell’antica innografia mariana, non dissimili da quelle che potremmo leggere, ad esempio, in un messale del priorato cluniacense di Pébrac del XV secolo:&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; “Ave, o porta di gloria, che avanzi dal cielo come sole di giustizia per il mondo”.&lt;/span&gt; Identiche figurazioni iconologiche risplendono, ancora oggi intatte, nel cielo della volta della Mater pietatis dell’Oratorio Caravita, annesso al Collegio gesuitico romano, assiduamente frequentato dai convittori negli stessi anni del soggiorno del giovane Raimondo a Roma. Nel simbolismo mariano la Vergine Maria è la Ianua Coeli, la porta misteriosa che, per opera dello Spirito Santo, può trasfigurare la terra che vincola l’uomo al mondo, alla morte, e introdurlo al cospetto di Dio. Mi preme sottolineare che gli appellativi echeggianti nelle litanie rivolte alla Vergine ricalcano alla lettera analoghe espressioni con cui la Sapienza viene diffusamente celebrata nelle Scritture, come illustrano chiaramente le immagini del Caravita, mutuate da fonti ispirate al “Discorso della sapienza” nel Libro di Siracide. Scopriamo, così, come l’iconologia cristiana abbia voluto incarnare nella Vergine immagini metaforiche riferite alla porta del Cielo e della Sophia, la Sapienza.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Natura, Sophia, Sapientia&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Anche qui trovo illuminanti le pagine di Fulcanelli. &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;6 &lt;/span&gt;Disquisendo sull’etimologia della parola “materia” (latino: materia, radice mater, madre), in merito alle feconde implicazioni nel linguaggio alchemico, il maestro spoglia la figura della Vergine Madre del suo velo simbolico, onde mostrarne l’ulteriore, soggiacente connotazione esoterica. Cita, in proposito, la singolare epistola letta nell’occasione della messa dell’Immacolata Concezione. In essa, credo, ognuno possa cogliere, con lampante evidenza, come la Vergine assuma, al contempo, una seconda identità, rappresentata da un’originaria entità sapienziale, da sempre coesistente col Principio creatore, dimorante misteriosamente in un’oscura regione dello spazio ancora increato, quando il tempo era ancora senza tempo.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;… Il signore mi ha posseduta all’inizio delle sue vie.&lt;br /&gt;Io ero prima che egli plasmasse qualsiasi altra creatura.&lt;br /&gt;Io ero nell’eternità prima che venisse creata la terra.&lt;br /&gt;Gli abissi non erano ancora e io ero già concepita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Risalendo a ritroso, troviamo conferma che la “materia” alla quale si applica il filosofo di Ermete, il Soggetto dei Saggi, altro non è che la personificazione, la corporificazione, della Sapienza. Nell’accostarsi alla Sapienza, le descrizioni delle sacre Scritture sembrerebbero parafrasare esplicitamente il linguaggio ermetico, in riferimento al risultato della Grande Opera:&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;… lunghezza di giorni nella sua destra, e nella sinistra ricchezza e gloria&lt;br /&gt;… È albero della vita per chi ad essa s'attiene e chi ad essa si stringe è beato...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Proverbi. 3,16 / 18&lt;br /&gt;Espressioni che ritroveremo, poi, testualmente citate nell’Atalanta Fugiens di Michael Mayer (l’alchimista tedesco del XVII secolo che fa palese allusione, tra l’altro, alle due porte solstiziali: la Janua Coeli e la Janua Inferi). Una mirabile tavola alchemica del trattato commenta l’allegoria della Sapienza accanto all’Albero della vita. La Fuga XXVI (in 8 duplici; infrà ): “Il frutto della Saggezza umana è l’albero della vita”, traduce sullo spartito musicale l’Epigramma che così si conclude:&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;… Chi l’avrà accostata con la ragione e con la mano troverà in essa il frutto dell’albero di vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;E poi, dal Libro di Siracide 7, Discorso della Sapienza.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;… Sono cresciuta alta come i cedri del Libano, come i cipressi del monte Hebron, 24,13&lt;br /&gt;… come gli alberi di palma di Engedi, come le rose di Gerico …&lt;br /&gt;… Il mio respiro era lo speziato odore della cannella, del dolce profumo della mirra più pura, dell’essenza odorosa del benzoino, del galbano, incenso fragrante nella sacra tenda. 24,15&lt;br /&gt;… Mi ricorderai più dolce del miele, più pregevole del miele del favo. 24,20&lt;br /&gt;… Mangiatemi e avrete sempre più fame; bevetemi ed avrete sempre più sete. 24,21&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Per celebrare Cecilia, la madre persa precocissimamente nella ricorrenza del Natale 1710, Raimondo sceglie l’allegoria della Pudicizia. Colta nel suo più autentico significato rispettoso dell'iconologia classica, dietro il velo, replica di quello del Cristo del Sanmartino sotto il cielo della Mater pietatis, la Pudicizia incarnava consapevolmente la Bona Dea del mondo latino. La stessa celebrata quale Terra madre; la Ops mater di Varrone &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;8&lt;/span&gt; . Pur nelle molteplici incarnazioni mitiche, cultuali, il mondo antico riconosceva in essa “la dea del popolo, la madre e la benefattrice, e quella che lo nutre”. Si coglie nella Pudicizia molto più di una semplice metafora della virtù evocata retoricamente a rispettosa memoria della genitrice. Non senza giusta ragione gli studiosi hanno inteso riconoscere dietro l'intangibile velo di Iside, che la rende invisibile a sguardi profani, l’emblema più eloquente della poliedrica sapienza del principe di Sansevero. E ancor più, si coglie, l'esplicito riferimento all'universale sentimento della Natura nella sacralità dei suoi cicli vitali, che incarna fin nel cuore della religiosità popolare, l'archetipo dell'antica dea Madre, diffuso nelle più differenti tradizioni cultuali, testimoniate dalle geniali intuizioni di archeologi della profondità di Maria Gimbutas. … Non stupisce, quindi, che l'eterno femminino sia stato inteso dalle mitologie in quelle concrete e umanissime (all'apparenza) figure femminili definite Grandi Madri dagli storici delle religioni. La serie di queste madri è quasi inesauribile, sia nella tradizione occidentale che in quella orientale. Praticamente, tutte le dee simboleggiano la personalità dell'eterna Grande Madre. Questa, in ultima analisi, non è che un'efficace rappresentazione antropomorfica della forza, dell'energia universale, che dà vita ai mondi, che sostiene e muove il cosmo nel suo processo espansivo.&lt;br /&gt;… Giungiamo in tal modo ad un'ennesima immagine mitica: la donna è la rappresentazione sensibile della forza. In quanto delegata alla funzione generativa (ma anche mortifera) essa è simbolo puntuale della Natura, o piuttosto del suo principio informatore: la Natura naturans dei Latini …&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;9&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il barone de Tschoudy e la lezione dell’Etoile flamboyante&lt;br /&gt;Torna di grande chiarezza a riguardo, l'esempio dell’Etoile flamboyante (La Stella fiammeggiante) scritto del barone Henry-Theodore de Tschoudy, tra i fedelissimi del principe, al punto che Raimondo volle erigere una Loggia con Tschoudy stesso per Maestro.&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;10&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;In fuga da Napoli, costretto ad un’inesausta peregrinazione per il mondo in nome di irrinunciabili ideali, egli incarna con la sua eroica testimonianza, uno dei più appassionati spiriti militanti della Libera Muratoria. La dotta esposizione del modello di catechismo ermetico massonico da lui coniato fonda il perfezionamento spirituale richiesto all'iniziando sull'ispirazione proveniente squisitamente dall'Alchimia, intimamente conformata all’imitazione della Natura. Obiettivo da perseguire con impegnativo studio, convinta dedizione, finalizzati ad emulare, fin nelle profondità dell’animo dell’adepto, le stesse prodigiose palingenesi che la Natura sa dispensare al sapiente alchimista orientato ad opere virtuose.&lt;br /&gt;Elviro Langella&lt;br /&gt;Opus Minimum&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1 &lt;/span&gt;pubblicato in Opus minimum Solstizio d’Estate 2011.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2&lt;/span&gt; NdR. Fonte: Renato Palmieri, http://zed7.tripod.com/napoli1.htm&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;3&lt;/span&gt; NdR. Questo valore equivale alla distanza azimutale tra il sole che sorge il 21 dicembre e l’asse degli equinozi, ossia l’asse Est-Ovest.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;4&lt;/span&gt; NdR. Nota che 135+225=360, Inoltre, da questi dati si ricavano i valori dell’azimut del sole il 21 dicembre all’alba ed al tramonto per Napoli, Questi saranno Est+22,5° ed Ovest-22,5°.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;5&lt;/span&gt; NdR. Gli auspici vengono tratti nella notte più lunga dell’anno. E’ giusto congetturare che si comunichi più facilmente con gli Inferi.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;6&lt;/span&gt; Fulcanelli, il mistero delle cattedrali Edizioni Mediterranee pag 96&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;7&lt;/span&gt; NdR. l Libro del Siracide (&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Lingua greca" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_greca"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;greco&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; Σοφία Σειράχ, sofía seirách , "sapienza di Sirach"; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Lingua latina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;latino&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; Siracides) o più raramente Ecclesiastico (da non confondere con l'Ecclesiaste o &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Qoelet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Qoelet"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Qoelet&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;) è un testo contenuto nella &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Bibbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Bibbia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Cristianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;cristiana&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; (&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Septuaginta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Septuaginta"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Settanta&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; e &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Vulgata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vulgata"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Vulgata&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;) ma non accolto nella &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Bibbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Bibbia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Religione ebraica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religione_ebraica"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;ebraica&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; (&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Tanakh" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tanakh"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Tanakh&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;). Come gli altri libri &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Deuterocanonici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deuterocanonici"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;deuterocanonici&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; è considerato &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Ispirazione della Bibbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ispirazione_della_Bibbia"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;ispirato&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; nella tradizione &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Chiesa cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;cattolica&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; e &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Chiesa ortodossa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_ortodossa"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;ortodossa&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;, mentre la tradizione &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Protestante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protestante"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;protestante&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; lo considera &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Apocrifo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apocrifo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;apocrifo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;. Wikipedia.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;8&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Varro" href="http://la.wikipedia.org/wiki/Varro"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Varro&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; libro quinto de Lingua Latina : "ideo dicitur Ops mater quod Terra mater&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;9&lt;/span&gt; Bent Parodi, Le Nozze mitiche in Opus minimum . Solstizio d’Estate 2011&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;10&lt;/span&gt; Per un puntuale approfondimento, rimandiamo allo studio di Paolo Galiani Raimondo De Sangro ed Henry Tschoudy in Opus minimum Dicembre 2010, estratto dal suo saggio: “Raimondo De Sangro e gli Arcana Arcanorum” edito “Simmetria”, collana di studi e ricerche sulle tradizioni spirituali.&lt;br /&gt;“ … Il suo Ordine dell’Etoile Flamboyante (o Ordine dei Filosofi Incogniti), nato ufficialmente nel 1766, aveva invece tre soli gradi: Apprendista, Compagno e Filosofo o Professo; il suo catechismo si basava su principii di Ermetismo e di Alchimia secondo gli insegnamenti di Michele Sendivogius detto il Cosmopolita e di Francesco Maria Santinelli”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-1557087232000556731?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/1557087232000556731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=1557087232000556731' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/1557087232000556731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/1557087232000556731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/11/il-solstizio-una-porta-verso-la-vita-e.html' title='- Il solstizio, una porta Verso la vita e la sapienza'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-V3uAaWxIRMM/Tsd6te6rVwI/AAAAAAAACyk/e-HSH2icvmM/s72-c/06.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-392225530923370065</id><published>2011-11-13T17:41:00.003+01:00</published><updated>2011-11-13T18:43:38.250+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- Dante - Epigenesi di un mito</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JxPSw_zyuwE/Tr_zQI6RiUI/AAAAAAAACxY/KzkSBnaAVw4/s1600/lino.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; DISPLAY: block; HEIGHT: 360px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674521514105473346" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-JxPSw_zyuwE/Tr_zQI6RiUI/AAAAAAAACxY/KzkSBnaAVw4/s400/lino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il mito massonico - tutto ottocentesco - che vuole Dante Alighieri “iniziato” non è un mito “primario”: è sovraimposto, ovvero “epigenetico”, come direbbe un naturalista, ed è basato su un sillogismo.&lt;br /&gt;Premessa mitica n. 1: Dante era Templare e Rosa Croce;&lt;br /&gt;Premessa mitica n. 2: Templari e Rosa Croce erano dei (proto)-massoni;&lt;br /&gt;Conclusione: Dante era una specie di (proto)-massone.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Quod erat demostrandum&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;In Massoneria si è guadagnato un ampio spazio, del quale è debitore soprattutto a René Guénon, senza che questo debba farci dimenticare i numerosi precursori. Se si vuole individuare un precursore “minore”, questi potrebbe essere Marziale Reghellini, massone vicentino, patriota esule a Bruxelles, autore di un La Maçonnerie considérée comme le résultat des religions Egyptienne, Juive e Chrétienne, del 1829.&lt;br /&gt;Il suo pensiero influenzò probabilmente il vero padre e propalatore del mito, e cioè Gabriele Rossetti &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, che infatti lasciò scritto (cito a memoria) “Reghellini dice che il poema di Dante è un poema massonico, ma c’ero già arrivato anche io”.&lt;br /&gt;All’origine c’è Inferno IX, 61-63:&lt;br /&gt;“&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;O voi che avete gli intelletti sani / mirate la dottrina che si asconde / sotto il velame de li versi strani&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Troviamo questi citatissimi versi anche nell’introduzione della Beatrice, l’opera con la quale Rossetti lanciò un’idea che, pure se del tutto sprovvista di supporto storico, attecchì ed è tuttora molto presente in Massoneria:&lt;br /&gt;Dante, e come lui gli altri poeti stilnovisti, sarebbero stati membri di una setta iniziatica (i “Fedeli d’Amore”) entro la quale la tematica amorosa “copriva”, con un linguaggio criptato, idee “pericolose”, e messaggi soprattutto politici, in particolare la condanna della Chiesa degradata e l’utopia di un generale rinnovamento guidato dalla Croce e dall’Aquila (ovvero, la Chiesa stessa e l’Impero).&lt;br /&gt;In quest’ottica, “Beatrice” è l’idea imperiale, “amore” è la setta stessa, eccetera. Interessante notare che l’idea del Rinnovamento Universale riappare nel Rinascimento, ma i tempi sono cambiati……&lt;br /&gt;Rossetti spinse parecchio la sua analisi e aprì una strada che molti percorsero. Eugène Aroux, scrittore prolifico, letterato e uomo politico, ci ha lasciato una serie di opere generalmente considerate bizzarre. Nel 1854 proponeva un suo Dante eretico, rivoluzionario e socialista e due anni dopo ci dava una “Chiave della commedia anti-cattolica di Dante Alighieri, pastore della Chiesa albigese nella città di Firenze, affiliato all’Ordine del Tempio, ove si spiega il linguaggio simbolico dei fedeli d’amore nelle composizioni liriche, romanzi, epopee cavalleresche dei trovatori».&lt;br /&gt;Siamo a livelli di elucubrazione altissimi: a lui si deve l’interpretazione (poi ripresa da Guénon) delle lettere F.S.K.I.P.F.T. che compaiono in un ritratto di Dante come Frater Sacrae Kadosh, Imperialis Principatus, Frater Templarius.&lt;br /&gt;Francesco Paolo Perez, nell’attribuire a Beatrice il significato simbolico di “Sapienza Mistica”, si esprime però molto severamente con certi interpreti iper-simbolici di Dante e del paganesimo (Beatrice Svelata, 1865). Parla di un sincretismo dantesco grazie al quale tutti hanno ritenuto di farlo proprio, guelfi e ghibellini, eretici, ortodossi e protestanti.&lt;br /&gt;Respinge l’idea dell’affiliazione di Dante ad una setta segreta, e qualifica Rossetti come sopraffatto “da un’erudizione raccolta in fretta e però mal digesta” e “dominato dal preconcetto che Dante sentisse e pensasse come un libero muratore o come un Voltaire”.&lt;br /&gt;Paragona i critici moderni a Luciano di Samosata (“il Voltaire del paganesimo”) che fa dire a Giove: “&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Dacchè la filosofia e le quistioni di parole vennero crescendo tanto laggiù, io debbo o starmi per necessità con gli orecchi turati, o lasciarmi assordare da quelle mal cucite filastrocche di certe loro cose incorporee che vanno ad alta voce predicando&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Secondo Perez, i cristiani inizialmente derisero le fantasie dei pagani, ma poi si accorsero che bastava interpretarle simbolicamente come preannunci del monoteismo, per utilizzarle a proprio vantaggio, dopo di che le adottarono trasformandole: fecero quindi (qui cita Agostino) come gli ebrei che scappando dall’Egitto si portarono via oro e argento per farne un miglior uso (una specie di “esproprio proletario” ante litteram). Gli interpreti arrivarono a “vedere nei più osceni libri erotici dei trattati di morale ascetica”: forse un’allusione al dantesco Fiore, ma non so se al tempo di Perez l’attribuzione fosse accettata.&lt;br /&gt;Sulla strada dell’interpretazione esoterica si avventurarono anche Giovanni Pascoli (autore di vari, discussi studi danteschi) e un altro accademico, il suo allievo Luigi Valli, che fu divulgatore importante, con un’opera del 1928 (Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli d’Amore; Luni ed., 1994) nella quale analizzò il supposto linguaggio segreto in grande dettaglio, arrivando a proporre la traduzione in lingua “iniziatica” di una quarantina di parole del linguaggio “grosso” &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. In tale ottica interpretativa, le poesie “belle” danno addirittura fastidio, in quanto si giustificano male. Un esempio&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; 3&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;: “i Fedeli d’Amore furono seguaci di una dottrina ermetica che non accettò l’insegnamento cattolico, d’una dottrina contro il potere temporale e contro gli atteggiamenti egemonici della Chiesa, d’una dottrina che prese caratteri sempre più umanistici fino a quando in essa prevalse l’aspetto estetico su quello esoterico. Allora finì nel nulla”. Di questa scuola di pensiero, il maggiore divulgatore è René Guénon col suo L’esoterismo di Dante. Va detto che c’è una contrapposizione tra chi vede l’esoterismo limitato alla Vita Nova e chi (Guénon tra questi) lo vede esteso alla Commedia. Ciò premesso, è impossibile riassumere qui quel libro in poche righe, e bisogna limitarsi a raccogliere qualche spunto.&lt;br /&gt;L’autore insiste molto su certe descrizioni dantesche, che i rituali della settecentesca “Massoneria Scozzese” sembrano riprendere. Fa dettagliate analisi di linguaggio annotando, ad esempio, insieme ad Aroux, che il Veltro è un cane, parola affine al tartaro Khan che ha una connotazione di potere, come il verbo inglese can. Illustra l’esoterismo del numero 65, connesso con 1300 che è la data del viaggio all’inferno, constatando che 65 scritto in latino vale LVX (basta invertire la X con la V!), cioè Lux che evoca la “vera luce” delle datazioni massoniche….. Ma il punto forte della trattazione è l’appartenenza di Dante all’Ordine Templare mediata dal Rosacrucianesimo e dalla setta dei Fedeli d’Amore. Ad avviso di chi scrive, niente nella biografia di Dante suggerisce che potesse appartenere all’Ordine del Tempio né a suoi succedanei. E tuttavia, la “presenza” dei Templari nella Commedia è una delle colonne della “lettura” esoterica del poema. Il riferimento principale è forse Par. XXX, 124, là dove, nell’Empireo, Beatrice addita a Dante “il convento delle bianche stole”. Secondo i commentatori “profani”, il passo è ispirato all’Apocalisse di Giovanni (7, 9 segg.) dove i portatori delle “vesti candide” sono la moltitudine dei Beati. Secondo i cultori dell’esoterismo dantesco, invece, le “bianche stole” sono i Templari. L’interpretazione è forzatissima per due motivi. Anzitutto, ciò che caratterizzava la divisa dei Templari più che il colore bianco era la croce, adottata fin dal tempo della seconda crociata. Secondo, nel contesto grandioso di Par. XXX, un gruppo sia pure importante, ma limitato, come quello dei Templari, sarebbe stato un anticlimax: non avrebbero riempito gli “scanni” di cui alla terzina seguente. La condanna dantesca di Filippo il Bello si presta ad una considerazione di carattere generale. Su 14.000 versi, quelli che possono volonterosamente interpretarsi come connessi con l’Ordine Templare sono forse una decina: una presenza tenuissima. E c’è di più: nel poema, Filippo il Bello è attaccato come falsario e come pirata. Insomma, accuse di rapacità. Poca roba in confronto al rogo del Gran Maestro, che avrebbe dovuto apparire crimine mostruoso agli occhi del poeta, se veramente fosse stato affiliato ad una setta a affinità templare. Il fatto che i Templari non siano mai nominati è da qualcuno attribuito ad una prudenza resa necessaria dal fatto che, dopo il 1314, i Templari erano diventati un tema scottante.&lt;br /&gt;L’ipotesi appare piuttosto debole, dato che il sanguigno poeta non ha avuto timidezze nel collocare in inferno altissimi personaggi consegnandoci versi di grande violenza e crudezza. Che accondiscendesse ad una (preventiva) censura della Chiesa, appare inverosimile. L’idea della presenza templare nel Paradiso dantesco troverebbe supporto nella figure simboliche che compaiono nei tre cieli di Marte, Giove, e Saturno: rispettivamente la Croce, l’Aquila e la Scala. Per quanto riguarda gli ultimi due, “è impossibile non riconoscervi quelli del Kadosch Templare” (L’esoterismo di Dante, p. 23 dell’edizione Atanor, 1992). Invero, la scala (a sette gradini) che quattro secoli più tardi troveremo nel rituale del grado massonico Templare non è nemmeno remotamente simile allo scalone, genere Wanda Osiris, sul quale si muovono i beati del cielo di Saturno.&lt;br /&gt;In Inglese, l’equivoco non sussisterebbe: chiameremmo l’una ladder e l’altra grand staircase. Quanto alla croce, è vero che “dopo essere stata il segno distintivo degli ordini cavallereschi, serve ancora di emblema a parecchi gradi massonici”, ma è altresì vero che nel mondo cristiano la croce è onnipresente. Su Dante è stato detto di tutto, e la sua opera è stata qualificata persino come una raccolta di gossip fiorentino. Nelle logge di area guénoniana a volte si qualifica la Commedia come un “poema islamico” (nonostante il rude trattamento inflitto al Profeta in Inf. XXVIII), così chiudendo in modo un po’ drastico l’annosa discussione sulle fonti islamiche dell’opera. All’origine c’è il viaggio in altri mondi, il mitologema del quale la Commedia è intessuta, che si incontra in molte tradizioni, europee (attribuito a eroi quali Eracle ed Enea) ed extraeuropee compresa quella islamica. In questa ultima, in particolare, esiste un’opera (Al Mi’rậg) di Ibn Arabi, celebrato maestro spirituale, nella quale è descritto un pellegrinaggio nei cieli, che ha delle affinità con quello dantesco &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;4&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. Ad una lettura della Commedia del tipo Valli/Guénon aderisce Alberto Cesare Ambesi, autorevole studioso di Massoneria e di religioni orientali, il quale, però, crede piuttosto ad un’origine iranica e, dubitativamente, ebraica &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;5&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. Ma nel dopo-Guénon il mito si spinge oltre. Nel 1314 Dante a Parigi avrebbe assistito al rogo del Gran Maestro Jacques de Molay. Non vi è certezza che Dante sia mai stato a Parigi: il viaggio è menzionato da Boccaccio e da alcuni cronisti, ma non da altri. Talvolta la narrazione si arricchisce di dettagli. Esempio, sarebbe stato accompagnato da Giotto e si sarebbe spinto anche ad Oxford. Ammettendo che Dante sia stato a Parigi, non si sa se vi sia stato da vecchio (dopo l’esilio) o da giovane. Ammettendo che vi sia stato da vecchio, manca comunque ogni testimonianza che quel giorno fosse spettatore del tragico evento. Però, è bello pensarlo…. Chiaro, da quanto sopra, che tra i fautori del Dante esoterico la discordia regna su quale messaggio volesse criptare: pochi concordano con Rossetti. Per alcuni, l’illuminato deve usare un linguaggio criptato per esprimere concetti sovraumani, non per motivi di cautela, bensì in base all’aristocratico principio di “non gettare perle ai porci”.&lt;br /&gt;Tra i fautori di questa teoria, ad esempio, ci sono quei cultori di islamismo che considerano il sufi Al Hallaj (giustiziato dai correligionari nel 922) come un illuminato, e al contempo approvano la sua condanna per “avere gettato perle, eccetera”. Ad avviso di chi scrive, le argomentazioni sul Dante esoterico sono indebolite proprio dalla loro varietà e diversità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora due annotazioni. La prima riguarda uno dei nodi interpretativi e cioè Beatrice: donna o allegoria? Boccaccio sostenne – come si sa - che Beatrice era una creatura reale: ebbene, secondo una certa lettura lo avrebbe fatto non perché ci credesse, bensì per distogliere da Dante il (pericoloso) sospetto che potesse esprimersi in modo simbolico/criptato: discorso che si incontra in letteratura e che definirei supercontorto.&lt;br /&gt;Incidentalmente, Beatrice Portinari era una donna sposata. Come Radha, la paredra del Dio Krisna. E come la domina alla quale il trobadour tributava il suo amore-passione, circondato dal segreto, lasciando al marito l’amore “contrattuale”: la “clandestine” dell’amor cortese teorizzato alla corte di Eleonora di Aquitania e di Maria di Champagne, due secoli prima che Dante ponesse gli occhi su Beatrice. Qualche volta, osserva Mircea Eliade nella sua “Storia delle credenze e delle idee religiose”, il trobadour “riceveva il dono totale dalla propria domina”, al termine di un itinerario ritualizzato nel quale l’amore-passione sbocca nella “unio mystica”. Per Eliade, l’esempio di Radha e Krisna è significativo in quanto la “unio mystica” della tradizione indù, a differenza di quella cristiana, “proprio per sottolineare l’assoluto introdotto dall’esperienza mistica e la totale destabilizzazione della società e dei suoi valori morali, utilizza non già le immagini di una istituzione veneranda per eccellenza quale il matrimonio, bensì quelle del suo contrario: l’adulterio”. Il ciclo del Graal con i suoi elementi iniziatici – osserva – fu iniziato da Chrétien de Troyes, pupillo di Maria di Champagne e inventore di un’altra, celebre coppia adulterina: Lancillotto e Ginevra &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;6&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. Che Dante non ignorasse la letteratura trobadorica, si può dare per certo: “noi leggevamo un giorno per diletto / di Lancialotto, come amor lo strinse”…..&lt;br /&gt;La seconda annotazione riguarda il Canzoniere dantesco: per Rossetti (op. cit.),&lt;br /&gt;“Le composizioni erotiche che in quella raccolta si leggono paiono scritte per una donna vera, e non per un fantasma allegorico: tanto quel modo di poetare è, oltre ogni credere, illusorio e ingannevole”. Chiaro che non c’è difesa contro simili argomentazioni. Eppure, Dante ha dimostrato di sapere rappresentare donne non angelicate: Francesca, ad esempio. In fondo, c’è lo stesso problema che si pone per il “Cantico dei Cantici”. Quelle espressioni di straordinario erotismo nacquero veramente per essere lette in chiave di mistica trasfigurazione? &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ho parlato finora della costruzione del mito di Dante esoterico. Se questa è un’operazione faticosa e discutibile, ma giustificabile sulla base del fatto che Dante, come chiarisce egli stesso nel Convivio, diede certamente dei messaggi da leggere al di là della lettera, ebbene, la costruzione del mito di Dante proto-massone è molto più faticosa, in quanto somma di due operazioni acrobatiche.&lt;br /&gt;Primo, “lettura” esoterica di Dante; secondo, importazione di questa lettura nel bagaglio simbolico/iniziatico dell’istituzione massonica.&lt;br /&gt;Dopo Guénon e Valli (anni 20 del 900), sul Dante esoterico il silenzio è durato una trentina d’anni per essere rotto dopo la seconda guerra mondiale in modo fragoroso, ovvero da un numero cospicuo di opere sulle quali non sarebbe possibile soffermarsi.&lt;br /&gt;Il tema qui non è “Dante esoterico”, bensì Dante come “Mito Massonico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lino Sacchi&lt;br /&gt;R\L\ Pedemontana 696 GOI, Torino&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1&lt;/span&gt; Gabriele Rossetti (1783-1854), letterato, probabilmente massone, fu esule in Inghilterra dove divenne professore di Letteratura Italiana. Ha lasciato, oltre a vari altri studi danteschi, un’opera importante, “La Beatrice di Dante. Ragionamenti critici di Gabriele Rossetti” (1842, 5 scellini, “stampato a spese dell’autore”), importante soprattutto per la vague che ha messo in movimento.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2&lt;/span&gt; Per esempio, “pietra” è la Chiesa, “fiore” è la Sapienza Santa (mah), mentre “vita” significa “verità e propriamente verità della setta”. Tra le altre parole tradotte, follia, fontana, tuono, gelo, fiume, saluto, verdura, eccetera&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;3&lt;/span&gt; G.C.Lensi Orlandi Cardini, Il Bafometto dei Templari a Firenze, Arktos, 1988&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;4&lt;/span&gt; Tali affinità furono messe in evidenza da un orientalista spagnolo Asin Palacios, al quale Guénon riconosce la paternità dell’idea non senza attribuirgli un fraintendimento grave: considerare El Arabi un mistico (invece che un metafisico). Dante non cita mai l’opera di El Arabi (mentre cita Averroè e Avicenna) il che, secondo Guénon, dimostrerebbe soltanto che la conobbe per vie “occulte”, e cioè attraverso gli ordini cavallereschi (op. cit., capitolo V; ad avviso del sottoscritto, può darsi anche che, semplicemente, non l’avesse letta). In Al Mi’rậg, comunque, la differenza rispetto alla Commedia è di tono, oltre che di contenuto. Il tono è didattico. I pellegrini sono due: l’adepto destinato alla salvezza e il suo amico, uomo di scienza privo di fede. Questo&lt;br /&gt;ultimo perde la sua scienza e è destinato alla “fornace” tra l’esultanza dell’amico devoto. Scritti di Ibn Arabi comprendenti Al Mi’rậg sono stati tradotti in italiano a cura di Massimo Jevolella (“L’alchimia della Felicità”, ed. red, 1996).&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;5&lt;/span&gt; Vedi ad es. “I Rosacroce”, Armenia ed., 1975, cap. 3. René Guénon (L’esoterismo di Dante), si esprime con disapprovazione sui critici occidentali moderni i quali “pretendono che questa leggenda non sia specificamente islamica ed araba, ma che sia originaria della Persia” risalendo a un libro mazdeano. Questa è proprio l’idea dottamente argomentata da Ambesi. In realtà, il contrasto tra i due studiosi è poco rilevante: entrambi riconducono il mitologema del viaggio ultramondano alla originale unicità ed universalità delle tradizioni, della quale Dante sarebbe interprete, che comprende in particolare il mito della caduta, nel quale non c’è nulla di “favolistico” (Ambesi, p. 54). Tale universalità sarebbe “rivendicata e talvolta fraintesa nel seno di quelli che si è soliti definire movimenti sincretisti” (ibid.): probabile riferimento a New Age.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;6&lt;/span&gt; Interessante il confronto con un altro famoso adultero l’ “uomo della frontiera” Digenis Akritas, eroe del’’omonimo poema epico bizantino all’incirca coevo dei romanzi del Graal. Stesso lo sfondo storico (guerra della Cristianità contro Turchi e Arabi). Stessa l’importanza dei codici di onore. Anche qui è centrale, nel mondo dell’eroe, la conquista della donna amata, vista però più come preda che come domina.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;7&lt;/span&gt; Alcuni fautori del Dante esoterico, negando l’emozione, negano, come innecessario, il Dante poeta, dal quale sono disturbati. Ma è difficile disconoscere che Dante era poeta, e grande poeta. All’idea di poeti (grandi poeti in qualche caso) che si scambiano messaggi criptati, si può rivolgere un’obiezione di fondo: perché dovevano essi ricorrere a un modo così contorto e criptico per comunicare ed esprimere, ad esempio, amor di Dio e/o ansia di spiritualità? Potevano telefonarsi o mandarsi pizzini…. Invece utilizzarono un linguaggio che fu decifrato solo mezzo millennio più tardi. E non senza incertezze, come abbiamo visto: Valli (e prima di lui Perez) dicono che Rossetti non ha capito, Guénon dice che non hanno capito né Rossetti, né&lt;br /&gt;Perez, né Valli, né Aroux, e salva solo Arturo Reghini il quale, peraltro, di Dante si è occupato marginalmente. Senza contare le letture politiche ovvero “ghibelline”, che non sono delle minori: Monti, Foscolo, Carducci, Mazzini….&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn1" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=29857873#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn2" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=29857873#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn3" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=29857873#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn4" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=29857873#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn5" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=29857873#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn6" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=29857873#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn7" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=29857873#_ftnref7" name="_ftn7"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-392225530923370065?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/392225530923370065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=392225530923370065' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/392225530923370065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/392225530923370065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/11/dante-epigenesi-di-un-mito.html' title='- Dante - Epigenesi di un mito'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-JxPSw_zyuwE/Tr_zQI6RiUI/AAAAAAAACxY/KzkSBnaAVw4/s72-c/lino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-3790361359042492615</id><published>2011-11-12T16:11:00.002+01:00</published><updated>2011-11-12T16:16:10.581+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><title type='text'>- Opus minimum - Dicembre -</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0p1rd1J2qJ8/Tr6NJ1p2_zI/AAAAAAAACxI/L2DgUcsTarY/s1600/dicembre.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; 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MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5673736972177903602" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-YeC45uB_GZ8/Tr0ptyeqD_I/AAAAAAAACv4/I3RjJX8RU9c/s400/conn.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un viaggio appassionante nella Kabbalah in cui i due storicamente inconciliabili e incompatibili opposti, scienza e fede, si raggiungono e fondono in un'armoniosa unità...&lt;br /&gt;La Torah è il DNA spirituale del popolo ebraico e, allo stesso tempo, la matrice del suo DNA biologico: la continua, ininterrotta lettura e ripetizione di generazione in generazione delle parole in essa contenute ha letteralmente plasmato il codice genetico del popolo eletto. Le più recenti scoperte scientifiche forniscono prove in laboratorio di ciò che i Kabalisti dichiarano da alcuni millenni, e cioè che il linguaggio umano, le parole, il suono e le frequenze vibratorie possano influenzare, modificare e addirittura riprogrammare il codice genetico presente nell'essere umano e influire, tramite di esso, sulle altre forme di vita animale, vegetale, minerale, subatomica e interstellare. La stessa struttura fisica del testo sacro ricalca la struttura del genoma umano, e la codificazione del genoma umano, a sua volta, rivela una sorprendente conformità con i codici esoterici tramandataci dai Maestri della tradizione ebraica. Israèl è il popolo del “libro”, o meglio della “Parola” e, come tale, ha sviluppato nel suo seno una mistica del linguaggio, chiamata Kabbalah. Secondo la Bibbia ebraica Dio1 crea tutto mediante la Sua Parola. La parola è all’origine di tutto ciò che esiste. Secondo la Kabbalah ebraica il testo della Torah cos’ ì com’è scritto e ci viene tramandato, non è nient’altro che l’ultima tappa di un progressivo processo di “materializzazione” della Torah eterna e increata che il Verbo divino compie nel suo discendere verso gli uomini; la Parola di Dio cioè si restringe, si veste del linguaggio umano affinché possa essere udita e compresa. Dunque a partire dal testo sacro è possibile ripercorrere il cammino all’inverso: a partire dalle parole è possibile risalire alla loro sorgente primigenia. In effetti, ciò che distingue l’uomo da tutte le altre creature e che lo rende allo stesso tempo simile al suo Creatore è appunto la “parola”. Per questa ragione l’ebreo religioso è sottomesso ad una mole indicibile di rigidissime regole che concernono un uso santo della lingua: con le parole che pronunciamo costruiamo o distruggiamo mondi. La parola umana ci rivela, ci comunica e trasmette il pensiero per mezzo di codici linguistici costituiti dall’infinita combinazione di suoni-base che vengono associati ad elementi grafici quali le lettere dell’alfabeto. Il suono della voce, l’inchiostro e la carta diventano i supporti materiali mediante i quali le informazioni del linguaggio vengono trasmesse; le lettere dell’alfabeto, sotto forma di molecole d'aria compressa in onde sonore o sotto forma di simboli grafici, sono i veicoli del viaggio, che permettono cioè lo spostamento spazio-temporale del messaggio. La tradizione ebraica considera le lettere della lingua santa, l’ebraico (lingua madre da cui derivano le altre lingue), non come semplici elementi di comunicazione semantica o come astratti strumenti di calcolo matematico, ma come le tracce delle realtà superiori da cui provengono, e attraverso le quali è possibile risalire alla loro sorgente suprema. In questo modo le lettere, veicoli di energia divina, diventano per il kabalista vere icone di contemplazione mistica, e l’atto stesso di scriverle imita l’atto creatore di Colui che tutto ha creato mediante di esse. I Maestri si accostano al testo Sacro con una metodologia simile a quella che gli scienziati adottano per analizzare la materia: ogni parola viene ingrandita come per mezzo di una lente al fine di analizzarne la forma e struttura interna. Le parole sono come geni di un cromosoma estratto da una cellula del corpo della Torah. Per il kabalista le lettere dell’alfabeto ebraico sono i veri mattoni per mezzo dei quali Dio ha creato l’universo in ogni sua parte e trovano il loro corrispondente nelle particelle subatomiche che compongono la materia. Entrando così in ogni singola parola, a partire dal più piccolo segno, i Maestri riescono ad estrarre tesori inimmaginabili e a comprendere le leggi che governano la materia, le galassie e tutti i mondi. La Kabbalah è una scienza mistica, e come ogni scienza che si rispetti, si avvale anch'essa dell'applicazione rigorosissima di tecniche alfabetico-numeriche al testo ebraico della Torah, come la ghemàtria, la temurà e il notàrikon: la lingua ebraica non possiede segni grafici numerici; le lettere dell'alfabeto ebraico sono considerate esse stesse come cifre. In questo senso ogni lettera è una cifra, e una parola, oltre ad essere la somma di più lettere, è anche una somma numerica di cifre separate. Ogni associazione di lettere dà vita ad una nuova cifra, in modo che la Torah offre di sé sia una lettura “letterale”, secondo il senso del linguaggio, sia una lettura “numerica” in codice. Uno dei criteri fondamentali su cui si basano le tecniche di calcolo Kabalistico, è che fra due parole che hanno lo stesso valore numerico esista una profonda analogia anche sul piano mistico: in questo modo, parole completamente diverse fra loro, vengono messe in relazione alfabetica o numerica. Questo accostamento fra scienza e Kabbalah è un po' il filo conduttore che lega i vari temi affrontati in questo libro: la Kabbalah ha la capacità di integrare e conciliare questi due opposti, scienza e spiritualità. Mentre la scienza spande in modo impressionante la sua conquista nell'universo della materia, vediamo con sconforto che la coscienza media dell'essere umano non sembra essere evoluta di molto rispetto al passato: ancora oggi nel mondo esistono conflitti, ingiustizie sociali, guerre. La separazione fra queste due sfere, scienza e spiritualità, la dicotomia ossia fatta fra cervello sinistro e cervello destro, fra ragione e mistica, ha fatto sì che sia la scienza che la religione abbiano in parte fallito nel loro tentativo di migliorare l'uomo. La scienza da sola, senza offrire le risposte relative alla causa prima di tutte le sue ricerche, lascia l'uomo perduto in un vuoto disperato. D'altro canto la religione, negando o allontanando le provocatorie conquiste della ragione, spesso rischia di chiudere l'uomo in una prigione ideologica che lo rende schiavo di un potere esterno alla propria volontà personale. Soltanto nella Kabbalah questi due storicamente inconciliabili e incompatibili opposti, scienza e fede, si raggiungono e fondono in un'armoniosa unità: la mistica illumina la scienza sul valore e il senso intrinseco delle dimensioni che essa scopre ed esplora; la scienza, a sua volta, offrendo il supporto del rigore dell'intelletto, preserva il sapere mistico dal rischio di cadere nell'illusione.&lt;br /&gt;Shazarahel&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-7674006530522593828?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/7674006530522593828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=7674006530522593828' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/7674006530522593828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/7674006530522593828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/11/la-connessione-fra-scienza-e-kabbalah.html' title='- La connessione fra scienza e kabbalah'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-YeC45uB_GZ8/Tr0ptyeqD_I/AAAAAAAACv4/I3RjJX8RU9c/s72-c/conn.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-6432209716790771653</id><published>2011-11-01T16:32:00.002+01:00</published><updated>2011-11-01T16:47:04.124+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Astrologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alchimia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Magia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- Bruno, il movimento rosacrociano e la Massoneria.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-N2N4k_2JxsE/TrARbbUQLDI/AAAAAAAACuo/tNbkIlH7Tvg/s1600/rc.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 365px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670051093746297906" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-N2N4k_2JxsE/TrARbbUQLDI/AAAAAAAACuo/tNbkIlH7Tvg/s400/rc.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Una fredda mattina di febbraio, il 17 febbraio 1600, questa altissima mente venne spenta per sempre e consegnata alla storia. ”Questo rogo arderà in eterno”, venne detto proprio da chi aveva emesso quella sentenza e che aveva più paura di colui al quale quella sentenza era diretta. Ma certe tracce non si persero ed a Parigi, Tolosa, Ginevra, Londra, Francoforte, Wittesburg, Praga, Venezia, Padova, Roma, tutti luoghi e Università dove Bruno era stato accolto, aveva stretto amicizie e lasciato discepoli, non rimasero sordi alle sue parole. Rimase un certo collegamento in certi circoli o cenacoli. Era pericoloso parlar di Bruno e leggere i suoi libri scampati ai roghi cui vennero condannati con la stessa sentenza del 17 febbraio 600. Il XVII° secolo s’era aperto con un rogo tanto “eclatante”, nella “santità” dell’anno santo, che sottolineava la pericolosità della reazione papista nel reprimere idee progressiste in ambito filosofico e scientifico. Ma non si possono ingabbiare le idee, che circolano oltre le frontiere e i regimi, con la leggerezza dell’aria che li sospinge. Gli emblemi bruniani divennero simboli di realtà interiori che pochi possono interiorizzare. Emblemi e simboli che sottintendono stati dell’animo e solo coloro che sono ,“iniziati”, a tali letture sanno percepire e leggere come scrittura interiore, in teatri della memoria.&lt;br /&gt;Numerosi i particolari da citare, per tutti i primi tre lustri del ’600 le idee della “nova Filosofia” circolarono più o meno velatamente. Poi accadde che nel 1614 in tutta Europa apparve uno scritto in cinque lingue, e si diffuse nei luoghi e tra i “dotti” che furono ferventi estimatori ed acclamatori delle lezioni bruniane: la nuova realtà si manifestava agli occhi dell’Umanità alla luce delle nuove scoperte dando un rinnovato slancio verso la comprensione razionale dell’uomo e della natura.&lt;br /&gt;La “Fama Fraternitatis o Rivelazione della Confraternita del Nobilissimo Ordine della Rosa-Croce, dedicata a tutti gli uomini dotti e ai sovrani d’Europa”, stampata a Kassel da Willhelm Wessel nel 1614 , s’apre con un preambolo di puro stampo ermetico e neoplatonico, richiamando quell’appello tanto caro a Bruno per una riforma generale come espressa nello “Spaccio della bestia trionfante” una prosecuzione, una maturazione, ora si, adatta ai tempi. Questo l'inizio della “Fama”: “Poiché l’unico dio saggio e misericordioso ha riversato sull’umanità la sua misericordia e bontà con tanta dovizia, da permetterci di conseguire una conoscenza sempre maggiore e perfetta di suo figlio Gesù Cristo e della Natura, possiamo vantarci a buon diritto di vivere in un tempo felice in cui s’è rivelata quella metà del mondo fino ad ora a noi sconosciuta e celata. Ci ha fatto conoscere molte meravigliose opere e creature della natura mai viste prima, ma ha anche fatto sorgere uomini di grande sapienza, che potrebbero in parte rinnovare e condurre a perfezione tutte le arti, ora contaminate e imperfette, cosicché l’uomo possa finalmente comprendere la sua nobiltà e il suo valore e perché sia chiamato microcosmus e quanto la sua conoscenza si estenda nella natura. Il manifesto è preceduto da un preambolo “La Generale riforma dell’Universo dei sette savi della Grecia e da altri letterati, pubblicata per ordine di Apollo.&lt;br /&gt;Benché la voce di Bruno appaia presto soffocata in Italia, una eco rimase nei “Ragguagli del Parnaso” di Traiano Boccalini con la loro ironica discussione di questioni contemporanee nel quadro di un convegno tenuto sul Parnaso sotto la presidenza di Apollo. Quest’opera ricorda lo Spaccio bruniano sia per l’uso lucianesco che fa della mitologia per presentare un atteggiamento politico simile, che per annunciare una nuova era di conoscenza tra gli uomini. Il Boccalini era un liberale veneziano animato da sentimento antispagnolo e quindi fortemente critico verso il papato imperiale e l’eroe della sua opera è Enrico IV il Navarra. E proprio sull’amicizia e la lungimiranza del Navarra, Bruno fondava le sue speranze di riforma;da notare anche di come venne accolto favorevolmente dai luterani di Wittemberg tanto che nel suo esaltante discorso all’università, profetizzò la scoperta della verità tra di loro. Inoltre nella sua delazione contro Bruno fatta all’Inquisizione, il Mocenigo riferisce che: “questi aveva detto di avere avuto l’intenzione di “farsi autor di una nuova setta sotto nome di nova filosofia. E molte volte dicea che in Germania li anni passati erano tenute in prezzo l’opere di Lutero, ma che adesso non erano più stimate, perché doppo che hanno guastato l’opere sue non vanno cercando altro; e che havea cominciata una nuova setta in Germania, e voleva tornare a formarla et istituirla meglio, e che volea si chiamassero giordanisti” .&lt;br /&gt;Altri informatori fecero a stessa insinuazione, aggiungendo che se fosse liberato di prigione li sarebbe tornato perchè la sua riforma attirava particolarmente i luterani tedeschi. L’aria luterana del movimento dei Rosacroce sottolinea l’ipotesi di uno stretto legame con i contenuti della riforma predicata da Bruno e annunciata nello Spaccio, una visione totalmente laica dell’uomo affrancato da ogni dogma fideistico, liberato dalle catene dell’ignoranza e finalmente in grado di forgiarsi da se. Nella cabala e l’alchimia dei Rosacroce, si afferma che le divisioni della cristianità tra romani, luterani e calvinisti sono irreali e non vanno tenute in alcun conto dal momento che tutti sono in fondo la stessa cosa e tendono allo stesso fine.&lt;br /&gt;Nel movimento dei rosacroce abbiamo una sopravvivenza, una continuazione di quelle tendenze irenistiche e liberali che erano state caratteristiche dell’ermetismo religioso del XVI° secolo e che Bruno aveva tradotto in pratica durante le sue peregrinazioni da un paese all’altro predicando contro la “pedanteria” ovunque vi si imbattesse. Stessa caratteristica si può dare al movimento rosacrociano, tanto che si può affermare in generale una continuazione, da parte dei Rosacroce, del motivo di riforma in un contesto ermetico che era stato caratteristico di Bruno.&lt;br /&gt;I Rosacroce rappresentano in qualche modo la tradizione ermetico e cabalistica del rinascimento, facendola rivivere in stretta associazione con idee religiose; la loro magia e la loro cabala erano più un ritorno alle origini rinascimentali che espressione dei più recenti sviluppi di quella tradizione, così come si vennero configurando in Bruno e Campanella. Era certamente giunta a loro la voce del movimento di riforma predicata da questi due missionari, che avevano effettivamente propagandato la loro missione in Germania. Si può quindi supporre che le aspirazioni ad una riforma universale in un contesto ermetico nutrite dai Rosacroce debbano qualcosa sia a Bruno che a Campanella&lt;br /&gt;Esiste oppure no un rapporto fra i Rosacroce e le origini della Massoneria?&lt;br /&gt;Della Massoneria come istituzione si sente parlare per la prima volta nell’Inghilterra nel XVII° secolo, quando Elias Ashmole afferma di essersi fatto massone in una loggia di Warrigton nel 1646. Dall’ ammissione di massoni “accettati” deriva verosimilmente l’ingresso nel simbolismo muratorio di tematiche non direttamente legate al mestiere, ma appartenenti alla cultura ermetico-alchemica e cabalistica dell’Europa occidentale tra il XV e il XVII secolo. Viene indicato frequentemente, come esempio di siffatta osmosi, il caso di Elias Ashmole, famoso erudito ed ermetista inglese, nato nel 1617 e curatore di raccolte di scritti alchemici. Si sostiene che Ashmole appartenesse alla mitica fratellanza dei Rosa Croce, come il teologo protestante Johann Valentin Andreae. La letteratura d’ispirazione rosacrociana richiamò l’interesse di quasi tutti gli intellettuali dell’epoca, compresi Cartesio e Leibnitz, provocando polemiche da un capo all’altro d’Europa. In Inghilterra le idee ermetiche e utopistiche dei Rosa Croce influenzarono probabilmente la concezione della New Atlantis di Francis Bacon e trovarono in Robert Fludd un accanito sostenitore. Ne fu affascinato lo stesso Ashmole e Isaac Newton studiò le opere del celebre scrittore rosicruciano tedesco, Michael Maier. Certamente esistevano in Inghilterra tradizioni ed origini anteriori alle quali si rifacevano Ashmole e il suo gruppo, ma al momento se ne sa ancora poco. Può essere significativo che Bruno predicasse non solo ai luterani tedeschi, ma anche ai cortigiani dell’Inghilterra elisabettiana? La missione di Bruno in Inghilterra, con il suo richiamo a idee sociali e mistiche anteriori alla riforma, con la sua deprecazione della rovina delle grandi abbazie e dei grandi monasteri, ha molto in comune con quegli antichi massoni. In Inghilterra, Bruno applicò il suo ermetismo alla devozione per la monarchia, al culto cavalleresco tributato ad Elisabetta I° dai suoi cavalieri. Gli interessi del primo massone a noi noto, Ashmole, non contrasterebbero con l’idea che egli fosse influenzato da motivi che risalivano ai circoli di corte del tempo di Elisabetta. Ashmole era un fervente realista con un forte interesse per la storia della cavalleria. Che l’influenza di Bruno perdurasse in circoli di corte è indicato pure dal Coelum Britannicum, rappresentato a corte solo dodici anni prima dall’ingresso in massoneria di Ashmole E’ molto plausibile che l’importazione delle idee dei Rosacroce in Inghilterra, da cui vennero influenzati Fludd e Ashmole possa essersi incrociata con una precedente corrente cortigiana influenzata da Bruno, dando così vita alla massoneria. In ogni caso la nuova comprensione della natura, l’influenza di Bruno nella cultura in Inghilterra e in Germania ne fa una figura chiave per lo studio di quegli impulsi attraverso i quali l’ermetismo rinascimentale confluì nei canali sotterranei delle società esoteriche del XVII secolo. Si dice che il Flauto Magico di Mozart esprima alcune sue credenze massoniche. Se è così, potremmo avere in quest’opera una traduzione in immagini poetiche e musicali del tema della buona religione degli Egiziani, dei misteri di Iside e Osiride a cui vengono iniziati i buoni, dell’atmosfera magica attraverso la quale l’anima dell’uomo procede verso una salvezza ermeticoegiziana. Naturalmente era la massoneria continentale quella cui era in contatto Mozart. Ma tutta la massoneria continentale derivava in ultima analisi dall’Inghilterra; ed era stato nell’Inghilterra elisabettiana che Giordano Bruno aveva così appassionatamente predicato la rinascita della religione egiziana. Il nome di Zarastro, il grande sacerdote, rifletterebbe l’immagine di Ermete Trismegisto che compare nelle genealogie di sapienti del Rinascimento. Bruno prende come base l’ermetismo magico egiziano, predica una specie di controriforma e profetizza un ritorno alla tradizione egiziana grazie al quale le difficoltà religiose si comporranno in una soluzione nuova. Propugna una riforma morale, accentuando l’importanza di buone opere sociali, di una etica rispondente a criteri di utilità sociale. Dove mai si ritrova una simile sintesi di tolleranza religiosa, di solidarietà psicologica col passato, il ricorso alla tradizione,di esaltazione delle buone opere, di adesione entusiastica alla religione e al simbolismo degli egiziani? L’unica risposta a questa domanda è: nella massoneria, con il suo mitico collegamento con i muratori medioevali come tramandatori di una sapienza antica, comprensibile solo a pochi ed esprimibile solo attraverso simboli che non sono altro che geroglifici, scritti sulla pietra per avere durata eterna ed incorruttibile dal tempo, con la sua tolleranza, la sua filantropia e il suo simbolismo egiziano.. La massoneria come istituzione ben caratterizzata, non appare in Inghilterra che agli inizi del XVII° secolo, ma sicuramente essa ebbe precedenti e tradizioni che risalgono molto indietro nel tempo. A questo punto non possiamo fare a meno di domandarci se non sia stato proprio fra gli inglesi spiritualmente insoddisfatti, i quali forse trovarono nel messaggio “egiziano” di Bruno qualche motivo di sollievo, che i temi del Flauto magico risuonarono per la prima volta nell’aria.&lt;br /&gt;Roberto Momi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-6432209716790771653?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/6432209716790771653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=6432209716790771653' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6432209716790771653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6432209716790771653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/11/bruno-il-movimento-rosacrociano-e-la.html' title='- Bruno, il movimento rosacrociano e la Massoneria.'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-N2N4k_2JxsE/TrARbbUQLDI/AAAAAAAACuo/tNbkIlH7Tvg/s72-c/rc.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-1656444782287153029</id><published>2011-10-26T15:15:00.001+02:00</published><updated>2011-10-26T15:19:05.578+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- L'uomo che andava facilmente in collera</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ko1NSZ5-2n8/TqgIJUoOotI/AAAAAAAACuY/eCyc9lGqC1w/s1600/ira.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5667789087295054546" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-ko1NSZ5-2n8/TqgIJUoOotI/AAAAAAAACuY/eCyc9lGqC1w/s400/ira.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un uomo che si arrabbiava facilmente si rese conto, dopo molti anni, a che punto questa tendenza gli aveva reso la vita difficile.Un giorno sentì parlare di un derviscio di grande conoscenza, dal quale si recò per chiedere consiglio."Va' all'incrocio che ti indicherò", disse il derviscio. "Vedrai un albero inaridito: siediti sotto l'albero e offri dell'acqua a tutti coloro che passeranno". L'uomo fece ciò che gli era stato detto. Passarono molti giorni, ed egli si guadagnò una reputazione di asceta che si imponeva una severa disciplina di carità e autocontrollo, sotto la guida di un uomo di vera conoscenza.Un giorno, un passante frettoloso voltò la testa dall'altra parte quando gli fu offerta l'acqua, e proseguì per la sua strada. L'uomo che si arrabbiava facilmente gli gridò a più riprese: "Vieni, ricambia il mio saluto! Prendi un po' di quest'acqua che do a tutti i visitatori!".Ma non ottenne risposta.Sconvolto da quel comportamento, il nostro uomo dimenticò completamente la sua disciplina. Imbracciò il fucile, che era appeso all'albero inaridito, prese di mira quel passante indifferente e premette il grilletto: l'altro cadde a terra stecchito.Nel momento stesso in cui la pallottola attraversò il suo corpo, alcuni fiori sbocciarono gioiosamente sull'albero inaridito, come per miracolo. Colui che era stato appena ucciso era un assassino che si stava accingendo a commettere il peggiore di tutti i crimini della sua già lunga carriera di criminale.Ci sono due tipi di consiglieri. I primi dicono che bisogna agire in base a certi principi prestabiliti da seguire meccanicamente. I secondi sono gli uomini di conoscenza. Coloro che incontrano l'uomo di conoscenza gli chiederanno consigli moralistici e lo prenderanno per un moralista. Ma egli è al servizio della Verità, non dei pii desideri.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.sufi.it/"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;www.sufi.it&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-1656444782287153029?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/1656444782287153029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=1656444782287153029' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/1656444782287153029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/1656444782287153029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/10/luomo-che-andava-facilmente-in-collera.html' title='- L&apos;uomo che andava facilmente in collera'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ko1NSZ5-2n8/TqgIJUoOotI/AAAAAAAACuY/eCyc9lGqC1w/s72-c/ira.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-485823804196780501</id><published>2011-10-25T16:56:00.001+02:00</published><updated>2011-10-25T17:02:21.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><title type='text'>- L'universo è un mandala</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mpV-grh8SEM/TqbOX9g_EwI/AAAAAAAACuI/Nam7lDHQYKo/s1600/mand.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5667444092137575170" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-mpV-grh8SEM/TqbOX9g_EwI/AAAAAAAACuI/Nam7lDHQYKo/s400/mand.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Secondo il fisico Antony Garrett Lisi l'universo ha una forma grafica ben precisa che si avvicina enormemente a quella di un mandala...&lt;br /&gt;Rispose Stephen Hawking a chi gli chiedeva quale, tra tutte le cosmologie concepite dagli scienziati nell’ultimo mezzo secolo, fosse quella vera: «Lo sono tutte». Una delle più antiche e universali, concepita da chissà chi, è senz’altro l’armonioso Mandala. Il più antico sin qui conosciuto è una "ruota solare" paleolitica scoperta nell’Africa del sud. Il più nuovo è quello del fisico teoretico Antony Garrett Lisi. «L’universo potrebbe avere una forma grafica precisa». Questo afferma &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antony_Garrett_Lisi" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Antony Garrett Lisi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; fisico “singolare” che da qualche mese fa parlare di se. E se c’è l’ha, quanto è vero il suo modello unificato - è quella di un Mandala. Della serie: i tibetani la sanno lunga? Fin troppo, sono convinti i cinesi! Lisi, però, l’ha chiamato E8, come lo schema matematico a cui si rifà il suo modello. Si tratta di una “struttura” di 248 punti che incorpora le simmetrie di una geometria a 57 dimensioni ed è esso stesso a 248 dimensioni, della serie sembra tondo, ma ha 248 lati, come il più fine dei diamanti. Ecco come lo definisce Garrett: «Quello che sono riuscito a fare è descrivere tutte quelle particelle, includendo la gravità, quali parti di un singolo campo, con un singolo calibro di raggruppamento. E successivamente, ho scoperto che questo calibro è l’E8, forse una delle più belle strutture in matematica». Di fatto a rendere semplice la sua teoria del tutto è l’impiego di una sola dimensione temporale e tre spaziali, una cosina semplice dal punto di vista matematico. Detto così è roba che capiscono in pochi e quindi, a maggior ragione, seguendo l’intuito, conviene andare a veder meglio che cosa si dice sul mandala. Dicesi Mandala… secondo Wiki (non mia sorella, ma wikipedia): “è una parola che in sanscrito significa cerchio o ciclo. È associata alla cultura veda (vedi RigVeda, scritture che risalgono alla notte tempi), e molto assai a quella tibetana (aggiungo io). Il termine Mandala è usato anche per indicare un disegno composto dall'associazione di diverse figure geometriche, le più usate delle quali sono il punto, il triangolo, il cerchio ed il quadrato”. Se si guardano le animazioni della teoria del surfista - sport che Garrett preferisce a quelli solitamente adottati nei laboratori accademici - come appaiono sul &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?gl=IT&amp;amp;hl=it&amp;amp;v=-xHw9zcCvRQ" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;video del New Scientist&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;, non si può che rimanere affascinati. Elettroni, protoni, neutrini, quark e antiquark sono indicati, guarda caso, da piccoli triangoli e cerchi di colori diversi che, in una elegante quanto ordinata danza, si scompongono e ricompongono in quella che potrebbe essere, secondo &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lee_Smolin" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lee Smolin&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; del Perimeter Institute for Theoretical Physics in Canada, “&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;l’intuizione favolosa&lt;/span&gt;”. «È uno dei migliori modelli di unificazione che io abbia mai visto in molti, molti anni» - ha affermato Smolin, appena uscito di fresco. A parte il fatto che dopo la rinuncia di Hawking si sfornano teorie unificanti come brioches, viene da chiedersi se il professor Smolin metta mai il naso fuori da suo laboratorio, perché di modelli così, e unificanti pure, se ne vedono da secoli! Gli scienziati, però, si sa, sono alla scoperta dell’algoritmo che spieghi ogni cosa, una volta per tutte. Talvolta, se non fosse per quella “nobile mania” alla misurazione e all’equazione totocontenente si ha l’impressione di trovarsi di fronte alla cosiddetta scoperta dell’”acqua calda”, che peraltro sempre secondo gli ayurvedici è un ottimo sistema curativo, che fa bene a tutto, tranne che all’industria farmaceutica. In compenso, il naso in laboratorio è il nostro fisico surfista, scalatore e esploratore (di giungle e foreste) dottor Lisi che non ce lo mette. Egli sembra godersela tra una scarpinata sulle onde e una sulle montagne. Magari è proprio quando è in cima all’una o all’altra, in quell’attimo unico e onnipresente in cui l’occhio tutto abbraccia in una visione unificante, che è colto da intuizione… matematica! Si dice ancora sui Mandala, sempre su Wiki: “Il Mandala rappresenta per i buddhisti il processo secondo cui il cosmo si è formato dal suo centro… essi riconoscono, però, che i veri Mandala possono essere solamente mentali”. Le immagini o i materiali fisici, come la fine sabbia colorata, servono per costruire il mandala materiale solo per il periodo della pratica religiosa. Completato, il Mandala viene semplicemente distrutto, spazzando via la sabbia di cui è composto. Questo gesto vuole ricordare la continua mutevolezza e caducità delle cose, il loro potenziale vuoto. Garrett Lisi sta aspettando che gli esperimenti al Cern confermino la sua teoria, prima di distruggere o no il suo. Speriamo che la Scienza, quella con la lettera maiuscola, come al solito, non si ostini!&lt;br /&gt;Elsa Nityama Masetti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-485823804196780501?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/485823804196780501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=485823804196780501' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/485823804196780501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/485823804196780501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/10/luniverso-e-un-mandala.html' title='- L&apos;universo è un mandala'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-mpV-grh8SEM/TqbOX9g_EwI/AAAAAAAACuI/Nam7lDHQYKo/s72-c/mand.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-6363987582575691515</id><published>2011-10-22T19:45:00.001+02:00</published><updated>2011-10-22T19:49:10.470+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- Nikola Tesla: un genio dimenticato in Italia.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gif3TRsKWsk/TqMBakIhqUI/AAAAAAAACt4/2Z_Fsg9-q0I/s1600/energia.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666374312049879362" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-gif3TRsKWsk/TqMBakIhqUI/AAAAAAAACt4/2Z_Fsg9-q0I/s400/energia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; "&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell' umanità&lt;/span&gt;". Nikola Tesla&lt;br /&gt;"Il progressivo sviluppo dell'uomo dipende dalle invenzioni. Esse sono il risultato più importante delle facoltà creative del cervello umano. Lo scopo ultimo di queste facoltà è il dominio completo della mente sul mondo materiale, il conseguimento della possibilità di incanalare le forze della natura così da soddisfare le esigenze umane".&lt;br /&gt;Così Nikola Tesla apre il primo capitolo della propria autobiografia, un volumetto polveroso fuori catalogo, comprato per pochi soldi in un negozio di libri usati situato oltreoceano. Sì, sembra proprio che questo libro fosse un "fondo di magazzino", riguardante qualcuno non così importante. Peccato che a questo "qualcuno non così importante" si debbano molte invenzioni che ognuno di noi usa nella vita quotidiana, perché proprio a questo signore quasi dimenticato si devono i rudimenti di molte scoperte, sviluppate da altri uomini di Scienza, quali la radio, o il radar. Nel migliore dei casi, il suo nome è connesso all'unità di misura dell'induzione elettromagnetica, cioè dei campi elettromagnetici generati dalle antenne per le trasmissioni radiotelevisive e da quelle per le comunicazioni via cellulare. Vogliamo almeno per poco, gettare il fascio dei riflettori su questo scienziato ingiustamente dimenticato, poiché ciò che noi vogliamo sottolineare è che il suo operato è sempre stato, per usare parole sue, "al servizio della specie umana", non interessato al successo personale. Nikola Tesla nacque nella notte fra il 9 e il 10 Luglio 1856 a Smilijan. Il padre, Milutin Tesla di origine serba, era un ministro del culto ortodosso. Sua madre, Duka Mandic, abile ricamatrice, era una donna non istruita (non era andata a scuola per accudire i propri fratelli e le proprie sorelle dopo la malattia che aveva reso cieca la madre), ma era dotata di memoria prodigiosa. Tesla ha sempre ricordato che la propria madre citava interi testi della Bibbia e di poesia e affermava di avere ereditato da lei molte delle proprie abilità, non solo una memoria fotografica ma anche altre facoltà intellettive come una notevole inventiva e industriosità. Ella infatti ricavava dalle fibre vegetali delle piante da lei coltivate il filo utilizzato nei lavori di ricamo e di cucito . Dopo aver terminato gli studi di fisica e matematica al Politecnico di Graz, Austria (contemporaneamente aveva iniziato a studiare filosofia all'Università di Praga), studiando 19 ore al giorno e dormendo solo due, il nostro dimenticato scienziato provò sempre di più strani fenomeni, risalenti all'infanzia. Nel buio poteva sentire l'esistenza di oggetti "come un pipistrello". Non solo. E' vero che fin dall'infanzia VEDEVA LAMPI DI LUCE CHE INTERFERIVANO LA SUA VISIONE DEGLI OGGETTI REALI, ma in quel momento all'età di venticinque anni, l'intensità di tali lampi di luce non solo era aumentata, ma addirittura questi lampi lo circondavano costantemente. La sua reazione a tali fenomeni consistette nel fatto che un semplice concetto, espresso verbalmente, si delineava nella sua mente come un'immagine che egli vedeva e sentiva come se fosse reale. Ma Tesla non era nuovo a queste esperienze. Tesla stesso, nella sua autobiografia, dichiara che nell'età adolescenziale, quando era solo di notte, viaggiava in mondi sconosciuti e lontani, dove intraprendeva nuovi studi e intraprendeva delle conversazioni con individui che gli parevano reali come il mondo esterno. Egli stesso esclude che tali fenomeni siano state delle semplici allucinazioni. Già all'età di diciassette anni, in seguito a questi fenomeni, egli scoprì di poter creare delle invenzioni nell'intimo della propria sfera psicologica, della propria mente, avendo l'immagine davanti a sé dell'invenzione compiuta, riuscendo a definire le eventuali modifiche che era necessario apportare senza ricorrere a disegni, progetti, modelli o esperimenti compiuti nel mondo esterno. Con nostro stupore, questo è sempre stato il metodo di lavoro di Tesla. Non sembra poi così audace sostenere che lo Scienziato Croato sia venuto a contatto con altri mondi e altre dimensioni. Molti anni dopo, nel 1899, nel suo laboratorio a Colorado Springs, il suo trasmettitore ricevette un segnale che si ripete continuamente. Egli affermò di aver ricevuto un messaggio dallo spazio. Fu ridicolizzato per questa sua scoperta. Egli comunque, fu il primo uomo a scoprire le onde radio dallo spazio. In un'altra fonte da noi usata per questo lavoro si afferma che Nikola Tesla lavorò con la tecnologia relativa al viaggio nel tempo. Si crede che le sue conoscenze provengano da entità di altri mondi. In ogni caso, è proprio in questo periodo in cui Nikola Tesla affronta queste singolari esperienze, che egli inizia ad avere brillanti idee nel campo della fisica e inizia a dedicarsi anima e corpo al principio della corrente alternata. Nel 1881, mentre lavora come disegnatore e progettista all'Engineering Department del Central Telegraph Office, inizia ad elaborare il concetto della rotazione del campo magnetico che rese la corrente alternata, quale è tutt'oggi, uno strumento indispensabile per la fornitura di corrente elettrica. L'anno successivo, il nostro scienziato, sempre più interessato al principio della corrente alternata, si trasferisce a Parigi, essendo stato assunto dalla Continental Edison Company. Nel 1883 egli dà vita al primo motore a induzione di corrente alternata, in pratica, un generatore di corrente alternata. Durante la creazione del motore a corrente alternata, Tesla seguiva un metodo di lavoro diverso dagli altri Uomini di Scienza suoi contemporanei, dando prova delle sue straordinarie facoltà intellettive. Non era necessario per lui ricorrere a progetti, modelli o a diversi esperimenti pratici per raggiungere l'ottimale funzionamento della sua invenzione. Nella sua mente egli aveva ben chiaro il progetto del motore a corrente alternata. Laddove era necessario apportare delle modifiche a singole parti, queste operazioni erano attuate solo nell'ambito della viva immagine che lo scienziato aveva della sua scoperta. Solo quando egli riteneva che il suo congegno fosse a uno stato ottimale di progettazione, egli dava incarico ai suoi collaboratori di procedere alla costruzione, dando loro per filo e per segno le misure di ogni singolo pezzo che componeva il motore. E, una volta costruito, il motore a corrente alternata funzionava! Nel 1884, il giovane Tesla, desideroso di far conoscere le proprie scoperte, si reca negli Stati Uniti, sempre per lavorare alla corte di Edison. Tesla espose i concetti della sua scoperta relativa alla corrente alternata al grande Edison. Tuttavia, quest'ultimo era un fiero sostenitore della tecnologia relativa alla corrente diretta, e le idee espresse suscitate dal giovane scienziato croato non suscitarono alcun interesse. Tesla non si perse d'animo e continuò a lavorare duramente per Edison. Anche se non troppo volentieri, accettò l'incarico datogli da Edison di provvedere alla modifica della progettazione della dinamo, cioè generatori, di corrente diretta. E vogliamo sottolineare che il suo appoggio alla produzione e distribuzione di corrente alternata non era motivato da fini egoistici di successo personale. La produzione e distribuzione di corrente alternata implicano costi minori (in particolare la distribuzione copre spazi più ampi) rispetto alla produzione e distribuzione di corrente diretta. Tesla era sì teso al vedere affermate le proprie scoperte e invenzioni, ma perché queste erano destinate a "far vivere meglio," a contribuire al miglioramento delle condizioni dell'uomo. Purtroppo, in questo primo tempo, prevalsero l'uso e l'interesse relativo alla corrente diretta, non solo perché Edison aveva un forte sèguito nel mondo scientifico, ma anche perché i grandi magnati dell'epoca avevano fino a quel momento investito e finanziato nella tecnologia relativa la corrente diretta. Non solo: a questo stadio, Tesla non solo vide respinte le proprie idee e innovazioni, ma dovette subire dalla una beffa dallo stesso Edison: per l'opera di modifica dei generatori di corrente diretta, a Tesla era stato promesso un compenso di 50,000 $. Una volta terminato il proprio compito, egli si vide rifiutato il proprio credito dallo stesso Edison con una battuta ironica di dubbio gusto. Le nostri fonti sostengono infatti che Edison liquidò Tesla con la frase " Tesla, voi non capite il nostro humour americano", sostenendo in pratica che la ricompensa promessa fosse un solo scherzo. Non sembra troppo difficile comprendere il motivo per cui il nostro Uomo di Scienza abbandonò la Edison Company. Nel frattempo, seguendo sempre il suo metodo, Tesla giunse ad un'altra delle sue brillanti scoperte, la bobina di Tesla, un trasformatore ad alta frequenza, che è uno strumento indispensabile per la trasmissione, e quindi la fornitura a case ed industrie, della corrente alternata. Nel maggio del 1885, il magnate Westinghouse acquistò i brevetti di Tesla relativi soprattutto, al motore a corrente alternata e alla bobina. Così da creare la Westinghouse Electric Company. In base ad un contratto stipulato fra Westinghouse, Tesla avrebbe ricevuto dei compensi altissimi, in particolare un milione di dollari per i brevetti e le royalties. Tuttavia se Westinghouse avesse poi pagato tali somme, la Westinghouse Electric Company avrebbe dovuto sopportare dei costi troppo alti e si sarebbe trovata in difficoltà sul mercato rispetto alle concorrenti aziende. Tesla si recò da Westingouse affermando: "I benefici che deriveranno alla società dal mio sistema di corrente alternata polifase è per me più importante dei soldi che entreranno nelle mie tasche. Mr. Westinghouse, voi salverete la vostra azienda così potrete sviluppare le mie invenzioni. Qui c'è il vostro contratto e qui c'è il mio, li strappo a pezzetti e non avrete più problemi con le mie royalties". Non c'è dubbio che Tesla sia stato un uomo coerente con sé stesso: egli ha sempre affermato che lo scopo della scienza era il miglioramento delle condizioni dell'umanità. E questo episodio mostra quanto egli ritenesse che lo sviluppo, lo sviluppo delle condizioni materiali (e psicologiche) dell'Uomo fosse l'obiettivo che l'Uomo di Scienza doveva a tutti i costi raggiungere, anche a costo di sacrificare il proprio vantaggio personale. Grazie al suo gesto Westinghouse potè rimanere nel business e diventare ricco. Tesla al contrario, no. Egli ha preferito che altri diventassero ricchi, raggiungessero quindi il successo economico e che tutta l'umanità, quindi godesse dei vantaggi delle sue invenzioni. Schivo dal successo personale ed egoistico, egli era felice di trasmettere il proprio successo agli altri. Tesla forse, è stato uno dei primi che ha capito che cosa volesse dire la parola "Successo". Ognuno di noi è teso verso il futuro, al successo personale, limitato e chiuso. Tesla al contrario, comprese che il successo non era solo questo ma era di più: la condivisione e il trasferimento dei propri risultati e conquiste agli altri, al mondo esterno. Circa gli scopi che l'Uomo di Scienza deve conseguire, disse: "L'Uomo di Scienza non mira ad un risultato immediato. Egli non si aspetta che idee avanzate siano immediatamente accettate. Il suo dovere è fissare i principi fondamentali per quelli destinati a venire dopo e indicare la strada". E questo è accaduto spesso nella vita di Tesla, perché egli ha aperto la strada, nella creazione di importanti innovazioni, a Uomini di Scienza divenuti più rinomati di lui. Vediamo questo come è potuto accadere. Tesla sosteneva l'esistenza in natura, di campi energetici, di "energia gratuita" cui diede il nome di etere. E attraverso l'etere, si potevano trasmettere, ad esempio, altre forme di energia. La convinzione dell'esistenza nell'Universo di un'energia inesauribile e potentissima sorse in lui nell'età infantile, quando giocando a palle di neve con gli altri ragazzini, aveva assistito ad una slavina. Egli era convinto che quella frana sia stata provocata da una semplice palla di neve e che era bastato un piccolo urto per avere il fenomeno della slavina, con le sue conseguenze. Egli dedusse quindi che esisteva un'energia immagazzinata nel cosmo che, se opportunamente sfruttata, poteva rendere possibile l'utilizzo della tecnologia umana. Nel maggio del 1899, si recò a Colorado Springs dove istallò un laboratorio. Egli riteneva possibile, infatti grazie a questo "pozzo di energia inesauribile", l'etere, trasmettere energia elettrica a località lontane senza la necessità di ricorrere ai fili di conduzione elettrica, e quindi agli elettrodotti. In particolare, scoprì che la Terra, o meglio la crosta terrestre, era un ottimo conduttore di energia elettrica, dal momento che un fulmine che colpisce il suolo, crea delle onde di energia che si muovono da un lato della terra all'altro. Egli istallò nel proprio laboratorio un'enorme bobina che aveva lo scopo di mandare impulsi elettrici nel sottosuolo, così da permettere il trasferimento di energia elettrica a lampadine poste a una notevole distanza. Secondo le fonti usate nel nostro lavoro, non esistono prove effettive che Tesla sia riuscito a trasmettere energia elettrica a lunga distanza. Sta di fatto che egli successivamente, cambiò approccio per realizzare la trasmissione di corrente elettrica senza fili. Egli sosteneva che la zona dell'atmosfera terrestre posta a 80 Km dal suolo, detta ionosfera, era fortemente conduttrice, e quindi poteva essere sfruttata per trasportare energia elettrica verso lunghe distanze. Ma era necessario risolvere il problema di come inviare segnali elettrici ad una tale altitudine.&lt;br /&gt;Ritornando a New York, Tesla scrisse un articolo di respiro futuristico sul Century Magazine, affermando la possibilità di catturare l'energia sprigionata dal sole e proponendo un "sistema mondiale di comunicazione" utile per comunicare telefonicamente, trasmettere notizie, musica, andamento dei titoli azionari, informazioni di carattere militare o privato senza la necessità, ancora una volta, di ricorrere ai fili. L'articolo catturò l'attenzione di un altro magnate dell'epoca, J. P. Morgan che offrì un finanziamento di 150,000 $, eisiguo per costruire tale stazione trasmittente. Tesla si mise subito al lavoro, procedendo alla costruzione di una torre altissima nelle scogliere di Wanderclyffe, Long Island, New York. La Wanderclyffe Tower non era altro che uno sviluppo delle idee maturate da Tesla a Colorado Springs. La torre consisteva in una struttura in legno ed era impiantata nel terreno grazie a dei "tubi" di ferro, conduttori di energia elettrica. Alla sua sommità si trovava una sfera di acciaio. Per quanto la Wanderclyffe Tower si fondasse sul principio della radio, lo scopo che primariamente Tesla voleva conseguire era la trasmissione di elettricità senza fili, obiettivo che il nostro scienziato non espose a Morgan. E questo fu un errore fatale. Il 12 Dicembre 1901 il mondo fu sconvolto da una notizia sensazionale: Guglielmo Marconi aveva trasmesso la lettera "S" oltreoceano, da una località in Cornovaglia tale informazione era stata trasmessa a Newfoundland, in America. Morgan, contrariato, ritirò l'appoggio finanziario a Tesla.&lt;br /&gt;Il magnate era adesso contrariato dall'idea di "energia gratuita", quindi non possibile oggetto di transazioni commerciali . Ancora una volta gli interessi economici che i grandi finanziatori volevano perseguire frustravano l'obiettivo che lo scienziato croato voleva perseguire: l'evoluzione tecnologica e in ultima sostanza, il benessere dell'umanità. Ciò che stava a cuore a Nikola Tesla era la serenità e la felicità dell'uomo intero. Questo era l'obiettivo che Tesla era sempre realizzato a perseguire nel suo lavoro di scienziato vero: poco spazio occupavano nella sua mente il tornaconto e il vantaggio economico. Ma questo suo ideale si è scontrato nella sua vita con il prevalere degli interessi finanziari ed ha pagato di prima persona questa sua attitudine, poiché se non avesse rinunciato al contratto concluso con Westinghouse, egli avrebbe potuto dare seguito concreto alle proprie scoperte, come la Wanderclyffe Tower, impedendo che altri al suo posto raggiungessero il successo personale, anche economico. Egli era veramente un uomo di Scienza disinteressato, poiché la sua mente era impegnata solo nel processo di innovazione scientifica, mente era del tutto disinteressato alla produzione delle sue scoperte. Questo lo lasciava indifferente, preferiva lasciarlo agli altri. Una fonte usata nel nostro lavoro sostiene che Tesla in un qualche momento della sua vita aprì il proprio laboratorio a Marconi, fornendogli delle notizie utili, che sono state sviluppate e attuate dallo scienziato italiano. Alla notizia della trasmissione del segnale da parte di Marconi, reagì affermando che lo scienziato italiano aveva utilizzato 17 dei suoi brevetti. Sì, Nikola Tesla è stato coerente con la propria idea di Uomo di Scienza: "Il suo dovere è fissare i principi fondamentali per quelli destinati a venire dopo e indicare la strada". Non sembra azzardato affermare che fu Tesla comunque, che per primo lavorò con le onde elettromagnetiche radio. Del resto esistono dei brevetti, patents, che provano ciò. E proprio fondandosi su questi brevetti che il nostro Uomo di Scienza ricorse in giudizio per tutelare i propri diritti. Sfortunatamente, una prima sentenza del 1915 non gli riconobbe tali diritti. Solo nel giugno del 1943, cinque mesi dopo la sua morte, la Corte Suprema degli Stati Uniti in una sua decisione, (caso 369, 21 Giugno 1943) riconobbe che Tesla aveva per primo inventato la radio. Tutt'oggi, si riconosce ancora a Marconi questa invenzione, perché questi per primo inviò un segnale oltreoceano. Ma se Marconi riuscì a conseguire tale successo, è grazie anche alle scoperte attuate precedentemente da Tesla. E non solo per quanto riguarda la radio. Abbiamo detto che Tesla diede il proprio contributo anche relativamente all'invenzione del radar. All'inizio della prima guerra mondiale, Tesla ipotizzava un congegno per individuare delle navi inviando segnali che consistevano in onde radio ad alta frequenza. Il concetto che sta dietro a questa idea sta a significare un dispositivo particolare: il radar. Sarà proprio il Marchese Guglielmo Marconi a sviluppare questo concetto, attuando questa idea e ponendo, nella realtà dei fatti, le basi per la costruzione del radar. Nel 1934 Marconi realizzò il collegamento radiotelegrafico fra l'Elettra (il suo laboratorio situato su un veicolo natante) ed il radiofaro di Sestri Levante, successivamente, nel 1935 compì esperienze di avvistamento sulla Via Aurelia. Ironia della sorte, Tesla nel suo percorso di vita, incontrò molte volte Guglielmo Marconi. Nel 1912, Tesla venne candidato al Premio Nobel per la Fisica. Egli lo rifiutò per non averlo ricevuto nel 1909, al posto di Marconi. Nel 1915, di nuovo, Tesla rifiutò il premio Nobel, venendo a conoscenza del fatto che avrebbe dovuto condividerlo con Edison. Entrambi non ricevettero tale onorificenza. Ancora una volta Tesla si mostra lontano e schivo dagli onori, dal successo personale, lasciando il conseguimento di tutto ciò agli altri. Lo scienziato croato sosteneva inoltre, di non stimare Edison uno scienziato in senso stretto dato il suo metodo di lavoro. Disse al riguardo: "Se Edison dovesse cercare un ago in un pagliaio, egli procederebbe con la meticolosità di un'ape ad esaminare pagliuzza per pagliuzza finchè non trova l'oggetto della sua ricerca". Sembra evidente che Tesla criticasse il ricorrere eccessivo di Edison a continui e dispendiosi tentativi, progetti, modelli, quand'egli, al contrario, faceva progetti e tentativi nell'ambito della sua mente. Sembra plausibile ritenere che Tesla non volle condividere con Edison il Premio Nobel anche dato lo "scherzo" di dubbio gusto tiratogli proprio da Tom Edison anni prima. Ironia della sorte ancora, nel 1917 gli venne concessa, per il suo contributo al sapere scientifico, una onorificenza intitolata, guarda caso, a Edison, la Edison Medal, che egli accettò. Superata la mezza età, Tesla, nonostante le sue innovative scoperte, era a corto di soldi, spostandosi da un albergo a basso prezzo ad un altro, passando le giornate a nutrire piccioni e aspettando che qualche altro magnate, desideroso di diventare ricco a sue spese, finanziasse la realizzazione dei suoi progetti. Non ci sono notizie precise relative alla data precisa della sua morte. Si suppone che sia morto il 7 gennaio 1943, all'età di 86 anni. Tesla viveva solo, in una stanza d'albergo. Il suo corpo senza vita venne trovato il giorno dopo. Più di 2000 persone presenziarono il suo funerale a Manhattan. Così, questo vecchio, dopo una lunga esistenza dedicata all'evoluzione della scienza e del benessere dell'Umanità, morì solo, povero e quasi dimenticato. Solo pochi mesi dopo la sua morte la Corte Suprema Federale gli riconobbe la paternità della radio. Ancora una volta la sua vita è coerente con quanto egli scrisse o disse: " &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Lasciamo che il futuro dica la Verità, e giudichiamo ciascuno secondo la propria opera e gli obiettivi&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-6363987582575691515?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/6363987582575691515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=6363987582575691515' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6363987582575691515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/6363987582575691515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/10/nikola-tesla-un-genio-dimenticato-in.html' title='- Nikola Tesla: un genio dimenticato in Italia.'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gif3TRsKWsk/TqMBakIhqUI/AAAAAAAACt4/2Z_Fsg9-q0I/s72-c/energia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-4377593086844921302</id><published>2011-10-19T17:13:00.003+02:00</published><updated>2011-10-19T17:20:53.511+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><title type='text'>- Principio antropico ed entropia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EUDpOnpXlcc/Tp7p22Vo_sI/AAAAAAAACto/9UV8bS_H8I4/s1600/entropia.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665222509787152066" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-EUDpOnpXlcc/Tp7p22Vo_sI/AAAAAAAACto/9UV8bS_H8I4/s400/entropia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Il DNA, l’anima della vita. Ha avuto bisogno di condizioni particolari per dare origine agli organismi complessi (tra cui l’uomo) che conosciamo oggi. Le dimensioni, la forma e la posizione del nostro pianeta nell’universo hanno quindi giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo della vita, e nessun particolare sembra essere stato lasciato al caso.Se la Terra fosse stata solo leggermente più vicina al nostro astro, l’intenso calore ne avrebbe fatto evaporare l’atmosfera e tutte le acque superficiali e le radiazioni letali provenienti da esso avrebbero sterilizzato l’intera superficie. Al contrario una maggiore distanza l’avrebbe relegata in una morsa di freddo. Inoltre essa possiede un campo magnetico, ovvero una forza generata al suo interno che, come una calamita, attira e devia il flusso di particelle energetiche provenienti dal Sole, comportandosi come uno scudo. E ancora la sua massa le permette di trattenere una densa atmosfera indispensabile alla vita, e la sua geologia è strutturata in modo tale da essere estremamente dinamica, permettendo un rinnovamento continuo della superficie. Inoltre possiede tutta una serie di movimenti che le permettono di distribuire equamente il calore ricevuto dal Sole. E poi c’è la Luna, il nostro satellite, che non è solo un romantico ornamento del cielo, bensì un elemento che stabilizza l’asse terrestre al punto da garantire un certo clima per periodi lunghi e favorire quindi lo sviluppo della vita.Ma nelle condizioni favorevoli sono incluse anche le caratteristiche della nostra stella. Se fosse stata troppo grande avrebbe inghiottito la Terra o, quantomeno, avrebbe bruciato troppo in fretta per accompagnare le tappe dell’evoluzione biologica. E se fosse stata troppo piccola il suo calore non sarebbe stato sufficiente a scaldarci. Inoltre il Sistema Solare è posizionato in una zona periferica della galassia, abbastanza distante dalla zona centrale da salvaguardarsi dall’energia mortale prodotta dai fenomeni molto violenti che vi avvengono, ma non troppo per fare a meno degli elementi chimici pesanti che utilizza la vita. Sebbene di per sé già eloquenti, queste osservazioni assumono addirittura un ruolo di secondo piano se proiettate nel contesto più generale delle caratteristiche del cosmo, che è strutturato in modo che ogni suo fenomeno avviene coordinato all’unisono con tutto il resto, al punto che il cambiamento minimo di una grandezza fisica ne sconvolgerebbe totalmente le caratteristiche e l’evoluzione. Quindi avrebbero potuto esistere infiniti universi differenti da quello che vediamo oggi, tanti quante le combinazioni nei parametri fisici che conosciamo. Allora perché l’universo è così com’è? E se fosse stato diverso, cosa ne sarebbe stato di noi? La nostra esistenza necessita di condizioni talmente particolari che sembra quasi siano state create apposta in questo modo per permettere la nostra presenza. Ma allora qual è lo scopo della nostra esistenza? E che rapporto c’è tra la nostra creazione e quella di un cosmo che sembra fatto apposta per noi? Il suo creatore (qualsiasi sia la sua natura) aveva forse una scelta o un progetto? Questa considerazioni ci pongono di fronte ad un bivio: o l’universo è stato confezionato appositamente per noi (circostanza nota nel mondo scientifico con il nome di &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Principio Antropico&lt;/span&gt;), oppure siamo sulla strada sbagliata e stiamo prendendo in esame solo i processi correlati alla nostra presenza, allo stesso modo in cui un pesce in uno stagno è interessato solo alla pozza d’acqua che lo circonda. Il Principio Antropico si rispecchia nella visione antropocentrica del cosmo predicata dalla chiesa cattolica qualche secolo fa, dove l’uomo e il suo pianeta erano al centro del Creato e la sua ragione ultima. Secoli di storia e di sofferente ricerca scientifica hanno lentamente scardinato tale dogma; tuttavia l’interpretazione dei nuovi dati sperimentali tende a ridare un ruolo di primo piano all’essere umano. Sì, perché?La materia e l’energia nell’universo sono disposte in modo estremamente ordinato, organizzate ad ogni livello in strutture complesse. Tuttavia ciò è in palese contrasto con la tendenza spontanea dei fenomeni naturali di passare da forme concentrate e organizzate di materia ed energia verso distribuzioni più casuali. Nel linguaggio scientifico questa proprietà della natura viene chiamata &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Entropia&lt;/span&gt;. Ogni volta che viene compiuta un’azione, c’è una trasformazione da uno stato di ordine a quello caotico dal quale non si può ricavare più lavoro utile. I processi legati alla vita sono l’esempio più eclatante di tale regola; assumiamo alimenti strutturati per estrarre la loro energia chimica che consumiamo nei nostri gesti quotidiani, così come le stelle sviluppano calore grazie alla combustione delle loro masse avviandosi verso un’inesorabile morte termica.Ma se i processi fisici tendono al caos, perché questa ordinata complessità della vita perfettamente inserita nell’architettura del cosmo? Siamo immersi in un universo che si evolve sperperando energia, ma secondo una danza sincronizzata all’unisono di ogni suo componente, disposto in vari sistemi con una gerarchia ben precisa: i pianeti attorno alle stelle, che a loro volta si raggruppano in ammassi, quindi in galassie, che si dispongono in gruppi. Come si spiega questo paradosso? E che ruolo gioca la vita in questa sinfonia cosmica? I nostri strumenti di ricerca hanno raccolto una quantità considerevole di informazioni sul cosmo, consentendoci di costruirne un modello accettabile. Ma quando cerchiamo di risalire alle sue origini per comprenderne i meccanismi, esso comincia a eludere le nostre tecniche d’indagine rendendole vane. In sostanza le stesse leggi fisiche che ci permettono di interpretare i fenomeni, si rivelano inadeguate per ipotizzarne la genesi. Come è possibile tutto ciò? Come possono venire meno i fondamenti su cui si basa tutta la nostra cultura scientifica?&lt;br /&gt;Sabrina Mugnos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-4377593086844921302?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/4377593086844921302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=4377593086844921302' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/4377593086844921302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/4377593086844921302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/10/principio-antropico-ed-entropia.html' title='- Principio antropico ed entropia'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-EUDpOnpXlcc/Tp7p22Vo_sI/AAAAAAAACto/9UV8bS_H8I4/s72-c/entropia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-817779846489724494</id><published>2011-10-11T18:47:00.004+02:00</published><updated>2011-10-11T18:51:48.167+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- Napoli il Grande Oriente celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-AHr_yWWc3Yo/TpRzkV7QJGI/AAAAAAAACtM/B-KR5oZNupI/s1600/01.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 384px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662277699709707362" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-AHr_yWWc3Yo/TpRzkV7QJGI/AAAAAAAACtM/B-KR5oZNupI/s400/01.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7H0kq7pMqhM/TpRzc7cC5VI/AAAAAAAACtA/lFD3hPuL1Bc/s1600/02.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 286px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662277572340409682" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-7H0kq7pMqhM/TpRzc7cC5VI/AAAAAAAACtA/lFD3hPuL1Bc/s400/02.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GJsYrWXZ00Q/TpRzVtxBuGI/AAAAAAAACs0/aqfcOoNWs6I/s1600/03.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 308px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662277448411232354" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-GJsYrWXZ00Q/TpRzVtxBuGI/AAAAAAAACs0/aqfcOoNWs6I/s400/03.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-4WpYQkJJMYo/TpRzOD-AA8I/AAAAAAAACso/lhLg2Qr3zto/s1600/04.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 287px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662277316932273090" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-4WpYQkJJMYo/TpRzOD-AA8I/AAAAAAAACso/lhLg2Qr3zto/s400/04.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'intervento del Gran Maestro, Gustavo Raffi, al Convegno di Napoli&lt;br /&gt;Sud alza la voce. Legalità, cultura e giovani per il riscatto delle coscienze&lt;br /&gt;"Sud alza la voce. Non si può più sbagliare: basta con le politiche dell'assistenzialismo e degli interventi a pioggia, che puntualmente finiscono sempre nel cortile di qualcuno: c'è bisogno di un grande progetto per il riscatto del Mezzogiorno che punti su giovani, cultura, legalità e scuola. Solo così si potrà celebrare davvero l'Unità d'Italia". E' quanto ha affermato il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, al convegno 'Dalla Campania per l'Italia', che si è tenuto oggi al Teatro di Corte di Palazzo Reale, a Napoli.&lt;br /&gt;"Siamo dalla parte - ha aggiunto il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani - di quanti in questi anni hanno conservato un pensiero libero, tenuto controvento. Hanno denunciato malaffare e interessi di parte e non di rado hanno pagato per le loro scelte di coerenza. Il riscatto del Sud è la priorità del Paese, perché significa lotta per il lavoro e per i diritti, per una cultura della libertà che fa strada al cambiamento. Si traduce in scelte concrete perché tutto deve partire da una cultura di fondo che non è quella dei mandolini e dei nuovi Pulcinella ma è il coraggio di strappare i giovani alla droga. E' la responsabilità - ha sottolineato Raffi - di chi denuncia il racket, di chi si impegna ogni giorno facendo il proprio lavoro, dei maestri che a Scampia mettono i libri sui banchi della scuola pubblica per insegnare ai giovani che la verità non è la violenza, e che si può essere uomini liberi anche se si vive all'Inferno".&lt;br /&gt;"A Napoli - ha rimarcato Raffi - non devono bruciare i cassonetti ma la rabbia per ciò che ancora non c'è, per ciò che vogliamo costruire. L'unica spazzatura in Campania devono essere i camorristi da consegnare alla patrie galere. La criminalità non può essere ammortizzatore sociale dove il lavoro scarseggia. Al Sud non si può sempre recuperare, bisogna anticipare. Dobbiamo affiancare e sostenere chi spezza le catene della minorità. Chi combatte per la dignità del Sud è nostro Fratello - ha scandito il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia - perché deve tramontare il tempo dei mezzucci e della raccomandazione, per premiare finalmente il merito".&lt;br /&gt;"Lanciamo un appello alla coesione nazionale - ha concluso Raffi - attraverso un nuovo Patto di Fratellanza tra i cittadini. A Napoli e in Campania, fallito il miraggio del nuovo Rinascimento, venga il tempo di un Nuovo Risorgimento della Ragione. La stagione delle responsabilità condivise per dare risposte vere ai problemi e costruire il futuro. In nome dell'Uomo, per la verità dell'Italia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29857873-817779846489724494?l=esoterismografico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esoterismografico.blogspot.com/feeds/817779846489724494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29857873&amp;postID=817779846489724494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/817779846489724494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29857873/posts/default/817779846489724494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esoterismografico.blogspot.com/2011/10/napoli-il-grande-oriente-celebra-i-150.html' title='- Napoli il Grande Oriente celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia.'/><author><name>Nicola Ferraro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03516428253219871463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_2xPo-GdfIU4/Soai0sh5qyI/AAAAAAAABPk/YgEr7x-7E-I/S220/FBS.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-AHr_yWWc3Yo/TpRzkV7QJGI/AAAAAAAACtM/B-KR5oZNupI/s72-c/01.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29857873.post-4875330106598868317</id><published>2011-10-07T15:14:00.009+02:00</published><updated>2011-10-07T15:53:31.816+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermetismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pitagora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Astrologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alchimia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><title type='text'>- GLI ASTRI DEL TEMPIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-KP4FWm82zyk/To8D5fnd5VI/AAAAAAAACsc/JWzMY_jFG84/s1600/06.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 326px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660747542902465874" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-KP4FWm82zyk/To8D5fnd5VI/AAAAAAAACsc/JWzMY_jFG84/s400/06.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-kkejDtW8VYU/To8C_6HrthI/AAAAAAAACsQ/QoIiriFMnvA/s1600/05.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 351px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660746553584498194" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-kkejDtW8VYU/To8C_6HrthI/AAAAAAAACsQ/QoIiriFMnvA/s400/05.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vyrYrtO28E8/To78odp3u1I/AAAAAAAACr0/u6K3ZCdcjwE/s1600/02.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 350px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660739553736506194" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-vyrYrtO28E8/To78odp3u1I/AAAAAAAACr0/u6K3ZCdcjwE/s400/02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-qBn3Z958Zzg/To78fdV4cwI/AAAAAAAACrs/J9Xc4Sismtc/s1600/03.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 349px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660739399033844482" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-qBn3Z958Zzg/To78fdV4cwI/AAAAAAAACrs/J9Xc4Sismtc/s400/03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xePxlflDreQ/To78XrU7MgI/AAAAAAAACrk/ZLVZcaOtjGU/s1600/04.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 349px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660739265348973058" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-xePxlflDreQ/To78XrU7MgI/AAAAAAAACrk/ZLVZcaOtjGU/s400/04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-lj4lJqGMVtA/To78ASsgsSI/AAAAAAAACrU/4dckw00geE4/s1600/06.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 326px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660738863600021794" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-lj4lJqGMVtA/To78ASsgsSI/AAAAAAAACrU/4dckw00geE4/s400/06.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt; Caro Marco,&lt;br /&gt;Anche se ho atteso molto, alla fine ho avuto la tua lettera. L’ho letta con la solita attenzione e credo di aver compreso che la mia descrizione del Tempio in chiave cabalistica non ti sia proprio piaciuta. Certo, sei cauto e gentile come al solito. Ma mi dici chiaramente che questa interpretazione ti sa di misticismo e di esoterismo un po’ esasperato. Bene. Ti sono grato per la sincerità. Ed io che speravo che cominciassi a studiare la Cabala. E’ un problema. Mi hai messo in crisi e sono costretto a chiedermi: Esiste un’altra possibile lettura del simbolismo globale del Tempio? Sarà possibile trovare uno schema “più scientifico” ? Uno schema in cui, in un qualche modo, si inserisca un’analisi “più verificabile” ? E non debba richiedere, oppure ne richieda molto meno, un atteggiamento di accettazione passiva? Come al solito, si tira in ballo il problema della certezza e della dimostrazione inconfutabile. Tu sai, però, che, spesso, si tratta di pura utopia, ed io non pretendo di possedere la verità. Nonostante tutto, non mi sono tirato indietro e mi sono messo al lavoro. Ciò che leggerai non ha nulla di “mistico”, anzi… Se poi sarai costretto a fare qualche elementare verifica astronomica, ti prego questa volta non te ne lamentare… e studia. E non dimenticare un po’ di filosofia e di simbolismo alchemico.&lt;br /&gt;Buona lettura.&lt;br /&gt;Con un triplice fraterno abbraccio.&lt;br /&gt;P.&lt;br /&gt;Qualche volta ti sembrerà di perdere il filo del discorso. Prima di andare avanti, osserva più attentamente la figura relativa e … rifletti un po’.&lt;br /&gt;Da Torre Annunziata, Epifania dell’Anno 2004&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La vera lingua universale, l’Araba Fenice a lungo cercata, è fatta di Simboli. Come ogni Parola deve necessariamente avere uno o più significati perfettamente definiti, così i Simboli sono significanti soltanto se, presi singolarmente, non contengono elementi di contraddizione. I Simboli vanno letti con la ragione ed interpretati con la sensibilità&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;1&lt;/span&gt;. Non possono essere oggetto di pura contemplazione, né fantastica né metafisica. Di speculazione filosofica senz’altro. Nel Tempio e nel Gabinetto delle Riflessioni esistono Simboli che possiamo definire semplici e Simboli complessi. Il Compasso e la Squadra li possiamo definire Simboli semplici. Squadra e Compasso, uniti, costituiscono un Simbolo complesso. Il maggior Simbolo complesso, più ampio e polisemico, presente nel Tempio è&lt;br /&gt;costituito dall’insieme degli Astri che vi sono rappresentati: il Sole, la Luna, il Pentalfa, lo Zodiaco ed il Cielo stellato. I segni astrologici, Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci, indicano delle precise zone del cielo dell’ampiezza di 30 gradi lungo il tracciato dell’Eclittica &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;2&lt;/span&gt;. Duemila anni fa a questi segni corrispondevano perfettamente le costellazioni relative. Per la precessione degli Equinozi il punto vernale (γ)&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;3&lt;/span&gt; non cade più a 0° Ariete ma a circa 0° Acquario. Questo per quanto riguarda la valenza “astronomica”. La valenza “astrologica”, invece, rimane immutata. Permettetemi un inciso: quali conoscenze astronomiche dovevano necessariamente possedere le prime civiltà per definire il tracciato dell’Eclittica inclinata di 23° 27’ 8’’ rispetto al piano equatoriale ? E come conoscevano la posizione del Sole nel susseguirsi delle stagioni ? Intanto Berosso, Critodemo, Aristarco di Samo e Talete di Mileto ben sapevano della sfericità della Terra e della sua orbita intorno al Sole. Erano, poi, anche capaci di prevedere le eclissi solari.&lt;br /&gt;Iniziamo ora il nostro viaggio tra gli astri del Tempio. Il Gabinetto delle Riflessioni sarà la nostra prima tappa. Sulla parete del lato Est è rappresentato il segno dell’Ariete, Segno di&lt;br /&gt;Fuoco. Vi è, poi, una scritta: “Se tu perseveri sarai purificato dagli elementi &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;4&lt;/span&gt;, verrai fuori dall’abisso delle tenebre“. Questo è un invito a non indulgere nel lato negativo del “carattere” Ariete. Vi è dipinto un gallo, chiaro simbolo di risveglio e rinascita. Sulla parete del lato Sud c’è il segno del Capricorno, Segno di Terra: La scritta corrispondente è “Se tieni alle distinzioni umane, vattene”. Quindi un invito a sentirsi tutti fratelli, senza alcuna distinzione &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;5&lt;/span&gt;. Ad Ovest la Bilancia, Segno d’Aria: “Se la curiosità ti ha condotto qui allora esci”. Al Nord, al segno del Cancro Simbolo dell’Acqua, corrisponde la scritta : “Se la tua anima ha provato spavento, non andare oltre” &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;6&lt;/span&gt;. V. I. T. R. I. O. L.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;”Visita interiora Terrae rectificando invenies occultum lapidem”&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;7&lt;/span&gt; Come si è visto, nel Gabinetto delle Riflessioni troviamo i primi messaggi astrologici. Questi esprimono forti e severe valenze etiche. Vi si riconoscono chiaramente il “messaggio stoico” e “la saggezza epicurea”. Invitano a realizzare una profonda autovalutazione, utilizzando uno schema “astrologico - alchemico”, in cui, evidentemente, vengono anche riportate le valenze negative dei segni “cardinali” (Ariete-Bilancia, Cancro-Capricorno). Vi sono, poi, riportati i glifi dei Quattro Elementi (Fuoco – Aria – Acqua – Terra) &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;8&lt;/span&gt;. La parete Nord reca, ancora, i glifi dello Zolfo &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;9&lt;/span&gt; e del Sale &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;10&lt;/span&gt;. In questo Gabinetto si suole “fare Testamento”. Se si tiene conto di ciò, non è difficile scoprire una chiara analogia con la “confessione del defunto”, come riportato nel Libro dei Morti degli Egizi &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;11&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Il Tempio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Cerchiamo, ora, di passare ad una dimensione esclusivamente zodiacale. Avremo lo schema seguente. Al lato dell’Oriente corrispondono due segni astrologici: L’Ariete e i Pesci. In corrispondenza di questi segni c’è il Sole in Ariete e la Luna nei Pesci. Qui siede il Maestro Venerabile. Astrologicamente, il Sole in Ariete è in esaltazione &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;15&lt;/span&gt;. La Luna in Pesci è altrettanto in esaltazione &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;16&lt;/span&gt;. La congiunzione Sole – Luna è sinonimo dell’unione&lt;br /&gt;“del fisso col volatile”.&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;17&lt;/span&gt; Alla parete Ovest corrisponde il segno della Vergine e il segno della Bilancia. Ed è qui che siede il Primo Sorvegliante, proprio alla fine del segno della Vergine, il segno della remunerazione del lavoro, della raccolta dei frutti. “Il Fratello Primo Sorvegliante siede all’Occidente per mandare i fratelli contenti e soddisfatti a gloria e onore dell’Ordine (… raccoglie i frutti, diciamo …)”. Alla parete Sud siede il Secondo Sorvegliante, alla fine del segno dello Scorpione Leggiamo, ora, questi simboli più in profondità. Al Maestro Venerabile corrisponde il Neter Atena, che è anche un noto simbolo di “Saggezza”.&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;18&lt;/span&gt; Al Primo Sorvegliante corrisponde il Neter Venere che simbolizza la “Bellezza”, il compimento estetico ("tutto è giusto e perfetto") e, nel Tempio, Venere si trova qui&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;19&lt;/span&gt;. Al Secondo Sorvegliante &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;20&lt;/span&gt; corrisponde, invece, la Forza. La forza misurata, controllata, giusta e saggia di Giove. In Sagittario ha il domicilio Giove. Il Fratello Secondo Sorvegliante, invece, “osserva il Sole al suo meridiano e manda i fratelli dal lavoro alla ricreazione e dalla ricreazione al lavoro, … cioè il giusto riposo, la gioia meritata, in coerenza con il segno di Giove. Ora. esistono quattro punti che possono essere individuati sulla proiezione dello Zodiaco sul piano terrestre. La loro distanza angolare, in successione, è di 60 e 120°. In Astrologia queste distanze si chiamano “aspetti” . 60 e 120° si definiscono “aspetti positivi”. Questi punti sono simmetrici rispetto agli assi dello Zodiaco. Il Tempio è orientato secondo gli stessi assi: l’asse Equinoziale e l’asse Solstiziale. Congiungendo questi punti si ottiene un rettangolo, ossia la pianta del Tempio.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;“ Che la Sapienza illumini il nostro lavoro! ”&lt;br /&gt;“ Che la Bellezza lo irradi e lo compia! ”&lt;br /&gt;“ Che la Forza lo renda saldo! ”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;siamo al momento di fondazione del Tempio. Ed è così che possono iniziare nel modo giusto e corretto i lavori dell’Officina.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Il Pavimento a Scacchi, la Costellazione di Orione, Sirio e la Volta Celeste&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;C’è da chiedersi, ancora, che cosa possa significare il Pavimento a Scacchi &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;21&lt;/span&gt;. La costellazione di Orione le cui principali stelle sono disposte ai vertici di un rettangolo, da tutte le popolazioni antiche veniva rappresentata con un disegno a scacchi. Gli indigeni della Polinesia ed i Dogon dell’Africa impiegavano questo glifo &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;22&lt;/span&gt;. Non lontana vi è una stella tra le più brillanti del nostro firmamento, Sirio. Su questa stella gli antichi egiziani regolavano la loro vita sociale e religiosa. Col sorgere eliaco di Sirio &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;23&lt;/span&gt; iniziava la piena del Nilo, il ché seimila anni fa si verificava ai primi di giugno. Che significa sorgere eliaco? Significa che all’alba Sirio sorge poco prima del Sole e preceduto dalla Costellazione di Orione, prossima al meridiano del luogo, ossia vicina alla sua elevazione massima. Mi spiego meglio: ponendoci con Sirio alla nostra sinistra avremmo Orione di fronte, sulla nostra testa. Se rapportiamo questa situazione all’interno del Tempio, a sinistra avremo il Pentalfa, sulla nostra testa la volta stellata e sul pavimento il glifo di Orione con Le tre Luci, sistemate in una posizione molto simile a quella delle tre stelle che formano la Cintura di Orione. &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;24&lt;/span&gt; Sirio simbolizza anche la stella dell’Iniziato e nei testi di ermetismo attendibili (parlo di ermetismo e non di essoterismo), il nostro Pentalfa è “La Stella dell’Iniziato”.&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;25&lt;/span&gt; La Volta stellata … il Manto di Iside, della Grande Madre degli Egiziani, la Vedova per eccellenza &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;26&lt;/span&gt;. Non ci diciamo forse noi I Figli della Vedova ?&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Dove siamo&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;27&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;A questo punto proviamo anche a dare una risposta ad una domanda che nessuno più si pone. Noi ci chiediamo: chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, ma manca l'altra domanda, la prima: dove siamo? Questo discorso ci permette di individuare il famoso punto geodetico, Vale a dire il punto della Terra in cui ci troviamo &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;28&lt;/span&gt;. Per individuarlo basta semplicemente guardare le stelle, Sole compreso, nel loro passaggio sul meridiano del luogo. &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;29&lt;/span&gt; Potremmo dire che il 2° Sorvegliante sia anche, o soprattutto, il guardiano delle stelle. Gli si chiede quale ora sia “al momento”. Egli con sicurezza risponderà “Mezzogiorno in punto” oppure “… mezza notte… “. Allora, pur se può essere molto probabile che non sappiamo chi siamo, che non sappiamo da dove veniamo, che non sappiamo dove andiamo, almeno abbiamo tutti gli elementi per valutare dove siamo e in che dimensione, in che contesto e, in fine, a quale scopo noi lavoriamo. …&lt;br /&gt;“ e tornammo a riveder le stelle”.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Confessio, vale a dire: “un po’ di autocritica”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;C. G. Jung. Tipi psicologici. Newton Compton Italiana.&lt;br /&gt;Proiettare vuol dire trasferire un contenuto soggettivo in un oggetto.Esso è un fenomeno di dissimilazione giacché un contenuto è alienato dal soggetto ed in qualche modo s’incarna nell’oggetto… La proiezione si fonda sull’arcaica identità di soggetto ed oggetto; ma si può parlare di proiezione solo quando appare la necessità di distaccarsi dal soggetto… La proiezione attiva si manifesta anche sotto forma di giudizio, che ha per scopo di dissociare il soggetto dall’oggetto; un giudizio soggettivo, considerato come un fatto reale, è separato dal soggetto e trasferito nell’oggetto… … La proiezione, senza la quale non potremmo riconoscere nulla, è anche l’ostacolo principale sul cammino delle verità. …&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;… principia explicandi non sunt multiplicanda praeter necessitatem…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Paolo Marino&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;1&lt;/span&gt; Come per qualunque altro linguaggio, quello dei simboli ha diversi livelli di espressione e di significati, in funzione della sensibilità e della ricchezza culturale soggettiva.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;2&lt;/span&gt; 30°X12=360°, ossia un cerchio completo. (O. Neugebauer: “… furono precise ragioni matematiche quelle che indussero a introdurre un grande ciclo ben definito, che misurava esattamente la progressione del Sole e dei pianeti rispetto a sezioni lunghe esattamente 30 gradi. Anzi, lo Zodiaco non fu mai altro che un’indispensabile idealizzazione matematica e venne usato esclusivamente ai fini del computo astronomico.” In G. Pettinato. La scrittura celeste. Oscar Saggi Mondatori). La datazione dello Zodiaco risale, nella cultura sumerica, al III millennio a.C. Negli scavi di Babilonia sono state rinvenute tavolette di argilla, risalenti al 747 a.C., che recano delle osservazioni astronomiche tanto precise da superare le possibilità dell’occhio umano. In una tavoletta viene citato uno strumento ottico che non si esita definire&lt;br /&gt;cannocchiale (In G. Pettinato).&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;3&lt;/span&gt; Punto vernale: corrisponde all’intersezione primaverile tra l’Eclittica e l’Equatore celeste. Il punto opposto è quello autunnale. Sono indicati con una freccia rossa&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;4&lt;/span&gt; E’ proprio vero che le verità più “nascoste” spesso sono sotto gli occhi di tutti! Si dovrebbe imparare a “vedere” oltre che a guardare, passando oltre. Mi riferisco all’Iniziazione.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;5&lt;/span&gt; Il “vizio” del Capricorno è costituito dalla frenesia dell’accumulo di beni materiali, i “metalli”, e dall’egoismo. Le distinzioni umane si riferiscono a quelle fondate sui beni posseduti.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;6&lt;/span&gt; Il cammino “iniziatico” non è per i pavidi, sia di mente che di cuore.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;7&lt;/span&gt; Di quale “PIETRA” si tratta? Forse di quella che costituisce il nocciolo del proprio “SE”. Trovarla, quindi, significherebbe realizzare la propria INDIVIDUAZIONE. “L’ndividuazione, dunque, è un allargamento della sfera della coscienza e della vita psichica cosciente”. (C.G
